Creato da incielocomeinterra il 20/06/2014

in cielo

come in terra

NOTA

 

 


Poichè certi brani musicali rilassanti sono studiati e composti appositamente per rilassare il sistema nervoso centrale e riequilibrare l'energia dei chakra...Si consiglia di non ascoltare musica rilassante nei luoghi non adatti come posto di lavoro o alla guida di autoveicoli o dove si richiede una mente vigile perchè potrebbe indurre rilassamento muscolare, mentale e sonnolenza. Si consiglia per altro di ascoltarla i primi 15 minuti del mattino appena svegli o la notte prima di dormire... provare per credere.

 

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ALEX GREY

 

 

 

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Post n°80 pubblicato il 15 Agosto 2015 da incielocomeinterra

Perchè i medici non ci fanno fare questi  tipi di check-Up ??

Perchè i marstri spirituali moderni parlano di energia lasciando un mistero??

 
 
 

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Post n°79 pubblicato il 31 Luglio 2015 da incielocomeinterra

La solitudine è una lente d'ingrandimento che permette di vedere con distacco ciò che gira intorno... è così che divento l'unica vera amica di me stessa.

C'è una bella differenza tra sentirsi vittima dellla solitudine e sentirsi compagna della solitudine.

L'importante è costruire una convivenza in quilibrio.

Sentirsi se stessi e presenti  in solitudine e in compagnia degli altri.


 
 
 

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Post n°78 pubblicato il 27 Luglio 2015 da incielocomeinterra

Resterò sempre in contrasto con i bigotti che frequentano la chiesa e qualsiasi tipo di religioni.

Ho osservato che gli si chiude la mente.

Si rinchiudono dentro il loro mondo.

Fanno buon viso e cattivo gioco con tutti quelli che non fanno parte del loro gruppo.

Si aiutano solo tra di loro in tutti i settori ....

questo comportamento io lo traduco in razzismo e ipocrisia.

Possono sentirsi perfetti al cospetto di Dio ma essendo ognuno responsabile delle proprie azioni ho qualche dubbio che siano così perfetti al cospetto di Dio.

Quel loro Dio con la barba lunga seduto su uno sgabello chissà dove che non ha altro da fare che tenere a bada i loro peccati del cavolo.

Ne conosco tanti ed ho esperienze negative con loro da raccontare.

Ho visto il buono nei loro occhi, mi sono fidata ma loro non sanno neppure cos'ì il buono.

Forse ho più fede io che loro che si battono la mano nel petto ogni domenica.

Io non aspetto la domenica, agisco per cosienza, mi metto nei panni di chi ha bisogno veramente a prescindere dal ceto, razza e religione e ringrazio Dio e la vita per quel poco che ho che per me è già un tesoro.

Certo non faccio di un erba tutto un fascio ma la maggior parte è così.

Esistono stronzi atei, religiosi o agnostici per questo resterò sempre in contrasto con tutti i bigotti del mondo.

 




 
 
 

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Post n°77 pubblicato il 25 Luglio 2015 da incielocomeinterra

Mi scuso ma non sono sicura di ricordare bene la fonte di questa lettura ma azzarderei a dire che è presa dal sito di Tiziano Bellucci, se non è così mi scuso ancora, però è una lettura importante per questo ci tengo a condividerla.

LA SCIENZA INCONTRA LO SPIRITO

Io sono un inventore, per cui sono attratto e affascinato da tutto ciò che è nuovo. Ho una repulsione spontanea verso le cose vecchie. Tutte le volte che incontro qualcuno che ha il coraggio di dire qualcosa che esce anche un pochino dagli schemi… per me è una grande gioia. Se poi siamo in un contesto in cui comunque si parla di medicina, allora la cosa è per me sempre molto interessante.

Che cos’è la medicina?
La medicina è un settore della conoscenza che dovrebbe occuparsi delle malattie dell’uomo. Dovrebbe preoccuparsi di debellare, se vogliamo, le malattie dall’uomo.
Il problema qual è? Il problema nasce da un conflitto di interessi, nel senso che la medicina è comunque fatta da aziende che devono tutto il loro potere e tutta la loro ricchezza alla malattia. Questo è un paradosso: la medicina, in teoria, non ha alcun interesse ad avere una popolazione sana. Immaginiamo che domani ci fosse qualcuno che si inventa qualcosa grazie alla quale tutti guariscono, istantaneamente, da qualsiasi malattia possano avere. Sarebbe la più grave crisi economica mondiale che l’essere umano abbia mai affrontato in tutta la sua storia.

E questo perché? Perché comunque la medicina ha dietro persone, società, aziende. Le industrie farmaceutiche pagano le tasse, hanno dipendenti, fanno pubblicità…

Il titolo di questo Convegno è “La Scienza incontra lo Spirito”. A questo riguardo nel 2000 ho scritto un libro, “La Fisica dell’Anima”, che mi ha portato, tra le altre cose, ad essere definito un “eretico”. Per me essere considerato un “eretico” è un complimento…

Quando parlo di Anima, automaticamente, in funzione di quali sono gli interlocutori, perdo in genere totalmente di credibilità; se invece di Anima, parlo di Campo di Informazioni non locali, già cambia qualcosa.
Quando si pronuncia il termine “Anima” si entra in genere in un campo, quello della Spiritualità che fa paura, fa paura soprattutto a chi si definisce “uomo di Scienza”. Il titolo del Convegno, dicevo, qual è? “La Scienza incontra lo Spirito”. Ma la Scienza ha fatto di tutto, dalle sue origini, per evitare di confrontarsi con lo Spirito. Ha fatto l’inimmaginabile.

La prima precisazione che vorrei fare è che quando si parla di Spiritualità, non si deve pensare che essere “Spirituali” significa confessarsi, andare in Chiesa la domenica mattina e fare la comunione. La Spiritualità è una cosa profondamente diversa. Le Chiese, le Religioni sono una cosa. La Spiritualità è un’altra cosa e può essere vissuta in modo autentico indipendentemente da esse.

Però se noi chiediamo all’uomo Spirituale da dove ha avuto origine tutto quello che esiste, qual è la risposta? Diciamo che a seconda del Dio, della Chiesa o della Religione in cui crede, ognuno farà riferimento al suo Dio, alla sua Chiesa, però la sostanza è che crede in qualcuno/qualcosa di superiore che ha creato tutto.
Se noi chiediamo ad un uomo di Scienza, che per definizione dovrebbe essere ateo, come ha avuto origine tutto, che cosa dice?Rifiuta ovviamente l’esistenza di un qualsiasi Dio, parla di una realtà priva di spazio, priva di tempo, priva di energia, priva di materia. Una realtà così è una cosa che non si riesce nemmeno a immaginare; una realtà in cui non c’è assolutamente niente... Uno si immagina uno spazio vuoto, ma non c’è neanche lo spazio. Quindi una realtà priva di spazio, di energia, di tempo, di materia dalla quale, grazie ad una “fluttuazione quantistica” chiamata poi “big bang”, ha avuto origine tutto.

Se parlo di una cosa e la chiamo Anima, si può pensare anche ad angeli, etc. Se parlo di un Campo di Informazione pura non locale, ci si chiede: “che cosa è?”. Se l’origine di tutto la si chiama “big bang” o creazione da parte di Dio, può cambiare la parola, ma il concetto è lo stesso. Ci vuole sicuramente una grande fantasia per poter pensare che una realtà priva di spazio, di tempo, di energia, di materia, così… per caso… da una “fluttuazione quantistica”… non ha avuto origine un fotone… no… ha avuto origine tutto lo spazio, tutto il tempo, tutta l’energia, tutta la materia che esiste nell’Universo.
Credere in questo richiede un grande atto di fede.
Ma gli uomini di Scienza sono sempre stati così disperatamente alla ricerca di un’origine non Spirituale, non divina della realtà, che sono stati capaci di inventarsi cose assurde, prive di qualsiasi fondamento di logica e inaccettabili da un punto di vista razionale.
Io credo inaccettabile ritenere che tutto abbia avuto origine da ciò che scientificamente è stato definito il “big bang”.

Tutti avete sentito parlare del principio di conservazione dell’energia. Un caposaldo della conoscenza scientifica. Dice che nell’Universo nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Prendiamo un libro di Scienza. Da un parte ci dice che l’Universo ha avuto origine dal nulla. Dal nulla ha avuto origine il tutto… giri pagina: nell’Universo nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Non è uno il paradosso dell’altro? Non è uno la negazione dell’altro? E come la risolviamo questa cosa? Facciamo iniziare il tempo dopo il “big bang”, cioè concentriamo tutti i miracoli possibili e immaginabili al di fuori del tempo in modo che poi ci possiamo permettere il lusso di non credere più a nessun miracolo, e riuscire in questo modo a giustificare l’esistenza di tutto.

C’è un grandissimo scienziato, Ilya Prigogine, che per riuscire a giustificare la presenza della vita nell’Universo senza negare l’entropia (il Secondo Principio della Termodinamica secondo il quale, in sostanza, non sarebbe razionalmente possibile) si è inventato le “strutture dissipative” grazie alle quali ha ottenuto il Nobel nel 1977.
Il problema dello scienziato è sempre stato quello di cercare di evitare nel modo più assoluto di dover ricorrere a qualcosa di Spirituale, a qualcosa di Divino o a qualsiasi forma di conoscenza non “quantificabile” per poter spiegare qualsiasi cosa.

Quale è dunque l’Universo secondo la Scienza? E secondo il tipico scienziato ateo? È un Universo che tende al caos, al disordine, alla morte. Ci sono delle leggi che governano gli eventi e gli uomini sono lì che cercano di scoprire quali sono queste leggi per potere, grazie ad esse, prevedere lo sviluppo nel tempo dei fenomeni. E tutto quello che esiste, leggi comprese, dovrebbe essere semplicemente l’effetto del caso.

C’è una barzelletta che ho messo all’inizio, nell’ultimo libro che ho scritto, che ha un significato molto profondo: siamo di notte, c’è una strada, c’è un lampione e c’è una persona che sta cercando qualcosa alla luce di questo lampione. Arriva un’altra persona e gli chiede: “Ma ha perso qualcosa? Posso darle una mano a cercarla?”. “Sì, ho perso le chiavi di casa”. “Se vuole la aiuto a cercarle…”. “Sì, Grazie!”. Poi ne arriva un’altra e un’altra. Dopo un po’ sono una decina che cercano queste chiavi per terra alla luce di questo lampione. Ad un certo punto uno si rivolge a quello che aveva perso le chiavi e gli chiede: “Ma è sicuro di averle perse qua? Perché non le troviamo…”. “No, no… le ho perse più o meno là in fondo…”. “Ma allora perché le cerchiamo qua?”. “Perché qua ci vediamo!”.
Perché è paradossale questa cosa? È una barzelletta, però…

Non so se voi avete sentito parlare del Principio di Indeterminazione di Heisemberg. Un grande scienziato, allora sconosciuto, ha definito “Principio di Indeterminazione” un concetto fondamentale, che ha come sostanza il fatto che non si può separare l’osservatore dall’osservato. Che cosa significa? Che l’osservatore interferisce sull’osservato anche solo guardandolo. Quindi, se uno degli elementi delle condizioni fondamentali perché un fenomeno sia scientificamente accettabile è che sia osservabile (che sia quindi alla luce del lampione…), quello che osserviamo è diverso da quello che sarebbe stato se non lo avessimo osservato.

Tenete presente che nel momento in cui noi osserviamo qualcosa, la stiamo modificando, stiamo interferendo con la sua naturale condizione, solo osservandola.
Tutta la conoscenza scientifica moderna è basata sul concetto di osservabilità, una qualsiasi cosa o fenomeno è considerato reale se è osservabile, e se non è osservabile non è considerato reale. Questo è uno dei postulati. Ogni fenomeno deve essere osservabile, ripetibile, dimostrabile. Non è nemmeno sufficiente che sia osservabile, perché se io osservo una cosa, ma non sono in grado di ripetere o permettere ad altri di osservare la stessa cosa e non sono in grado di dare ad essa una spiegazione che abbia un senso (che rispetti quanto comunemente scientificamente è creduto) viene, non solo rifiutato da quella che è una visione scientifica della realtà, ma viene considerato un fenomeno non reale.

Quindi se una cosa sta sotto la luce del lampione, se è osservabile, se tutti possono osservarla, se è ripetibile, se la vedo oggi e la posso vedere anche domani, allora è considerata reale ed è considerata scientifica, altrimenti no.

Un altro aspetto fondamentale: a cosa serve la Scienza?

Ci siamo dimenticati qual è il motivo per cui è nato questo desiderio da parte dell’uomo di spiegare, di giustificare, di interpretare, di conoscere la realtà intorno a lui?
Se consideriamo la storia della conoscenza umana, dalla filosofia antica in poi, ad un certo punto c’è un certo Cartesio che definisce un metodo, le basi fondamentali del metodo scientifico moderno. Ha definito delle massime che poi sono state prese come riferimento assoluto su cui è stato costruito il metodo di indagine scientifica moderna. Una di queste dice che non puoi accettare una cosa se non è evidente, oltre a qualsiasi dubbio, che quella cosa sia reale.
Sembra una cosa di una grande severità, ma chi cita Cartesio per giustificare il metodo scientifico moderno, non sa che le prime cose su cui Cartesio ha applicato il suo metodo per dimostrarne l’esistenza sono state Dio e l’Anima. Non lo sto inventando io adesso, leggete il suo testo “Discorsi sul metodo”, un librettino che si legge benissimo in una serata. “Discorsi sul metodo di Cartesio”, di Renè Descartes. Scoprirete che prima definisce il metodo, poi una morale che deve essere utilizzata nell’applicazione del metodo. E per cosa ha usato, innanzitutto, questo metodo e questa morale? Per dimostrare l’esistenza di Dio e dell’Anima.

Potremmo quindi sostenere che il suo metodo è stato frainteso, che è forse stato interpretato in un modo eccessivamente rigido, oltre quanto lui stesso intendesse. Ma la svolta decisiva è stata fatta poco dopo Bacone. In che modo? Cosa ha detto o fatto? Egli ha spiegato e definito a cosa serve la conoscenza scientifica. Sapete a cosa serve, quale è il suo vero scopo? A dare un senso all’esistenza dell’uomo? A trovare risposte ai perché che lo assillano? No! Serve semplicemente a produrre utilità pratica. Non ha nessun’altra ambizione (magari ci prova ogni tanto…). La Scienza ha come fine ultimo produrre utilità pratica, per fare telefonini, televisori, computer, frigoriferi, automobili… è fantastica! La Scienza è perfetta per questo. Scienza e tecnologia servono solo per produrre utilità pratica, qualsiasi altra cosa esce dalla sua “competenza”.

Personalmente ritengo il “big bang” non solo un insulto all’intelligenza, ma anche, con l’entropia dell’universo, il Secondo Principio della Termodinamica, un crimine ai danni dell’Umanità.

Lo scienziato che entra nel ruolo dello scienziato “canonico”, cerca di spiegare le cose, di osservarle, di ripeterle, di dimostrarle, non può nemmeno prendere in considerazione il fatto che le cose che osserva possano avere una parte di sé che non è osservabile, anche se è quella che permette loro di esistere.

Quindi se lo Spirito non è per sua natura osservabile, lo scienziato è già tagliato fuori, nel senso che non può nemmeno prenderlo in considerazione; infatti il metodo scientifico parte dal presupposto che ogni cosa se è reale deve essere osservabile. Non possiamo prendercela con il metodo scientifico che per produrre utilità è perfetto!

Se consideriamo i progressi che ci sono stati anche solo negli ultimi 50 anni sono impressionanti, non ci si rende conto perché di generazione in generazione ci si dimentica o non si ricorda come vivevano i propri genitori o nonni, c’è un progresso tecnologico-scientifico che ha una velocità altissima. Da cosa è dovuto questo progresso tecnologico-scientifico? Qual è l’elemento fondamentale che lo caratterizza?

L’approccio scientifico, pur essendo limitato da tutta una serie di condizioni, ha un grande vantaggio rispetto, ad esempio, alle Religioni e alle Chiese. Qual è?

Che di fronte all’evidenza – comunque con grandi resistenze, con grande fatica, con grandi guerre, lotte, con gente che può anche venire uccisa pur di impedirle di produrre cambiamenti – la Scienza accetta il cambiamento quando è dimostrato in modo inequivocabile che quella cosa o quel fenomeno, nuovo, diverso da quanto creduto in precedenza, è osservabile, ripetibile e dimostrabile.

Galileo, quando ha cercato di dimostrare al Papa che la Terra non è al centro dell’Universo come è scritto nella Bibbia, ha dovuto abiurare, ha accettato di ammettere di essersi sbagliato anche se aveva ragione, pur di salvare la sua vita e non introdurre un cambiamento in quanto era comunemente creduto. Ma le bugie hanno la gambe corte…

Giordano Bruno, invece, non ha voluto ammettere di essersi “sbagliato”, ha preferito essere bruciato vivo pur di non negare la verità, pur di non negare se stesso… Molta gente è stata condannata…

La più grande rivoluzione che è avvenuta nella conoscenza umana è avvenuta tra il 1900 ed il 1930 con la nascita e lo sviluppo della Fisica Quantistica. Una rivoluzione veramente profonda… Con la Fisica Quantistica, l’uomo, la Scienza, hanno toccato direttamente con mano la Spiritualità. È entrato a fare parte della realtà umana, in un modo scientifico, un concetto di Spiritualità profonda. Però cosa è stato fatto?

L’uomo si è talmente spaventato delle implicazioni della Fisica Quantistica, che ha deciso che tutto quello che ha scoperto a tal proposito riguardasse solo l’infinitamente piccolo, non l’esperienza su scala umana: se ci sono due fotoni capaci di fenomeni telepatici nello spazio-tempo, è un problema che si è fatto sì che riguardasse solo i fotoni e si continua a voler credere che gli uomini non ne sono capaci.

Tornando al concetto di Scienza, ognuno di noi ha un’interpretazione della realtà che dipende sostanzialmente dall’esperienza che ha della realtà e dalla percezione che ha della realtà. Quindi noi vediamo il mondo intorno a noi grazie a cosa? Grazie ad un cervello che si inventa tutto.
In sintesi voi sapete che io vi vedo e che voi mi vedete. Ma cos’è che io vedo? Vedo voi per quello che siete realmente?

Se prendete un libro di Fisica Quantistica potete scoprire com’è fatta la materia, gli atomi… un nucleo… gli elettroni. Scoprite che, in pratica, gli atomi sono fatti di spazi vuoti e che queste particelle subatomiche che dovrebbero costituire gli atomi, in realtà non sono particelle, ma sono onde; quindi la deduzione è che se io dovessi valutare com’è la realtà, da come si conosce che sia, io non sono quello che vedo ma piuttosto “un nulla che si muove stabilmente nel nulla”.

Com’è possibile che io veda voi?
Perché il mio cervello si inventa tutto.

Ci sono dei fotoni, onde elettromagnetiche prodotte dalle lampadine che arrivano su di voi, alcune vengono assorbite, alcune deviate, altre vengono rimbalzate… quando arrivano nel mio occhio tutti questi fotoni che in qualche modo hanno interagito con voi, vengono trasformati in segnali elettrobiochimici che fanno tutto un percorso e arrivano qua dietro, in quella parte del cervello che si inventa tutto: colori, forme, movimenti, prospettive… sulla base di cosa? Di sole onde… elettromagnetiche.

L’olfatto, l’udito… anche lì ci sono delle molecole con cui interagiamo e che vengono “trasformate” in segnali elettrobiochimici interpretati. Ognuno di noi che idea ha della realtà, che idea si fa della realtà? Ha dei sensi che in qualche modo percepiscono qualcosa di quello che succede intorno. Ha un cervello che trasforma quello che viene percepito in informazioni gestibili perché giudicabili, interpretabili razionalmente dal cervello.

La mente giudica continuamente tutto e lo fa sulla base di cosa?

Sulla base di un meccanismo semplicissimo. Associazione e confronti. Io ho una memoria… ogni volta che vedo qualche cosa all’esterno di me, per poter esprimere un giudizio vado a confrontare quella cosa con informazioni derivate dal mio passato… il mio, che è solo mio… il tuo, invece, è solo il tuo…
Non possono esistere due persone che hanno vissuto delle stesse esperienze nello stesso modo, per questo ognuno ha la visione non solo limitata, ma profondamente distorta della realtà.
Una visione che è perfetta per riconoscere una minaccia, ma è scarsamente efficace nel riconoscere nuove opportunità. Se arriva una tigre che è scappata dallo zoo (tutti abbiamo visto dei documentari con tigri che attaccano altri animali, anche più grossi di loro) sappiamo che la tigre ci può mangiare, e quindi cosa facciamo? O attacchiamo o scappiamo. Ma se un bambino appena nato vedesse una tigre, magari nella sua esperienza c’è un gattino che ha accarezzato e gli ha fatto le fusa, se vede la tigre potrebbe pensare che sia un gattino più grande e potrebbe andargli incontro per giocarci…

Ognuno è “vittima” di ciò che crede e ciò che crede deriva dal suo passato. Se andassimo da un pesce, immaginiamo che ci sia un pesce parlante che vive nelle profondità marine, a cui domandare: “senti, ma tu cosa pensi che sia il fuoco?”. Cosa ci risponderebbe il pesce parlante?

Ci direbbe: “È una leggenda metropolitana. Ci sono dei pazzi visionari che sostengono che esiste, ma non so… si saranno drogati o bevuti qualcosa di strano per poter pensare che esista il fuoco…”.

Quale è il concetto? Che per il pesce il fuoco è qualcosa che non può appartenere alla sua esperienza perché sott’acqua il fuoco non c’è e quindi non crede sia una cosa reale. Magari c’è qualche pesce, considerato “pazzo visionario” che ha visto un’eruzione vulcanica sott’acqua… ha visto qualcosa di incandescente ed è andato a raccontarlo agli altri, che gli hanno dato del pazzo.

Ognuno di noi si convince, quando si fa un’idea, che quella sia un’idea sua. Ma se io vi chiedessi quanti di voi ammettono di essere condizionati dalla pubblicità, nessuno lo ammetterebbe. “Figuriamoci se io compro un detersivo perché l’ho visto in pubblicità… figuriamoci se compro quello yogurt solo perché ho visto la pubblicità”. Ma ci sono aziende che investono enormi cifre in pubblicità, nonostante il 99% della gente creda di non essere condizionata dalla pubblicità.

Riguardo alla Spiritualità tu cosa credi? Che basti credere di essere atei per non esserne “condizionati”?
Ma distinguiamo tra Spiritualità e religioni con le loro chiese. C’è gente che semplicemente per il fatto di ritenersi atea pensa di avere risolto il problema della Spiritualità. Ma noi, tutti, subiamo condizionamenti continui, costanti, profondi, sottili, possono anche essere condizionamenti entusiasmanti, ma in genere sono volti ad indebolirci. Quale è il problema in questo? Che noi crediamo di fare scelte sulla base di nostre idee senza nemmeno sapere quanta influenza esterna abbiamo avuto per arrivare ad avere quelle idee.

 
 
 

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Post n°76 pubblicato il 25 Luglio 2015 da incielocomeinterra

Autoguarigione - processo mentale

 

Il corpo umano possiede delle capacità di autoguarigione che

si manifestano anche in condizioni patologiche gravose.

Definito scientificamente come guarigione spontanea, detto

fenomeno sembra avere quale substrato anatomo – fisiologico

l’asse ipotalamo-ipofisario- sistema immunitario. Esso sembra

essere il responsabile, in date circostanze, della produzione di

ormoni e molecole favorenti l’autoguarigione. La PNEI è la scienza

a cui dobbiamo tali evidenze.
 
Le circostanti favorenti la messa in circolo di molecole quali

citochine, serotonina, dopamina, sono attivate mediante il

sistema limbico e rafforzati da uno status mentale creativo,

da un’ alta autostima, dalla preghiera nonché dall’eliminazione

di eccessi alimentari, abuso di sostanze nocive per l’organismo,

etc,etc.


fonte: http://spacesuityoga.files.wordpress.com

/ 2008/11/brain-763982-1.jpg
 
Il cervello è capace di creare tutte le condizioni necessarie

nel rilevare, affrontare e risolvere i disturbi corporei?

anche i più gravi? Sembra proprio di sì e sembra che questo

fenomeno possa essere attivato mediante meccanismi immunitari

ed adeguate secrezioni. L’occidente, con il proprio modus pensanti,

attribuisce certe guarigioni straordinarie e inspiegabili per la scienza,

a fattori miracolistici. Definito come guarigione spontanea, in realtà

è un fenomeno che inizia ad avere delle risposte da parte

della PNEI e che sostanzialmente, sembra attivare alcune

sostanze chimiche, i neurotrasmettitori.


 PNEI è l’acronimo di psiconeuroendocrinoimmunologia,

disciplina che studia le interrelazioni tra psiche, sistema immunitario,

endocrino e nervoso, nonché come questi si influenzino

vicendevolmente. Grazie alla PNEI, alla sua scientificità,

sono cadute molte teorie tendenti alla frammentazione del

essere umano, teorie che hanno trovato spazio, considerazione

e protezione da parte della medicina convenzionale.

La liberazione dei neurotrasmettitori avviene continuamente

ed è influenzata da innumerevoli fattori: il nostro stato mentale

in primis, la tendenza ad essere positivi anche nelle condizioni

critiche, lo stile di vita ed il vissuto emotivo. Cosicché ad esempio,

essere diffidenti sulle proprie capacità, possedere uno scarso

grado di autostima e di risorse interiori, provoca allo stesso

modo dell’ uso indiscriminato di farmaci e/o abuso di sostanze

nocive un indebolimento del fenomeno dell’autoguarigione.

Da segnalare uno studio effettuato presso L’Harvard Medical

School di Boston, pubblicato nel 2002, secondo cui la preghiera

ed in particolare la recitazione del rosario ed anche di un mantra

ripetuto, avrebbe la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa

ed il battito cardiaco. In effetti, è dimostrato che queste pratiche

tendono ad abbassare il tono del sistema simpatico a favore di una

attivazione di quello parasimpatico, predisponendo al rilascio di

ormoni quali serotonina, (l’ormone del benessere) dopamina,

endorfine, citochine. Le sostanze neurotrasmettoriali come

le citochine, la serotonina attivano le indispensabili difese

immunitarie dell’organismo. Accanto alle preghiere o ai mantra,

la produzione di dette molecole è incrementata dalla capacità

reattiva che il nostro corpo è in grado di porre in atto nonché

dalla creatività, l’amore, lo sport, il sesso e la pratica di un’arte.

Processo che verrebbe da dire origina dall’organo più nobile e

sconosciuto del corpo umano, il cervello, ed è da esso quindi

che deriva la nostra capacità di non ammalarsi.

Mi viene da pensare come sia errato il life style assunto da noi

occidentali e l’errata direzione alla quale viene spinta la nostra vita,

lontana dall’interiorità, dall’ascolto dei bisogni primari in favore

di una esistenza che dire superficiale è un eufemismo.

Viene allora naturale considerare il sintomo fisico come un cialtrone

da debellare ed il corpo che lo manifesta come uno sciocco

strumento meccanico da riparare al più presto, veicolo di disservizio

e di rallentamento dei ritmi quotidiani. Quanta cecità! Basti pensare

che in presenza di sintomi come la febbre o un banale raffreddore,

questi sono stroncati immediatamente, assumendo il primo farmaco

a portata di mano ed in più attraverso l’ automedicazione.
 
Il substrato anatomo – fisiologico dell’autoguarigione
 
Il potenziale di auto guarigione, sembra si verifichi specificatamente

attraverso la mediazione  dell’asse ipotalamo-ipofisi –

sistema immunitario. Georg Groddeck, medico e psicoanalista,

padre della moderna psicosomatica, all’inizio del ‘900 descrisse

le capacità del corpo umano di ripararsi da sé in seguito a malattia.

Groddeck riteneva che i nodi da sciogliere per sconfiggere la malattia

si trovassero nella parte razionale del cervello, la quale doveva

essere ridimensionata per permettere all’energia vitale

(ES)di emergere e guarirci. Nel suo bellissimo libro, NASAMECU,

acronimo ippocratico di natura sanat medico curat, Groddeck

fornisce tutte le indicazioni tendenti a tale scopo.

L’autore dunque rileva che l’autoguarigione sia possibile attraverso il 

ridimensionamento dell’IO a favore dell’ES, ovvero dell’energia

vitale che è presente dentro ognuno di noi e che fa funzionare

insieme tutte le cellule, ricostruisce il corpo rinnovandolo

continuamente, ci difende dagli attacchi e ci cura.

Questo principio, in netto anticipo sui tempi, è una prima forma

di lettura “scientifica” la quale propone anche una visione unitaria

o come diremmo oggi,  olistica dell’uomo. L’Es, definibile anche

come forza totipotente, viene ostacolata dunque dall’IO. 

L’IO è figlio di una cultura dominante di superficie, di un’educazione

cieca di fronte alle diversità e che ci vuole omologati ed in

tendenza con il sistema. L’ IO è rafforzato dai luoghi comuni,

dalla routine quotidiana e da tutte quelle condizioni che ci spingono

verso direzioni innaturali, le quali porteranno, prima o poi

verso la malattia.

Ogni malattia rappresenta non solo una lacerazione della propria

trama di vita, ma rappresenta un forte appello della nostra

intelligenza interiore che altro non chiede di ripristinare

l’omeostasi e dunque la salute. Spesso il disagio è già in sé

la soluzione: basterebbe riportare in primo piano i segnali

che il corpo invia, ascoltare le sue sensazioni ed esserne

maggiormente consapevoli.

Tanti segnali vengono ignorati o addirittura soppressi ma,

questi sono segnali di denuncia di una disarmonia che va ben

oltre il corpo stesso.

La PNEI dimostra scientificamente, ciò che Groddeck teorizzava.

La psiche con i suoi processi, il pensiero, la coscienza, le emozioni

sono elementi compresenti in ogni processo nervoso, endocrino

ed immunitario. Tutto dunque nasce dalla mente, in particolare

dall’ area limbica, sede delle emozioni e dei comportamenti istintuali.

All’interno dell’area limbica giungono continuamente afferenze

da tutti gli organi. David Servan –

Schereiber dell’ Università di Pittsburgh, Pennsylvania,

afferma che il “ il cervello emotivo” possiede due meccanismi

naturali di autoriparazione.

Si tratta di capacità innate di ritrovare l’equilibrio ed il benessere…

paragonabile alla cicatrizzazione di una ferita. Inoltre l’area limbica

è la centralina di funzioni vitali come la respirazione,

il battito cardiaco, la libido, il sonno, la pressione arteriosa,

la secrezione ormonale e la risposta immunitaria.
 
1. Cosa ostacola il processo di autoguarigione?
 2. Cosa invece lo favorisce?
 3. Alla base dell’effetto placebo, vi è questa risposta?
 
Sicuramente alla prima domanda si poterebbe rispondere

che primo fra tutti, l’ ostacolo primario per il nostro guaritore

interno è il cervello razionale.

L’IO, ovverosia le convinzioni, gli schemi mentali e la cerebralità,

il ruminìo mentale, il modo di pensare, i falsi obiettivi e/o progetti

che ci imponiamo, le credenze e il modo di agire nella realtà ci

orientano verso un’operatività rigida, legata a contingenze quotidiane.

Ciò promuove un disallineamento tra i due cervelli, generando

uno stato di caos e disarmonia del biochimismo corporeo.

Un IO che è incapace di accogliere le sensazioni ed i bisogni reali.

Il prevalere del cervello razionale sul limbico crea le condizioni

per l’instaurarsi di un assetto neurochimico tipico dell’ansia

o degli attacchi di panico.


Quante depressioni, attacchi di panico o stati ansiogeni potrebbero

trovare soluzione se soltanto ci si orientasse all’ascolto

dei propri bisogni.

Queste comuni manifestazioni psicosomatiche, sono supportate

da un’iperattività del sistema nervoso autonomo,

in particolare dalla sezione simpatico.

Non solo ansia e attacchi di panico! Stress, forte autocontrollo,

producono le stesse molecole le quali indeboliscono il nostro

sistema salute. Cortisolo, (l’ormone dello stress) adrenalina,

radicali liberi sono le molecole responsabili, quando prodotte

in eccesso e per molto tempo, dell’ indebolimento del sistema

immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale.

Esse provocano tra l’altro, una riduzione dei globuli bianchi ed

anche l’innalzamento della pressione arteriosa e della frequenza

cardiaca, predisponendo l’uomo ad un aumentato rischio di incappare

in frequenti malattie (virali, batteriche)e di innalzare i fattori di rischio

di ictus o infarto del miocardio. E’ possibile allontanarsi da questi pericoli,

attraverso la “riprogrammazione” della propria attività mentale:

essere in sintonia con i propri bisogni e quindi con se stessi,

essere liberi di esprimere emozioni, ridere, meditare,

vivere una sessualità appagante, coltivare interessi e passioni,

essere creativi, dedicarsi allo sport preferito favoriscono la salute,

promuovono la crescita dell’autostima del buonumore, dell’empatia.

Tre condizioni che il nostro cervello plastico adora e che gli fanno

produrre le sostanze della felicità e della salute: endorfine,

serotonina, dopamina, citochine, linfochine.

La seconda domanda può trovare risposta dalla teoria esposta

dal ricercatore Enzo Soresi. Il ricercatore,

autore de il “cervello anarchico” (UTET) propone la tesi dello

“shock carismatico”.

Con detta tesi, Soresi teorizza sulle remissioni spontanee

che alcuni individui hanno comportato durante patologie

serissime e conclamate. Definiamo cosa è lo shock carismatico;

esso è secondo l’autore “un cambiamento profondo

dello stato mentale della persona quando incontra un soggetto

molto carismatico”. All’interno del libro viene segnalato un caso

di un contadino afflitto da melanoma che guarisce dopo un incontro

con Madre Teresa di Calcutta. E’ indubbio che l’uomo abbia questa

risorsa e la stessa trova testimonianza in questa come in tante

altre guarigioni inspiegabili. Lo stesso effetto placebo,

è ipotizzabile che esso sia riconducibile ad una modificazione

biochimica del cervello, generata dalla fiducia riposta nel farmaco

da parte del paziente. Evidenze chiare circa l’effetto placebo

non ve ne sono, però in letteratura scientifica l’esempio

maggiormente significativo è dato dal confronto tra l’attività

antidolorifica prodotto dalla morfina con quella prodotta dall’acqua,

somministrata in pazienti ignori dello scambio.

I dati ci dicono che la scomparsa del dolore nel campione placebo

è del 60%. Mentre la medicina ufficiale etichetta l’effetto placebo

come un processo di autosuggestione,

l’auspicio è quello di poter approfondire,

conoscere in fondo questo promettente ambito di ricerca

e svelare gli intimi e meravigliosi segreti dell’autoguarigione.

P.S.

La fonte di questa lettura non la ricordo

ma è sicuramente presa da un sito affidabile.

 
 
 
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Namaste è un saluto di origine indiana e diffuso in parte del mediorente e adesso anche in occidente e significa: Onoro il luogo che è in te, in cui dimora l'universo. Onoro il luogo che in te è amore, verità, luce e pace. Quando tu sei in quel luogo dentro di te e io sono in quel luogo dentro di me siamo una cosa sola.

 

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Mi sono ripetutamente trovato di fronte al mistero dell'amore, e non sono mai stato capace di spiegare cosa esso sia. Qui si trovano il massimo e il minimo, il più remoto e il più vicino, il più alto e il più basso, e non si può mai parlare di uno senzaconsiderare l'altro. Non c'è linguaggio adatto a questo paradosso. Qualunque cosa si possa dire qualunque parolapotrà mai esprimere tutto.

 Carl Gustav jung

 

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Non ci sono scorciatoie che possono indicare il cammino, ognuno di noi deve farequesta strada da solo. I libri secri, maestri, religioni possono aiutare, servono, ma come gli ascensori che ci portano su facendoci risparmiare le scale. L'ultimo pezzo del cammino che conduce sul tetto dal quale puoi vedere il mondo, quell'ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli. Tiziano Terzani

 

 

 

A volte sembra tutto difficile finchè non viene fatto. Nelson Mandela

 

Occhio per occhio e il mondo diventa cieco

Mahatma Gandhi

 

Prima o poi arriva il momento in cui bisogna prendere una posizione che non è nè sicura, nè conveniente, nè popolare, ma bisogna prenderla perchè è giusta. Martin luther king

 

 

 

Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro che è  umiliato perchè non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero... Sandro Pertini

 

Gli uomini passano le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe degli altri. Giovanni Falcone.

La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio Paolo Borsellino.

 

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INDIANI D'AMERICA

PREGHIERA DEL SILENZIO

Siediti ai bordi dell'aurora,

per te si leverà il sole.

Siediti ai bordi della notte,

per te scintilleranno le stelle.

Siediti ai bordi del torrente,

per te canterà l'usignolo.

Siediti ai bordi del silenzio,

Dio ti parlerà

 

Swami Vivecananda soul