Creato da quattro.mani il 02/05/2007
Quando la fantasia non riesce più a stare dentro la mente,e corre via,imbratta i muri e riempie le righe dei diari.Quando si consumano le penne, e la voce non smette di raccontare i pezzi della storia creata per gioco..è il momento di agire!

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Post N° 34

Post n°34 pubblicato il 24 Giugno 2007 da quattro.mani

Le lacrime continuavano a rigarle il volto e Susan non riusciva a fermarle. Piangeva per il padre che era morto per difenderla, piangeva per quell'innocenza che le era stata strappata via troppo presto. Lasciò andare tutto il dolore che per anni aveva tenuto chiuso dentro, che aveva nascosto anche a se stessa per paura di crollare, di non farcela. Per la prima volta dopo anni cominciò a far pace con se stessa e si sentì finalmente libera. Quando si riprese sentì una nuova forza esploderle dentro. Troppe persone avevano sofferto a causa di quell'uomo e troppe persone stavano ancora pagando la sua follia. Per un momento provò tenerezza anche per Alex, lo immaginò bambino nelle mani di quel fratello troppo grande e forte per potergli opporre resistenza. Era stata cieca, aveva lasciato che la rabbia le impedisse di ascoltare. Adesso tutto le era più chiaro, ecco il legame che tante volte Alex le aveva accennato. Entrambi erano stati violentati da bambini dalla stessa persona che adesso voleva ucciderli. Si alzò dal divano e raccolse tutte le lettere. Le ripose nella busta e le mise in borsa. Guardò l'orologio e si rese conto di non avere più tempo. Forse in quel preciso istante Wash si era già accorto della sua assenza e la stava facendo cercare. Cercò di organizzare le idee in fretta. Non poteva chiamare nessuno visto che tutti potevano essere coinvolti. Non si fidava più di nessuno e doveva trovare Elizabeth prima che fosse troppo tardi. Si cambiò e uscì cercando di non farsi notare dai vicini. Per strada non c'era traccia di volanti. Prese la macchina e tornò verso la villa di Alex. Per qualche motivo era convinta di dover cercare ancora qualcosa. Lasciò la macchina a circa un isolato dalla villa e la raggiunse a piedi. Entrò dalla porta di servizio nel garage, un piccolo trucco che aveva imparato leggendo il diario. Tornò nella sua camera e ricominciò a cercare. Se l'asassino aveva fatto parte della vita di Alex allora ne avrebbe trovato traccia. Lui conservava ogni cosa, catalogava ogni ricordo, ogni emozione, ogni avvenimento. Tolse tutti i libri dallo scaffale senza più preoccuparsi dell'ordine e di non farsi scoprire. Era abbastanza compremessa e la sua stessa vita era in pericolo. Fu in uno dei volumi di psicologia che trovò alcune pagine. La grafia era quella che conosceva bene.

25-06-1992 "Non riesco più a fermarlo. Il mostro che vive dentro di me controlla la mia vita. Posso scrivere solo qualche ora durante la notte quando lui dorme. Ho bisogno di aiuto ma nessuno mi ascolta. Nessuno riesce a fermarmi. Ho paura. Sono come Kory, sono come mio fratello." Susan si rese conto di aver trovato alcune pagine del diario che non aveva mai letto. Le aveva nascoste Alex prima di essere preso? O qualcuno aveva volontariamente fatto in modo che non le fossero consegnate? In quel passaggio si capiva chiaramente il momento in cui Alex aveva perso il controllo di se stesso lasciando che la personalità violenta prendesse il sopravvento. Era un classico in psicologia nei soggetti con personalità multiple. Continuò a leggere

26-06-1992 "Elizabeth non resisterà a lungo. Stò uccidendo l'unica persona che mi ha amato veramente. Ieri l'ho aspettata sotto casa. Quando è arrivata l'ho presa. Non fugge perchè ha paura. Io conosco ogni suo passo, ogni perosna che frequenta. Se lei fugge qualcuno pagherà al suo posto e lei non lo permetterebbe mai. Lei sa che non scherzo, in fondo M. è finito in ospedale a causa sua. Stanotte quasi la uccideva, non riesco più a controllarlo. L'ha portata a casa di Kory e mi ha costretto ad amarla come lui amava me. Ma lei si ribella, lei lotta e non si arrende. Perchè non mi lascia vincere? Perchè non lo lascia vincere? Lui odia la sua voglia di vivere, odia l'amore che lei gli ha dato. Elizabeth perchè hai cercato di capire? Perchè hai tolto la barriera? Stanotte la stava uccidendo. Quando è svenuta per le cose che lui le ha fatto ho avuto paura che fosse morta. Spero che qualcuno lo fermi. Voglio che qualcuno mi fermi. "

1-03-2006 "Solo la dottoressa Terry può aiutarla. Lui continua a cercarmi e non so più come nascondermi. Lui sa del mostro che dorme dentro di me, lui lo nutre con il suo amore. Ho paura che lui scopra questo diario. Lui sa sempre tutto"

Susan tremava. Erano le pagine che mancavano al diario, c'era il suo nome in quelle pagine. E un riferimento esplicito a Kory. Si rese conto che Alex Memories si era semplicemente fatto arrestare e aveva scelto lei in un ultimo disperato grido di aiuto prima di chiudersi totalmente nella sua follia. Aveva sperato che vedendo lui e leggendo il suo diario lei avesse capito. Si rimproverò ancora una volta della sua cecità. Adesso però poteva rimediare al suo errore. Lui aveva ancora una volta lasciato un indizio. Ecco dove potevano essere. Ecco dove sicuramente erano. La casa di Kory. La casa dove quel bastardo aveva abusato di lei e del fratello. Mentre faceva le sue ricerche aveva notato l'indirizzo di quella tenuta in campagna di proprietà del fratello di Alex. Lui non ci viveva ma la casa non era mai stata venduta. Il puzzle era sempre più completo e chiaro. Scese di corsa le scale e corse alla macchina. Accese il motore e partì. Più si avvicinava alla meta più la rabbia e la paura si facevano strada dentro di se. Stava per tornare nella casa dove molto probabilmente era stata violentata. Avrebbe dovuto affrontare se stessa ed il suo stupratore. Non era certa di saper controllare la rabbia, la paura, le emozioni. E poi, poi c'era Alex. Le violenze che aveva subito l'avevano trasformato nel mostro che era. Sarebbe riuscito a ritrovare un minimo di lucidità o in lui era morto qualsiasi sentimento? Susan non riusciva ad odiarlo ma voleva che Elizabeth avesse finalmente giustizia per tutte le violenze subite. Si sentì schiacciata da una responsabilità enorme. Prese il cellulare e chiamò Delacroix.

-Susan dove diavolo sei maledizione?-

-Ora non posso spiegarti. Ho già Wash alle calcagna?-

-Susan ti stai cacciando in un grosso guaio. Wash ha scoperto che sei stata nel tuo appartamento. Hai oltrepassato i sigilli della polizia. Ti stanno cercando cosa succede?-

Susan guardò l'orologio sul cruscotto. Aveva ancora 10 secondi prima che riuscissero a rintracciare la chiamata. Decise di mentire anche se significava entrare completamente sola nella tana del lupo.

-Ho deciso di collaborare. Stò andando a casa di Adela, Wash mi troverà lì-

Riagganciò e spense il cellulare. Poi accellerò e pregò silenziosamente il padre di proteggerla.

 
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