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e fu così che...
Post n°13 pubblicato il 20 Aprile 2010 da whenAngelsDie
Iniziò quella settimana insieme. Non era bastato il ritardo di un volo, ne tantomeno un incidente a separarli. Erano di nuovo l'una tra le braccia dell'altro, e questa volta non avevano solo due giorni a disposizione. In quella settimana di "convivenza" non riuscirono a staccarsi tranne che per pochi istanti. Lui la portò a conoscere i suoi amici, i suoi posti, i luoghi che frequentava. Dopo la prima sera contornata da persone nuove, si ritrovò mentalmente a ripassare i nomi per non dimenticarli. Lui la sovrastò di domande, curioso di sapere se si fosse trovata bene, a suo agio...voleva sapere ogni singolo particolare. Chi le era sembrato più simpatico, chi meno, quali fossero le sue idee su ognuno di loro. Fu difficile per Lei spiegare che il primo impatto fu positivo, ma non poteva nè riusciva a farsi un'idea su ogni singola persona conosciuta quella sera, era di natura diffidente, e come tale, a parte la reazione a pelle, cercava sempre di conoscere un minimo chi avesse davanti prima di esprime un giudizio. La settimana passò così, tra il conoscere i suoi amici, i suoi posti, al visitare le zone archeologiche del nord italia, al bere una birra in compagnia, una serata al cinema...sempre insieme. Arrivò il giorno della partenza, preparata la valigia, Lui l'accompagnò all'aeroporto. Dividersi diventava sempre più difficile, soprattutto quando si avevano i minuti contati. Lo salutò in fretta poichè era in ritardo per il check in, dalle sue labbra le sfuggirono delle parole sussurrate "Mi sono innamorata di te", scese dall'auto, chiuse la portiera e si diresse verso l'ingresso. Aveva il cuore che le batteva all'impazzata, non voleva dirglielo, non cosi, non voleva confessare quello che provava, le sembrava troppo presto, ma ormai era andata, le parole erano uscite da sole. Giunse al cordone per il metal detector, mostrò il documento, la stampa del biglietto e lo stuart, dopo aver ricontrollato più volte, le fece notare una cosa... "oggi è mercoledi, questo biglietto è per lunedi" Panico. Autentico panico. Quando il mese prima, cambiò il volo di ritorno, non controllò la stampa, si limitò a controllare quella del volo di andata e l'addebito sulla carta di credito, senza pensare che poteva non essere andato a buon fine il cambio. Si affacciò alla biglietteria chiedendo se era possibile imbarcarsi pagando una minima differenza ma...la differenza non era così irrisoria, e non avendo un lavoro, non poteva permettersi di spendere 200€ per tornare a casa. Prese il telefono, avvertì i suoi, avvertì le sue amiche che l'aspettavano all'aeroporto, avvertì Lui. "Non ti muovere, arrivo subito" si sentì rispondere dall'altro capo del telefono... |


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