Eppure non sono trascorsi molti giorni, 15, venti al massimo.
Eravamo così, in quel momento di passaggio tra il sogno e la realtà, quando ancora tieni gli occhi chiusi, ma piano piano i sensi si risvegliano, si riconnettono al tempo ed al luogo presente, ti danno la definizione dello spazio che occupi e del momento che vivi.
La tua testa sull'incavo della mia spalla, i tuoi capelli ad accarezzarmi il viso, il tuo braccio attorno al mio petto.
Tutto il resto era la nostra pelle, non potevo comprendere dove finivo io ed iniziavi tu, perchè eravamo un tuttuno.
Hai aperto gli occhi mi hai guardato, ti ho sorriso "buongiorno amore", hai sorriso a tua volta con lo sguardo addormentato che ti fa sembrare così adorabilmente bambina e con quella vocina che hai la mattina appena svegliata hai tirato fuori un "mmmmmgiorno more" che ti è valso un bacio rapido sulle labbra.
Hai richiuso gli occhi e siamo rimasti ancora un poco così, godendo di quel momento.
La mia mano spaziava dai tuoi capelli alla tua schiena, seguendo la spina dorsale, contando le vertebre fino a dove poteva arrivare per poi ritornare solcando la tua pelle in un movimento lento che serviva a stringerti a me.
Anche il tuo braccio sul mio petto prese vita, prima impercettibilmente con il lento movimento delle dita , poi con carezze ampie che andavano dal collo al petto, alla pancia, fino ad andare a cercare la mia virilità che ti attendeva, Mi stringesti nel tuo pugno mentre ancora avevi gli occhi chiusi.
Poi mi cercasti le labbra ed il gioco ricominciò da dove era appena terminato
Inviato da: cheriie
il 14/12/2016 alle 19:10
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