Creato da pausandro il 24/06/2007
tra la follia e la leggerezza

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« Ore dieci calma piattaNon esiste il relax part... »

Non esiste il relax...

Post n°16 pubblicato il 03 Settembre 2007 da pausandro
 

Musichetta metallica di un Walzer di anni andati. Ripete con ossessiva precisione la stessa melodia.

- Sandro, ti suona il telefono.
- Grazie. Pronto?
- Sandro, dove sei?
- Al mare. Ma chi è?
- Sandro non cazzeggiare come sarebbe a dire "chi è?"
- Sarebbe a dire che non ho capito con chi parlo al telefono.
- Sono Rino!
- Dove sei? Ti abbiamo aspettato fino alle dieci ieri sera ieri. E meno male che dovevi venire entro l'ora di pranzo. Hai pure spento il telefonino.
- Infatti sono le dodici, l'appuntamento era per oggi. Rincoglioniti! E voi non ci siete.
- Se ti avessimo aspettato un'altro po'... Addio mare pure oggi.
- Vabbè. Ho capito. Come sempre la colpa è la mia. Mi venite ad aprire casa che scarico i bagagli?
- Perché non vieni in spiaggia che te le prendi da solo?
- Qui tira un'arietta niente male.
- A quale lido state?
- Al terzo.
- Quello sfigato?
- Non è più sfigato, ha cambiato gestione. Ora c'è un sacco di movimento in più.
- Me lo immagino. Le vecchie babbione col costume intero che ti chiedono aiuto ad uscire dall'acqua e ti fanno gli occhi languidi per tutto il tempo.
- Si ci sono pure quelle, ma al bar mettono la musica giusta e fanno anche l'happy hour per l'aperitivo, vengono anche dagli altri stabilimenti. Poi eravamo bianchi come fantasmi, non ci andavi di esporci così.
- Ho capito vengo giu' io. Però preparati ho una sorpresa.
- Che sorpresa?
- Poi la vedi.
- Rino lo sai che odio le sorprese?
- Lo so, ma questa era inevitabile. E non credo che ti dispiacerà troppo. Sono in compagnia.
- Di chi?
- Ti ho detto che è una sorpresa.
- Non ho capito niente, ma se scendi spendi meno col cellulare e finiamo la farsa. Che ne dici.
- Come ti scaldi subito. Arriviamo.
- Arriviamo?
- Si io e le sorprese. Una è pure per Pino.
- Che bello. Ora lo avviso. Da quando è iniziata la telefonata è andato a fare il bagno.

Passano i canonici venti minuti ed eccolo arrivare in spiaggia. Tutto vestito di pelle, occhiali da sole neri e capelli ricci nerissimi (secondo me tinti).

- Ammazza che "movida". Una ragazza ottuagenaria mi ha chiesto se la portavo a ballare stasera...
- Rino, sei in vena di Vaffa?
- Non si può nemmeno scherzare? La sorpresa ti ha proprio messo in agitazione.
- Non saprei, se mi ha messo in agitazione quello o il fatto che vieni un giorno dopo e fai lo sbruffone. Abbiamo pulito noi la casa e ci siamo fatti un mazzo tanto. Chi doveva pulire il barbeque l'anno scorso?
- Io.
- E l'hai pulito?
- Emh. Si.
- EMH NO! Quello stanzino puzzava di cadavere rancido. Non so se mi spiego.
- Allora ho fatto bene a venire dopo...
- Mavvaffanculo Ri'!
- Qui ci sono le chiavi.
- Ma come non vieni alla macchina?
- Perché?
- Per la sorpresa.
- Vengo vengo.

Ci avviamo alla macchina di Rino, una station wagon anni ottanta, di un colore improbabile, con l'impianto a gas. Vedo che in macchina ci sono alcune presenze, ma lo aveva accennato. Più mi avvicino e più penso che si tratti di tre ragazze. Giunti alla macchina, mi inchino ad altezza finestrino e dentro ci sono tre ragazze. Sudate, stanche, ma sorridenti. Non conosco nessuna delle tre, e se stanno dentro la macchina di Rino, non credo che nemmeno loro conoscano il soggetto in questione.

- Salve. (dico io)
- Ciao. (dice quella seduta sul sedile davanti) Devi essere Sandro. Rinaldo ci ha parlato di te per tutto il viaggio.
- Rinaldo? Ma se non ce lo chiama così nemmeno la madre...
- Si ci ha detto di chiamarlo Rino, ma a me piace più Rinaldo come mio padre.
- Spero non vi abbia detto nulla di compromettente su me.
- No! E' stato un vero gentleman. Per di più le mie amiche nemmeno capiscono l'italiano. Siamo straniere.
- Non si direbbe. Parli meglio di me.
- Mio padre è italiano, mia madre finlandese...
- Dove alloggiate?
- Ecco vedi è questa la sorpresa (interviene Rino) Hanno preso una fregatura via internet e quando ieri sono entrate nel bar di mio zio, non sapevano che pesci pigliare o dove andare a sbattere la testa... Così gli ho proposto di venire in vacanza con noi.
- Senza dirci niente?
- Si ma hai visto che carine che sono?
- Non lo metto in dubbio, ma chi le conosce?
- Io.
- Da quanto?
- Un giorno.
- Ecco perché sono venute con te. Perchè non ti conoscono...
- Comunque a casa di posto ce ne è. Se mi aspettate prendo la borsa e salgo con voi...

 
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