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VAGHEIDEE

quell'andatura incerta che chiamano esperienza

 

« La fogliaDue laghi »

Odio

Post n°211 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da k.way
 

-

"Sembra a volte che il destino di una persona sia legato fatalmente al suo stesso nome."
Dalla nota al testo de "Questo è il bosco" e altre poesie, di Eunice Odio.
Un "libretto" di poco più di trenta pagine. Pochi grammi, che incendiano la mente.

-

Julie De Waroquier - Her fateIo vorrei essere bambina
per accoppiare le nubi a distanza
(alte claudicanti della forma),
per giungere all’allegria delle piccole cose
e domandare,
come chi non lo conosce,
il colore delle foglie.
Com’era?
...
Essere la bambina
che cadeva d’improvviso
dentro un treno con angeli,
che arrivavano così, in vacanza,
a correre brevemente tra le uve,
o attraverso notturni
fuggiti da altre notti
di geometrie più alte.

-

 

Egon Kronschnabel - Green

Questo è il bosco
e qui, per un momento,
il mio cuore spia...
Vanno e vengono
i discendenti degli alberi
-nascosti animali geometrici.
Si chiudono nelle proprie materie concave,
tempie aeree, lontani fantasmi con ali sommerse.
...

 

-Alexander Bergström photo
Però adesso, che cosa devo essere?
Se mi sono nati questi occhi così grandi
e questi chiari desideri di sbieco.
...
se mi dolse moltissimo dire
per raggiungere nuovamente la parola
che fuggiva,
saetta scappata dalla mia carne,
e mi ha addolorato molto amare a tratti,
impenitente e sola
e parlare di cose incompiute,
tinte cose di bimbi,
di candore dissimulato,
o di semplici api
aggiogate a tristi rosari.
-
-

 
Egon Kronschnabel - TransparentQuesto è il bosco distante
e qui, in una forma di sete
lascio il mio cuore a riposare,
a retrocedere,
un pensiero di foglie che fu mio.
-
Questo è il bosco
e qui il mio cuore, denudandosi,
è solo un rumore,
un’allegria che deviò dentro me
e incessantemente si perse
e non si può trovare
e nemmeno può assomigliare a se stessa.

-

 -Juriy Ronzhin - If
Come potrò essere ora,
bambina in tumulto,
forma mutevole e pura,
o semplicemente, bambina alla leggera,
divergente in colori
e adatta per l’addio
in ogni momento.
-
[Vorrei essere bambina]

 
Katia Chausheva - Long gone dayQui il mio cuore
-questo è il bosco-
riposa celebrando la sua morte.
Se ne va,
andrà presto in cammino,
come un domani,
come un tempo,
come se “andarsene sempre”
fosse il suo pronome.
 
Se ne va oggi,
se ne andò ieri,
sempre andrà in cammino

Andiamo, àlzati,

è ora di partire.
Dove andiamo, compagno, senza nulla al sole?
Andiamo alla sacra forma
che più non dorme;

-

-Julie De Waroquier - Roots
Ho freddo. Abbiamo.
Non dovevamo uscire per essere scrutati,

per avere qualcosa di nostro,
e strappati
e divisi
come albero che siamo
che ci sogna.
Camminiamo.
Entriamo
per non uscire mai più:
per compiere il nostro obbligo di palpitare,
di singhiozzare,
di morire in sola compagnia
dell’ultima delle nostre ossa
che udì chiamare la terra.
-
[Questo è il bosco]

-

* * *
Raccontami
come sono lì cose di consumo:
libri,
rose,
tinitinnii di rondini.

Riassumimi ora che tremo
benignamente
dietro una rondine,
ora che mi propongo pubblicamente
per nudo di farfalla
-
o sto come le rose
disordinando l’aria.

-
[Ricevimento di un amico]

  Eurice Odio
Come quando nell’infanzia
sognavo che un sogno mi doleva,
ricordo il ragazzo che amavo:
una sera attraversavamo il mio corpo
con allegria d’arpe appena colte

Poi vogliono che io non ascolti,
che non salti la bambina,
(la bimba fa un salto di lampada che s’apre,
da nord a sud percorre un giglio).
Che nessuno la veda!
-
[A Natalia, la bimba del pittore Granell]


Eurice Odio

Eunice Odio, nata a San José nel 1919 e morta in estrema solitudine a Città del Messico nel 1974.

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