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Creato da: r.capodimonte2009 il 13/10/2009
attualità, politica, cultura

 

 
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La Corte Costituzionale un organo ormai parallelo ai partiti di regime

Post n°1553 pubblicato il 10 Aprile 2017 da r.capodimonte2009
 

Mentre il tendine di Achille di Emiliano lo costringe a letto, e ad interrompere la sua campagna elettorale per le “ridicole primarie” del PD, e Renzi si guarda bene dall’interromperle per dargli almeno il tempo di riprendersi (e al governatore sta bene come un vestito nuovo!); e tutto il panorama obbrobrioso dei giornalisti leccaculi sta incensando il rottwailer della Casa Bianca (e ci scusino questi cagnoloni per l’ardito paragone!), perché sta innestando da capo una “guerra non troppo fredda” con la Russia, con una giravolta di 360 gradi rispetto a quel che dicevano solo due mesi fa; nella nostra “repubblica delle banane” è la volta della Consulta a dimostrarci, se ce n’era bisogno, che si tratta dell’organo costituzionale più alto, ma anche meno obiettivo e libero da influenze politiche, che esista: una vera vergogna nazionale, visto che i suoi appartenenti, ormai, navigano solo in senso “favorevole” al regime che hanno, alla fin fine, contribuito ad ereggere, pietra su pietra!

E non ci riferiamo solo alla “masturbazione” che questi 15 “elementi”, eletti disgraziatamente, 2/3 dalla politica e solo 1/3 dalla magistratura, fanno da 70 anni della nostra Costituzione (che però ha la grave colpa di averli identificati in questo modo!), a favore dei Governi e dei partiti al potere. Così “perdono di vista” veri attentati costituzionali: come una seconda elezione dello stesso  Presidente della Repubblica e i “poteri eccezionali” che nessuno gli ha riconosciuto nel cooptare presidenti del consiglio senza consultazione popolare (clamoroso, perfino nei regimi totalitari!); la legislazione d’urgenza (con voto di fiducia), allargata a tutti i disegni di legge, strappando la Parlamento il potere legislativo, consegnandolo al partito di maggioranza (come fece il fascismo!); il potere discrezionale sui referendum (vietando quelli propositivi, senza quorum!), decidendo “politicamente” quali cassare o ammettere. E tacendo (e crediamo che questo sia stato lo scandalo più terrificante), su 5 anni di parlamento eletto con la truffa (lo hanno detto loro, ma poi hanno permesso che restasse al suo posto, come niente fosse!), ma soprattutto sul vero attentato alla Costituzione che rappresentava “la riforma” renziana, passata addirittura con voto a fiducia, e che, fortunatamente, il popolo ha disintegrato!

Basterebbe poi guardare le “minuzie” che producono questi “ermellini spellacchiati”, il cui capo assoluto è quel Giuliano Amato a cui si deve l’inizio della fine dell’Italia, sia dal punto di vista economico, che sociale. E la “guerra dei bottoni” che conducono contro le popolazioni pugliesi, il cui unico scopo è quello di tutelare una delle più belle e ancora floride regioni d’Italia, dal degrado di mega-raffinerie e mega e pericolosi gasdotti, che nessuno ha voluto in Europa (se non i due paesi schiavizzati dal FMI, Albania e Grecia), e che sono destinati, solo per il 10% a fornire gas al nostro  Paese, mentre restano saldamente in mano alle multinazionali. Ma questo è ciò che hanno ordinato la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, gli Usa, il Giappone, di cui queste multinazionali sono figlie, e l’Italia accetta pedissequamente, non importa che sia distrutto un patrimonio agricolo ed economico, rappresentato dall’olio di oliva e dagli uliveti che lo producono!

Solo lo sforzo e i rischi (di prendere le bastonate dalle milizie dell’Eurogendfor, la polizia “politica europea”, di cui fanno parte le nostre forze dell’ordine, ormai schiavizzate dalla nuova Gestapo tedesca!) delle popolazioni e degli amministratori locali, a far da barricate umane all’espianto di migliaia di piante anche secolari; una minima parte della stampa, visto che quella di regime a tutta accatastata a slinguazzare con il Governo, e il M5S, accompagnato da qualche seguace ambientalista, mentre tutti gli altri partiti, ormai immersi nel malaffare della corruzione nazionale, si oppongono a questa vera e propria espropriazione di diritti sacrosanti, e naturali, a favore di diritti innovativi,  e fittizi, come quelli di “pignorare” legalmente le terre dei contadini, e trasformali in nuovi “servi della gleba”, ma al servizio dei petrolieri.

E cosa fa la Consulta diretta da Giuliano Amato? Mentre la Regione tentava di rendere “vincolate urbanisticamente” le terre agricole, dove dovrebbe passare il TAP, per sette anni (legge 11/04/2016), la Consulta la impugna e la azzera, proprio come aveva proposto l’Avvocatura di Stato, dopo tutta una serie di atti e di polemiche, insorte tra Comuni, Regioni e Governo sulla realizzazione del progetto, di cui l’Italia non ha alcun bisogno, piena di gas fino all’orlo (solo che è in mano al monopolio Eni, che lo usa come una mannaia nei confronti dei consumatori!). Creando, da capo, una lodo, come quello petrolifero salentino, a Tampa, che poi scoprì lo scandalo, costato le dimissioni della ministra Guidi, e che il referendum sulle trivelle, a causa del quorum, non ha potuto arginare.

Chi ha salvato capre e cavoli, per adesso? Il TAR del Lazio, il quale ha interrotto bruscamente l’espianto degli ulivi, e riportato le bocce al loro posto, in attesa che Regione e ministero (quello dell’Ambiente, è una specie di formaggio coi buchi!), trovino un accordo, spostando lo sbocco del TAP altrove, ma non a Taranto, presso l’Ilva, dove c’è già abbastanza morchia da uccidete altre centinaia di bambini!

Ora, non si venga a dire che la nostra Costituzione va bene così com’è, che è la più bella del mondo, quando un gruppo di “criminali politici” hanno tentato di svaligiarla nei punti più sani, mentre la lascia intatta in quelli da cambiare profondamente. Questo è un altro impegno che il nuovo Governo che scaturirà dalle prossime elezioni, dovrà prendersi.

(ITALIADOC)

 

 
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occhio.vivo2
occhio.vivo2 il 10/04/17 alle 21:37 via WEB
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