Creato da forddisseche il 03/01/2008
Un sorriso , un po di musica per pensare un pò.
 

Benvenuti :)

.

 

MUSICA ITALIANA

 

Contatta l'autore

Nickname: forddisseche
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 67
Prov: FG
 

Peschici 24/lug/2007 per non dimendicare

 

 

Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
LA LEGGE
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.

Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Le immagini usate sono prese dalla rete
Per qualsiasi esigenza di copyright contattatemi privatamente.
 

OndaRadio - Redazione San Nicandro Frequenza FM

 

Oroscopo

 


                 width="200" height="250" scrolling=no marginwidth=0 marginheight=0 frameborder=0 border=0 style="border:0;margin:0;padding:0;">
    

 

 

Vieste / Petizione per : Smantelliamo il Ripetit

Vieste / Petizione per :

Smantelliamo il Ripetitore 5G che Disturba il Nostro Paese .
Il link per firmare e questo :  https://chng.it/xvFYh5RSk2

Grazie .

 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Premio

 

Premio brillante Weblog

(perché valorizza la sua terra, il Gargano).

premiato da,

http://digiland.libero.it//profilo.phtml?nick=ferrarazzo

 

 

 

FACEBOOK

 
 

FACEBOOK

 
 

Tarantella del Gargano - Stupenda versione

 

 

Meteo Gargano

 

ondaradio la radio del Gargano

http://ondaradio.info/

Ondaradio la radio del Gargano.

 

Programmi tv

 

tv.zam.it

 

 

Ultime visite al Blog

forddissechelaboratoriotvQuartoProvvisoriowilliamCars1Aragorn231Zach5vita.perezcassetta2LSDtripanimasugboheme1surfinia60fernandez1983alemont77
 

Ultimi commenti

Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

Area personale

 

https://www.garganofm.com/wp-content/uploads/202

https://www.garganofm.com/wp-content/uploads/2020/07/RADIO-GARDEN-300x176.png

 


Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

 

San Giorgio protettore di Vieste.

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
Citazioni nei Blog Amici: 13
 

Toro seduto

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Hotel Gabbiano Vieste

 

Tutto ciò che l'uomo ha imparato

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Tutto ciò che l'uomo ha imparato dalla storia, é che l'uomo dalla storia non ha imparato niente. Hegel"

 

Servo di Dio Don Antonio Spalatro .

 

 

PESCHICI/ ZAIANA, IL SINDACO SBOTTA: “BASTA ACCUSE, L’ORDINANZA C’È. MA SENZA STRADA CHI SOCCORRE LA GENTE?” 1 Maggio 2026 D’A

Post n°34446 pubblicato il 01 Maggio 2026 da forddisseche

 PESCHICI/ ZAIANA, IL SINDACO SBOTTA: “BASTA ACCUSE, L’ORDINANZA C’È. MA SENZA STRADA CHI SOCCORRE LA GENTE?”

D’Arenzo risponde agli ambientalisti: demolizione già disposta, ma difende l’accesso per le emergenze. “Se succede qualcosa, la responsabilità è mia”.

Dopo le prese di posizione degli ambientalisti e del Parco del Gargano sul caso Baia Zaiana, arriva la replica del Comune di Peschici. A intervenire è il sindaco Luigi D’Arenzo, che chiarisce quanto già fatto dall’amministrazione e risponde alle critiche sulla presunta inerzia.

Il punto di partenza è un’ordinanza emessa nell’aprile 2025, con cui il Comune aveva disposto la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi in relazione a una strada cementata realizzata senza titolo edilizio.

A seguito del provvedimento, i soggetti individuati come autori degli abusi hanno presentato un’istanza al Comune indicando le modalità di intervento per ottemperare all’ordinanza. In particolare, è stata comunicata l’intenzione di demolire la strada in cemento e ripristinare il tracciato originario con terreno stabilizzante.

Il Comune ha quindi trasmesso tutta la documentazione al Parco del Gargano e alla Sovrintendenza, dove è ora in fase di valutazione il progetto prima dell’espressione del parere definitivo.

Il sindaco D’Arenzo respinge con decisione le critiche. “Ora basta, una volta per sempre rispondo a chi ci accusa di non aver preso posizione sulla questione Baia Zaiana. Il Comune di Peschici già nel mese di aprile del 2025 aveva emesso un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi sulle opere eseguite in assenza di titolo edilizio”, afferma.

Il primo cittadino sottolinea inoltre come gli ambientalisti fossero a conoscenza del provvedimento, essendo stati invitati direttamente dall’amministrazione.

Al centro del ragionamento del sindaco c’è però la sicurezza. D’Arenzo ricorda che la spiaggia di Zaiana è regolarmente frequentata durante l’estate, con concessioni demaniali attive e un flusso costante di turisti e residenti.

“Se qualcuno si dovesse sentire male, il responsabile sono io sindaco”, spiega, ribadendo la necessità di garantire un accesso ai mezzi di soccorso lungo tutto l’arenile, che si estende per circa 250 metri.

Per questo motivo, pur dichiarandosi favorevole al ripristino dello stato dei luoghi, il sindaco evidenzia come una strada – anche non cementata – debba continuare a esistere almeno finché la spiaggia resta aperta al pubblico.

D’Arenzo amplia poi il campo, sostenendo che la questione non riguardi solo la strada. “In quella baia ci sono tanti altri abusi che riguardano l’occupazione del terreno con la trasformazione dell’uso civico”, afferma.

Infine, l’invito agli ambientalisti: occuparsi anche di altre aree del Gargano dove, secondo il sindaco, si registrano situazioni ben più gravi tra sbancamenti e costruzioni abusive.

Una presa di posizione che riaccende il dibattito su Baia Zaiana, tra tutela ambientale, sicurezza e gestione del territorio, in vista dell’imminente stagione estiva.

saverio serlenga

 

 
 
 

«Un piano per la casa da dieci miliardi Sgomberi più veloci». il taglio delle accise 1 Maggio 2026 «È ciò che deve fare uno Sta

Post n°34445 pubblicato il 01 Maggio 2026 da forddisseche

«Un piano per la casa da dieci miliardi Sgomberi più veloci». il taglio delle accise

«È ciò che deve fare uno Stato giusto: questo tema ci sta a cuore». Giorgia Meloni presenta il Piano Casa del go­verno. Al suo fianco il vice Matteo Salvini e il ministro Tommaso Foti. Si tratta, spie­ga la premier, di un investi­mento di «dieci miliardi in dieci anni per mettere a dispo­sizione 100 mila case popolari o a prezzi calmierati». Per la parte di edilizia a prezzi cal­mierati, dice la presidente del Consiglio, «noi abbiamo pre­visto anche il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai».

 Cosa significa? «Si dimezzerà il costo dell’atto di compravendita, dell’allocazione. Di questo devo ringraziare la ca­tegoria, che ha dimostrato grande sensibilità istituziona­le offrendo questa disponibilità. Come sempre, le cose funzionano quando c’è un si­stema che si muove nel suo complesso».

LE MISURE

Alla conferenza stampa, che dalla lite fra Salvini e Giuli, partecipano anche Gaetano Manfredi, a nome dell’Anci, e Massimiliano Fedriga, per le Regioni. «La collaborazione è stata positiva», dicono en­trambi. Meloni annuncia an­che un ddl sugli sgomberi delle case occupate. Si tratta di un pacchetto di misure per ren­dere «più efficace e veloce la liberazione di quegli immobi­li che sono occupati abusiva­mente».

Come? «Intervenia­mo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, ta­gliamo i tempi per le esecu­zioni, introduciamo una pro­cedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rila­scio dell’immobile». Viene ri­cordato che dall’inizio di que­sto governo sono stati liberati circa 4.207 alloggi di edilizia residenziale pubblica e più o meno 230 interventi di sgom­bero di occupazioni abusive in immobili di particolare rilievi. Meloni parla di «rigenera­zione urbana popolare». Sal­vini aggiunge che «con 5 mi­liardi il Mit intende recupera­re 60 mila case popolari in 12 mesi dall’approvazione del decreto, cioè 60 mila abitazio­ni, che ad oggi non sono asse­gnabili». Il ministro e vicepre­mier annuncia anche un in­tervento a favore dei genitori separati: «Per tre anni c’è una voce di bilancio dedicata esclusivamente a loro: stiamo mettendo a punto bandi, si tratta di 400-500 euro al mese. Salvini si immagina di rag­giungere 15 mila genitori separati: «Questi soldi fanno la differenza per avere un tetto per incontrare tuo figlio alme­no nel fine settimana».

Anche Foti interviene: « Per il piano casa si parte con 100 milioni, del fondo di sviluppo e comunità, che consentono di inter­venire su Invimit perché que­sto fondo parta. Ma in realtà sono in grado di mobilitare fi­no a 3 miliardi e 600 milioni che è la quota che complessi­vamente mobilita la coesione dopo la revisione che è stata approvata».

LO SFRATTO

Lo sfratto è l’atto con il quale, nell’ambito di un rapporto di locazione, il proprietario richiede al conduttore la riconsegna dell’immobile di sua proprietà e di lasciare l’appartamento. La procedura si svolge davanti al Tribunale. Lo sfratto è esecutivo nel momento in cui il giudice, dopo aver verificato le condizioni, lo convalida emettendo un’ordinanza.

LA NORMA – IL DISEGNO DI LEGGE SULLE LOCAZIONI –

Il decreto legge del Piano casa è affiancato da un disegno di legge, approvato sempre ieri dal Consiglio dei ministri, che punta a rendere certa la riconsegna degli immobili in affitto alla scadenza del contratto, potenziando le procedure di sfratto.

Azione che contribuirà, dice il governo, ad aumentare le case che verranno date in locazione. Si tratta, spiega Giorgia Meloni, di «un pacchetto di misure che serve a rendere più efficace e veloce la liberazione di quegli immobili che sono occupati abusivamente. Interveniamo sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, tagliamo i tempi per le esecuzioni, introduciamo una procedura accelerata e d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile».

IL CARO ENERGIA

Non solo casa, però. Il governo rinnova l’intervento sulle acci­se che scade oggi. Questa volta Meloni sceglie un’altra strada per le prossime tre settimane. «La benzina è aumentata me­diamente del 6% — spiega — il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, con­fermando il taglio che era già previsto per il passato, l’abbia­mo invece diminuito per quel­lo che riguarda la benzina con un taglio di 5 centesimi delle accise che corrisponde più o meno a un 696 sul prezzo del carburante».

corrieredellasera

 

 
 
 

VIESTE – Protezione Civile Pegaso: nasce il NIS (Nucleo Intervento Subacqueo) Il Mag 1, 2026 74 Condividi Si è svolta ieri, gi

Post n°34444 pubblicato il 01 Maggio 2026 da forddisseche

VIESTE – Protezione Civile Pegaso: nasce il NIS (Nucleo Intervento Subacqueo)
74

Si è svolta ieri, giovedì 30 aprile 2026, nella Sala Consiliare del Comune di Vieste, la conferenza stampa di presentazione del NIS – Nucleo Intervento Subacqueo, specializzazione operativa della Protezione Civile Pegaso di Vieste, realizzata in collaborazione con l’ASD Vieste Scuba Explorers.
Il Nucleo rientra nel progetto “Vieste Mare Sicuro” e sarà operativo dal 1° maggio 2026. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere a disposizione del territorio una squadra subacquea specializzata, formata per intervenire in supporto agli enti competenti nelle attività di sicurezza, soccorso, ricerca, recupero e tutela dell’ambiente marino.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato che il NIS non sostituisce gli organismi istituzionali preposti al soccorso e alla gestione delle emergenze. Il Nucleo opera esclusivamente a supporto di autorità ed enti competenti, secondo procedure condivise e protocolli di attivazione definiti.
Per questo motivo, in caso di emergenza o necessità, i cittadini non dovranno contattare direttamente il NIS per richieste personali, interventi privati o segnalazioni non istituzionali. La chiamata dovrà essere sempre rivolta ai canali ufficiali di soccorso e alle autorità competenti, che valuteranno la situazione e, se necessario, provvederanno ad attivare il Nucleo secondo le modalità previste.
La nuova specializzazione nasce per rafforzare la capacità operativa del territorio in ambito subacqueo. Vieste, con il suo lungo tratto di costa, l’intensa attività turistica e la presenza di numerose aree marine di interesse naturalistico, richiede un’organizzazione capace di offrire supporto tecnico qualificato in scenari complessi e delicati.
La squadra è composta da volontari con competenze tecniche specifiche, ex sommozzatori dei Corpi dello Stato e professionisti OTS, Operatori Tecnici Subacquei. Le attività previste riguardano il supporto subacqueo in operazioni di ricerca e recupero, il monitoraggio dei fondali, la tutela dell’ambiente marino, il supporto in caso di allagamenti o calamità naturali e le attività di prevenzione e sensibilizzazione.
Durante la conferenza sono stati illustrati il percorso che ha portato alla costituzione del Nucleo, le modalità di attivazione, il sistema di reperibilità e gli obiettivi operativi. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla formazione dei volontari, considerata un elemento centrale per garantire sicurezza, coordinamento e capacità di intervento.
Nel corso dell’evento si è svolta inoltre la consegna delle patch operative a Piloti, Aiuto Operatori e Operatori del NIS, a conclusione di un percorso di preparazione che ha portato alla definizione della prima struttura operativa del Nucleo.
Il progetto guarda ora anche all’ampliamento del gruppo. Le preselezioni pubbliche per chi desidera entrare nel NIS si terranno martedì 5 maggio, alle ore 14:00, presso Villa Candida a Vieste.
Le selezioni sono aperte sia a chi è già in possesso di un brevetto subacqueo, sia a chi non lo possiede ancora ma intende intraprendere un percorso formativo. I requisiti di base prevedono età minima di 16 anni, buona acquaticità e idoneità medica.
I candidati selezionati potranno accedere a un percorso progressivo di formazione teorica e pratica, finalizzato alla preparazione di volontari destinati a operare all’interno della Protezione Civile Pegaso di Vieste. Le figure previste comprendono Piloti, Aiuto Operatori e Operatori subacquei, ciascuno con compiti definiti e sempre nell’ambito delle attivazioni disposte dagli enti competenti.
Con il NIS, la Protezione Civile Pegaso di Vieste introduce una specializzazione dedicata al contesto marino e subacqueo, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione, il supporto operativo e la tutela del territorio.
Per informazioni è possibile contattare il NIS all’indirizzo nisvieste@gmail.com oppure la Protezione Civile Pegaso Vieste al numero 346 738 9602

 

 
 
 

VIESTE – Anticipato a lunedì 4 maggio il mercato previsto per il 18 maggio Il Apr 30, 2026 561 Condividi Con deternina del Res

Post n°34443 pubblicato il 01 Maggio 2026 da forddisseche

VIESTE – Anticipato a lunedì 4 maggio il mercato previsto per il 18 maggio
561

Con deternina del Responsabile del Servizio del Settore Amministrativo n. 420 del 29-04-2026, “considerato che, come da calendario le giornate di svolgimento del mercato quindicinale del mese di maggio 2026, sono state fissate nei giorni 18 e 25”; rilevato che “con note pervenute al Comune di Vieste in data 29.04.2026 prott. nn. 12716, 12764 e 12788, rispettivamente dall’Associazione Nazionale del Commercio Ambulante e Microimpresa, dal Comitato Autonomo Ambulanti Italiani e dalla Confcommercio, richiedenti un eventuale anticipo del mercato alla data del 04.05.2026”; ritenuto di “assecondare le richieste dell Associazioni di categoria, disponendo l’anticipo del mercato previsto per il giorno 18 maggio 2026, alla precedente data del 04 maggio 2026”; è stato autrorizzato lo svolgimento del mercato quindicinale previsto il 18.05.2026, al giorno 04.05.2026.


 

 
 
 

UN MOSAICO DI COLORI TRA LE ROCCE DEL GARGANO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE IRIDE SVELA LE ORCHIDEE SPONTANEE DI SAN NICANDRO 30 April

Post n°34442 pubblicato il 30 Aprile 2026 da forddisseche

UN MOSAICO DI COLORI TRA LE ROCCE DEL GARGANO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE IRIDE SVELA LE ORCHIDEE SPONTANEE DI SAN NICANDRO

Esiste un luogo dove la natura sembra aver conservato un codice genetico primordiale. È l’intero territorio di San Nicandro Garganico, oggi identificato dal circolo locale Legambiente Iride come uno dei centri nevralgici della biodiversità botanica del Gargano. Qui, attraverso una meticolosa ricerca sul campo durata due anni, il Circolo ha completato un monitoraggio d’eccezione, catalogando ben 38 specie di Orchidee spontanee.

Il Bosco Spinapulci e il suo tesoro: la Ophrys biscutella
Nonostante l’incredibile ricchezza di tutto il territorio sannicandrese, il vero cuore pulsante della ricerca resta il Bosco Spinapulci. È qui che si custodisce il tesoro più prezioso: la Ophrys biscutella (Ofride a due scudetti). Vero e proprio gioiello endemico dell’Italia centro-meridionale, la Biscutella ha scelto Spinapulci come suo habitat d’elezione. Questo fiore, dalla bellezza rara e complessa, attira ogni anno l’attenzione di studiosi da tutta Europa, confermando il nostro bosco come un “museo vivente” di valore inestimabile.

L’Ofride del Gargano, la Sipontensis e l’Argolica
Un’attenzione particolare merita l’Ophrys garganica, l’orchidea che incarna l’essenza della nostra montagna. Accanto a lei brilla la rara Ophrys sipontensis (Ofride di Siponto) e la preziosa Ophrys argolica, una specie dall’eleganza raffinata che arricchisce il valore scientifico del nostro territorio. Insieme, queste specie rappresentano l’identità botanica del territorio, testimoniando come San Nicandro sia una delle tappe fondamentali per la sopravvivenza di varietà uniche al mondo.

Un omaggio alla storia: Paolo Liverani e il legame tra le specie
Il monitoraggio celebra anche la Ophrys paolina, legata alla figura del compianto Paolo Liverani, indimenticato fondatore del GIROS. È proprio nelle radure dove fiorisce la Paolina che spesso si sprigiona l’intenso profumo della Anacamptis fragrans, quasi a voler suggellare un legame botanico e affettivo con la memoria di chi ha dedicato la vita a questi fiori. In questo contesto di rara bellezza, il monitoraggio ha rintracciato anche la Ophrys arachnitiformis e l’enigmatica Ophrys archipelagi, confermando la complessità del nostro ecosistema.

San Nicandro: un’esplosione di biodiversità diffusa
Oltre ai confini di Spinapulci, l’intero territorio si rivela un laboratorio a cielo aperto. Tra le formazioni carsiche la fanno da padroni la Ophrys lutea e le eleganti Ophrys bertolonii e Ophrys incubacea. La famiglia delle “ofridi a ragno” e dei “calabroni” è rappresentata dalla Ophrys sphegodes (anche nella sottospecie cornuta), dalla Ophrys fuciflora (con la rara subsp. parvimaculata), dalla Ophrys holosericea e dalla variopinta Ophrys tenthredinifera.

Nelle zone più aperte, lo sguardo viene rapito dalle fioriture di Anacamptis papilionacea, Anacamptis pyramidalis della Neotinea tridentata e della classica Anacamptis morio (presente anche nella rarissima forma alba), oltre al prezioso ibrido Anacamptis ×gennarii. Non mancano i “giganti” come la Himantoglossum robertianum, né le forme curiose della Orchis italica (l’uomo nudo) e della Orchis provincialis o la maestosità della regale Orchis purpurea. Nota di eccezionale valore scientifico è il ritrovamento della Orchis anthropophora (l’orchidea ballerina) in prossimità della Dactylorhiza romana: una coabitazione estremamente rara e insolita che testimonia la particolarità del microclima sannicandrese. A chiudere il cerchio sono le cinque sorelle del genere Serapias (apulica, garganica, lingua, parviflora e vomeracea) e la discreta Spiranthes spiralis, l’ultima a fiorire prima dell’inverno.
L’appello: “Ammirare senza toccare”

“L’intero territorio sannicandrese, dagli scogli di Calarossa al Bosco di Spinapulci, è uno scrigno che va maneggiato con cura,” dichiara Angelo Giordano, il Presidente del Circolo Legambiente Iride. “Abbiamo documentato 38 varietà protette dalla legge ma siamo sicuri di poterne “scovare” ancora tante altre. La loro sopravvivenza dipende dal fragile equilibrio del nostro suolo: raccoglierle significa condannarle a morte certa.Vi invitiamo dunque a contattarci per essere accompagnati a guardarle, fotografarle ed ammirarle ma non raccoglierle mai.”

il Presidente del Circolo Legambiente Iride
Angelo Giordano

CATALOGO DELLE ORCHIDEE DI SAN NICANDRO (38 Specie)

Nome Scientifico Nome Comune / Note

1 Anacamptis fragrans Orchidea profumata
2 Anacamptis ×gennarii Ibrido naturale (A. morio × A. papilionacea)
3 Anacamptis morio Orchide minore
4 Anacamptis morio f. alba Orchide minore bianca
5 Anacamptis papilionacea Orchidea farfalla
6 Anacamptis pyramidalis Orchidea piramidale
7 Dactylorhiza romana Orchidea romana (var. gialla)
8 Himantoglossum robertianum Barlia o Orchidea di Robert
9 Neotinea tridentata Orchidea dentellata
10 Ophrys apifera Ofride fior d’api
11 Ophrys arachnitiformis Ofride dei ragni
12 Ophrys archipelagi Ofride dell’arcipelago
13 Ophrys argolica Ofride argolica
14 Ophrys bertolonii Ofride di Bertoloni
15 Ophrys biscutella Ofride a due scudetti (Tesoro di Spinapulci)
16 Ophrys fuciflora Ofride dei calabroni
17 Ophrys fuciflora ssp. parvimaculata Ofride a macchia piccola
18 Ophrys garganica Ofride del Gargano
19 Ophrys holosericea Ofride dei fuchi
20 Ophrys incubacea Ofride scura
21 Ophrys laurentii Ofride di San Lorenzo
22 Ophrys lutea Ofride gialla
23 Ophrys paolina Ofride paolina
24 Ophrys sicula Ofride sicula
25 Ophrys sipontensis Ofride di Siponto
26 Ophrys sphegodes Ofride a fior di ragno
27 Ophrys sphegodes ssp. cornuta Ofride cornuta
28 Ophrys tenthredinifera Ofride fior di vespa
29 Orchis anthropophora Orchidea ballerina
30 Orchis italica Uomo nudo
31 Orchis provincialis Orchidea di Provenza
32 Orchis purpurea Orchidea maggiore
33 Serapias apulica Serapiade pugliese
34 Serapias garganica Serapiade del Gargano
35 Serapias lingua Lingua di gallina
36 Serapias parviflora Serapiade minore
37 Serapias vomeracea Serapiade maggiore
38 Spiranthes spiralis Vrecciolina o Treccine di dama

 

 
 
 

IL BUCO DELLA SANITÀ PUGLIESE AL VAGLIO DEI MINISTERI, DECARO COMMISSARIO AD ACTA 30 Aprile 2026 Si apre oggi a Roma la partita

Post n°34441 pubblicato il 30 Aprile 2026 da forddisseche

IL BUCO DELLA SANITÀ PUGLIESE AL VAGLIO DEI MINISTERI, DECARO COMMISSARIO AD ACTA

Si apre oggi a Roma la partita decisiva per i conti della sanità pugliese. La Regione è chiamata a depositare i bilanci in rosso delle dieci aziende sanitarie davanti ai ministeri dell’Economia e della Salute, con un disavanzo certificato da 369 milioni di euro.

Un buco che, allo stato attuale, non trova copertura piena e che spalanca la strada al commissariamento soft: una procedura che prevede la nomina del governatore Antonio Decaro come commissario ad acta, con il compito di chiudere i conti entro fine maggio attraverso un piano di risanamento straordinario. Il quadro è chiaro e allo stesso tempo allarmante: la coperta è troppo corta.

La Regione conta di recuperare tra i 120 e i 140 milioni attraverso tagli lineari ai Dipartimenti, utilizzo degli avanzi di amministrazione e riduzione di alcune voci di spesa, inclusi i costi della politica. Ma resta un vuoto di circa 229 milioni che non può essere colmato con la sola leva interna. Ed è qui che entra in gioco la misura più delicata e politicamente esplosiva: l’aumento dell’addizionale Irpef.

Oggi le aliquote regionali in Puglia sono tra le più basse d’Italia, comprese tra l’1,23% e il 2,33% su quattro scaglioni. La strategia della Giunta punta a salvaguardare le fasce più deboli, esentando o limitando l’impatto per i redditi fino a 28mila euro, una platea di circa 1 milione e 300 mila contribuenti. Il peso della manovra si concentrerebbe quindi sui redditi medio-alti, circa 600 mila pugliesi. Ma i numeri non tornano. Un aumento dello 0,5% dell’Irpef produrrebbe un gettito stimato intorno ai 60 milioni di euro: poco più di un terzo di quanto necessario.

Per colmare davvero il gap servirebbe una manovra molto più incisiva, con ritocchi tra l’1,5% e il 2%. Tradotto: un aggravio medio di circa 200 euro l’anno per un reddito da 40 mila euro, fino a 700-800 euro per i redditi più alti. Una vera e propria stangata fiscale. L’alternativa è ancora più delicata sul piano sociale: allargare la platea dei contribuenti coinvolti, includendo anche le fasce più basse. In questo scenario il sacrificio sarebbe più diffuso ma meno pesante per ciascun contribuente: circa 75 euro sotto i 15 mila euro, tra 120 e 130 euro nella fascia 15-28 mila, fino a 220 euro tra 28 e 50 mila e oltre 300 euro sopra i 50 mila. Una scelta che spalma il peso ma rompe il principio di tutela dei redditi più fragili.

Sul piano tecnico, la partita si intreccia con i vincoli normativi: gli aumenti dell’addizionale Irpef, in condizioni ordinarie, producono effetti dall’anno fiscale successivo. Ma il ricorso ai poteri commissariali potrebbe consentire un’applicazione anticipata, rendendo immediatamente esigibili le nuove aliquote. Un passaggio decisivo per evitare lo slittamento della copertura e il rischio di un commissariamento pieno da parte dello Stato.

In gioco non c’è solo una manovra di bilancio, ma un equilibrio politico delicatissimo. Da un lato la necessità di evitare il default sanitario, dall’altro il rischio di scaricare sui cittadini il costo di anni di squilibri strutturali. La decisione finale arriverà nelle prossime settimane, ma una cosa è già certa: il conto, in un modo o nell’altro, sarà pagato.

l’edicola

 

 
 
 

TROPPE REGOLE, POCHI CONTROLLI: A VIESTE IL DECORO URBANO NON È UGUALE PER TUTTI 29 Aprile 2026 riceviamo e pubblichiamo Caro

Post n°34440 pubblicato il 29 Aprile 2026 da forddisseche

TROPPE REGOLE, POCHI CONTROLLI: A VIESTE IL DECORO URBANO NON È UGUALE PER TUTTI

riceviamo e pubblichiamo

Caro Direttore,

vi scrivo per segnalare una situazione ormai evidente e difficilmente contestabile nel Comune di Vieste: l’esistenza di un impianto normativo sempre più articolato in materia di decoro urbano, insegne, esposizione delle merci, luci e occupazione del suolo pubblico, a fronte però di un’applicazione disomogenea e, in molti casi, inefficace delle stesse regole.

Nel corso degli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha introdotto e aggiornato regolamenti volti a tutelare l’immagine della città e a disciplinare l’attività commerciale sul territorio. Un indirizzo, almeno nei principi, condivisibile e necessario in una località a forte vocazione turistica.

Tuttavia, la realtà quotidiana restituisce un quadro profondamente diverso.

È sufficiente osservare il territorio comunale per rilevare situazioni diffuse e persistenti di mancato rispetto delle disposizioni: esposizione di merce su suolo pubblico spesso priva di autorizzazione, installazione di insegne luminose non uniformi rispetto ai criteri dichiarati, utilizzo di elementi pubblicitari invasivi, presenza di strutture e soluzioni visive improvvisate che incidono sul decoro complessivo degli spazi urbani. Il punto centrale non è la presenza delle norme, ma la loro applicazione concreta.

Si crea infatti una evidente disparità tra operatori economici: da un lato chi si attiene scrupolosamente ai regolamenti, sostenendo costi, rinunce e procedure autorizzative; dall’altro chi, di fatto, opera in condizioni di tolleranza o assenza di controllo sistematico.

Il risultato è un sistema percepito come iniquo, in cui il rispetto delle regole non rappresenta necessariamente un vantaggio competitivo, ma spesso un limite rispetto a comportamenti meno rigorosi.

Non si tratta di invocare un approccio repressivo generalizzato, ma di evidenziare la necessità di una maggiore coerenza amministrativa. Le regole, per avere senso, devono essere applicate in modo uniforme, continuo e trasparente, senza eccezioni di fatto o differenze territoriali.

In caso contrario, il rischio è quello di svuotare progressivamente di credibilità l’intero impianto regolamentare, trasformando il “decoro urbano” in un principio formale privo di effettiva incidenza sulla realtà cittadina.

La sensazione diffusa, tra operatori e cittadini, è che il sistema attuale non garantisca più una reale parità di trattamento. Ed è proprio su questo punto che ritengo necessario un momento di riflessione pubblica.

Ed è per questo che si sollecita un intervento deciso, continuo e imparziale da parte degli organi competenti, affinché le regole vigenti non restino solo un riferimento teorico, ma tornino ad avere un’applicazione concreta e uguale per tutti.

Qualora tale situazione dovesse continuare a non trovare riscontro nella realtà dei fatti, oltre alla presente segnalazione agli organi di stampa si valuterà l’inoltro di ulteriori segnalazioni alle autorità competenti, ciascuna per quanto di propria competenza.

Distinti saluti.

 

 
 
 

Rossella Falcone eotSnrospd6ul190mn0aut45 cgfafg1cum8051m4i9c533h131chf56i6h3 · Una battaglia giusta che oggi trova finalmente

Post n°34439 pubblicato il 29 Aprile 2026 da forddisseche

Una battaglia giusta che oggi trova finalmente una risposta.
Oggi è stata approvata in Giunta regionale la rideterminazione dell’assetto delle Aggregazioni Funzionali Territoriali della medicina generale, accogliendo le esigenze reali dei territori, dei sindaci e dei cittadini e superando criticità che rischiavano di lasciare intere comunità senza assistenza.

Tra queste, la situazione di Peschici: dal 1° maggio il paese resterà senza medico di base. Un problema serio e concreto, che abbiamo segnalato con forza insieme al sindaco, perché non si può accettare che i cittadini restino senza un servizio essenziale.
Grazie a questo provvedimento, l’ambito territoriale è stato finalmente riallineato: Peschici viene ricompresa in un’organizzazione che include anche Vieste, consentendo ai cittadini di accedere all’assistenza attraverso l’Aggregazione Funzionale Territoriale del territorio.
Non è un dettaglio tecnico: è una scelta politica chiara. Significa garantire continuità assistenziale, evitare disagi e riconoscere che anche le comunità più periferiche hanno diritto a servizi adeguati.
Questo risultato dimostra che, quando si ascoltano i territori e si portano avanti le istanze con determinazione, le soluzioni arrivano.
Ora avanti, senza fermarsi: la sanità territoriale va rafforzata ancora, perché il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive.

 

 
 
 

ISTITUITA L’ORCHESTRA DEL « CARPINO IN FOLK». CON 30 MUSICISTI E CARMINE PADULA MAESTRO CONCERTATORE 28 Aprile 2026 Oltre ad es

Post n°34438 pubblicato il 28 Aprile 2026 da forddisseche

ISTITUITA L’ORCHESTRA DEL « CARPINO IN FOLK». CON 30 MUSICISTI E CARMINE PADULA MAESTRO CONCERTATORE

Oltre ad esibirsi nella tradizionale rassegna carpinese, esporterà le tradizioni della tarantella del gargano.

Nasce l’Orchestra Popolare del Carpino in Folk. Composta da 30 musicisti di musica po­polare e non provenienti da tut­to il Gargano con maestro con­certatore il pianista e compo­sitore Carmine Padula e dire­zione artistica del Maestro An­tonio Pizzarelli. Proporrà una reinterpretazione originale del repertorio tradizionale, intrec­ciando il linguaggio della Ta­rantella del Gargano con in­fluenze della musica classica, del rock, del jazz, dell’elettro­nica e della world music.

L’Orchestra Popolare incar­na una visione dinamica della tradizione. Che significa “cu­stodire il fuoco, non adorare le ceneri”, un mondo che mette insieme passato, tradizione e modernità. Il passato è dato dal­la sintesi del contesto pastorale e contadino del Gargano che poi si trasforma in antropologica­mente urbano e contempora­neo.

La storia che subisce le di­namiche del presente, che pro­vano ad alterare le musiche e i canti degli avi. E qui subentra il lavoro dell’Orchestra Popolare del Carpino in Folk: riprendere quel mondo, non imitarlo ma attualizzarlo, rivalutando e va­lorizzandone la matrice folk at­traverso inserti di voci e sono­rità moderne e contemporanee con incursioni nei suoni e nei ritmi della world music.

Oltre all’appuntamento che vedrà l’Orchestra esibirsi sul palco di Piazza del Popolo a Car­pino nel corso del Carpino in Folk 2026 sarà attiva durante tutto l’anno con concerti in Pu­glia, in Italia e all’estero. Insom- ma un vero e proprio percorso di promozione culturale e ter­ritoriale con l’ensemble pronta a indossare gli abiti dell’amba­sciatrice del Gargano.

Un percorso che avrà come finalità la riscoperta, valorizza­zione e l’attualizzazione del re­pertorio musicale tradizionale e folk del Gargano, un vero e proprio laboratorio culturale

che unirà ricerca storica e crea­tività moderna mettendo insie­me tutela e riscoperta delle tra­dizioni locali, innovazione e fu­sione dei linguaggi, promozio­ne culturale e identitaria, va­lore sociale e aggregativo, ri­cerca scientifica.

E per l’occasione viene uffi­cializzato anche il logo dell’Or­chestra realizzato dall’agenzia marketing CDP Service di San Severo. Un percorso che ha ri­chiesto un approccio capace di unire creatività e sintesi, tra­sformando valori del Territorio (storia, arte, identità) in un sim­bolo visivo semplice e ricono­scibile capace di rispecchiare gli elementi che contraddistin­guono il progetto come gli stru­menti, i colori, i valori iden- titari della “montagna del sole”. E’ stato creato così il logo dell’ensemble del Carpino in Folk.

 

 
 
 

FESTA DELLA TRANSUMANZA DEL GARGANO PRESSO LA MASSERIA U SCULÉR: UN RITO COMUNITARIO TRA MUSICA, PASCOLI E MEMORIA. 28 Aprile 20

Post n°34437 pubblicato il 28 Aprile 2026 da forddisseche

FESTA DELLA TRANSUMANZA DEL GARGANO PRESSO LA MASSERIA U SCULÉR: UN RITO COMUNITARIO TRA MUSICA, PASCOLI E MEMORIA.

La Masseria U Sculér, guidata dal giovane e dinamico allevatore Michele Totaro, è lieta di annunciare la celebrazione annuale della Festa della Transumanza del Gargano, un evento, giunto alla IV edizione, che rende omaggio all’antica pratica della transumanza, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO.

Dopo il grande successo delle edizioni precedenti, documentato anche dal servizio della trasmissione televisiva “L’Arca di Noè” su Canale 5, che ha raggiunto più di 3 milioni e mezzo di spettatori, siamo pronti a offrire un’esperienza ancora più ricca e coinvolgente.

La quarta edizione si terrà domenica 3 maggio 2026, presso la storica masseria ai piedi della Foresta Umbra, in località “Gamba d’oro” – Vico del Gargano.

La giornata inizierà alle prime luci dell’alba, con il raduno dei partecipanti nel centro di Vico del Gargano, per accompagnare la mandria di vacche podoliche lungo il percorso di sette chilometri verso la Foresta Umbra. Questa manifestazione esperienziale offre l’opportunità unica di immergersi nelle tradizioni del mondo rurale, tra mungitura, lavorazione del latte e caciocavallo podolico.

La Festa sarà arricchita da un ricco ventaglio di attività esperienziali che raccontano il mondo rurale garganico in tutte le sue sfumature. Dopo l’arrivo in masseria, i partecipanti potranno assistere al workshop sulle farine nostrane, seguire la dimostrazione di apicoltura e osservare da vicino la lavorazione del caciocavallo podolico, uno dei prodotti simbolo del territorio.

Il pomeriggio proseguirà con momenti dedicati ai giochi tradizionali, come il gioco del laccio, e con la dimostrazione di tosatura delle pecore, un rito antico che ancora oggi scandisce la vita pastorale.

Non mancheranno i sapori della tradizione, grazie al pranzo contadino e alle degustazioni dei prodotti tipici legati alla Podolica e alla cultura agro-pastorale del Gargano.

A partire dalle 14:30, la Masseria U Sculér si animerà con musica e balli popolari, grazie ai Cantatori e Suonatori del Gargano e alla selezione musicale podolica del DJ Reverendo Podolico, per un pomeriggio di festa che unisce comunità, memoria e territorio.

L’evento è organizzato dall’Associazione Sentieri Podolici in collaborazione con Masseria U Sculér, con il sostegno del Parco Nazionale del Gargano, della Regione Puglia e del Comune di Vico del Gargano.

PROGRAMMA FESTA DELLA TRANSUMANZA DEL GARGANO_ DOMENICA 3 MAGGIO 2026

-ore 7:00 INCONTRO presso Bar Caffè Capriccio – nei pressi della Villa Comunale di Vico del   Gargano

-ore 7:15 TRASFERIMENTO con navetta in Località “Azienda zootecnica Danese” – Vico del Gargano

-ore 7:30 VESTIZIONE DELLE CAMPANE

-ore 8:00 PARTENZA della TRANSUMANZA, percorso 7 km a piedi su strada prevalentemente asfaltata [Si consiglia abbigliamento comodo e adatto alla stagione, scarpe da trekking, cappellino, acqua, frutta]

-ore 10:00 ARRIVO Località “Gamba d’oro” presso la MASSERIA U SCULÉR Accoglienza in Masseria -con COLAZIONE CONTADINA (latte di capra e pane di Monte Sant’Angelo) a seguire BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI

-ore 11:00 WORKSHOP SULLE FARINE NOSTRANE

-ore 11:30 DIMOSTRAZIONE E LABORATORIO di “APICOLTURA”

a seguire

DIMOSTRAZIONE E LAVORAZIONE DEL CACIOCAVALLO PODOLICO

GIOCHI CON IL LACCIO

WORKSOP/DIMOSTRAZIONE TOSATURA PECORE

-ore 13:00 PRANZO CONTADINO

-ore 14:30 MUSICA E BALLI con i gruppi:

· CANTATORI E SUONATORI DEL GARGANO

· DJ SET REVERENDO PODOLICO

-Ore 19:00 TRASFERIMENTO con navetta – direzione Vico del Gargano

Vi invitiamo a partecipare a questa celebrazione unica, che promuove il territorio e le tradizioni del Gargano, favorendo il rapporto antico tra uomini, animali e natura.

Per informazioni e prenotazioni, contattare via WhatsApp al numero 327 958 0345.

Posti sono limitati.

 

 
 
 

AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE DI PROPOSTE PROGETTUALI FINALIZZATE ALLA COSTITUZIONE DI COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI: C’È TEMP

Post n°34436 pubblicato il 28 Aprile 2026 da forddisseche

AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE DI PROPOSTE PROGETTUALI FINALIZZATE ALLA COSTITUZIONE DI COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI: C’È TEMPO FINO AL 30 GIUGNO PER PRESENTARE I PROGETTI

Sono stati riaperti i termini per la presentazione delle candidature per l’Avviso Pubblico di selezione di proposte progettuali finalizzate alla costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), al fine di promuovere l’autoconsumo collettivo e contrastare la povertà energetica ( Burp del 28/04/2026).

Sarà possibile presentare le istanze a partire da domani, 28 aprile 2026, sino alle ore 12:00 del 30 giugno 2026.

Il bando conta su una dotazione complessiva di 2,5 milioni di euro, a valere sulle risorse PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 – Azione 2.3. – Sub azione 2.3.1, in parte impegnata a vantaggio delle candidature già pervenute  alla scadenza naturale dell’Avviso prevista al 16 aprile scorso. Al termine delle prime valutazioni, sono state ritenute idonee 9 proposte progettuali, la cui ammissione a finanziamento ha comportato il raggiungimento di un importo complessivo pari a € 758.899,35. In fase di istruttori ci sono altre 25 istanze.

Poiché si è riscontrato un buon interesse nei confronti dell’Avviso regionale, anche rispetto al bando nazionale, si è ritenuto di riaprire i termini per consentire la presentazione di nuove proposte progettuali.

La procedura a sportello delle nuove candidature si svolgerà alle medesime condizioni già previste, pertanto si procederà alla valutazione delle istanze pervenute dopo la riapertura dell’Avviso secondo l’ordine cronologico di arrivo e fino ad esaurimento delle risorse residue non ancora assegnate, fatto salvo lo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie.

Per ogni ulteriore informazione e consultare l’avviso si rimanda al link https://regione.puglia.it/web/politiche-energetiche/-/avvisocer

 

 
 
 

SUPERSTRADA DEL GARGANO, SALVINI: “SARÀ COMPLETATA”. 31 MILIONI PER COLLEGARE INCORONATA AL PORTO DI MANFREDONIA 28 Aprile 2026

Post n°34435 pubblicato il 28 Aprile 2026 da forddisseche

SUPERSTRADA DEL GARGANO, SALVINI: “SARÀ COMPLETATA”. 31 MILIONI PER COLLEGARE INCORONATA AL PORTO DI MANFREDONIA

Il vicepremier a Foggia rilancia su trasporti locali e fondi per la Capitanata: “Provincia difficile, va aiutata”.

La visita foggiana del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini si è sviluppata su due direttrici precise: sicurezza urbana e sviluppo infrastrutturale. Un doppio binario che punta da un lato a ridurre i rischi sulle strade, dall’altro a rafforzare il ruolo strategico della Capitanata nel sistema logistico del Mezzogiorno.

Tra i temi affrontati, anche quello della sicurezza stradale, con riferimento alle nuove norme sui monopattini elettrici. Un intervento che punta a responsabilizzare gli utenti e a garantire maggiore controllo, attraverso strumenti come targa, assicurazione e obbligo del casco.

Dal Terminal ferroviario di FHP, nella zona Asi di Foggia-Incoronata, Salvini ha annunciato un finanziamento da 31 milioni di euro per il collegamento della piattaforma logistica con il porto alti fondali di Manfredonia.

Un investimento che si inserisce in un quadro più ampio di risorse destinate alla Puglia, con oltre 3 miliardi di euro riservati proprio alla provincia di Foggia.

Il vicepremier ha poi fatto il punto sui cantieri in corso in Capitanata, ribadendo l’impegno per il completamento della superstrada del Gargano.

“Certo che si farà”, ha assicurato Salvini, sottolineando come il territorio abbia bisogno di essere sostenuto anche per le difficoltà legate alla criminalità.

Nel corso della giornata, il ministro ha infine affrontato il tema del caro energia, spingendosi a chiedere un superamento dei vincoli imposti dall’Unione Europea.

Una posizione che segna una presa di distanza rispetto ad altre componenti della maggioranza di governo, rilanciando il dibattito sulle politiche energetiche a livello nazionale ed europeo.

saverio serlenga

 

 
 
 

VIESTE – Tasse e imposte comunali non versate, possibile regolarizzazione concordata Ultimo aggiornamento Apr 27, 2026 378 Cond

Post n°34434 pubblicato il 27 Aprile 2026 da forddisseche

VIESTE – Tasse e imposte comunali non versate, possibile regolarizzazione concordata
378

Si informa la cittadinanza che, con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 del 24.04.2026, è stato adottato il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali, in attuazione dell’art. 1, commi 102-110 della Legge 30 dicembre 2025, n. 199.
I contribuenti con posizioni debitorie pendenti alla data del 27.04.2026 (data di pubblicazione della delibera sul sito istituzionale dell’Ente) potranno regolarizzare la propria posizione versando il solo capitale dovuto senza sanzioni e interessi moratori.
Il pagamento può avvenire in unica soluzione oppure a rate (max 72 rate mensili). Il mancato pagamento comporta la decadenza del beneficio e il ripristino integrale del debito.
Dal 27 giugno 2026 e fino al 31 luglio 2026 potrà essere presentata la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata utilizzando esclusivamente la modulistica ufficiale, che sarà resa disponibile sul sito istituzionale del Comune di Vieste.
Si invita a consultare il portale comunale per tutte le informazioni di dettaglio, nonché per scaricare i moduli necessari alla presentazione dell’istanza.
Il Responsabile del Servizio Tributi
Dott.ssa Gelsomina Scattino

 

 
 
 

VIESTE – Xylella, entro il 15 maggio obbligo di lavorazioni dei terreni per eliminare gli stadi giovanili del vettore Il Apr 27

Post n°34433 pubblicato il 27 Aprile 2026 da forddisseche

VIESTE – Xylella, entro il 15 maggio obbligo di lavorazioni dei terreni per eliminare gli stadi giovanili del vettore
157

La Regione Puglia ha emanato il Piano d’azione di lotta alla xylella fastidiosa 2025/2027. L’azione di contrasto al vettore della xylella fastidiosa è stata estesa a tutto il territorio regionale e con Atto Dirigenziale n. 39 del 11/03/2026 ha reso obbligatorie le lavorazioni dei terreni.
Nel Piano Regionale sono riportate le misure fitosanitarie di contrasto contro le forme giovanili della xylella, quali:
“l’adozione di pratiche agronomiche per il controllo meccanico degli stadi giovanili dei vettori per limitare la diffusione dell’organismo nocivo. Le lavorazioni superficiali del terreno (arature, fresature, erpicature o trinciature) nel periodo primaverile, eliminando le piante erbacee su cui le forme giovanili completano il ciclo vitale, contribuiscono a ridurre la popolazione del vettore. Nelle aree in cui è difficile o impossibile l’accesso con mezzi meccanici, ad esempio declivi, bordi strada/banchine/rotatorie, si può intervenire con mezzi fisici (pirodiserbo o vapore) e, solo in casi d’impossibilità d’intervento con i mezzi menzionati, con altri appropriati trattamenti diserbanti, privilegiando prodotti a basso impatto. Occorre intervenire prima che l’insetto raggiunga il picco del IV stadio giovanile”.
Pertanto, su tutto il territorio di Vieste fino al 15 maggio 2026, è obbligatorio eseguire le lavorazioni dei terreni per eliminare gli stadi giovanili del vettore.
Le lavorazioni dei terreni devono essere eseguite da:
– proprietari/conduttori di terreni agricoli;
– proprietari/gestori (privati o pubblici, compresi i comuni) delle superfici agricole non coltivate, aree a verde pubblico, bordi delle strade, canali, superfici demaniali.
La presente misura fitosanitaria non va applicata nei boschi, nei pascoli e nei terreni con colture erbacee in atto quali cereali, proteaginose, colture orticole da pieno campo e industriali, colture foraggere e colture floricole.
ll controllo del territorio, finalizzato all’effettiva realizzazione delle attività viene realizzato dalla Regione Puglia anche mediante un rilievo aerofotogrammetrico per individuare le superfici sulle quali non siano state applicate le azioni obbligatorie.
L’applicazione delle misure fitosanitarie obbligatorie è oggetto di controllo da parte dei Carabinieri Forestali e la mancata osservanza è oggetto ai sensi del comma 15 dell’art. 55 del D. Lgs 19/2021 di sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000 a euro 6.000.

 

 
 
 

COMUNALI A MATTINATA/ ESCLUSA LA LISTA “OBIETTIVO MATTINATA” A SOSTEGNO DI ARENA 26 Aprile 2026 Colpo di scena nell’iter di amm

Post n°34432 pubblicato il 26 Aprile 2026 da forddisseche

COMUNALI A MATTINATA/ ESCLUSA LA LISTA “OBIETTIVO MATTINATA” A SOSTEGNO DI ARENA

Colpo di scena nell’iter di ammissione alle elezioni comunali di Mattinata: la sottocommissione elettorale circondariale di Manfredonia ha disposto l’esclusione della lista “Obiettivo Mattinata”, collegata al candidato sindaco Pasquale Arena. La decisione è contenuta nel verbale n. 26 del 25 aprile 2026.

La riunione si è svolta presso il Palazzo della Sorgente di Manfredonia, sotto la presidenza del dott. Salvatore Guerra, con la partecipazione dei componenti Antonio Tricarico e Grazia Maria Patrizia Fatone e del segretario Filomena Martino.

Nonostante la documentazione presentata risultasse formalmente completa — comprensiva di 12 candidati al consiglio comunale, un programma amministrativo di sette pagine e il contrassegno con una farfalla multicolore — è stata riscontrata un’irregolarità ritenuta insanabile relativa alle sottoscrizioni.

Alla base dell’esclusione vi è infatti un numero di firme superiore ai limiti previsti dalla legge. La lista è stata sottoscritta da 140 elettori, mentre la normativa vigente (legge n. 81/1993), per i comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti, stabilisce un range obbligatorio tra 60 e 120 sottoscrittori.

La sottocommissione ha quindi accertato la non conformità del numero di presentatori rispetto alle disposizioni normative. Nel verbale si richiama inoltre la giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato, secondo cui il mancato rispetto dei limiti — sia minimi sia massimi — comporta l’esclusione dalla competizione elettorale.

Il provvedimento rappresenta un duro colpo per la lista a sostegno di Arena. Resta tuttavia aperta la possibilità di ricorso al Tar, ai sensi dell’articolo 129 del decreto legislativo n. 104/2010, per tentare la riammissione alla competizione elettorale.

 

 
 
 

VIESTE/ LETTURA ANTROPOLOGICA SEMPLICE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA FESTA DI S. MARIA DI MERINO 26 Aprile 2026 La festa di S. Mari

Post n°34431 pubblicato il 26 Aprile 2026 da forddisseche

VIESTE/ LETTURA ANTROPOLOGICA SEMPLICE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA FESTA DI S. MARIA DI MERINO

La festa di S. Maria di Merino non è solo un movimento di massa, sostenuta da una magica coreografia e accompagnata da singolare folclore. Tentarne una lettura serena e spiritualmente libera significa entrare nello spirito della festa stessa, capire il suo grande messaggio.

A noi che la viviamo puntualmente ogni anno sembra non dire più di tanto.

Tutto appare normale, omologato, tutto scontato. La consuetudine e l’assuefazione appannano lo smalto e la vivacità anche alle realtà più profonde, più impegnative della vita. Voglio compiere un gesto che ci è familiare. Come la brava massaia, amante della pulizia della propria casa, impugna lo straccio e pulisce, così voglio togliere la polvere del tempo e della consuetudine dalla nostra splen­dida festa a Maria. Indipendentemente dal fatto se la struttura della festa si è imposta nell’insieme ad un certo momento o se è venuta formandosi poco per volta. Chi l’ha pensata e messa in atto ha certamente voluto annetterle un profondo significato di fede, un grande valore storico.

Provo ad evidenziare e leggere i momenti, le tappe della festa.

Va subito detto che la festa di S. Maria di Merino non si riduce agli ultimi tre giorni: veglia – festa – chiusura. Fanno parte integrante della festa i sabati del pellegrinaggio (7-8 ogni anno a cominciare dal primo sabato di marzo), il rito dell’intronizzazione f30 aprile), il novenario (30 aprile – 8 maggio), i primi vespri solenni (8 maggio sera), la discesa del Simulacro la sera della vigilia, la giornata della festa (9 maggio), la chiusura (10 maggio) e l’ottavario (16 maggio).

PELLEGRINAGGI

Iniziano il primo sabato di marzo e si protraggono per tutti i sabati di marzo e di aprile: se n’eccettuano il sabato santo e l’ultimo di aprile quando cade il 30, giorno dell’intronizzazione della Madonna. Complessivamente quindi sono sette oppure otto nell’anno, cui vanno aggiunti quello del giorno della festa e quello dell’ottavario.

Una prima annotazione: i sabati di S. Maria sono legati alla liturgia. Essi sono una lunga preparazione alla festa, ma che si accom­pagnano alla liturgia del tempo. Per la prima parte (i pellegrinaggi di marzo) la pratica del pellegrinaggio si pone accanto alla liturgia quaresimale e cammina con essa. La messa, che si celebra al Santua­rio all’arrivo dei pellegrini, è quella quaresimale. La proposta liturgica, attraverso la Parola, è un richiamo allo spirito quaresimale: la conver­sione e il ritorno a Dio in penitenza. Tale proposta riceve maggiore impulso dalla condizione pellegrinante del popolo presente.

Gli altri sabati o pellegrinaggi cadono nel periodo pasquale. Una sosta al Sabato Santo, una pausa di riflessione necessaria per verificarsi e celebrare nella gioia la Pasqua di Risurrezione. Questo spirito gioioso si protrae per gli altri sabati dopo la Pasqua nell’esercizio della novità di vita. Ancora una volta la Parola di Dio guida e nutre i passi del pellegrino. Il pellegrinaggio non è una pratica cervellotica, bensì un cammino di purificazione e di gioia, che trova nella liturgia la pedagoga.

pellegrinaggio, però, non è solo questo. “E un momento espres­sivo della vita dei credenti. Esso evoca il cammino personale del credente sulle orme del Redentore: è esercizio d’ascesi operosa, di pentimento per le umane debolezze, di costante vigilanza sulla propria fragilità, di preparazione interiore alla riforma del cuore” (1). In tutte le religioni, di tutti i tempi, il pellegrinaggio ha sempre avuto un ruolo principale tra le espressioni di vita di fede. Lo ha avuto soprattutto nella religione ebraica, dove il pellegrinaggio è stato prima un fatto di vita sociale e poi religioso. La Legge prevedeva un triplice pellegrinaggio in un anno per celebrare le tre grandi feste: Pesach, Shavuot, Succot. Gesù stesso ha vissuto questi pellegrinaggi durante la sua vita dai dodici anni in poi.

Anche la nostra religione ha incoraggiato il pellegrinaggio, in particolare alla tomba di Cristo e dei martiri.

Li incoraggia tuttora perché ogni pellegrinaggio è una presa di coscienza di essere in cam­mino verso la patria vera. Come il pellegrino, l’uomo che cammina sulla strada della vita sente il disagio dell’andare e la fatica ed è spinto a guardare alla sua dimora eterna.

La nostra festa patronale si dispiega per lungo tempo sull’esperienza del pellegrinare. L’andare e il ritornare a piedi verso e dal Santuario implica un costante impegno a riscoprirsi nella condizione di pellegrino, senza fissa dimora, su questa terra. Canti struggenti in questo senso canta il nostro popolo pellegrino:

Siano pellegrini e siamo figli tuoi,

Santa Maria di Merino, prega per noi.

Chi ha pensato di organizzare la festa con una pratica così lunga di pellegrinaggio, ha tenuto certamente presente la situazione dell’uomo viatore e lo ha disposto alla celebrazione della festa mariana patronale, perché questa lasci i segni di fede vivi nel suo cammino di vita.

INTRONIZZAZIONE E NOVENARIO

Nel rituale della celebrazione della festa a Maria è prevista l’intronizzazione. Alla Madonna in trono si riconosce la regalità e la sua mediazione esemplare.

Il gesto dell’intronizzazione riveste un carattere d’eccezionale solennità. L’esperienza insegna che non accade la stessa cosa in altri luoghi dove la Madonna viene intronizzata. E per lo più un rito sempli­ce, uno spostare da un luogo all’altro il simulacro sacro, senza particolari contorni. A Vieste invece la Madonna è intronizzata in un contesto intenso di riti significativi.

 La chiesa Cattedrale è gremita all’inverosimile. Tutti si fanno un onore, un impegno per garantire la propria presenza. Si sceglie così di diventare protagonisti presenti al momento in cui la Madonna, prima d’essere intronizzata, passa in mezzo al suo popolo, per creare il primo contatto diretto con la propria Patrona. Difatti, con l’emozione che riempie l’assemblea per tutto il tempo della durata della cerimonia, è possibile sentire il fremito del popolo, mentre la Madonna viene prelevata dal suo abitacolo abituale, la sua nicchia, sull’altare presa a braccio e, dopo aver attraversato tutta la navata, viene posta sull’altare, e quindi in trono, sul palco apposita­mente preparato. Il fremito diventa commozione che si scioglie in pianto, si esprime in grida, mani protese, frammiste al canto che accompagna. E impressionante la dimensione di questo fenomeno d’accompagnamento da parte di tutto il popolo. In effetti, in quegli attimi, tutti si sentono e si vedono nei pochi fortunati che hanno la bella sorte di poter toccare, prendere e portare la Madonna. Non solo la presenza, c’ero anch’io, ma il contatto, attraverso l’immagine, con il divino.

Nella storia delle religioni il contatto con il divino è costantemente ricercato e praticato, fino all’immedesimazione, attraverso una pratica iniziatica intensa. E questo il fine della religione. La religione ebraica in particolare, cui noi siamo debitori, non vive senza questo contatto – presenza viva con il suo Dio. La nube era segno di questa presenza. L’accompagna nel deserto e ricopre il Tempio e l’Arca dell’Alleanza. La certezza della presenza divina è protezione e vita.

 Nel cristianesimo il contatto diventa ipostasi, Dio si fa creatura umana per essere uomo tra gli uomini. L’immagine sacra, non vissuta come idolo, è la media­zione per questo contatto diretto. Il pianto e le grida non sono solo invocazioni, sono anche gioia e commozione per la protezione accordata e ritrovata in Dio per Maria.

Una ridda di sentimenti pervade l’anima di ciascuno che non è lì solo a nome proprio, ma rappresenta gli assenti, vicini e lontani, rappresenta anche i trapassati, forza della tradizione, che questo momento di profonda gioia e di fede ha garantito e trasmesso. Fortu­nato chi riesce a toccare, passando, la sacra statua; sembra garantirsi, attraverso il contatto, uno sguardo di predilezione e un’attenzione particolare di Dio e di Maria, la Madre, come dicono i canti che accom­pagnano questi momenti. Per continuare questo contatto, molti si fanno asciugare, ora o in altri momenti, il volto di Maria con pezzuole o fazzoletti bianchi appositamente preparati. Per taluni sarà il fazzoletto o la pezzuola, che ha toccato la Madonna, a ritornare utile nei momen­ti di dolore, di malattia, di sofferenza, facendola passare sulla parte del corpo interessata. C’è chi afferma di aver ricevuto particolari favori grazie a questo fazzoletto, che diventa oggetto di vera e propria vene­razione. Il fazzoletto che ha toccato la Madonna garantisce la continui­tà del contatto e la possibilità del favore divino.

Sventolano in questo momento i fazzoletti in segno d’affettuoso saluto e devozione. Quell’icona che ha guardato i suoi figli dall’alto dell’altare per tutto un anno, ora è in mezzo al popolo. La sacra immagine sembra passare di mano in mano dall’altare della Cappella all’altare maggiore. Centinaia di sguardi la seguono trepidanti. Maria diventa regina. Occhi umidi di lacrime, nodi alla gola, cuori commossi in questo splendido momento che si vorrebbe durasse nel tempo. Maria domina dall’alto la pietà del suo popolo devoto.

Tutti pregano, tutti l’invocano, tutti l’ammirano su quel trono di gloria e di grazia che il popolo ha preparato per la sua Regina e Sovrana: trono sontuoso e diverso ogni anno, segno e simbolo della pietà del popolo e della regalità di Maria. La Madonna è finalmente al suo posto per la festa.

Può iniziare la messa e la meditazione sulla Madre di Dio, che durerà per tutto il tempo della novena. Il popolo non lascia sola Maria in questi giorni. Una processione di gente, interminabile, caratterizza queste giornate. Si va a guardare la Madre. Tutti si fanno un onore partecipare almeno una volta al novenario, che è festa a Maria, culto e riflessione. Al centro, il mistero Trinitario, come molto bene esprimo­no le parole della novena, cantata ogni sera dall’officiante con dolce cantilena. L’atmosfera è sempre calda, struggente, popolare.

I VESPRI SOLENNI

L’otto maggio è giornata di vigilia. Coincide con la festa di S. Michele Arcangelo. A sera, il cuore della giornata. Il Vescovo, vestito d’abiti pontificali, fa il suo ingresso solenne nella Cattedrale stipata di gente in ogni ordine e grado. Lo precede il Capitolo al gran completo, il Clero e il gonfalone dell’Amministrazione civica con tutte le autorità civili e militari e il Comitato per le festività.

Il Vescovo prende posto sul faldistorio al centro del presbiterio, circondato dal Capitolo e dal Clero. Ai primi banchi siedono le autorità. Il primo atto previsto dal cerimoniale è l’omaggio del Capitolo e del Clero al Vescovo, seguita dall’offerta floreale e dei ceri da parte del primo Cittadino e del pre­sidente del Comitato per le festività al Vescovo, residuo di un antico impegno di cui la municipalità si era fatto carico all’atto della costru­zione della Cappella dell’Università. Si prosegue con la celebrazione dei Vespri solenni, presieduti dal Vescovo, cui tutto il popolo partecipa con il canto. La preghiera, questa preghiera, prepara immediatamente la festa della Madonna. Fa seguito la preghiera a Maria Protettrice e la benedizione eucaristica. Quindi il Vescovo si ritira con il Capitolo e il Clero in Episcopio, dove riceve il saluto delle Autorità. La gente in chiesa continua con il canto nell’attesa della discesa di Maria dal trono, che l’ha vista Regina durante il novenario. E festa piena.

LA DISCESA

L’ora fatidica si avvicina, mentre la chiesa Cattedrale continua a rimanere gremita di gente che vuole diventare testimone e protago­nista anche di questo bellissimo momento. Anzi ai presenti se ne aggiungono altri e la folla diventa inverosimile. Sono tutti lì nell’attesa del momento che giunge a rinnovare le emozioni e le suggestioni. Tra il canto e le lodi, la Madonna dal trono è portata di nuovo in mezzo al suo popolo. Nessuno si perde un attimo di questo momento; occhi e mani seguono con apprensione lo spostamento della sacra immagine: è poggiata su un piedistallo preparato per la circostanza nella sua splendida e dorata portantina.

D’ora in avanti Maria è di tutti, del popolo. Cominciano a sfilare i fedeli: mani protese al bacio, fazzoletti da passare sul volto di Maria, occhi lucidi di commozione; troppa gente in poco spazio. Si va avanti anche a spintoni. L’unico desiderio è di toccare l’immagine e sentirsi per un momento invasi dalla misteriosa potenza risanatrice di Maria e rimanere con questa sensazione nel cuore, nella mente, nella memo­ria il più a lungo possibile. La folla sfila non senza difficoltà, raccolta e attenta. A volte prevale il disordine, la confusione, ma il tutto è nel cerimoniale rigido e secolare. Tutto è omologato.

É bello fermarsi un po’ lontano dalla mischia per osservare e cercare di capire questo movimento interminabile, che dura fino a tarda notte. Il sentimento prevalente della gente è la commozione. Sembra trovarsi bene questo popolo con la sua Madonna e viceversa.

Con la commozione spesso si accompagna la speranza e l’implorazione. Non mancano volti segnati dalla sofferenza, protesi verso il volto dolcissimo di Maria nell’attesa di una grazia, di un favore che tarda a venire. É tutto là il popolo di Vieste, soprattutto di quanti, esuli, fanno ritorno per la circostanza al proprio paese; sono tutti lì i bisogni, le preghiere, le istanze del popolo, che per intervento di Maria chiede salute fisica e spirituale.

Ad uno sguardo estraneo, disattento od ostile, tutto ciò può apparire fanatismo, esibizionismo, protagonismo, caos, e forse in parte lo è. Non manca neanche chi classifica simili gesti come idolatrici. Chi conosce il popolo di Vieste sa che tutto questo è cuore, non formalità. Da ora e per tutta la giornata di domani la Madonna è del popolo e il popolo la possiede con il cuore e con lo sguardo e, domani, con l’autorità. Il registro che domina la scena è la gioia, la festa, che è espressa con il canto ininterrotto, che si fa sublime preghiera: sublime, perché esprime sentimenti grandi e nobilissimi in un contenitore musicale popolare, ricco, sentimentale; preghiera, perché riesce ad evocare tutti i sentimenti del cuore e ad esprimerli con parole toccanti.

Si fa notte. S’interrompe la processione dei fedeli verso la Catte­drale. In quella chiesa ci sono tutti i cuori dei viestani, pronti all’indomani ad esplodere con tutta la potenza e l’energia accumulata in questi giorni.

IL 9 MAGGIO

É la giornata per eccellenza. Di questa splendida, indimenticabile giornata diremo nel capitolo seguente.

LA CHIUSURA

La stanchezza del lungo e faticoso pellegrinaggio non ha affievolito il vigore dei fedeli. Di buon mattino, una numerosa rappresentanza di fedeli è di nuovo lì, in Cattedrale, per la messa e la reposizione della Madonna. Maria è a stretto contatto con il suo popolo davanti al presbiterio. Si celebra la messa e, appena terminata, inizia l’ultimo atto: l’ultimo saluto, l’ultimo canto e la sacra immagine è di nuovo sollevata e trasportata nella sua nicchia nella Cappella. E tanta la folla che si ha la sensazione che la Madonna passi di mano in mano fino al suo posto. Oggi, come al 30 aprile, si odono grida, invocazioni, preghiere, canti in un unico concerto di fede e d’amore. Si assiste con partecipazione all’ultimo momento della festa a Maria. E quando la Madonna è ritornata nella sua Cappella, gli occhi di tutti si fermano per l’ultimo sguardo e l’ultimo canto. Pian pianino la gente, commossa, comincia a sfollare. Si torna alle occupazioni quotidiane. La festa è finita. Non fosse per il cuore dei viestani che batte per Maria, sembre­rebbe che la Statua se ne stia in quella solitudine come in un esilio.

D’ora in poi la preghiera a Maria sarà individuale e silenziosa fino al 6 agosto, quando il rito si ripeterà integralmente in maniera ridotta per il novenario e la festa dell’Assunta, cui è dedicata la Cattedrale. Maria non si sottrae mai al popolo viestano. E lì per ascoltarli, incon­trarli, parlare in un dolce colloquio d’amore.

L’OTTAVARIO

La festa ha uno strascico, un’appendice. Otto giorni dopo, il popolo si rimette in cammino, per ringraziare. Qualcosa nel rito cambia. Non più stendardo, non più lunghe preghiere e rosari. Si raggiunge il Santuario per dire grazie al Signore per Maria. Egli continua ad operare tra noi cose meravigliose. E la festa a Maria è una cosa meravigliosa che Dio concede al suo popolo di celebrare d’anno in anno. Anche se non compare tra i canti della giornata, il Magnificat è la preghiera che meglio interpreta i sentimenti che sono nel cuore dei viestani, lì presenti, come sempre, numerosi. L’anima dei viestani magnifica il Signore e il cuore esulta in Dio suo salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva che è proclamata beata da tutte le generazioni cristiane. Dio ha compiuto e compie cose grandi in mezzo al suo popolo tramite Maria. Il Nome del Signore è grande per chi lo ama e si è scelto Maria come modello ed esempio. Si celebra la messa di ringraziamento e a mezzogiorno si prende la strada del ritorno.

Il rientro è alla spicciolata, si fa ritorno a casa con una sosta a S. Loren­zo. Una numerosa rappresentanza di popolo attende sulla collina il ritorno dei pellegrini. Si fa sosta e festa insieme. Alla fine si ricompone il gruppo e si arriva alla Pietra grande della Madonna, dove si scioglie, dandosi l’arrivederci al prossimo anno.

Non è fuori luogo fare un accenno ai personaggi, alcuni storici e famosi, che animano il cammino dei pellegrini. Sono uomini e donne di grande fede e di vita semplice, che riescono ad esaltarsi ed esaltare con la devozione viscerale a Maria durante tutto il periodo della festa. Alcuni di questi personaggi diventano istituzioni, punto di riferimento per tutti, in specie per i giovani, per quello che riescono ad esprimere in queste devozioni. Sono quelli che, raccolta l’eredità degli avi, la tradizione, assicurano la trasmissione fedele, scrupolosa e integrale di quanto essi stessi hanno ricevuto. Garanzie d’autenticità. La festa a Maria è giunta fino a noi tramite loro, grazie a loro.

NOTA

1 – Giovanni Paolo II, lncarnationis Mysterium

merino, il santuario, la festa

don giorgio trotta

 

 
 
 

TURISMO/ PONTE DEL PRIMO MAGGIO 7,4 MILIONI DI PARTENZE 26 Aprile 2026 Un giro d’affari di 3,8 miliardi. Il 92% preferisce l’It

Post n°34430 pubblicato il 26 Aprile 2026 da forddisseche

TURISMO/ PONTE DEL PRIMO MAGGIO 7,4 MILIONI DI PARTENZE

Un giro d’affari di 3,8 miliardi. Il 92% preferisce l’Italia.

Saranno 7,4 mi­lioni gli italiani che si muoveranno per il ponte del primo maggio, per un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari pari a 3,8 miliardi. La vacanza sarà più breve ri­spetto all’anno scorso, in me­dia tre giorni, e il 92% sce­glierà di rimanere in Italia, mentre solo un 8% opterà per l’estero. Sono le stime dell’in­dagine realizzata da Tecnè per Federalberghi. La spesa media pro-capite raggiungerà i 512 euro, con un esborso giorna­liero di circa 170 euro a per­sona. Chi sceglierà di non par­tire, lo farà per motivi eco­nomici (il 53%), familiari (34.1%) e per il caro prezzi (20%).

«Anche in una fase non sem­plice, il turismo italiano di­mostra di tenere e di sapersi adattare – commenta il pre­sidente di Federalberghi, Ber­nabò Bocca -. I dati del ponte del Primo maggio descrivono milioni di italiani in viaggio e un giro d’affari importante. È chiaro – aggiunge Bocca – che il calendario di quest’anno offre meno possibilità di allungare la vacanza rispetto al 2025 (quando il primo maggio ca­deva di giovedì, ndr) e questo si è tradotto in soggiorni più brevi. Ma non è venuta meno la voglia di partire: gli italiani hanno semplicemente scelto vacanze più concentrate, pun­tando sulla qualità del tempo e delle esperienze.

Inoltre, la gran parte di essi resterà in Italia, scegliendo destinazioni di prossimità e di facile raggiungibilità». Il turismo, riba­disce il presidente di Fede­ralberghi, «si conferma un pi­lastro della nostra economia, cosa che merita di essere sot­tolineata proprio nella fase in cui famiglie e operatori devono fare i conti con costi elevati e con le preoccupazioni legate alla situazione geopolitica attuale».

Anche il ministro del Tu­rismo, Gianmarco Mazzi, si professa “ottimista”: «Pianger­si addosso non serve a niente, dobbiamo essere realisti e mo­nitorare la situazione inter­nazionale», sottolinea, annun­ciando «un’azione di comuni­cazione per far capire a viag­giatori sia italiani sia inter­nazionali che se utilizzano il turismo organizzato non ri­schiano nemmeno di perdere soldi, per cui possono tran­quillamente prenotare».

Il picco principale delle par­tenze – stando all’indagine di Federalberghi – si registrerà nella giornata di giovedì 30 aprile, con 4,7 milioni di ita­liani in viaggio, mentre le gior­nate di mercoledì 29 aprile e venerdì 1° maggio vedranno 1,2 milioni di partenze cia­scuna.

Per i vacanzieri che reste­ranno in Italia le mete pre­ferite saranno il mare (39,7%), le località d’arte (25,3%), la montagna (17,4%) e, a seguire, le località termali (11,1 %) e i laghi (6,1%). Per coloro che andranno all’estero, vincono le grandi capitali europee (87%), seguite a grande distanza da quelle extraeuropee (5,5%).

L’alloggio preferito sarà la casa di parenti e amici (30,8 %); seguono l’albergo, il residence e il villaggio turistico (24,9%), i b&b (16,4 %) e le case di proprietà (13,9%). La gran parte della spesa dei viag­giatori sarà destinata ai pasti (29,1%) e al viaggio (21,5%). L’alloggio assorbe il 18,2% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 12,8%.

Le motivazioni principali per la scelta della destinazione sono le bellezze naturali del luogo (55,6%) e la ricchezza del patrimonio artistico (34,2%). Altri motivi che orientano la vacanza sono la possibilità di godere un pò di riposo (31,6%) e la facilità di raggiungimento (28,7%). Durante questi giorni, le attività principali consiste­ranno in passeggiate (71,4%), escursioni e gite (39,1%), la scoperta dell’enogastronomia locale (36,2%) e la visita a musei o mostre (21%). Tre va­canzieri su quattro utilizze­ranno la propria auto, il 18,6% viaggerà in aereo e il 3,9% in treno.

[Ansa]

 

 
 
 

Animazione e intrattenimento, a Vieste la “Sunny Academy” fa il pieno Il Apr 25, 2026 247 Condividi «Vogliamo far diventare Vi

Post n°34429 pubblicato il 25 Aprile 2026 da forddisseche

Animazione e intrattenimento, a Vieste la “Sunny Academy” fa il pieno
247

«Vogliamo far diventare Vieste e la Puglia un polo nazionale della formazione entertainment». L’iniziativa, ideata da SkyVillage Group, punta a unire formazione, crescita personale e possibilità concrete di lavoro.

La Sunny Academy entra nel vivo e conferma la sua crescita. L’edizione 2026, in programma dal 23 al 26 aprile a Vieste, ha già visto lo svolgimento delle prime attività formative, con numeri in ulteriore aumento rispetto alle precedenti edizioni.
Dai 70 iscritti della prima edizione si è passati ai 130 della seconda, fino a sfiorare quota 190 partecipanti quest’anno. Un risultato che rafforza il ruolo di Vieste come sede di riferimento per la formazione nel settore dell’animazione turistica, dello spettacolo e dell’entertainment.
Dopo l’accoglienza e la presentazione delle attività del 23 aprile, la giornata del 24 è stata dedicata ai laboratori e agli incontri con i professionisti. In programma moduli su ruoli e attività dell’animazione turistica, cinema e tv con Gianmarco Saurino, comicità e tecniche da palco con Marco Colonna, musical con Christian Levantaci e danza con Mattia Zenzola, protagonista del workshop Fitness & Dance.
L’iniziativa, ideata da SkyVillage Group, punta a unire formazione, crescita personale e possibilità concrete di lavoro, coinvolgendo giovani provenienti anche dal mondo scolastico. La partecipazione allo stage è gratuita e comprende vitto e alloggio per i candidati selezionati.
«I ragazzi vanno stimolati, accompagnati e messi nelle condizioni di esprimere il proprio talento», il messaggio emerso dalla Sunny Academy, che si propone non solo come stage, ma come ponte tra formazione e professione.
Per Michelino De Martinis, amministratore di SkyVillage Group, l’obiettivo resta chiaro: «Vogliamo far diventare Vieste e la Puglia un polo nazionale della formazione entertainment». L’edizione 2026 proseguirà fino al 26 aprile con nuove attività, momenti pratici, confronto con i formatori e appuntamenti dedicati all’intrattenimento serale.

 

 
 
 

AL VIA DA RIGNANO GARGANICO IL TERZO CAMMINO DI PRIMAVERA 2026 DI GARGANO SACRO 25 Aprile 2026 120 chilometri a piedi per raggi

Post n°34428 pubblicato il 25 Aprile 2026 da forddisseche

AL VIA DA RIGNANO GARGANICO IL TERZO CAMMINO DI PRIMAVERA 2026 DI GARGANO SACRO

120 chilometri a piedi per raggiungere Vieste il 2 maggio. Lungo il cammino una residenza artistica itinerante con 4 incontri con le comunità dedicati alla musica e alla Poesia, come respiro naturale.

Parte il 26 aprile da Rignano Garganico la terza edizione del cammino di primavera di Gargano Sacro, l’itinerario culturale nato dal festival FestambienteSud ed animato da Legambiente, Gargano Natoure Omero su Marte con la collaborazione di numerose associazioni, guide, gestori di beni culturali di sei comunità del Gargano (Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Vieste).

Il cammino di primavera ripropone l’intero itinerario di Gargano Sacro in sette tappe, con partenza il 26 aprile 2026 da Rignano Garganico e arrivo il 2 maggio a Vieste. Da quest’anno anche con il patrocinio del Parco Nazionale del Gargano, il cammino di primavera è anteprima della XXII edizione di FestambienteSud, che andrà in scena tra Gargano e Valle d’Itria dal 10 luglio al 3 agosto prossimi.

La tematica culturale che rappresenterà il filo rosso del cammino è la poesia come linguaggio naturale, che s’intreccia e accompagna il respiro della natura, le narrazioni della storia umana, gli affanni e le speranze delle comunità, il respiro delle singole anime.Il cammino sarà animato con una selezione di autori e interpreti che aiuteranno i partecipanti a entrare nella dimensione poetica del cammino.

L’artista ospite che camminerà con il gruppo èMichele Gazich,violinista, poeta, scrittore di canzoni, accompagnato daMarco Lamberti(chitarra e bouzouki) suo storico compagno di viaggio: camminano e suonano insieme da vent’anni. Michele Gazich opera professionalmente nel mondo della musica dall’inizio degli anni novanta: tour in Italia, Europa, USA, India, Nord Africa e Giappone. Collaborazioni con cantautori italiani, europei e singer-songwriter statunitensi, orchestre; spettacoli teatrali; performance di poeti; colonne sonore cinematografiche; università e conservatori italiani ed esteri. Più volte finalista alla Targa Tenco, ha partecipato al tour e alla produzione dell’album “Rifles&RosaryBeads” di Mary Gauthier, nominato ai Grammy Award. Ha suonato al Senato Spagnolo, al Kennedy Center di Washington, al Billboard Auditorium di Tokyo. Michele Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di cinquanta album e ne ha pubblicati dodici a suo nome. Una dimensione di nomadismo artistico e di ricerca costante, che è diventata esistenziale.

In alcune delle comunità attraversate sono programmati degli appuntamentiaperti a tutti per vivere insieme momenti di incontro tra poesia e musica:

il 26aprile a San Giovanni Rotondo nel centro culturale Provo Cult in un evento organizzato con Legambiente Circolo “Lo Sperone”e l’associazione Provo.Cult(ore 20.30)

il 28aprile a Monte Sant’Angelo nel centro culturale Green Cave, il centro culturale di Legambiente (ore 20.30)

il 29aprile a Mattinata sul sagrato della parrocchia di Santa Maria della Luce con l’associazione Alènn, Sensazioni di un Territorio (ore 19)

il 2maggio a Vieste, all’arrivo, nella chiesa di San Francesco con l’associazione Collateral.

Gazichlegherà ogni tappa di questo cammino ad un poeta, alcuni notissimi, come Eugenio Montale, altri più sconosciuti, come Paul Celan. Per ognuno di questi poeti, Michele ha scritto una canzone e ci dice: “Ogni volta che ci si confronta con la parola poetica ci si confronta con la parte più antica, più vera e più intima del proprio essere uomini. La poesia è dentro di noi ed è nella natura. Poetare dovrebbe essere facile come respirare e come camminare. Viviamo in un mondo in cui queste tre cose (poetare, respirare, camminare), un tempo ovvie e costitutive del nostro essere, stanno diventando difficili. Non vedo l’ora di iniziare questo cammino insieme, di sentire il respiro di chi mi starà accanto e di condividere la poesia che tutti abbiamo dentro di noi”.

Il percorso di Gargano Sacro

1a tappa – 26 aprile – Rignano Garganico – San Giovanni Rotondo

Lunghezza 19 km – Dislivello +800 -800 – Difficoltà: E (escursionistico)

2a tappa – 27 aprile – San Giovanni Rotondo – Abbazia di Pulsano

Lunghezza: 25km – Dislivello: +600 – 650 – Difficoltà: E (escursionistico)

3a tappa – 28 aprile – Abbazia di Pulsano – Monte Sant’Angelo

Lunghezza: 10km – Dislivello: +600 -200 – Difficoltà: E (escursionistico)

4a tappa – 29 aprile – Monte Sant’Angelo – Mattinata

Lunghezza: 15km – Dislivello: +400 -1100 – Difficoltà: E (escursionistico)

5a tappa – 30 aprile – Mattinata – Monte Sacro

Lunghezza: 15km – Dislivello: +1000 -400 – Difficoltà: E (escursionistico)

6a tappa – 1° maggio – Monte Sacro – Masseria Sgarrazza

Lunghezza 16km – Dislivello +500 -800 – Difficoltà: E (escursionistico)

7a tappa – 2 maggio – Masseria Sgarrazza – Vieste

Lunghezza: 13km – Dislivello: +300 -600 – Difficoltà: E (escursionistico)

Il team di progettazione e gestione è composto da Domenico Sergio Antonacci, Franco Salcuni, Lorenzo Scaraggi e Luciano Castelluccia. Le guide sul campo saranno Michéle Trotta e Giuseppe Altavilla.

Il cammino di primavera è anteprima di FestambienteSud 2026, sostenuto da Regione Puglia con POC 2021-27 – Linea d’Intervento 6.2Attività culturali “Sostegno alle produzioni culturalidelle ICC e altre organizzazioni culturali”.Spettacolo dal vivo

Link

La pagina web di Gargano Sacro https://www.greencave.org/garganosacro/

Il documentario Gargano Sacro di Lorenzo Scaraggihttps://www.youtube.com/watch?v=VtxhOKndT5M

 

 
 
 

BASKET/ TUTTI A NOICATTARO PER LA FINALE1 DIVISIONE REGIONALE 2 – PUGLIA, BASKET NOICATTERO – LA VAPORETTO SUNSHINE VIESTE 25 Ap

Post n°34427 pubblicato il 25 Aprile 2026 da forddisseche

BASKET/ TUTTI A NOICATTARO PER LA FINALE1 DIVISIONE REGIONALE 2 – PUGLIA, BASKET NOICATTERO – LA VAPORETTO SUNSHINE VIESTE

La strada per la vittoria finale passa da Noicattaro.

La Vaporetto Sunshine ha organizzato il pullman per sostenere i ragazzi di coach Castriotta in gara 1

Non fartela raccontare…vivila con noi…

Tutti a Noicattaro

Road to DR1….DA MO VALE

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963