Creato da quattro.mani il 02/05/2007
Quando la fantasia non riesce più a stare dentro la mente,e corre via,imbratta i muri e riempie le righe dei diari.Quando si consumano le penne, e la voce non smette di raccontare i pezzi della storia creata per gioco..è il momento di agire!

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Post N° 21

Post n°21 pubblicato il 27 Maggio 2007 da quattro.mani

Si chiuse la porta alle spalle sbattendola.

- Maledizione! Ci mancava solo Memories libero- disse mentre apriva il bigliettino consegnato con la rosa. Riconobbe la grafia, aveva passato fin troppe notti leggendo il suo diario. Lesse ad alta voce la frase.

"la prossima volta saremo soli. Ottengo sempre ciò che desidero"

Un brivido di paura le corse lungo la schiena. Conosceva quella frase, l'aveva già vista nel suo diario. Sapeva che Memories amava distruggere le sue vittime psicologicamente prima che fisicamente. Si era sorpresa molte volte davanti alla preparazione che quell'uomo aveva. Niente era fatto a caso. studiava ogni cosa in modo maniacale. Scosse la testa, poi prese il biglietto e lo accartocciò.

-non sono una tua vittima Alex Memories. Ti conosco come nessun altro, non ti permetterò di entrare nella mia vita-

Susan decise di concentrarsi su altro, in realtà aveva paura di quell'uomo ma non voleva ammetterlo nemmeno con se stessa. Non le era mai capitato prima, non si era mai lasciata coinvolgere in quel modo. Ma lui... lui aveva qualcosa in quello sguardo. Prese gli scatoloni contenenti i ricordi del padre e li aprì. Adela aveva conservato veramente di tutto. Lentamente cominciò a controllare ogni cosa. Non sapeva cosa stava cercando ma era sicura che avrebbe trovato qualcosa.

Era notte fonda quando si alzò scoraggiata dal divano. Aveva svuotato gli scatoloni e cercato un qualsiasi indizio senza trovare nulla. Si era emozionata rivedendo le foto di lei e suo padre, leggendo le lettere che aveva scritto alla moglie quando ancora erano fidanzati, aveva pianto quando aveva trovato i suoi disegni conservati gelosamente in una custodia di pelle. Ma niente che potesse aiutarla.

-papà lo so che mi hai lasciato qualcosa. ma cosa? come devo cercare?-

Guardò l'orologio, e si diresse verso la camera da letto. Si spogliò velocemente e si infilò sotto le coperte. Il sonno arrivò quasi subito ma, come spesso le accadeva negli ultimi tempi fu agitato e pieno di incubi.

Si svegliò urlando e con la gola in fiamme. Sempre lo stesso maledetto incubo... ma... c'era un particolare diverso che le era rimasto impresso nella mente. Dalla luce che filtrava dietro le tende capì che doveva essere quasi l'alba.

Bevve l'acqua sul suo comodino e cercò di calmarsi. Si accese una sigaretta e scese dal letto. Voleva controllare di nuovo quelle carte del padre. Qualcosa l'aveva colpita ma non sapeva cosa.

Come sua abitudine quando studiava un caso complicato cominciò a sfogliare ogni cosa velocemente. La mente razionale non riusciva a percepire ciò che l'inconscio invece assorbiva benissimo. Rilesse le lettere cercando un significato nascosto dietro ogni parola... ma niente. Poi all'improvviso guardò una delle foto sparse sul tavolino e si sentì mancare il fiato.

Era la foto di una festa in un giardino. Non ricordava dove, non riconosceva il posto. C'erano delle persone in piedi in un angolo, sotto un bellissimo patio in legno, che guardavano verso un gruppetto di bambini che giocavano insieme. Riconobbe la madre ed il padre ma nessun altro. C'era lei piccola, con i capelli sciolti e quel vestitino che le piaceva tanto. Gli altri bambini le erano assolutamente sconosciuti, tranne uno.

Guardò attentamente sperando di sbagliarsi. Il bambino era in piedi, appena poco distante dagli altri. Guardava direttamente nell'obiettivo della macchina fotografica con un tale terrore che Susan trasalì. Quegli occhi verdi erano rimasti immutati nel tempo. Era cambiato solo lo sguardo. Da terrore a rabbia cieca. Ne era sicura. Quel bambino era Alex Memories.

Susan si accasciò sul divano con la foto stretta tra le mani. Non riusciva a staccare gli occhi da quel bambino. Sembrava la stesse guardando. Girò la foto sperando di trovare qualcosa che l'aiutasse a capire. C'era solo una data e null'altro. Calcolò velocemente che era stata scattata un'anno prima che il padre fosse ucciso.

Ma com'era possibile che da bambina avesse giocato con Memories? Aveva controllato la sua scheda mille volte e non abitava nella zona dei suoi genitori. E chi era l'uomo che aveva scattato la foto? Non poteva essere il padre dato che entrambi i genitori erano presenti nella foto. E perchè quel bambino aveva quello sguardo così terrorizzato?

Era una coincidenza troppo grande e non sapeva se ridere o piangere. Era la sua mente che cominciava a farle brutti scherzi o quella foto era la chiave di tutto?

Corse a vestirsi. Doveva assolutamente parlare con la sorella. Solo lei poteva dirle qualcosa in più su quella foto.

Due ore dopo era di nuovo a casa davanti al suo portatile più confusa e terrorizzata di prima.

Era arrivata a casa di Adela sicura di capire qualcosa in più su quella foto, su Memories e sulla persona che l'aveva scattata.

La sorella aveva guardato la foto con attenzione poi aveva scosso la testa e aveva sospirato.

-eravamo in vacanza. Un collega di papà era stato invitato con la famiglia ad una festa di non so quale pezzo grosso e lui invitò anche la nostra famiglia. Mi ricordo che era una casa enorme e tantissimo verde intorno ma non saprei dirti chi sono queste persone nella foto e nemmeno chi scattò la foto. Il bambino era loro figlio. Se non ricordo male mi sembra si chiamassero Green o qualcosa del genere. Mi dispiace Susan ma è passato tanto tempo. Ma perchè è così importante?-

Lei aveva solo scosso la testa poi era scappata. Arrivata a casa aveva inserito nuovamente i dati di Memories nel database della polizia e ricontrollato la sua scheda sperando di non aver ragione.

-come ha fatto a sfuggirmi un particolare così importante? non è possibile... papà aiutami...-

Alex Memories non era il figlio naturale di James e Margaret Memories. All'età di cinque anni era stato adottato in seguito all'omicidio dei suoi genitori, Sandra e Leonard Green. La polizia scientifica aveva trovato il bambino in stato di shoc e dal referto medico avevano appurato che da tempo subiva violenze da qualcuno. L'omicida non era mai stato preso. Il piccolo era stato inserito nel programma di protezione testimoni, ed in seguito affidato ai Memories che l'avevano portato lontano da tutto quell'orrore.

Susan continuava a guardare lo schermo del portatile e sentiva il cuore batterle nel petto fino a farle male. Tremava, aveva paura anche solo a formularlo quel pensiero.

Alex Memories era l'unico in grado di dirle chi era l'uomo che aveva scattato quella foto e perchè lui ne era tanto spaventato.

 
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