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Il sale in zucca

Post n°18 pubblicato il 22 Gennaio 2014 da Don_Ariza_Florentino

INTELLIGENTI si nasce, anche se quel che ci viene consegnato in dote quando veniamo al mondo non è uguale per tutti. Sia la natura, con le sue specializzazioni in biologia e genetica, sia la qualità del legame affettivo-emotivo tra madre e feto contribuiscono infatti a corredare gli individui in modo diverso. Già nei piccoli se ne vedono i segni: nelle loro capacità di apprendimento e di espressione.
Occorre però fare molta attenzione nell'attribuire esclusivamente a questi fattori le differenti qualità intellettive che, in positivo o in negativo, si verranno a sviluppare e a proporre con il passare degli anni, Infatti, il corredo originario è responsabile soprattutto, ma comunque solo in parte, di ciò che sarà misurabile con quei test i cui punteggi indicano la soglia dell'idiozia, dell'intelligenza normale o dell'eccellenza intelletiva.
Avrà quindi una sicura influenza sulla sua variante prestazionale scolastica, ma non dobbiamo dimenticare che l'organizzazione di questa straordinaria funzione psichica dipenderà ben presto da molte altre variabili.
L'intelligenza non è quindi solo figlia della natura. Lo è anche, come abbiamo visto, della cultura, dell'amore che riceviamo o meno dai nostri genitori e dalle figure significative che ci circondano quando siamo piccoli, dell'educazione, della libertà o delle costrizioni a cui siamo esposti, della positiività o negatività delle situazioni relazionali che ci capita d'incontrare, della coloritura affettiva che assume la nostra vita e degli stimoli che ci propongono, o che ricerchiamo.
Nel corso dell'esistenza, cioè, dobbiamo fare i conti con un "bonus" naturale e poi con le sollecitazioni che ci vengono dalla nostra famiglia d'origine, dalla scuola e relativi insegnanti, dai coetanei, dai nostri interessi personali e dal mondo degli adulti. Ma dobbiamo misurarci anche con l'influenza delle idee preconfezionate e con la passività che ci stimolano, piuttosto che con l'attiività che ci concediamo di agire liberamente.
Insomma, l'organizzazione dell'intelligenza, in tutte le sue varianti e sfaccettature, non è altro che una costruzione alla cui architettura solida o un po' sbilenca concorrono una miriade di fattori: di alcuni ne abbiamo coscienza, mentre altri ci possono rovinare addosso senza che neppure siamo in grado di coglierne la forza d'urto.
Così, se nessuno incappasse nella sventura di subire tante interferenze negative e tutti potessero coltivare l'intelligenza secondo le proprie potenzialità, la stupidità invadente, nociva, meschina, arrogante, non avrebbe uno spazio tanto grande nella nostra collettività.

Fausto Manara

 
 
 
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