Creato da Franzhi il 13/06/2006

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Depressioni carsiche 4

Post n°41 pubblicato il 01 Marzo 2007 da Franzhi
 
Foto di Franzhi

Squilla il telefono, è Giorgio mi dice che ha un giro da propormi, sul Montello, a visitare una grotta. Sono passati due mesi da quella domenica pomeriggio ed è ancora tutto uguale. Oggi è ancora domenica pomeriggio e, mentre aspettiamo la svolta che cambi direzione alle nostre vite sciatte, andiamo in cerca di fare qualsiasi cosa al di fuori dei nostri lavori quotidiani, purchè "alternativa”. Non siamo tipi da locali e discoteche, noi. Pietro ha un amico aspirante speleologo che dice di conoscere un posto interessante da farci visitare, una grotta s’intende. Siamo tutti d’accordo, si va.

Ernie ci aspetta in un bar verso Giavera, ai piedi del versante Nord. Ci beviamo un caffè insieme e poi ripartiamo ad un tempo curiosi, ansiosi e scazzati come il nostro ruolo di giovani maschi abbandonati e incompresi ci impone. La strada ha smesso di essere asfaltata da un pezzo quando parcheggiamo poco oltre un’ampia curva. Ci incamminiamo a piedi, dopo esserci cambiati, come da consiglio di Ernie. Portiamo con noi una pila e un po’ d’acqua, l’escursione non dovrebbe durare molto. Nessuno sa dove stiamo andando, solo noi quattro e la mamma di Ernie, che non si sa mai, dice lui. Arriviamo sopra una grata che sembra quella di un tombino enorme ai bordi di un avvallamento, un po’ nascosta dalle piante. Ernie si guarda in giro circospetto ed io avverto immediatamente la sensazione che stiamo per compiere un’azione al limite del lecito, ma non mi sembra il caso di stare a discutere della cosa, anche se, mi è immediatamente chiaro che Ernie è solo uno che ha visto qualche grotta più di noi, altro che guida! Tiriamo su il coperchio zincato e iniziamo a scendere la serie di pioli che portano dentro un nero indistinto, non si vede altro. La scala è viscida e in alcuni tratti non solo verticale, ma addirittura inclinata verso l’interno, sicché, se qualcuno dovesse mollare la presa cadrebbe senz’altro urtando il fondo con la schiena. Per me e Giorgio è la prima volta, Pietro invece c’è stato ancora. Per fortuna, dopo qualche minuto di discesa silenziosa, cadenzata da pochi sbuffi e qualche bestemmia sussurrata, mettiamo piede sul fondo umido dei budelli del Montello. (continua)

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