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« Una storia che non avrei...Risveglio »

pelle d'ebano

Post n°6 pubblicato il 23 Maggio 2011 da al_habibi

Qui non ci sono stagioni, fa solo più o meno caldo, a volte piove ed a volte no. ma intorno è solo polvere e, se piove, fango.

Non ci sono campi verdi pieni di fiori, nè gli alberi carichi di colori che prennunciano i frutti, su questa terra sabbiosa ciò che cresce lo fa a fatica come è quasi fatica la vita che vedi negli occhi delle persone.

Occhi assenti , ansiosi sbarrati a cercare qualcosa e non sai mai se vedano la strada o tentino di scrutare un futuro.

E ti parlo della mia terra, dei ciliegi e dei meli carichi di fiori bianchi, il rosa dei fiori di pesco, il giallo delle strelitzie e cuscini di margherite lungo i fossi.


Te ne parlo in questa domenica che scorre pigra, il letto disfatto, il profumo della tua pelle sudata dopo l'amore.

Te ne parlo fissando il ventilatore a soffitto che gira a smuovere l'aria pesante ed umida di questa stanza
Te ne parlo godendo del tocco gentile dei tuoi capelli sulla spalla, contando le vertebre della tua schiena accennate sotto la pelle, sentendo il tuo respiro leggero e la tua mano che mi pettina i peli del petto.

"Parlami ancora della tua bella vita" mi dici

Mi piace stare a raccontarti storie che tu ascolti avida di sapere con la curiosità di una bimba ed entrambi prendiamo dall'altro il piacere del sole che traccia il suo cerchio nel cielo inondando questa stanza spoglia che parla di incontri fugaci ed a cui io e te stiamo dando dignità di una reggia, l'alcova degli amanti che attraversano il tempo ed i secoli, sempre uguali in corpi diversi.

Ci hai mai pensato che nei rivoli di sudore che scendono dalla tua pelle, in quei fremiti che ti scuotono dal di dentro e che scorrono come onde sul tuo corpo è racchiusa la poesia di due corpi che si incontrano, quella magia che rende due persone differenti una sola cosa, che li unisce, li fonde, li rende un un'unica entità, tanto che quando alla fine, si è costretti a separarsi si sente un senso di mancamento, come se una lacerazione fosse intervenuta a strapparti dal sogno.

Mi guardi con quegli occhi neri e profondi, il sorriso brilla sulla tua pelle scura, chissà se capisci quello che ti sto dicendo?

Ed il mondo continua dietro la finestra aperta, dietro le tende che si muovono al ritmo del ventilatore a soffitto e che entra in questa stanza attraverso i rumori della strada, alle grida dei venditori di patate dolci e quel profumo di legna bruciata che si unisce all'odore del kefta abbrustolito sugli spiedi.

La vita continua in questo luogo senza tempo, una vita sempre uguale.
La tappezzeria arabescata ha un segno di muffa nell'angolo in alto...
... ho di nuovo voglia delle tue labbra calde.

 

 

 
 
 
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Un blog di: al_habibi
Data di creazione: 20/01/2011
 

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