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La ballerina dei due mondi

Post n°154 pubblicato il 26 Ottobre 2010 da LivinginFortaleza
 

Può una ballerina essere del tutto dimenticata e sconosciuta nel suo ambiente e, al contrario essere citata in tutti i dizionari di lingua portoghese ? Marietta Baderna era italiana, un' osannata étoile del Teatro alla Scala di Milano, la cui vita avventurosa è stata scandagliata amorevolmente in un libro "Badernao.La Ballerina dei due mondi" di Silverio Corvisieri. La parola portoghese badernao viene abitualmente usata nel significato di confusione, disordine, o più volgarmente corrisponde al nostro "casino". Era nata a Castel S.Giovanni, in provincia di Piacenza nel 1828 da una  famiglia della buona borghesia piacentina. Il padre Antonio Baderna, medico,  personaggio particolarmente progressista ed illuminato, fu il suo primo sostenitore e la assecondò nel suo desiderio di diventare una ballerina, cosa che all'epoca significava diventare prostituta. A 13 anni Marietta esordisce, mostrando un grande talento nella danza classica, nel teatrino del paese ed è tutto un crescendo.

Entra nella scuola del celebre maestro Carlo Blosis ( responsabile della formazione di quasi tutte le ètoiles del balletto europeo dell'epoca) e nel 1843 debutta nientemeno che alla Scala di Milano. Ancora adolescente, ne diventa la prima ballerina. Diventa però anche l' idolo dei giovani patrioti lombardi che sfruttavano ogni suo spettacolo per manifestare contro l'occupazione austriaca. Fa una sfolgorante tourneè a Londra nel 1847 e a Trieste.  Impetuosa, colta, intelligente, vive una vita ricca di passioni, divisa fra il coinvolgimento politico, il palco ed un nutrito gruppo di corteggiatori. Nel 1848  si trova a Milano, nel pieno dei moti mazziniani, per sfuggire alla repressione  dei quali  padre e figlia  fuggiranno dapprima in Piemonte, ma qui, i due non troveranno un ambiente consono alle loro idee filo-mazziniane ed allora ecco la decisione di riparare all'estero. Si imbarcano nel porto di Genova sul brigantino "Andrea Doria" insieme a 55 artisti di una compagnia di canto e danza in partenza per il Brasile.

Si presenta al pubblico brasiliano, nel principale teatro di Rio de Janeiro, il São Pedro de Alcântara,  la notte del 29 settembre 1949, per la prima de "Il Balletto delle Fate" con le coreografia di Giuseppe Villa. E' un successo. I giornali la acclamano come la "regina delle fate". In pochi mesi la ballerina diventa una sorta di divinità:  è ammirata da intellettuali, quali Josè de Alencar e José Maria da Silva Paranhos, è desiderata da nobili, si conquista una vasta platea di fans, che successivamente si riuniranno in un vero e proprio partito, i badernistas della Montanhas. Carica di vigore ed espressività, dotata di bellezza e tecnica, la Baderna riuscì in breve tempo a richiamare al teatro dell'opera un pubblico sempre più vasto, che  sgomitava per avere il posto migliore con la migliore angolazione, solo per poterla ammirare fra salti e piroette nella "Giselle”, “Bailado Brazil”, “Il Satiro”, “La Conquista de Málaga”, “IL Ballo in Maschera".

  Nel 1850 Rio de Janeiro è colpita da un'epidemia di febbre gialla che decima la popolazione, riducendola da 240.000 a 16.000 abitanti. Quasi tutta la compagnia teatrale italiana viene colpita e muore. La stessa Baderna si ammala due volte ma riuscirà a sopravvivere, fortuna che non tocca al padre, che dopo una settimana di agonia, morirà. Gli spettacoli (il balletto "La Discepola dell'Amore") vengono interrotti per quattro mesi. Marietta si lega sempre più al ballerino francese Jean Tupinet con il quale va a convivere. Ma non solo.. fa uso smodato di assenzio, dal quale diventerà dipendente e che probabilmente sarà causa della suo allontamento dalle scene, e mostra interesse per le danzo afro-brasiliane. In anticipo rispetto ai tempi, Marietta infatti frequentava, in compagnia di giovani intellettuali, piazze e strade dove gli schiavi neri e mulatti si muovevano al ritmo di danze calde e sensuali,  considerate lascive ed immorali. In poco tempo venne considerata la musa del lundum, della cachuca e dell' umbigada, tutte danze osè per quella morigerata epoca. E' uno scandalo inaudito per la società carioca, scandalizzato, allo stesso modo, dai costumi della celebre soprano italiana, amica della Baderna, Augusta Candiani, che abbandona il marito per un altro uomo.

teatro Pedro I de Alcantara ( 1857) - Rio de Janeiro

La fama delle artiste italiane peggiora sempre più. Lo scandalo da una parte e la chiusura temporanea del teatro, per irregolarità nella gestione ed amministrazione, spingono la ballerina a recarsi a Recife, nel Pernambuco, dove da poco è stato inaugurato il teatro Santa Isabel. Qui ha l'ardore di presentare, in risposta ad una provocazione di un giornalista, lo spettacolo "Lundum d'Amarroa". Il pubblico si divide violentemente : gli studenti applaudono, l'elite dello zucchero fischia. Per poco si sfiora la rissa. Dopo qualche mese altro balletto africano dal titolo inequivocabile "Negri".

 Lundum - incisione di Johann Moritz Rugendas (1835)

E mentre lei, ritornata a Rio de Janeiro si gode una frenetica vita mondana, fra gite al Corcovado, corse di cavalli, balli e letture, il Jornal do Comercio, portavoce dei conservatori, lancia una vera e propria campagna diffamatoria e moralizzatrice contro la danza in generale e la Baderna di particolare. La danza viene bollata come causa di corruzione e perdizione per i giovani, un' autentica scuola di prostituzione e la Baderna il simbolo in carne ed ossa di tali sregolatezze. Alla fine la ballerina italiana non verrà più scritturata ed scomparirà definitivamente dalle scene teatrali brasiliane, così come gli spettacoli di danza, sempre più emarginati rispetto alle parti cantate.

E così se  all'inizio il termine baderna aveva un'accezione positiva, ossia danza elegante (Badernar, danzare elegantemente; badernador, appassionato di danza; badernistas, amante sensibile; baderneiros, amanti fanatici), in seguito all'intervento conservatore la sua memoria sarà dannata ed il suo nome diventerà sinonimo di trasgressione politica e sessuale, ed il termine passa ad assumere il significato odierno.

Durante la dittadura militare, la parola  “baderneiro” significava oppositori, capi studenteschi e militanti sindacali.

 
 
 
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