Dopo oltre quarant’anni, Vieste torna a essere rappresentata in Regione su uno degli asset più strategici per l’economia pugliese: il turismo. Tra isolamento logistico, aree interne, destagionalizzazione e riforma delle norme, l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace racconta sfide, priorità e visione. Parte da un’esperienza amministrativa maturata sul campo con il sindaco Giuseppe Nobiletti, da un territorio che, per troppo tempo, si è sentito periferia è ancora vive qualche disagio di “isolamento”, come dice la stessa assessora regionale.
Se l’aspettava questa delega, considerando il peso storico del Salento nel turismo regionale?
“Ho vissuto queste settimane preliminari con molta serenità. Sono stata la prima donna eletta nella lista Decaro ed è chiaro che avrebbe voluto valorizzare la sua lista, ma mi potevo aspettare anche altro. Mi sono occupata di welfare e di cultura, sono un’insegnante, avrebbe potuto affidarmi qualunque materia affine, anche nuova. Invece ha scelto di dare il Turismo alla provincia di Foggia”.
Che cosa le hanno lasciato gli anni da assessore comunale e cosa porterà a livello regionale?
“In realtà al Turismo sono stata solo due anni, prima mi sono occupata di Cultura. La svolta è stata l’investimento sul turismo culturale: grandi eventi di richiamo ma anche iniziative legate alle nostre radici. Penso al Festival internazionale del folklore, che ci ha permesso di dialogare anche con istituzioni di Paesi asiatici molto avanzati. Questo ha fatto la differenza, ci ha dato visibilità e ci ha permesso di intercettare un turismo più qualificato”.
Un’impostazione che intende replicare a livello regionale?
“Sì, anche perché tra le deleghe ci sono il turismo culturale, rurale ed esperienziale, che valorizza anche i prodotti agricoli. Con l’assessore all’Agricoltura stiamo già lavorando, così come con lo Sviluppo economico, visto che una parte della mia delega nasce proprio da lì.
Tra due giorni sarò a Milano per il Forum internazionale del turismo organizzato dal Ministero, con la presidente Giorgia Meloni. Ci sarà un panel dedicato alle Regioni e alla valorizzazione delle aree interne, un tema centrale anche per la Puglia”.
Proprio sulle aree interne: come si interviene oltre le coste?
“È tutto nelle linee programmatiche del presidente Decaro. Abbiamo un territorio vastissimo che sarà interessato da misure di supporto. Ora bisogna mettersi a lavorare, lo girerò tutta la Puglia, avremo davvero tanto da fare”.
Lei ha detto che la Capitanata ha una luce diversa con l’assessorato regionale al Turismo
“È chiaro che c’è una difficoltà legata all’isolamento geografico, ma è un problema personale che conoscevo fin dall’inizio e che non è rilevante ai fini dell’espletamento delle mie funzioni istituzionali”.
Può spiegare meglio questo isolamento?
“Parlo soprattutto dell’isolamento logistico del Gargano. Il fatto di essere di Vieste mi mette spesso alla prova: le strade sono quelle che sono. Ma sono felice di questo riconoscimento al lavoro fatto, soprattutto nel settore culturale, da assessore comunale. È stato quello il volano che ha fatto
la differenza. Il fatto che Decaro abbia voluto affidare il Turismo a una garganica è anche un premio a Vieste, che è la capitale delle presenze turistiche in Puglia. È un riconoscimento a un territorio che da oltre quarant’anni non esprimeva un assessore regionale, l’ultimo è stato Affatato. Un tempo il turismo era una delega residuale. Oggi invece è una delle deleghe principali, per visibilità, Pil e per l’enorme esposizione mediatica. Per chi viene da un territorio spesso dimenticato, e che ha visto questa delega quasi sempre appannaggio del Salento, è una grande soddisfazione. Io rappresento un territorio ma soprattutto una comunità di persone”.
Superate le incomprensioni con Raffaele Piemontese?
“In realtà non c’è mai stato uno scontro”.
Con il presidente Nobiletti, però, non sono mancate tensioni
“Io che c’entro? Non è la prima volta che lavoro in contesti complessi, anche nella scuola. Sulle caratteristiche personali degli assessori e dei politici locali, poi, si può parlare parecchio ma non ci importa, noi lavoriamo. Sui trasporti Piemontese dovrà occuparsi di tutta la Puglia, e in provincia di Foggia ci sono zone compietamente isolate. Io stessa sono testimone delle difficoltà logistiche di Vieste e sarò felice di beneficiare dei provvedimenti che verranno adottati”.
Overtourism, che visione avete?
“Va affrontato in maniera seria. Serve una nuova legge sul turismo: oggi siamo ancora regolati da norme degli anni ’90, non è più possibile”.
Da dove partire?
“Con Decaro ci siamo detti una cosa chiara: ascoltare tutti, le associazioni di categoria, i territori, gli amministratori. Non vorrei riportare solo il mio pensiero”.
Le priorità operative?
“Semplificazione degli incentivi e partecipazione. Molti Comuni non partecipano ai bandi perché schiacciati da una burocrazia complessa. Dobbiamo partire dalla base, dalla vicinanza fisica alle amministrazioni locali, dall’accesso alle informazioni e da finanziamenti più equamente distribuiti”.
Il ruolo dei Comuni, spesso in difficoltà per carenza di personale?
“Lo so bene da amministratrice. A volte non si accede ai bandi per mancanza di informazioni o di professionalità. Vorrei avvicinare la Regione ai Comuni, anche fisicamente, insieme ai nostri funzionari. È un nodo da sciogliere, soprattutto sul piano della comunicazione. Questo sarà uno dei primi interventi, sarà ovviamente tutto più chiaro quando daremo obiettivi e linee programmatiche”.
Quale rapporto con il Parco del Gargano?
“Il Parco è la casa delle comunità garganiche. I duplicati, i campanilismi non portano a nulla. È un interlocutore strategico e va valorizzato, lavoreremo a stretto contatto per quanto possibile”.
Destagionalizzazione, parola magica ma difficile?
“Ogni territorio ha caratteristiche diverse, anche antropologiche. Ci sono zone più collegate e con un dinamismo culturale che ha permesso di lavorare tutto l’anno. In altri territori ci si accontenta di lavorare pochi mesi. Sto parlando della mia realtà circoscritta, del Gargano. Dobbiamo chiederci se vogliamo davvero destagionalizzare o continuare a lavorare sei mesi. È uno sforzo lungo e delicato. La Regione farà la sua parte, ma tutti devono fare la propria”.
Discontinuità rispetto al passato?
“L’ha segnata Decaro attribuendomi deleghe vicine allo sviluppo economico. Oggi c’è piena consapevolezza che il turismo è un volano di crescita. Si lavorerà sulla professionalizzazione, insieme alla Formazione, per un turismo che generi reddito e investimenti”.
Dopo quarant’anni, un’assessora regionale da Vieste, e sottolineo al femminile
“Una donna senza partito, con tre figli, partita da zero, da una lista civica, dall’esperienza comunale. Ho preso più voti fuori che a Vieste dove c’era un’altra candidata. Abbiamo investito come amministrazione Nobiletti, anche rischiando, in ambiti nuovi, cambiando l’immagine del territorio. È un orgoglio che Decaro abbia puntato su chi ha fatto bene. E io voglio essere un esempio per le mie figlie e per tutte le donne. L’essere madre non deve essere un freno alla partecipazione politica ma un valore aggiunto, le donne vanno sostenute nella conciliazione famiglia-lavoro. Se ce l’ho fatta io, e ci aggiungo anche tutti i disagi logistici, possono farcela tante altre”.
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