Creato da guidonozzoli il 16/10/2006
Notizie sullo scrittore e giornalista Guido Nozzoli

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Così salvò San Marino nel 1944 »

Nozza e Nozzoli, cronisti pistaroli

Post n°1 pubblicato il 12 Dicembre 2006 da guidonozzoli
 


Sulla Stampa di oggi 12 dicembre è presentato il libro di Marco Nozza, Il pistarolo, dove si ricorda anche la figura di Guido Nozzoli. L'articolo è di Giovanni Cerruti.
Lo riproduciamo integralmente.

PIAZZA FONTANA


Pistarolo di cuore nell’Italia di piombo



Per i cronisti come Marco Nozza quella fu la svolta

Il suo libro postumo racconta indagini e depistaggi con passione e ironia


12/12/2006



di Giovanni Cerruti




immagineMILANO. Il block notes era di quelli lunghi e stretti, da stenografo. Lo riempiva con calligrafia minuta, ignorando le righe, poi lo rileggeva e con la biro rossa aggiungeva date, dettagli, riferimenti ad un altro dei cento, mille block notes di una vita da cronista. E che cronista. Per almeno due generazioni di giornalisti e lettori del Giorno, quelli adesso cinquantenni, Marco Nozza è stato un Maestro, o un buon compagno di viaggio nell'Italia delle bombe e delle stragi, del terrorismo nero, di quello rosso, del rosso e del nero pilotati, o inquinati, da Servizi segreti e depistaggi. Era l'Italia delle bombe e dei processi, da Piazza Fontana in avanti, dal 1969 agli Anni Novanta. E Nozza, con il suo block notes in mano e l'archivio in testa, era sempre lì, a cercare, a domandare, a diffidare.
«La realtà che di volta in volta ci franava addosso era difficilissima da immaginare prima che franasse e, una volta franata, raggiungeva livelli incredibili», scrive nelle ultime pagine del suo appena uscito Il Pistarolo (Il Saggiatore, introduzione di Corrado Stajano, pagg. 384, euro 19). E' morto nel 1999, Nozza. E questo libro è la sua ultima appassionata cronaca, lunga 30 anni. Già nel titolo, Pistarolo, c'è l'autoironia di Nozza, un bergamasco dalla risata schietta, uno che con l'ironia riusciva ad arrivare dove voleva arrivare. A farsi raccontare il dettaglio, quel particolare che doveva finire nel block notes e poi nell'articolo e, sempre, nell'archivio e nella memoria. Già, la memoria. La capacità di collegare un nome ad un altro nome, un fatto ad un altro fatto, un'inchiesta ad un'altra inchiesta. Mai credere al caso. Mai credere alle versioni ufficiali, e in quegli anni ben pochi le mettevano in dubbio. Sulla strage di piazza Fontana, appunto. Milano, 12 dicembre '69.

E' Nozza a scoprire che Pino Pinelli, l'anarchico che entra in Questura come testimone vivo e ne uscirà come testimone morto, per quel pomeriggio aveva un alibi incrollabile. Era al bar a giocare a carte, e Il Giorno può titolare «Sei uomini forniscono un alibi perfetto a Pinelli». E' Nozza che va a cercare la zia e la nonna di Pietro Valpreda, subito arrestato, «il Mostro», e in casa trova il soprabito marrone, «sportivo, con cintura, fodera scozzese», che è il primo indizio della fragilità di Cornelio Rolandi, il taxista che aveva riconosciuto in Valpreda il cliente sceso con una borsa proprio davanti alla Banca della strage. «Piazza Fontana e quel che ne seguì - scrive Corrado Stajano nella prefazione - fu un evento che fece da cesura alla vita di tutta una generazione. Ci fu un prima e un dopo. Una riscoperta del mondo e di se stessi. Anche per i giornalisti».

Non solo Nozza: Gianni Flamini di Avvenire, Giulio Obici di Paese Sera, Guido Nozzoli, Gian Pietro Testa e Marco Sassano del Giorno, Adolfo Fiorani e Marcella Andreoli dell’Avanti, Ibio Paolucci dell’Unità, Mario Cicellyn del Mattino, Giuliano Marchesini della Stampa, Umberto Zanatta di Stampa Sera, Italo del Vecchio della Gazzetta del Mezzogiorno. Il Pistarolo e i Pistaroli. Che, dal '72 in poi, dopo il terrorismo nero, le deviazioni dei Servizi e le reticenze dei ministri, conoscono le piste rosse, la dolorosa perdita di amici come Emilio Alessandrini, il pm di Piazza Fontana assassinato da Prima Linea, o del giornalista Walter Tobagi. Avrebbero voluto ammazzare proprio Nozza, al posto di Tobagi.

Ma Nozza era una trottola, c'era sempre e c'era mai, «e avevo quattro uscite diverse da casa mia». Non si è fermato nemmeno quando Il Giorno l'ha mandato in pensione. I suoi block notes erano diventati troppo scomodi, così ha scritto questa sua ultima cronaca da «Pistarolo». Per non dimenticare.

Autore: Marco Nozza (introduzione di Corrado Stajano)
Titolo: Il Pistarolo
Edizioni: Il Saggiatore
Pagine: 384
Prezzo: euro 19


 
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