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Post N° 59

Post n°59 pubblicato il 05 Novembre 2005 da frangiadicielo
Foto di frangiadicielo

Stanchezza, soffice e piana, mi accompagna come una melodia di fondo…

Casa in subbuglio, casa inaspettatamente mia, riempita di momenti densi spinti a forza in questi volumi.

Una libreria tutta mia, sconfinata, a parete, dove sistemare con ordine tutti i momenti prima affastellati in un tutto incongruo, indefinibile.

Sbrogliare la matassa e vedere concretizzarsi inaspettatamente un filo di eventi logici, continui, progressivi…realizzare quanti sono stati i saperi inculcati con gioia, dolore nello stesso cervello, che tutto ha contenuto, custodito, e che davvero poco ha perso.

Letteratura italiana…lì, n alto. Letteratura latina, lì, a media altezza, ma quella greca…qui al centro, al posto d’onore….L’amatissimo Omero, a cui solo Virgilio o  Shakespeare riusciva ad essere secondo ad una distanza non abissale, e poi Euripide e i suoi tormenti da esule, la grandezza di Sofocle, la solennità di Eschilo. I carmi birichini di Callimaco, la lirica altisonante di Pindaro, la dolcezza struggente di Saffo. Tutto un panorama di grandi non mai eguagliato, tutto cibo sopraffino per la mia mente, per il mio cuore. E poi cercare il tramite attraverso cui, principalmente, tutto questo patrimonio classico ha contagiato il Medioevo, e giù fino ai giorni nostri: Agostino, che troneggia con i suoi due scaffali interamente dedicati.

La letteratura inglese e quella cristiana antica ai lati.

La dotta curiosità, l’attualità degli studi geografici, la meticolosità di quelli storici, la problematicità degli studi filosofici, l’esattezza della filologia, la tecnicità della paleografia e biblioteconomia, la vertigine spazio-temporale dell’archeologia, il corposo piacere della storia dell’arte, sparsi qui e là a corollario.

E poi i libri dedicati allo studio dei fenomeni sanitari, e sociali, per far fronte agli impegni del volontariato, senza farsi mancare qualche interessante scritto di psicologia.

La stanchezza cronica di questi anni, passati a correre da una lezione all’altra, a lottare contro malesseri che mi tagliavano le gambe, per poi scappare ancora a fare un altro pezzo di strada, ancora e ancora…mi avevano fatto perdere la visione del percorso attraversato, ma eccolo lì, diviso per scaffali nella bianca libreria, si concretizza quasi per incanto…

Riesco ad essere contenta di aver avuto la possibilità di farcela, riesco, adesso, pur nella selva delle mancanze, delle assenze, a contemplare il frutto delle mie fatiche.

 
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