Creato da quattro.mani il 02/05/2007
Quando la fantasia non riesce più a stare dentro la mente,e corre via,imbratta i muri e riempie le righe dei diari.Quando si consumano le penne, e la voce non smette di raccontare i pezzi della storia creata per gioco..è il momento di agire!

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Post N° 20

Post n°20 pubblicato il 27 Maggio 2007 da quattro.mani

chiuse la porta dietro di se per uscire e recarsi in centrale.Durante l'ultima mandata della chiave,sentì il telefono squillare dall'interno di casa sua; "non ho tempo ora" pensò.Si mise in macchina, e percorse i 2 chilometri per raggiungere la centrale.Guardava la gente per strada e le sembrava di essere osservata.Tutti sembravano conoscere la verità, e guardarla con occhi dispiaciuti.

In centrale arrivò carica di energia.Avrebbe voluto fare a pezzi quell'uomo,per mettere a tacere quelle voci che dentro di lei le impedivano di essere forte durante gli interrogatori.Delacroix le andò incontro.

-ho provato a chiamarti,ma forse eri già fuori-le disse.

-correvo qui,per incontrare Memories.Perchè mi cercavi,sapevi dell'incontro di oggi,no?-

-Era proprio di questo che volevo parlarti-Disse Delacroix con tono indeciso.Sembrava cercare le parole giuste per un discorso complicato.-non potrai interrogarlo oggi,Susan-

-Come?-scattò lei - cosa vuol dire "non posso"?-

-So come ti senti,quello che stai passando,ma purtroppo la legge è legge- disse delacroix perdendosi in luoghi comuni che a Susan non sembravano chiari. - il suo avvocato ha ottenuto il rilascio!-poi sospirò,come se finalmente fosse riuscito a sputare fuori un boccone avvelenato.

Susan scappò via.Aveva vinto Alex, e lei subiva ancora una sconfitta.Era colpevole,palesemente;eppure niente poteva trattenerlo.In qualche modo Susan era preparata a questo momento.Si rimise in macchina e si diresse a casa,nuovamente.Lasciò cadere la borsa all'ingresso e si accasciò sul divano."aiutami papà!"sussurrò.

Adela era una persona che conservava ogni tipo di oggetto,come ricordo di un momento andato.Susan non lo sopportava.Odiava quel suo modo di fare.Quei cassetti pieni di scontrini,foto,biglietti da visita e volantini.Per non parlare di sassolini,bottigliette e sourvenirs vari.Eppure adesso quella caratteristica di Adela poteva esserle di grande aiuto.Le telefonò.

-ciao adela, sono io: Susan-

Dall'altro capo del telefono la sorella fu palesemente felice di sentirla-Come stai Susan?Ero molto in pensiero-

-Ho bisogno di una cosa,che tu sicuramente hai.Sto venendo da te-

La raggiunse in un istante.il luogo in cui abitava Adela sembrava il paese delle meraviglie.Viali alberati,parchi pieni di verde, e infinite file di villette a schiera.Lungo la strada il mare luccicava, e sembrava cantare.La gente lì era solita spostarsi con la bicicletta, e lasciava le strade silenziose.In fondo ad uno dei viali la villa di adela si estendeva per 200 metri quadrati.Su due livelli.Adela e suo marito non avevano bambini, e quella casa ,solo per loro sembrava infinitamente grande, e vuota.

Susan parcheggiò l'auto sul ciglio della strada.Guardò attraverso la finestra più bassa e salutò sua sorella impegnata ai fornelli.

-Scusa se mi sono precipitata qui-Disse susan,mentre adela le versava il caffè - so che ci vengo poco qui-continuò.

Adela l'accarezzò e aggiunse - Non potresti vivere qui, e non riusciresti a stare nemmeno un pò!è troppo tranquillo per te!-Sorrisero.

Susan aveva chiesto ad Adela se conservava qualcosa del padre, e non fu sorpresa del fatto che lei teneva due scatoloni di roba.

Prese il caffè e gli scatoloni,Salutò adela e Andò via.Dallo specchietto retrovisore ,durante il tragitto,continuava a guardare gli scatoloni poggiati sul sedile posteriore.Li guardava come se volesse guardare dentro,tanta era la curiosità.Era sicura di trovarci dentro qualcosa.Tutti le dicevano che aveva lo stesso carattere del padre, e per questo sapeva che lui avrebbe lasciato qualche indizio,come avrebbe fatto lei nella sua situazione. 

non ricordava granchè di suo padre,ma se lo immaginava estremamente intelligente.D'altronde lui era stato capace,da solo,di scovare quel criminale.

Tornò a casa e trascinò con sè gli scatoloni.Li poggiò sulla tavola.Poi qualcuno suonò alla porta.Un giovane ragazzo,con gli occhiali e le lentiggini le porse una rosa con un biglietto.

-chi me la manda?-domandò stupita Susan.Capì che quel giovanotto non doveva essere un fioraio,nè un postino,poichè non indossava alcuna divisa particolare.Il ragazzo la guardò stranito,indicò un auto alle sue spalle e scappò via.Susan alzò lo sguardo in direzione dell'auto,nera, di grossa cilindrata,ma non riuscì a vedere chi fosse alla guida.Quando l'auto passo a dieci metri da lei,il passeggero seduto a fianco dell'autista tirò su il finestrino,ma in quei pochi attimi Susan riconobbe lo sguardo.Si sentì gelare.Era Alex Memories!Rimase inerme qualche istante,come pietrificata,strine forte la rosa e la scaravento sulla strada.Nell'altra mano aveva ancora il bigliettino..

 
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