11/10/04
Il filone ”l’occhio degli altri” sembra meritevole di essere seguito….Ci pensavo, come al solito, in quel periodo limbo tra la veglia e il sonno, tra il sonno e la veglia….Mi è venuta in mente una frase, me la disse una cara amica, più giovane di me, compagna di scorribande, drammi, successi e fatiche universitarie. L’ho incontrata in treno, dopo un paio di anni buoni che non ci vedevamo. Mi ha detto, così, inaspettatamente, ridendo “Sai Clà, ho sempre pensato a te come ad un animale da prateria…ma perché cavolo ti hanno voluto mettere catene, non l’ho capito…”. Sono rimasta di stucco, a vedere quel viso sorridente e profondo, non pensavo che avesse una tale capacità di introspezione. Di lei avevo detto ad un amico comune “ Sai, al telefono probabilmente non sapremo che dirci, ma averla intorno, in un raggio di una decina di metri, ti comunica un tale entusiasmo per la vita che non ha eguali, B. è una vera forza della natura!..”. Beh, sorprese come queste ti allargano un sorriso per forza, probabilmente le persone più valide sono anche quelle che meno si mettono in mostra, per questo sembra che non ci siano…
L’esperienza che ha profondamente legato me e B., è stato un soggiorno-studio presso il Centro E. Majorana di Erice, in Sicilia. Eravamo lì per aver vinto una borsa di studio per un corso di paleografia, c’era gente da tutto il modo. Alloggiavamo in un ex monastero attrezzato alla perfezione per accogliere i convegnisti. Ricordo che l’atmosfera era impregnata di spiritualità e di distensione, i professori e gli studenti si ritrovavano in una sala apposita, dopo le conferenze, a suonare il piano. Faceva molto “college inglese”.
Bisogna dire che, in genere, gli studenti di antichità sono un po’…come dire…smuntarelli, quindi l’arrivo di due belle ragazze floride come me e B., aveva creato una certa attenzione, inaspettata tra l’altro. Quindi le situazioni non mancavano, ed essendo due tipi con caratteristiche differenti, offrivamo una scelta discreta. B. aveva attratto le attenzioni di un professore (o ricercatore, non ricordo) olandese, Rjkloff, o qualcosa del genere, io avevo legato con la rappresentanza di Catania, capitanata da un meraviglioso ( intellettivamente, intendo) professore di diritto romano, tra l’altro fecondo scrittore di romanzi storici. Questo professore aveva intorno una schiera di fedelissimi, un vero cenacolo, e una sera, a cena, volle vicino me e il suo prediletto, un tale O., e la cosa scatenò le dicerie più sfrenate. O. era fidanzato, e anch’io, ma il caso volle che io portassi lo stesso nome della fidanzata, e lì le dicerie aumentarono. Lui fu molto carino e stornò le battute più pungenti, io, in effetti, ero davvero in difficoltà. Quella sera rimanemmo a parlare, io e O., in sala, fino a notte inoltrata, ridendo e scambiandoci impressioni della serata e della vita in generale. E’ una persona mite, trasparente, fiduciosa, che mi diede molta fiducia nell’umanità, vero piacere di conversazione. Ed è proprio vero che la verità è la cosa più gustosa da scambiarsi, anche con una persona conosciuta da poco. Ero colpita dall’intensità e dall’interesse con cui seguiva le mie vicende, - avrete capito che non sono un tipo che si racconta facilmente, non fino ad ora, perlomeno – ed ero invogliata a continuare anche solo per continuare a vedere quella luce nei suoi occhi. Finì tutto lì, ma fu una serata che ricorderò ancora a lungo.
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 08:55
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il 25/03/2009 alle 08:29
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il 25/03/2009 alle 08:22
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il 25/03/2009 alle 07:59
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il 25/03/2009 alle 07:48