Creato da enca4 il 15/02/2010
PENSIERI E PAROLE
 

W. Allen

NON E' CHE HO PAURA DI MORIRE.

E' CHE NON VORREI ESSERE LI'

QUANDO QUESTO SUCCEDE.

W. Allen

 

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CANZONE

Che giorno è

E' tutti i giorni

Amica mia

E' tutta la vita

Amore mio

Noi ci amiamo noi viviamo

noi viviamo noi ci amiamo

E non sappiamo cosa sia la vita

Cosa sia il giorno

E non sappiamo cosa sia l'amore

Jacques Prévert

 

I ragazzi che si amano si baciano

In piedi contro le porte della notte

I passanti che passano se li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

E se qualcosa trema nella notte

Non sono loro ma la loro ombra

Per far rabbia ai passanti

Per far rabbia disprezzo invidia riso

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Sono altrove lontano più lontano della notte

Più in alto del giorno

Nella luce accecante del loro primo amore.

Jacques Prèvert

 

DALLA - CANZONE

 

N. de Chamfort

CHE COSA DIVENTA UN PRESUNTUOSO

PRIVO DELLA SUA PRESUNZIONE?

PROVATE A LEVAR LE ALI AD UNA FARFALLA:

NON RESTA CHE UN VERME.

N. de Chamfort

 

GLI APOSTOLI DIVENTANO RARI,

TUTTI SONO PADRETERNI

A. Karr

 

 

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Post n°374 pubblicato il 05 Settembre 2011 da enca4

E’ finito. Il grande amore che ci ha accompagnato per gran parte della nostra vita, non c’è più!

Insieme abbiamo affrontato, e a volte superato, difficoltà che mai ci saremmo sognati di affrontare da soli, perchè ci avrebbero visti sconfitti. Insieme abbiamo fatto dei figli. Insieme siamo riusciti ad avere una casa, nostra. Insieme abbiamo gioito, pianto. Tutto quello che è stato fatto da quando decidemmo di vivere l’avventura della vita in due, è stato fatto insieme.

“Ieri, mica tanto tempo fa, bastava che lo guardassi e vedevo in lui solo pregi”.

“ Ieri bastava uno sguardo e capivo se c’era qualche cosa che la turbava, che non la rendeva tranquilla”.

“Oggi l’ho guardato (ma avrei voluto non farlo), e ho visto una persona che non conoscevo. Pieno di difetti fisici che, fino a ieri, erano motivo di riso tra noi. Fino a ieri il suo modo di fare, un po’ altero, a volte distaccato, mi dava l’energia necessaria per cercare di rendere meno difficile il vivere insieme. Oggi odio il suo pensare, il suo modo di parlare, i suoi atteggiamenti”.

“Oggi, proprio non la capisco. Non so cosa ha, e nemmeno mi interessa saperlo. Ne ho tanti io, di problemi, che, figurati, se ho voglia di mettermene altri sulle spalle”.

“Forse avrà conosciuto un’altra donna. Più giovane, sicuramente. Una donna che gli farà di nuovo provare quelle emozioni, quelle sensazioni che anni fa, abbiamo condiviso insieme”.

“Sono arcisicuro che c’è un altro uomo. Ha sempre la testa fra le nuvole. Si dimentica delle cose più facili da ricordare. Chissà a chi pensa quando fissa un punto senza, tuttavia, guardare niente”.

“E’ la seconda sera in questo mese che inventa la scusa del lavoro straordinario. Se pensa che io gli creda … Quando torna a casa, poi, è più stanco del solito. Mica lavora nei campi. Non ha nemmeno l’incombenza di mandare avanti una casa, lui. Scuse, sono solo scuse”.

“Tornare a casa e trovare un ambiente ostile, dopo una giornata di pieno lavoro, non è proprio il massimo. Avrei preferito dormire fuori, in albergo. Almeno mi risparmiavo certi silenzi, certi mutismi che rendono  pesante vivere insieme”.

“Per colpa sua nostro figlio sta attraversando un brutto periodo. E’ sempre agitato, nervoso. Ho notato che, quando siamo a tavola, guarda prima l’uno poi l’altro, come se si aspettasse qualche cosa che sa che sarà difficile ottenere. Mi dispiace per lui, ma non sarò certo io a fare il primo passo”.

Luca ieri sera non ha voluto mangiare. Certo risente molto della situazione che si è creata, ma non sono  stato io a volerla. La signora ha alzato una barriera tra noi e adesso sta a lei abbatterla. Io ho già troppi problemi sulle spalle, figuriamoci se …”

“Quando ho  visto che storceva la bocca sapendo che per cena avevo preparato la frittata con le zucchine, non ce l’ho fatta più e mi è venuto spontaneo dirgli che se non gli stava bene quello che avevo preparato, poteva andare al ristorante. Si è offeso, il pupo. Ha messo il muso, si è alzato ed è andato in soggiorno a guardare la televisione. La frittata era un po’ bruciacchiata, è vero, ma comunque era mangiabile”.

“Deve ringraziare che era presente Luca, ieri sera, altrimenti la frittata, con tutto il piatto, andava a finire sulla sua testa. E’ proprio una grande stronza”.

“Anche mamma mi ha dato ragione. Anche lei è d’accordo con me. Questa situazione non è più sostenibile. Sono mesi che non ci parliamo, che non facciamo più l’amore. Sono mesi che viviamo come due estranei.  Ho sbagliato a sposarlo e a farci un figlio. Forse è meglio separarci, tanto lo fanno tutti”.

“Simpatica la nuova segretaria dell’ufficio spedizioni. Simpatica e bella. Ho visto che mi guardava con certi occhi che … Ha solo quindici anni meno di me, che vuoi che siano?  Quasi quasi …”

“E adesso chi glielo dice a mamma e papà che ho preso insufficiente in matematica e italiano? Sentirai che ramanzina.  Stavolta mi sono giocato la partita di domenica prossima.  Però faccio ancora in tempo a recuperare, mancano due mesi alla fine dell’anno scolastico, figurati se non ce la faccio. Oggi durante l’intervallo Mauro e Bruno si erano nascosti al bagno a fumare. Quando hanno capito che li avevo visti mi hanno pregato di non dire niente a nessuno. Ci mancherebbe altro che io faccia la spia. Domani rubo qualche sigaretta a papà. Voglio provare anche io”.

                                                                                              Enrico

 
 
 
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