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6 maggio 2010
Post n°36 pubblicato il 01 Settembre 2010 da whenAngelsDie
La sveglia suona, Lei si alza, scende, prepara il caffè come tutte le mattine, Lui è ancora a letto, sta ancora dormendo. Lei cerca di far meno rumore possibile per lasciargli qualche minuto in più di sonno. Sente movimenti dalla camera, Lui si è svegliato, è tardi. Scende di corsa, non prende nemmeno il caffè, la saluta freddamente e le ricorda che questa sera ha la cena con i colleghi. Lei non sa cosa pensare, sono giorni che è strano, freddo, scostante e non parla. In quei rari momenti in cui riescono ad incrociarsi per qualche istante le fa le solite domande di rito sul lavoro, e poi niente più. Lei si prepara ad affrontare la sua giornata. Una parte della sua mente però resta sempre lì, nel dubbio, nel non conoscere quelle risposte a quelle domande che la rincorrono da qualche giorno. Nemmeno il lavoro l'aiuta a non pensare, è distratta, non riesce a seguire gli ordini, combina disastri su disastri, tanto che anche il suo datore di lavoro se ne accorge. Quando torna a casa, sono ormai le 23 inoltrate, è stanca, ha bisogno di una doccia, ma soprattutto ha bisogno di non pensare per qualche attimo. Si stende sul letto sperando che la stanchezza la faccia crollare, accende la tv, fa zapping, prova a leggere ma niente. Ha una brutta, bruttissima sensazione che non le si scrolla di dosso. Riesce ad addormentarsi dopo un po' di giri a vuoto con il telecomando, si risveglia nel cuore della notte, televisione accesa, telefono in mano, e soprattutto, accanto a Lei nessuno. Controlla l'ora, sono le 3.40 del mattino. Prova a chiamare Lui sul cellulare. Squilla a vuoto. E' stremata, la mente ha continuato a vagare senza fermarsi mai, crolla di nuovo in un sonno pieno di incubi. La mattina dopo si sveglierà ancora con il telefono in una mano, il telecomando nell'altra e Lui accanto. Non sa quando fosse tornato, sa solo che l'unica cosa che ha fatto è stata stendersi sul letto. Gli incubi si stavano materializzando, uno dopo l'altro |


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