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Si apre la seconda stagione: rivoluzione negli interni di casa Banks, debuttano il salotto e la cucina che faranno da sfondo alle vicende della famiglia fino alla fine dell’epopea belairiana. Prime nevrosi da ambientamento per Vivian, che perde la pazienza col porta-abiti rotante in camera da letto, ma non è la sola a cui il cambio di casa provoca un effetto di turbolenza: anche Geoffrey è sul piede di guerra, perché mr. Banks gli ha fatto l’imperdonabile sgarbo di non aggregarlo alla famiglia è per una serata deluxe di beneficenza, che vedrà Phil e i suoi seduti accanto a Michael Douglas e Michelle Pfeiffer. Poco male, però: basta procurargli un biglietto perché Geoffrey torni ad essere quello che non scodellerebbe mai i pesci in cartoccio come se fosse uno scaricatore di porto. Will, intanto, ha una nuova fiamma, Kathleen: naturalmente è con lei che si recherà alla superserata, non prima però di essere passato dalla cantina per prendere il guanto di baseball, regalo della mamma (è dopo quel regalo e le prime lezioni materne di baseball che deciderà di appassionarsi al basket), con l’intenzione di farselo autografare da Whitney Houston. Del resto il tempo c’è: Phil ha dimenticato i biglietti per il nipote e la morosa nel suo ufficio, e va a prenderli con la moglie; di qui la necessità di un ulteriore sparpagliamento del gruppo, con Carlton, Ashley e Hilary destinati a a viaggiare nell’auto di Geoffrey, e “a girare per Beverly Hills con una Volvo”, come lamenta con rassegnazione l’aristocratica primogenita di casa Banks. Su tutti, però, su Will che, nel sotterraneo della casa dello zio, la ragazza al fianco, si rituffa, in mezzo agi inseparabili cimeli della sua infanzia, nella sua identità filadelfiana (dopo la fugace finestra della prima stagione, con Secco e gli hamburger che ungono, il pensiero di Will torna a volgersi ai quartieri che lo hanno visto crescere), come su Phil e consorte, all’ultimo piano di un grattacielo nel quartiere direzionale di Los Angeles, e sull’“allegra brigata” nell’auto del maggiordomo, incombe, inaspettata, improvvisa, immane, la minaccia del terremoto. Un evento chiarificatore, per più aspetti, quasi per tutti. Per Phil e Vivian che, complice il black-out conseguente alla scossa tellurica, ritrovano l’uno l’atmosfera giusta per tornare ad essere romantico con lei (et voilà, nell’ufficio del socio del suo studio legale c’era già pronto dello champagne da stappare), l’altra la calma necessaria per scusarsi con lui delle sue accese rimostranze a proposito dei diabolici elettrodomestici con cui ha inondato la (nuova) casa; per Geoffrey, che è costretto a constatare che i tre fratelli Banks, posti di fronte alla scelta di un programma radiofonico per ingannare l’attesa in auto (altra conseguenza del sisma è naturalmente, oltre al black-out, la congestione del traffico), potrebbero più facilmente mandare in tilt l’apparecchio anziché accordarsi; e naturalmente per Will che, bloccato in cantina con la sua bella, se da un lato rivela al pubblico di essere un sismofobo (e che sismofobo), dall’altro è lui stesso a scoprire che, in realtà, non c’è niente di vero in ciò che più gli piace di Kathleen: i suoi ammalianti occhi verdi sono un gioco cromatico delle sue lenti a contatto, e i suoi splendidi ricci vengiono via che è un piacere quando si tenta di stringerli con la mano. Una rifatta, ecco cos’è: quasi quasi c’è più piacere ad abbracciare Teddy, il suo orsetto vecchio compagno di giochi, rannicchiato sotto il tavolo (Teddy è comunque l’unico trale cui braccia trovi sicurezza aspettando che la terra finisca di ballare). Una delusione di cui certo il Nostro dovrà ricordarsi, quando penserà di poter giurare amore eterno a Lisa: in effetti parliamo già della stagione cinque, ma sin da ora siamo molto avanti rispetto alla stagione uno, sarà per quell’atmosfera più scanzonata, più irriverente, più caustica, così familiare a chi ha imparato ad apprezzare il Principe a partire dalle ultime annate, che ha lasciato nel salotto dell'altra casa, tutto tende e mobili in noce, tutte le acerbità di certi stereotipi da copione non ancora limati da un gioco di squadra e di affiatamento che farà la storia della sitcom; di più avanzato, sinceramente, c’era solo che Will si rivolgesse direttamente al pubblico, come effettivamente farà proprio nella quinta stagione, per invitarlo a stupirsi con lui, dopo un sobbalzo del pavimento, del fatto che la produzione non badi a spese pur di garantire i colpi di scena. -Questo è Teddy, mio vecchio compagno di giochi! -Che carino, Teddy! -Sì, ma sono più carino io!...Sparisci, Teddy! |
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