
Nn scrivo a te che mi leggi ogni giorno,
nè a te che sei ora preda dello "zapping" da blog.
ORA IO SCRIVO SOLO A ME
(sinceramente fregandomene delle reazioni di chi possa finir col leggere quanto segue)
Ti ritrovi sempre più spesso aggrovigliata su te stessa per ricapitolare i punti salienti della tua vita e trarne significati, conseguenze, fallimenti, vittorie.
Il punto d'inizio è sempre lo stesso: quell'immagine nitida.
Accucciata nel tuo cantuccio preferito, all'angolino del frigorifero della cucina, avevi appena 5 anni e assistivi ai discorsi "da grandi", chiedendoti già che differenza ci fosse tra te e loro se capivi per bene ciò che si dicevano, domandandoti perchè mai tu fossi denominata la "ragazzina".
Forse perchè, arrancando nelle difficoltà economiche di una famiglia del ceto medio-basso passavi il tuo tempo a veder girare una bamboletta caricata a mano che compiva un giro su se stessa per poi rifermarsi.
O perchè a 6 anni nn capivi cm mai fossi tu il "confessionale" personalizzato delle 6 del mattino degli sfoghi di tua madre che esaurita, ti vomitava addosso le ansie notturne di una moglie esausta dagli "obblighi matrimoniali" pena.. le mani.
O perchè a 8 anni ti sei ritrovata le luride mani di un vicino e di un cugino sul tuo corpo che volevano giocare cn te quando mamma nn c'era.
E continuavi a nn spiegarti perchè chicchesia, ovunque e in ogni dove ti battezzasse "la roccia di casa" o "il bastone delle mia vecchiaia".
Certo, che onore però. Questo ti garantiva una fierezza estrema interna, a testa alta mandavi a cagare chi ti sfotteva se indossavi il giacchettino acetato in pieno inverno contro il loro monclair, la cinta del charro della bancarella era perfetta, e tra i banchi di scuola eri l'eletta, la tua testa e la tua volontà di essere il massimo nn la compravano a Via Condotti.
Di bello c'è che eri felice.
Sin da piccina la capo-banda, la leader, tanti fidanzatini. Ma nn dovevi deludere: questo in maniera silenziosa ti si chiedeva. Sei forte, tutti contano su di te. E a 13 anni cn un padre infartuato, ti ritrovi ad andare a scuola, preparare il pranzo, gestire la casa, partire cn tuo fratello ragazzino cm te, andare a scaricare cassette di bibite col furgone per negozi, salire sui pallets, guidare "muletti".
Ma più cresci e più doverosi sono i tuoi compiti, ovvio. E diventi la balia di tua sorella. Nessuno riesce a farlo, te ne sobbarchi te... gestire il rapporto di tua sorella cn un alcolizzato nn è cosa facile.. sai com'è pedinare a 18 anni un cristone di 30 per bar..fatto cm una spugna... insomma.. ma vai, all'attacco sei partita e l'hai fatto.
Arriva la quiete: tra i banchi del 4° superiore conosci l'uomo della tua vita... a 23 anni te lo sposi, a 24 porti a casa una bellissima bimba, due anni dopo cn tanti sacrifici hai la tua bella casa di proprietà, altri 3 dopo arriva un'altra pargoletta. Lavoro perfetto, stipendio notevole, stima infinita, un paradiso!!
Ma qualcosa nei tuoi dati ancestrali nn quadra, qualcosa deve pur ricominciare ad andare storto.
E prende il via la tua carriera di infermiera autodidatta Honoris Causa.
Per sei anni ti ritrovi tra camici bianchi e aghi, corsie ospedaliere, cateteri e lacrime.
Sei di nuovo la balia di tua sorella. La sua portavoce, la sua mano, il suo braccio, la sua mente, il suo avvocato, la sua paura, la sua speranza, la sua richiesta di giustizia. Eppure riuscivi a barcamenarti davvero benone: lavoro, casa, figlie, sorella, madre...poi padre.
Diventi anche la balia di tuo padre.
Già, papà, anche lui... nn hai potuto più essere il bastone della sua vecchiaia..semmai sei stata per lui quello che sei stata per Serena, e contemporaneamente poi. Qualcuno facendoti sorridere in un Centro di Aiuti Domiciliari ti disse: "Hai due bombe ad orologeria sotto il culo. Spera nn scoppino insieme." Eh, insomma dai, ti hanno lasciato 5 mesi di tempo tra uno e l'altro, giusto il tempo dei giri burocratici e di rimetter quel paio di kg addosso per poter vincere la sfida successiva.
Tutto questo ti ha defraudato della vita, e arricchito della vita stessa, perchè accompagnarli entrambi ad andar via da te..nel buio delle stanze, nella tua solitudine pretesa, tu e loro..da soli..prima uno, poi l'altra..questa è stata la "crescita per eccellenza".
Hai retto anche quello che è successo immediatamente dopo: la malattia neuro-degenerativa della mamma, atassia spino-cerebellare, che l'ha ridotta una completa invalida.
E sei allora diventata nuovamente la balia di tua madre.
Mollato il lavoro dei tuoi sogni, ricucito addosso il camice bianco.
Ti sei cuccata anche il tuo momento di gloria nel Natale 2004, ma lì il fato ti ha graziato, a parte toglierti un pezzetto di quella micro-tetta che ti ritrovi, per ora tra controlli vari vai avanti.
Ma poi è successo qualcosa.
Poi ti sei sentita stanca, debole, fragile e sola.
E hai fatto cappotto.
Hai preso in mano la tua vita e hai detto: "via ciò che nn mi piace, nn più compromessi, nn più magoni da buttar giù".
E partendo da quell'immagine della bamboletta che compie un giro su se stessa, sempre qui ti ritrovi.
Una separazione di fatto, nn legalmente possibile finchè nn ci saranno le necessarie possibilità economiche, l'assenza di un lavoro, una madre invalida da accudire, due figlie da seguire cn nn pochi problemi data l'adolescenza di una delle due... un senso di incompletezza, di galleggiamento nel limbo della vita.
Apri gli occhi e vedi che "la roccia" si sta sgretolando.. al di là della lunga sequela di problemi di salute attuali, c'è la tua mente che si rifiuta di lavorare, di reagire, procreare, risolvere.
Stasera a Porta a Porta c'erano i disabili. Col gran gusto della vita. Chi cieco, chi focomelico, chi su sedia a rotelle.. tutti che VIVONO.
Mi sono alzata dal divano e ho detto: BASTA!
Cazzo Barbara, scava dentro te stessa e ritira fuori l'orgoglio, la stima e la forza d'animo di un tempo.
Tu puoi farcela. Sei sulla soglia dei 37 anni, forse se tieni botta, c'è ancora una vita per te, cn qualcuno che continuerà a coltivare negli anni il grande amore, che nn ti farà sentire sola nei momenti peggiori della tua vita. Sei stata sfigata ok, il destino cn te ha proprio stronzeggiato, adesso però è ora che tu muovi il culo e cerchi di riprenderti ciò che meriti. Perchè comunque, Barbara, tu ti piaci, e nn vorresti cambiarti mai.
Adesso Barbara, vai a letto.
Le 3 ore di sonno che il cortisone ti permette partono da ora.
Domani (forse meglio dire oggi..) voglio un sorriso largo e luminoso al tuo risveglio. Nn ti manca mai il sorriso, l'ironia e il coraggio. Ma domani (dicesi oggiiiiiii) lo voglio diverso.
Domani (idem cm sopra) nn noterai le alterazioni del tuo volto dovuti ai farmaci, domani (ci rinuncio..)vedrai la ragazzina cuor di leone che tutti vogliono.
Perchè questo è quello che tu sei.
Inviato da: SpettaCheArrivo
il 31/05/2011 alle 10:20
Inviato da: c.pacio2
il 01/05/2011 alle 07:21
Inviato da: Arvalius
il 29/04/2011 alle 11:50
Inviato da: dago_67
il 28/04/2011 alle 15:03
Inviato da: Sempre_free
il 17/10/2009 alle 21:12