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LENIN E GRILLO UNITI NELLA LOTTA CONTRO IL PD FIGLIO DI.........
Post n°18 pubblicato il 23 Aprile 2013 da giansartoretto
Oggi siamo in un clima rivoluzionario che presagisce certi cambiamenti che tuttavia hanno difficoltà a manifestarsi, per cui si assiste ad una certa recrudescenza e radicalizzazione delle questioni. Qualcuno dice che la democrazia porta inevitabilmente alla tirannide o più facilmente alle oligarchie e quindi alla relativa polarizzazione dei conflitti (tra chi ha e chi non ha). Guardiamo a colui che considero un grande rivoluzionario: Nikolaj Lenin (Vladimir Il'ic Ul'janov). Ecco qui alcune citazioni tratte dal suo libbro CHE FARE? 1° - Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario (pag.55); 2° - L'elemento spontaneo non è che la forma embrionale della coscienza (pag.62); 3° - L'elevazione dell'attività delle masse operaie è possibile soltanto se non ci limitiamo all'agitazione poltica sul terreno economico (pag. 105); 4° - La coscienza polItica di classe può essere portata all'operaio solo dall'esterno, cioè dall'esterno della lotta economica (pag. 115); 5° - Al contrario, l'organizzaqzione dei rivoluzionari deve comprendere prima di tutto e principalmente uomini la cui professione sia l'azione rivoluzionaria (pag. 150); 6° - ...un rivoluzionario inesperto e malaccorto nel proprio mestiere (la lotta contro la polizia politica) può forse chiamarsi rivoluzionario? No. E' solo un povero artigiano (pag.165); 7° - Dobbiamo fare in modo che egli (il militante di professione) viva a spese del partito, che possa, quando sarà necessario, passare alla vita illegale (pag. 171). Tralasciamo i punti 3) e 4) che riguardano la specificità della classe operaia di quei tempi ormai superati, ma nei punti 5), 6), 7) parla di un partito formato da militanti coraggiosi, esperti e furbi che vivono a spese del partito anche perché in quei tempi non c'erano molte garanzie e si finiva in carceri mostruose. Parliamo del Mov. di Grillo che nel suo blog è stato definito rivoluzinario: poche cose ma subito, occorre ridurre la politica a favore della società civile e quindi esaltare la classe dei produttori contro il capitalismo finanziario e le banche che strozzano adoperando un linguaggio radicale contro tutti (devono andare a casa) su contenuti però tutto sommato abbastanza limitati, non c'è la prefigurazione di una società altra, ma si parla della stessa profondamente risanata, tant'è che se un marziano digiuno di politica viene in Italia e lo istruiscono sulla situazione politica italiana potrebbe dire di fondo che il M5S è un movimento riformista, non dissimile dal PD riformato. E' su questa base che il M5S ha ricevuto un sacco di voti. Questa è un'anima, ma c'è anche quella più radicale, anarcoide e simboleggiata dalla maschera raffigurante un rivoluzionario inglese che voleva fare un attentato al Parlamento, quella che vuole uscire dalla UE, dalla Nato,, antimilitarista, radicalmente ambientalista e che non disdice una marcia in stile rivoluzionario su Roma. Quelli della prima anima avevano detto chiaro e tondo che Grillo doveva prendersi una responsabilità di governo col Pd, non c'era niente da fare, Grillo poteva dire quello che voleva al suo popolo, ma una parte ribadiva marcatamente di fare un governo subito con il PD, era un must indiscutibile, tant'è che in FVG i delusi di quella prima fase del M5S non hanno votato assieme a tanti altri, anche a seguito degli scandali recenti della Giunta Regionale. Ma se quegli stessi elettori votavano tra una settimana quell'astensionismo poteva tramutarsi in un plebiscito verso il M5S a seguito della vicenda Rodotà nella quale Grillo è cresciuto alla grande a spese del PD. Il linguaggio di Grillo se da una parte accontenta l'anima radicale dall'altra può impantanrsi nelle secche del CHE FARE?. Qualcuno ha definito argutamente più che una marcia su Roma UNA RETROMARCIA su Roma, quindi bisognerebbe contenere la rabbia per non fare la figura del gradasso (di chi promette e poi non fa un casso) a meno che non faccia parte di una strategia comunicativa per tenere desta quell'anima rivoluzionaria e combattente in senso però pacifista. I rivoluzionari di Lenin devono essere professionisti della poltica e animati da uno spirito di disciplina quasi militare (altri tempi) però i parlamentari del M5S non sono stati scelti dalla gente, ma attraverso il PORCELLUM e quindi possono avere anche gravi difetti perché la Rete non riesce ancora a scegliere in maniera ottimale i propri rappresentati, c'è il limite perchè non si ha un contatto con la persona per capire il suo carattere, le sue ambizioni, dall'altra parte i giornalisti hanno criticato Grillo perchè VUOLE I PARLAMENTARI come delegati dei cittadini a tempo e non come dice la Costituzione, perché se uno non si sente vincolato dal proprio partito potrebbe votare ciò che gli dice la coscienza (riguardo alle elezioni del Presidente della Repubblica) invece la disciplina ci deve essere come ribadisce adesso anche il PD, ecco perchè la democrazia non esiste all'interno dei partiti e non solo nell'organizzazione comunista di Lenin, ma anche nei partiti "borghesi". |



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