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La palla della discordiaAnche il secondo episodio di cui parliamo oggi inizia col tema di "Carlton zimbello di Will": lui e Jazz vanno ad assistere agli allenamenti della squadra scolastica di basket del cugino, giusto per prenderlo un pò in giro. Tra uno sghignazzo e l'altro, i due trovano anche il tempo di fare due tiri a canestro così da farsi notare dal direttore della scuola, che li vuole entrambi nel team, ma entra solo Will, perché si dà il caso che dei due sia lui quello effettivamente iscritto in quel college. Ci vuol poco a Will per diventare il piccolo Michael Jordan di un dream team di brocchi: e ancora più breve è il passo per acquisire degli atteggiamenti da divo che gli procurano presto l'antipatia dei compagni, come il presentarsi in ritardo alle lezioni di tattica o il rivolgersi con toni di sufficienza, se non proprio il rispondergli per le rime, all'allenatore. Neppure i familiari gli risparmiano critiche, per il suo troppo virtuosistico e presuntuoso di giocare. Ma Carlton non condivide l'antipatia dei compagni nei confronti del cugino, e d'ltra pare non crede che i rimproveri di papà e mamma mirino realmente a fargli cambiare lo stile di gioco. Rispetto agli altri componenti della squadra, prova un sentimento negativo più profondo, non ignoto, anzi sempre latente nel rapporto con lui ma nuovo nella violenza con cui gli esplode dentro in quel momento: l'invidia. Magari, forse, potrebbe anche accettare che Will sia più bravo di lui a basket, ma non che gli rubi la scena davanti ai suoi familiari, che lo surclassi agli occhi del padre fino ad eclissarlo. Perciò non gli interessa tanto sabotare quel fenomeno di merchandising che Will sta diventando (già è nell'aria il lancio di un paio di scarpe da basket legato all'immagine di Will cestista, le Air Fresh), quanto soffiargli quella "palla della vita" che possa farlo balzare al centro dell'attenzione in mezzo ad una platea affollata in cui si distinguono gli amati profili dei familiari. Lo scenario deve essere necessariamente quello della partita decisiva del torneo, per giunta in casa: all'intervallo di essa il Will team, nonostante i punti macinati grazie al gioco devastante del suo leader, è comunque in svantaggio di un punto. Carlton decide di compiere la "fatal bravata" nel momento in cui Will ha in mano la palla del punto decisivo: gliela ruba con un'azione di un'irregolarità tanto plateale quanto goffa, e, d'istinto, calibra il tiro da tre punti: la parabola sembra quella buona, da tutti gli spalti non si sente più un fiato, ma la conclusione, non dissimile a quelle sbilenche di tante ore di allenamento, scioglie in un attimo l'emozione in un assordante brusio di sdegno; poco ci manca che Carlton venga linciato. Eppure, qualcuno che può cantare vittoria grazie a Carlton e alla sua carltonata, c'è: è l'amicone Jazz, che, senza nulla togliere all'amicizia con Will, aveva scommesso con Geoffrey sulla sua sconfitta; e così il fischio finale gli porta quel cinquantone che il maggiordomo di casa Banks è costretto a pagargli. Qui Carlton è sopraffatto dall'invidia |



Inviato da: IsAbeAu13
il 12/09/2014 alle 00:35
Inviato da: i_Will
il 18/05/2008 alle 11:26
Inviato da: belle_gambe78
il 18/05/2008 alle 08:58
Inviato da: i_Will
il 17/12/2007 alle 18:12
Inviato da: iltarokkatore
il 17/12/2007 alle 18:08