
SALENTO LUMINOSO
Una breve penisola, cui cinge
la fresca di due mari onda sonante;
una terra gentil, che in mar si spinge,
qual chiomazzurra nājade natante,
sotto un nitido cielo sfavillante
che ne' dolci tramonti Iri dipinge,
mentre il vasto silenzio circostante
alto favella e a meditar costringe;
ecco il tallon d'Italia, ecco il Salento,
la fulgida contrada, a cui serena
la greca civiltā dič nutrimento:
culla d'ingegni e d'arti inclite e chiare,
terra di fati e di vicende piena,
che a lei ricanta l'uno e l'altro mare.
***
Qui, se alcun volga da lontano il piede
e interroghi le pietre che calpesta,
udrā la voce che gli manifesta
la passata grandezza e il cor gli fiede.
Comprenderā che questa terra e questa
gente č d'un mondo glorioso erede;
che di rare virtų l'esempio diede,
e che l'antica fiaccola tien desta.
Breve e cara mia terra, a te, siccome
a una madre dolcissima e adorata,
la memore si volge anima mia;
e d'un serto ricinge le tue chiome,
da' tuoi fasti superbi ammaliata,
che accrescon lume alla beltā natėa.
ARTURO TAFURI
da: Ave, Salento!,
Cavalleri, Milano-Como, 1932
Inviato da: santoro1938
il 21/12/2011 alle 20:23
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il 21/12/2011 alle 20:20
Inviato da: sinemoiaquai
il 30/01/2008 alle 16:28
Inviato da: sinemoiaquai
il 30/01/2008 alle 16:27
Inviato da: Phoedra0
il 22/01/2008 alle 19:25