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Fratelli di calcio

Post n°269 pubblicato il 28 Gennaio 2011 da LivinginFortaleza
 

C.A. Juventus 1971

La  "Società Sportiva Palestra Italia" nacque per iniziativa di quattro baldi giovani, soci della Società Canottieri di San Paolo, al secolo Luigi Cervo, Luigi Marzo, Ezechiele Simone e Vincenzo Ragognetti, ispirati dal  passaggio in Brasile di due squadre di calcio italiane di cui erano tifosi, la Pro-Vercelli ed il Torino. Il Consolato d’Italia di San Paolo caldeggiò fortemente l’iniziativa, ritenendo che la nascita di una squadra che rappresentasse tutta l’Italia avrebbe contribuito a mettere fine ai regionalismi presenti fra gli emigrati italiani in Brasile. All’appello risposero una cinquantina di giovani (tutti italiani o figli di italiani) che si riunirono il 19 agosto al Salão Alhambra, nel centro di San Paolo, per costituire la Sociedade Esportiva Palestra Itália, cosa che avvenne ufficialmente una settimana più tardi. Il regolamento venne redatto rigorosamente in italiano e nella maglia della squadra campeggiava lo scudo dei Savoia. Lo scopo principale dell’iniziativa, come aveva scritto Ragognetti sul Fanfulla il 14 agosto 1914, era quello di dare vita a un team tricolore «dal momento che la nostra colonia è la più numerosa dell’intero Stato di San Paolo, che già esistono altre associazioni italiane filodrammatiche e patriottiche... ma nessuno ha ancora pensato di fondare una squadra di calcio».Inizialmente era una squadra amatoriale, che promuoveva incontri fra i soci del club, una delle tante attività ricreative, in un campo che veniva affittato nel quartiere Vila Mariana, nei pressi dell'attuale Parco di Ibirapuera. La prima partita amichevole, il 24 agosto 1915 contro il Savoia di Soracaba (attuale Votorantim Futebol Clube) si conclude con la vittoria per 2 a 0. Nel 1916 il Palestra, grazie alla appoggio del A.A. Palmeiras riesce ad iscriversi all'Apea ( Associacao Paulista Esportes Atleticos), cui erano affiliati i principali club calcistici di San Paolo, potendo così partecipare al Campionato di Calcio Paulista. 

Palestra Italia 1915

Il debutto, contro l'A.A. Mackenzie College, finito con un pareggio, fu giocato dalla seguente formazione: Fabrini, Grimaldi, Rico, Fabio II, Bianco, De Biase, Gobbato, Valle II, Bernardini, Cestri, Vescovini che indossarono, per l'occasione la nuova maglia,  semrpre verde ma senza la striscia bianca e al posto dello scudo un circolo con le lettere P e I. Grande soddisfazione per i tifosi la due partite giocate contro quella che diventerà la squadra rivale per eccellenza, il Corinthans, sconfitto per due volte nel 1917. Nel 1919 Il Palestra conquista il secondo posto nel Campionato. Nel 1921 la società compra un terrreno per costruire il proprio stadio che si chiamerà Palestra Italia. Il '21, '22 e '23 è per tre volte consecutive vice campione nel Campionato Paulista. Anche il 1926 è un anno d'oro per la squadra : vince nove volte su nove partite. Nel 1929 appare una nuova uniforme con la maglia azzurra. La migliore annata è senza dubbio quella del 1932, 11 vittorie per 11 partite, con 48 goals fatti e solo 8 subiti. Nel 1942, con il Brasile sceso in guerra a fianco degli Alleati, il governo di Getúlio Vargas proibì a tutte le associazioni, i circoli e le fondazioni brasiliane l’uso di qualsiasi riferimento alle nazioni dell’Asse: Germania, Italia e Giappone. Anche Palestra Itália, naturalmente, rientrava in queste disposizioni, e il direttivo del club alla fine scelse Palestra de São Paulo. Ma per le autorità, il nome «Palestra» richiamava la nazione italiana ( in quanto in portoghese palestra significa conferenza) e costrinsero la società a cambiare nuovamente nome, pena la cancellazione del club e la confisca del suo patrimonio, stadio compreso. Il nome nuovo fu Palmeiras, in omaggio all'Associazione Atletica das Palmeiras, e per fugare ogni dubbio sul fatto che la squadra fosse autenticamente brasiliana, pochi giorni più tardi il Palmeiras entrò polemicamente in campo facendosi accompagnare da un ufficiale dell’esercito e sorreggendo una gigantesca bandiera verde-oro. Nella stagione 2009-2010 è stata lanciata una nuova maglia: l’Azzurra (in onore della Nazionale italiana), con l’antico stemma sabaudo ed un tricolore su cui è ricamato l’antico motto «Sappia che la Vittoria è Nostra». Ancora oggi nelle vene della torcida ( tifoseria) palmeirense scorre sangue italiano, a giudicare dalle coreografie tricolori che i tifosi mettono in scena quando la squadra gioca in casa.

Altro giro, altra squadra, altra storia. Il Cotonifício Rodolfo Crespi Futebol clube fu fondato nel 1924 in un modesto scantinato, frutto della fusione di due squadre amatoriali, l' Extra São Paulo F.C. ed il Cavalheiro Crespi F.C., squadre del quartiere della Mooca, formate da operai della fabbrica di tessuti, immigrati italiani che fino ad allora avevano giocato nei campetti di quartiere. Il cavaliere Crespi originario di Busto Arsizio, era stato sempre un gran appassionato di calcio e l'anno successivo, nel 1925, pensò bene di donare alla squadra, che teneva alto il buon nome della sua ditta, un ampio terreno nella Alameda Javry,  117 - attuale Rua Javari - di modo che quello spazio, finora adibito ccome stalla per cavalli fosse trasformato in stadio per praticare il calcio in condizioni più degne.

Equipe e dirigenti del Cotonifício Rodolfo Crespi - anni' 20

Il Cotonifício Rodolfo Crespi F.C. conquistò il titolo di Campione nel 1929 con 16 partite, 13 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta, 46 goal marcati e 13 subiti. Il 19 febbraio 1930 la squadra cambia nome. Viene  abbandonata definitivamente la romantica dicitura per quella nuova : Clube Atlético Juventus. Suggerito dallo stesso Rodolfo Crespi, che era tifoso di quella squadra in Italia, il club adottò come colori il granata e il bianco, che, per ironia della sorte, richiamavano la squadra italiana, il Torino, acerrima rivale della Juventus.  In realtà la scelta era ricaduta sul viola perchè il figlio del Crespi era tifoso della Fiorentina;  i dirigenti avrebbero preferito i colori della squadra omonima italiana, bianco e nero, ma già molte altre squadre pauliste avevano questi stessi colori. Purtroppo il debutto fu un disastro : allo stadio di Vila Belmiro a Santos (stato di San Paolo), la Juventus affrontò il  Santos F.C.  e fu sconfitta con un secco 6 a 1. I tifosi si ridorderanno di quel funesto 16 marzo 1930. Ma la squadra avraà modo di rifarsi. Il miglior risultato della Juventus nella storia del Campionato Paulista  fu raggiunto nel 1932.

Stadio nella rua Javry - anni' 30

I tifosi e la stampa chiamavano la squadra "gli indimenticabili" o "la macchina juventina" cui si aggiunse,  in occasione di una sconfitta inflitta al Corinthians per 2 a 1, l'appellativo coniato da un giornalista sportivo dell'epoca "Moleques travessos" (ragazzi terribili).  Nel frattempo il club cambia denominazione  e con il nuovo nome di Clube Atlético Fiorentino - maglia granata e un giglio scudato sul petto- disputa il  Campionato Paulista Professionisti. Vince, uno dopo l'altro tutti gli avversari e conquista il titolo nel 1934.  L'anno successivo la squadra torna a chiamarsi nuovamente Juventus, mantenendo però i colori granata.

Squadra e dirigenti del Fiorentino

Nel 1941 fu inaugurato il nuovo stadio, intitolato Conde Rodolfo Crespi, in onore del fondatore della squadra. La tifoseria juventina, benchè una delle meno numerose è ancora oggi però famosa per il suo calore e per supportare i propri beniamini per tutti i 90 minuti di gioco. E' senza dubbio una delle più fanatiche del Brasile,  capace di trasformare il suo piccolo stadio in una vero calderone bollente contro gli avversari... 

La C.A. Juventus in visita a papa Pio XII- 1953

Proprio degna di ragazzi terribili...

 
 
 
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