Teoria dei colori <
Non occorre acquistare kit completi (e costosissimi) di colori, a tempera, ad olio o acrilici che siano. Vi basti sapere che si possono ottenere infinite sfumature con questi tre colori di base, detti colori PRIMARI: - ROSSO MAGENTA
- BLU DI PRUSSIA
- GIALLO CADMIO
Più, per schiarire e scurire, il bianco e il nero. Attenzione però: poiché il nero contiene in realtà tutti e tre i colori primari, se mescolato ad altre tinte tende ad accentuare il colore primario presente nella tinta da scurire. Vale a dire, giallo + nero = verde, rosso + nero = marrone. Il bianco invece tende ad opacizzare le tinte; meglio utilizzare il giallo, ma solo nei casi in cui il colore da schiarire non ne contenga già in abbondanza.
Mescolando tra loro i colori primari, si ottengono i colori SECONDARI, e cioè:
- ROSSO + BLU = VIOLA
- ROSSO + GIALLO = ARANCIONE
- BLU + GIALLO = VERDE
I cosiddetti colori COMPLEMENTARI sono quelle coppie di colori formate da un colore SECONDARIO + il colore che rimane dei PRIMARI:
- VIOLA (ROSSO + BLU) -> colore complementare GIALLO
- ARANCIONE (ROSSO + GIALLO) -> colore complementare BLU
- VERDE (BLU + GIALLO) -> colore complementare ROSSO
Consiglio: il color carne invece si ottiene miscelando rosso, nero e giallo, più un tocco di bianco. Poiché è un colore abbastanza difficile da azzeccare, è consigliabile comprarlo già in tubetto.
l'occhio umano tende a compensare la presenza di colori nell'ambiente che lo circonda, cioè per esempio in un ambiente con troppo rosso ricerca il verde che ne è il colore complementare: per creare quindi ambienti in armonia cromatica occorre tenerne conto.
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Decopatch
Questa tecnica si ispira al classico decoupage, ma riproposto in maniera assai più semplice ed abbordabile. E' anche piuttosto divertente, e può essere proposto a bambini dagli 8 anni in su (bardateli però con guanti di plastica e grembiuli, la colla usata sporca parecchio!).
COSA OCCORRE
- colla - vernice Decopatch (disponibile in diversi formati)
- carta Decopatch (assomiglia alla carta velina, ma è molto più resistente)
- pennello a punta piatta
- guanti, grembiule e giornali vecchi per non sporcare
- l'oggetto da rivestire (che può essere di legno, metallo, plastica...)
COME SI FA
Avete notato che non ho parlato di forbici? Infatti non si usano! Si strappano i lembi di carta con le mani, si passa uno strato di colla-vernice sull'oggetto, si appoggia il pezzo di carta strappato e lo si ripassa con la colla-vernice in modo da farlo aderire bene alla superficie. Si continua così, sovrapponendo leggermente i pezzi di carta tra loro, fino a completare tutto il rivestimento. Finito! L'effetto finale è davvero bello, se si desidera una volta asciutto l'oggetto si può ripassare con una mano di vernice trasparente, ma è facoltativo.
SUGGERIMENTI
Ve l'ho già detto che la vernice sporca da matti? Ve lo ridico! Anche se è a base d'acqua, se malauguratamente vi sporcate l'abito sarà difficile riuscire a recuperarlo!Non strappate pezzi di carta troppo grossi, altrimenti rischiate di incollarli male al supporto, e di creare brutte bolle d'aria o pieghe. Pezzi piccoli poi sono necessari per le parti tonde o con angoli dell'oggetto da decorare.
Il colore di fondo dell'oggetto è basilare per la buona riuscita del decoro: un colore scuro non farebbe risaltare i bellissimi disegni (e ce ne sono davvero tanti) della carta, che una volta applicata risulta comunque leggermente trasparente. Come base è meglio il colore naturale del legno o un colore chiaro uniforme, eventualmente dipingete l'oggetto con colori acrilici prima di procedere.
Un sito dove trovate ulteriori informazioni, idee di decoro ed immagini chiare di spiegazione della tecnica è il seguente: http://www.decopatch.com/
> Stencil <
E' una tecnica di decorazione per pareti e per oggetti, di origine inglese, che utilizza mascherine in acetato o materiale plastico, in modo da ripetere un soggetto in maniera regolare.
COSA OCCORRE
Per iniziare a decorare una parete con la tecnica dello stencil, occorrono:
- colori acrilici in varie tonalità, che non vanno diluiti con acqua ma utilizzati puri in piccole quantità (vedi Teoria dei colori)
- pennelli da stencil a setole corte e rigide
- mascherine in acetato o carta di Manila con il soggetto prescelto
- piattini di carta
- fogli di carta puliti
- spugne inumidite per ripulire le mascherine
- scotch di carta per fissare al muro le mascherine
- stracci per ripulire i pennelli
COME SI FA
applicare la mascherina nella posizione desiderata con qualche pezzetto di scotch di carta
versare una piccola quantità di colore acrilico della tinta desiderata in un piattino (si comincia dai colori chiari)
con il pennello da stencil, picchiettare sul colore preparato ed effettuare dei movimenti rotatori decisi su un foglio di carta pulito, per togliere l'eccesso di colore e per prendere la mano sul movimento tipico dello stencil - il pennello deve rimanere perpendicolare alla superficie
con lo stesso movimento, cominciare a dipingere sul muro all'interno degli spazi pretagliati della mascherina, partendo dall'esterno verso l'interno del soggetto
continuare per tutte le parti di quel colore prima di passare ad altra tonalità (con due o tre pennelli non avrete bisogno di pulirli in continuazione)
terminato di applicare il colore sul primo soggetto, staccare delicatamente la mascherina dal muro, passarvi la spugna inumidita per ripulirla, ed applicarla nella nuova posizione
continuare a piacere fino al termine della serie
SUGGERIMENTI
Il segreto è prendere confidenza con il movimento rotatorio da imprimere al pennello; con un po' d'esperienza, imparerete ad ottenere sfumature che diano l'impressione del volume dei soggetti dipinti. Non dimenticate inoltre di mantenere pulita la zona di lavoro, attrezzi compresi: gli sbaffi di colore sul muro si possono togliere con una spugnetta inumidita, ma inevitabilmente asporterete anche un po' del colore di fondo della parete, quindi fate attenzione!
Una volta diventati abili, è possibile costruirsi le proprie mascherine intagliando soggetti in un foglio di acetato con un cutter affilato, avendo l'accortezza di lasciare, tra una zona e l'altra da riempire di colore, dei "ponti" per tenere unite le parti.
> Decoupage 3D <
Ho provato questa variante del decoupage tradizionale e vi propongo la MIA tecnica (infatti ci sono diversi modi di intenderla, che prevedono anche l'utilizzo di silicone o gomme particolari).
COSA OCCORRE
- carta da decoupage molto sottile, meglio i tovaglioli che useremo nel solo velo superiore (quello decorato)
- colla per tovaglioli
- vernice di finitura da decoupage
- forbici e taglierino
- pasta per modellare di tipo SOFT (è bianca e soffice, va lavorata pochissimo)
- mattarellino o bicchiere di plastica per stendere la pasta
- tempere o acquerelli
- pennelli
- spatolina
COME SI FA
stendere un po' di pasta da modellare su un piano da cui sia poi facile staccarla, in uno spessore di circa 3/4 millimetri (più è sottile più si "imbarca" quando asciuga)
spargere un po' di colla da tovagliolo sulla pasta stesa
applicare i ritagli di tovagliolo con i motivi scelti (ritagliati lasciando un bordo oltre il disegno, verranno rifiniti dopo), aiutandosi con il pennello per far aderire bene il motivo sulla pasta
ricoprire con un velo di colla tutto il motivo
lasciare asciugare un poco (i caloriferi sono l'ideale)
staccare delicatamente la pasta dal supporto con la spatolina, e modellarla con le mani o con piccoli attrezzi non appuntiti a seconda del motivo scelto (se, per esempio, si scelgono foglie, premere con una stecca lungo la venatura centrale e lungo le venature oblique, alzando i margini in qualche punto)
lasciare asciugare completamente
ritagliare lungo i bordi de motivo con le forbici e il taglierino
passare un velo di colore lungo i bordi rimasti bianchi del motivo, per dare più verosimiglianza (per le foglie va bene una tonalità verde scuro, per altri motivi basatevi sul colore principale, meglio comunque se scuro)
lasciare asciugare
verniciare con la vernice di finitura de decoupage
lasciare asciugare
incollare i motivi con colla di tipo epossidico (ad esempio Attak) sull'oggetto da decorare
SUGGERIMENTI
Fate delle prove con motivi semplici per prendere la mano su come "muoverli" per dare loro l'effetto 3D. Carte più pesanti del tovagliolo possono formare grinze, anche belle se l'oggetto deve avere un aspetto "vissuto" e se dosate con cura.
La pasta da modellare la trovate in commercio nei negozi di hobbystica; io personalmente la ordino via Internet dal catalogo www.opitec.it .
> Cernit <
E' il nome di una pasta da modellare a base plastica (PVC), simile al Pongo ma che indurisce con la cottura con cui assume un aspetto ceramico, dai colori brillanti e vividi che si mantengono nel tempo. E' disponibile in panetti di vari colori mescolabili tra loro (vedi Teoria dei colori). Una volta indurito, si può verniciare, ritagliare, limare, incollare ad altri pezzi.
COME SI FA
Conviene iniziare da forme semplici e piccole, tipo frutti o fiori:
togliere il panetto dall'involucro e prelevarne un piccolo pezzo
scaldare il pezzo di Cernit tra le mani per qualche momento, per aumentare la malleabilità
dare la forma desiderata, servendosi anche di piccoli utensili come stuzzicadenti, matterelli per ravioli, stecche per la creta, stampini da biscotti
per aggiungere un pezzetto di altro colore a quanto già creato, scaldare leggermente le parti da unire con le dita e premerle insieme, passando poi con le dita sulle giunture in modo da farle aderire bene
disporre l'oggetto su della carta da forno o direttamente sulla teglia da forno, e cuocere a circa 100 - 120 gradi per alcuni minuti
lasciare raffreddare a temperatura ambiente
verniciare eventualmente con una mano di vernice a spruzzo lucida o satinata
SUGGERIMENTI
Il Cernit è facile e divertente, ma non è atossico come la pasta salata, quindi non fatelo utilizzare ai bambini piccoli. In compenso, le vostre creazioni non rischieranno di sfaldarsi col tempo, ma dureranno inalterate per lunghissimo tempo...
EFFETTI DI COLORE: i colori tendono a scurire con la cottura, quindi tenetene conto quando create sfumature. Mescolando colori anche contrastanti tra loro in maniera parziale e non omogenea, si ottengono striature marmoree di bell'effetto. E' possibile anche sfumare due o più colori, con una tecnica che descrive molto bene Sue Heaser nel suo libro "Come modellare e lavorare il Cernit".
CONSIGLI VARI: nel Cernit lavorato con le mani rimangono le impronte digitali in lievissimo rilievo. Se non desiderate che la cosa accada, dopo aver dato la forma al vostro pezzetto di Cernit, passatelo con un dito inumidito in un po' d'acqua, e cercate di lisciare così la superficie.
Tenete comunque conto che questo materiale, una volta cotto, si può tagliare e limare, e questo può tornare utile per rimediare a qualche piccolo disastro.
I piccoli oggetti in Cernit possono essere incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per conserva, cornici, scatoline) utilizzando una colla tipo Attak o una colla epossidica a due componenti, da preparare al momento in piccole quantità.
FINITURA: ovviamente dipende dall'oggetto, ma all'occorrenza il Cernit può essere scartavetrato con una carta vetrata a grana fine, bagnandola mentre si procede per non far aderire la polvere, prodotta dallo sfregamento, alla carta vetrata, che perderebbe così efficacia.
L'ultimo passaggio può essere la lucidatura, ottenuta sfregando il pezzo finito e scartavetrato con un panno morbido (insistendo molto) o con una vernice trasparente e lucida all'acqua (quelle a base di solventi non vanno bene, perché non si asciugano mai del tutto sul Cernit restando oleose).
COTTURA: fate delle prove con palline di Cernit di varie dimensioni, se non siete sicuri delle prestazioni del vostro forno. Pezzi piccoli richiedono pochi minuti di cottura, pezzi grandi qualche minuto in più, ma non esagerate né con la temperatura né con il tempo di permanenza nel forno: correte il rischio di rigonfiamenti o spaccature. Ricorrete al trucco della pallina di stagnola come anima di una pallina di Cernit di grandi dimensioni: alleggerirete il vostro lavoro e cuocerà in minor tempo.
CONSERVAZIONE: il Cernit non utilizzato si conserva a temperatura ambiente o in frigorifero, meglio se in una scatola di latta (alcuni tipi di plastica infatti possono "legarsi" con la componente plastica del Cernit, rovinandolo).
Non teme l'acqua e l'oggetto finito può essere pulito con un panno umido.
> Pasta salata <
La pasta salata ha avuto un grande boom negli ultimi anni, rivelandosi uno dei passatempi preferiti per facilità d'esecuzione, reperibilità dell'occorrente e, perché no, per economicità. Si tratta di un miscuglio di sale, farina e acqua, che crea una sostanza modellabile da far asciugare in un forno.
COSA OCCORRE
- una tazza di farina tipo "0"
- una tazza di sale fino
- mezza tazza di acqua a temperatura ambiente (utilizzando la stessa tazza per le dosi di farina, sale e acqua)
- colla in polvere da tappezziere per rendere più duraturo l'oggetto da creare (facoltativo)
- forme per biscotti, stuzzicadenti, stecche per la creta, coltellini, colini, spremi-aglio per effetti particolari (descritti oltre)
- ciotola d'acqua pulita per inumidire i vari pezzi da assemblare
- vernice idrorepellente per finitura finale
COME SI FA
Innanzitutto occorre mescolare la farina, il sale fino ed eventualmente un cucchiaino di colla da tappezziere in polvere a secco in una ciotola, quindi aggiungere gradatamente l'acqua mescolando, fino a raggiungere una consistenza ben amalgamata, non appiccicosa ed elastica. A questo punto, servendovi di un piano di lavoro pulito, cominciare dalle forme piccole (fiori, frutti, foglie) utilizzando gli utensili sopra descritti, e quelli che vi suggerisce la fantasia, per creare effetti particolari. Per unire più parti, inumidire le giunture e premerle leggermente tra loro.
Una volta modellato il vostro oggetto, appoggiarlo sulla teglia da forno rivestita di carta stagnola, e metterlo ad asciugare nel forno a max 50 gradi, possibilmente (se il pezzo è di grandi dimensioni) con lo sportello appena aperto. Non si tratta di una vera cottura infatti, la pasta salata deve asciugare perfettamente a bassa temperatura, per questo, dopo la parziale asciugatura del pezzo che poggia sulla teglia, conviene toglierlo ed appoggiarlo sulla grata del forno (il forno ad aria ventilata si rivela essere il più adatto allo scopo).
Dopo l'asciugatura, l'oggetto è indurito e può essere colorato con colori a tempera o acquarelli (vedi Teoria dei colori). Una mano finale di vernice trasparente ed idrorepellente, lucida o satinata che vogliate, è indispensabile. Poiché il sale contenuto nella asta salata tende a trattenere molta umidità, vi consiglio di non sistemare oggetti in pasta salata in luoghi umidi, e di spolverarli con un panno asciutto.
SUGGERIMENTI
La pasta salata è un materiale "povero", indicato anche per i bambini in età prescolare nella versione neutra. Infatti, la pasta salata può anche essere colorata già nell'impasto, con pigmenti naturali (pensate al caffè d'orzo, allo zafferano, ai coloranti per alimenti che si trovano nei supermercati...), oppure con un piccolo schizzo di tempera pura (converrà correggere l'impasto con un'aggiunta di farina per ristabilire la giusta consistenza).
L'effetto della pasta salata colorata già nell'impasto risulterà più morbido e naturale, rispetto alla coloritura a pezzo finito, anche se meno vivace.
Macinare molto finemente il sale prima di utilizzarlo, permetterà di ottenere una pasta dalla grana fine, indicata per quei lavori che richiedono particolari ben definiti, come fiori elaborati o visi di bambole.
Conservate in frigorifero la pasta non utilizzata, ma sappiate che questo ne altera un pochino la composizione, rendendola più appiccicosa; è sempre meglio preparare di volta in volta il quantitativo necessario.
Per effetti particolari, provate questi suggerimenti:
effetto rete -> premere la pasta salata con la grata di un colino o con del tessuto a trama larga
effetto capelli -> spremere una piccola quantità di pasta in uno spremiaglio, ed unire i fili così ottenuti per esempio ad una testa, o come criniera e coda di un cavallo
effetto venature di foglia -> premere una vera foglia con un matterello, dalla parte posteriore dove le venature sono in rilievo, su di un pezzo di pasta salata
effetto "buccia d'ananas" -> premere delicatamente una grattugia sulla pasta salata
effetto frutta -> un chiodo di garofano spinto in una piccola sfera simula la parte inferiore dei frutti come le mele e le pere, un pezzetto di ramo infilato dall'altra parte simula il picciolo
effetto rosa -> formare un rotolino di pasta cilindrico, da appiattire con il matterello, quindi avvolgere la striscia ottenuta su sé stessa, facendola rotolare cominciando da un'estremità
Una delle composizioni tipiche di pasta salata è la ghirlanda, che si ottiene modellando due o tre rotoli cilindrici da avvolgere uno attorno all'altro o da intrecciare proprio come fosse una traccia. Poi si uniscono l'estremità formando un cerchio, ed inumidendo le giuntura, che verrà mascherata da piccoli fiori o frutti.
I piccoli oggetti in pasta salata possono essere incollati ad altri supporti (per esempio, coperchi di vasi per conserva, cornici, scatoline) utilizzando la colla a caldo (disponibile in commercio in piccoli candelotti, da "sparare" con l'apposita pistola che funziona a corrente elettrica).
Un ultimo accorgimento: lavorare a mani nude la pasta salata le rende piuttosto aride (è l'effetto del sale). Tenete a disposizione una crema nutriente per le mani, da spalmare generosamente dopo averle lavate accuratamente ed asciugate a fine lavoro.
> Punto croce <
Il punto croce è una delle tecniche di ricamo che si presta a decorare qualsiasi oggetto, vista la possibilità di ritagliare ed incollare la tela su cui viene eseguito. Si tratta di un sistema di piccole croci regolari, eseguite su tessuti dalla trama regolare che ne facilitano l'esecuzione, con matassine di filati di vari colori.
Esistono in commercio centinaia di bei testi che sono adatti anche ai principianti; vi consiglio di acquistarne uno che mostri, con immagini chiare, la tecnica di base per eseguire le crocette. Qui mi limiterò a dare qualche informazione pratica.
COSA OCCORRE
- tela tipo Aida a 10, 22 o 44 fori (venduta anche in rotoli di bordura con smerli colorati, più sono i fori e più il ricamo verrà piccolo e prezioso), o lino da ricamo, o addirittura iuta
- matassine di cotone Mouliné in vari colori
- schemi con spiegazioni (reperibili anche su riviste specializzate)
- aghi da ricamo (con punta stondata)
- telai per le creazioni più impegnative (si può comunque tenere la tela in mano durante il lavoro)
SUGGERIMENTI
Un buon lavoro di punto croce si vede, oltre che dal verso diritto, con punti regolari e con l'incrocio sempre eseguito nello stesso verso (andata e ritorno),anche dal rovescio; infatti, le persone più esperte riescono ad ottenere una sequenza perfetta di piccoli tratti sul retro, senza fili penzolanti o peggio nodi per fermare i fili.
E' un lavoro che richiede pazienza e costanza; lavorare in un ambiente tranquillo e ben illuminato è alla base della buona riuscita delle vostre opere
Inviato da: manuela1966
il 11/02/2012 alle 23:30
Inviato da: aspettando_un_sogno
il 11/02/2012 alle 16:31
Inviato da: assoluta.liberta
il 11/02/2012 alle 05:52
Inviato da: comelunadinonsolopol
il 08/02/2012 alle 18:29
Inviato da: PENSIERO_STUPENDO12
il 06/02/2012 alle 05:34