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Depressioni carsiche 6Mi ritrovo dentro un cunicolo dal quale scendono gocce e spuntoni di stalattiti, devo andare avanti curvo lungo un sentiero stretto, ad ogni passo sento le pareti stringersi intorno alle spalle e alle cosce, il cuore mi batte a mille, non mi era mai successa una cosa del genere. Gli altri proseguono spediti, io mi do da fare per non perderli, ho paura di restare indietro. La mia pila è ben poco adatta a questo buio. Lo zainetto che ho sulle spalle striscia costantemente contro il soffitto del cunicolo nella mia andatura curva. Decido di toglierlo e lo indosso al contrario con la sacca che mi si appiccica alla pancia ogni volta che cerco di appiattirmi, per superare qualche passaggio più stretto degli altri. E pensare che Letizia mi aveva invitato a fare due passi con lei oggi pomeriggio! Intorno è tutta roccia buia coperta di fango. In molti tratti l’acqua scorre sotto i nostri piedi e dobbiamo camminare puntando gli scarponi contro la parete per non bagnarci. Ogni tanto si sente il tonfo di qualcosa che cade nel ruscello sotterraneo, piccole rocce e grumi di argilla mossi dal nostro passaggio. Capita che scivoliamo anche noi, allora ci chiamiamo, nell’oscurità per capire se è tutto a posto. A Giorgio si è già scaricata la pila. Pietro gli dice che è il solito coglione, poi lo fa passare avanti per illuminargli la via con la sua torcia. Ogni volta che succede qualcosa che non va, le viscere della terra assorbono una bestemmia. Giorgio blatera le sue solite frasi di circostanza. Da quando si è lasciato con Silvia, Giorgio dice solo frasi fatte, come se si fosse imposto di non pensare più. Io gli ho detto che secondo me non è una buona soluzione, lui mi ha risposto che ho ragione e poi mi ha salutato dicendomi “ciao vecchio”, tutto assorto nel suo nuovo ruolo con uno sguardo trasognato. L’intento di Ernie è di farci raggiungere una stanza, come si dice in gergo, cioè un punto in cui la grotta si apre e compaiono le stalattiti e stalagmiti così come si presentano nell’immaginario comune. Lì dovremmo finirla con questi spuntoni, contro i quali stiamo sbattendo continuamente la testa e le ginocchia ormai da più di mezz’ora. Non so proprio spiegarmi come ci sono finito qui e perché ho accettato. Mentre sorprendo il mio pensiero insultare la mia spavalderia, penso alla fortuna che ha Sandro ad essere così obeso. Lui, che ogni tanto prende parte alle nostre missioni alternative, per di qua, anche se fosse venuto, non ci sarebbe mai passato e ci avrebbe aspettato fuori alla luce del sole. Gli altri, che sono tutti di corporatura magra e ben più piccoli di me, sgattaiolano davanti. Li sento che ridacchiano in fondo alla galleria, devo sforzarmi di tenere il loro passo veloce. Pietro sghignazza sempre ultimamente, dev’essere un modo di scaricare la sua tensione repressa contro Lisa. Lei ha pensato bene di farsi il primo che le è capitato a tiro dopo quattro anni che stavano insieme. Lo aveva fatto così, perché le andava. Pietro l’aveva mandata a cagare ma era rimasto vittima del suo ricordo, come Giorgio con Silvia. Io invece sono schiavo di un’illusione, non so se la cosa sia poi tanto diversa, in questa caverna opprimente che sembra infinita. La mia è solo una fissazione mi dicono tutti, sarà. Ad un tratto ci fermiamo… (continua). More Later |
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il 22/05/2008 alle 14:53
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il 19/05/2008 alle 08:09
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