
Quando si pensa al rapporto Dom/sub come ad una corrispondenza di anime, ad un discorso continuo e silenzioso tra le due parti, non c'è niente che sia più vero. Potrei con un pò di fantasia, paragonarlo al rapporto che c'è tra genitori e figli neonati, perchè è un rapporto basato prevalentemente sull'istinto, sulle comunicazioni non verbali, le parole assumono solo funzione di contorno ma non sono indispensabili per entrare in sintonia, solo che, nel rapporto Dom/sub, nello stesso momento entrambi sono genitori, ed entrambi figli.
La slave vuole sentire su di sè il comando del Master, ma anche vuole proteggerlo, si preoccupa dei suoi desideri, cerca di fare in modo che non resti mai deluso, vuole dare tutta se stessa in questo. E non è per la paura delle punizioni, non è questo il movente del suo continuo prodigarsi per soddisfare il Master, ma è solo per vederlo felice, per leggere nei suoi occhi la piena e completa soddisfazione, questo è l'unico motivo reale, la felicità del Master è il suo piacere più grande. Poi, perchè questo le dia piacere è un altro fatto, non è certo tutta generosità quella che è nell'animo della slave. Rendere felice chi ti domina, essere il mezzo con cui chi ha il potere su di te raggiunge la soddisfazione più intensa, è anch'esso un grandissimo potere.
E il Master, malgrado sia una figura in apparenza esclusivamente dominante, perchè gestisce il percorso, si preoccupa dell'educazione della slave, da ordini che devono essere eseguiti e impartisce punizioni, malgrado ciò ha anche un lato diverso, così bello da ricercare e da scoprire, soffre se la sua slave lo delude, il suo cuore piange lacrime brucianti ma non solo per orgoglio, è come se gli fosse stato d'un tratto negato un bellissimo regalo che desiderava immensamente, come se colei alla quale aveva affidato tutti suoi desideri non se ne fosse più curata e li avesse ignorati senza indugio, è come una richiesta di amore incorrisposta, è come affermare per un istante che tutto il potere che avevi in realtà ti era stato solo concesso, colei che domini è in realtà la padrona dei tuoi desideri.
Quello tra Dom e sub è un rapporto molto complesso, più complesso e strutturato anche di qualsiasi rapporto che ci sia tra due innamorati. L'innamoramento è sempre un pò egoistico, tende a soddisfare i propri bisogni affettivi con la presenza dell'altro/a, bisogni che si sfogano in gelosie e rancori se vengono disillusi. Non ha nessun significato cercare di riportare in ambito Bdsm le aspettattive classiche degli innamorati, non si cerca nel Bdsm un partner per condividere la quotidianità, ma un partner per condividere la vita psichica, per mettere a nudo i desideri più profondi dell'anima.
Il rapporto Dom/sub è molto simile ad un innamoramento, ma non è la stessa cosa, diciamo che è come una sublimazione dell'amore, è uno sbocciare continuo di tanti momenti di passione, in cui si persegue costantemente un fine comune rappresentato dal dare e ricevere piacere attraverso tutte le porte che il corpo ci offre.
Questo è almeno il rapporto che io sento. Non riesco a concepire un Bdsm senza un continuo scambio di piacere e senza un'intensa sintonia mentale. L'eros è la forza portante, il dominio è il mezzo per farlo emergere. Se l'eros manca, manca tutto, ogni ordine diventa un'imposizione, ogni pratica diventa un sopruso, non si riceve piacere da ciò che si sta facendo ma solo delusione e rabbia. Un rapporto impostato sul tecnicismo è paragonabile ad una palestra in cui si sta provando la propria resistenza fisica, da cui non si esce stanchi ma soddisfatti, sudati ma carichi di energia, se ne esce invece ogni volta stremati, stanchi fisicamente e psicologicamente e con la necessità di un periodo di riposo per poter ricominciare.
Un rapporto Bdsm non deve essere necessariamente lungo per essere importante, diciamo che, al limite, può durare anche un solo incontro, ma deve essere un incontro intenso e piacevole tanto da uscirne arricchiti. Certo è che nei rapporti long-term si istaura una corrispondenza molto più sottile tra le parti Dom e sub. Si cerca di superare i limiti, di trovare insieme nuove vie che portino al piacere, vie diverse, più impervie, più difficili di quelle comuni, ma che conducono anche ad uno stadio superiore di soddisfazione mentale e psichica.
Inviato da: yauatcha
il 13/03/2016 alle 06:06
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 08:58
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il 25/03/2009 alle 07:58
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il 25/03/2009 alle 07:24
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il 25/03/2009 alle 05:28