di Antonio Bruno
Hanno camminato a lungo e l’hanno fatto per venire a trovare me, a Lecce, in Piazza Sant’Oronzo. Sono 22 uomini e donne, di cui una decina di giovani in cammino per venire a dirmi che hanno una lampada per illuminare il loro cammino e
per farmi luce, hanno un bastone per appoggiarsi quando sono stanchi e per porgermelo se partirò anch’io quando sarò stanco e hanno la Bibbia, la parola che si trasforma in atto. Perchè proprio con l'atto performativo compio quello che dico di fare, conseguentemente produco immediatamente un fatto reale da quella Parola di Dio. Al contrario di quello che faccio sempre quando ascolto gli altri, tutti gli altri che mi portano all'atto
costatativo che si limita a costatare, ad affermare qualcosa, descrivendo il fatto.
E poi guarda che parole si stanno liberando: “Quando senti il desiderio di comunicare e uscire da te stesso, guardarti intorno, metterti in cammino con gli ultimi; quando ti impegni per la giustizia, la pace, la riconciliazione... è allora che sei in Carovana!”.
Lo Spirito Santo che fa annunciare al mondo che è Gesù che libera.
Ma c’è sempre l’incrostazione dell’Ego che vorrebbe imporre il BENE, l’integralismo sempre incombente, l’intolleranza sempre suadente che ti fa dire che il RICCO E’ IL NEMICO e già così ti rende alleato del demonio, quella incrostazione che mette in bocca ai carovanieri parole di guerra. Hanno liberato la parola LOTTA e dicono: Lotta per la giustizia, lotta per l’acqua, lotta per la pace. Ma perché farsi fregare dal demonio? Apri la Bibbia e leggi quel bellissimo modo nostro di dire:
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.;
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio;
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Queste parole tra le tante altre, che nulla hanno a che vedere con il linguaggio violento della lotta. Eppure hanno letto Girard, lo so per certo che l’hanno letto, e allora? Non è stato performativo quello che abbiamo letto?
Poi l’ora della tristezza. Ha camminato a lungo quell’uomo che abitava in Sudan. Ha attraversato il deserto è arrivato in Libia e da qui, ha trovato un imbarco per Lecce. Ha lavorato per anni nei campi, aveva promesso ai suoi fratelli che gli avrebbe mandato i soldi per farli arrivare a Lecce. Gli ha mandato i soldi, hanno attraversato il deserto i fratelli di quest’uomo venuto da lontano, si sono imbarcati e poi nei giorni scorsi è avvenuto il naufragio di cui si sono avute notizie oggi, di cui vi sono le vittime al largo dell’isola di Malta, i fratelli di quest’uomo venuto da lontano a lavorare a Lecce sono tutti morti. C’è chi ci ha raccontato la disperazione di quest’uomo che chiedeva aiuto. Nonostante la notizia fosse così crudele e non lasciasse spiragli, lui continuava a chiedere aiuto, lo faceva stamattina a Lecce, lo faceva stamattina davanti a una donna che lo ascoltava piena di dolore.
Quest’uomo è disperato. Il viaggio dei suoi fratelli finito tragicamente. E il suo viaggio invece continua, nonostante lui forse avrebbe preferito finisse qui.
Il popolo che ha guardato questi gesti è quello delle foto, i contenuti del viaggio sono in questi siti.


Inviato da: Anna
il 25/02/2020 alle 10:35
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il 19/10/2018 alle 02:15
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il 01/08/2018 alle 21:24
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il 01/08/2018 alle 21:23