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Giappone (serie 6) Curiosita' nell'ambiete di lavoro 

Post n°72 pubblicato il 18 Ottobre 2007 da jamata


Lavoro, Lavoro, Lavoro....i giapponesi sono famosi per questo, no? Il mio capo in 5 anni si e' preso in TOTALE non piu' di una settimana di ferie....e perche' e' dovuto andare in ospedale per una intossicazione!! Meditate gente meditate. Nei primi tempi io ero desideroso di fare le cosiddette quattro chiacchiere anche con lui, volevo conoscere che tipo era, cosa gli piaceva, libri, film, viaggi etc.. Ogni volta rimanevo allibito perche' capivo che in tutta la sua vita non aveva fatto altro che lavorare. Come "piccolo tempio di campagna" (vedi un post precedente). Gli chiedevo: "ehi hai visto questo film, hai visto quest'altro...sei andato mai a fare un giro a Kyoto....etc.??" La risposta era sempre NO. Viaggiava quando doveva attendere a delle conferenze. La generazione di giapponesi che e' cresciuta nel dopoguerra si e' fatta davvero "il mazzo" per ricostruire il paese. Hanno sacrificato la loro individualita' per il benessere collettivo.
L'ambiente di lavoro era studiato nei minimi dettagli per essere nella mente e nel cuore degli impiegati. Nell'area dove si trovava anche il mio edificio vi erano campi da tennis, campo di calcio, campi da golf, sauna....ovviamente la mensa....cosa altro non ricordo. Il mio capo il sabato era in ufficio per lavoricchiare e anche per farsi la partita a tennis. Era stato per 2 o 3 anni consecutivi il vincitore del torneo interno. Mi diceva che non gli piaceva stare a casa che si divertiva di piu' ad andare li.
L'ufficio dove mi trovavo era un ambiente unico separato con delle partizioni (che brutta parola...non mi viene..) in tanti piccoli spazi dove ciascuno aveva la sua scrivania. I giapponesi amano mettersi a loro agio quando lavorano e quasi tutti si toglievano le scarpe e si mettevano le ciabatte. Quando ne parlai con una amica italiana si fece un sacco di risate. L'uso delle ciabatte non era obbligatorio, tranne.......tranne nei laboratori. QUesto e' un punto delicato che ogni volta mi ricorda le limitazioni ed i pregiudizi di ogni cultura. Anche noi abbiamo le nostre. Ecco i giapponesi sono ossessionati dalla polvere. E' abitudine SEVERA in ogni casa di levarsi le scarpe....vi potete immaginare in un laboratorio dove ci sono strumenti costosissimi? Eppure vi posso giurare che anche con le scarpe non avremmo sciupato nulla, ma nella loro mentalita' e' una cosa che non si fa. Una volta andai ad un seminario di un certo Prof americano che si era stabilito in Giappone ormai da moltissimi anni, tanto che si considerava giapponese lui stesso. Parlava delle differenze culturali e di come molte nozioni che abbiamo non sono solidamente fondate su basi scientifiche ma prevalentemente culturali. Come la nozione di cosa e' igienico e cosa non lo e'. Da allora mi sono sempre chiesto quali erano i miei pregiudizi di italiano....chissa' cosa ne dite?? Intanto godetevi quel bellissimo ideogramma che ho inserito. E' diviso in 3 parti. A sinistra c'e' il pittogramma di un omino a gambe divaricate; al centro c'e' il pittogramma di un carro o macchina da traino in genere; a destra il carattere a se stante significherebbe "potenza". Per cui se lavoriamo con un po' di fantasia abbiamo: "un omino ha bisogno di potenza per tirare il carro"= = LAVORO. NON E' BELLISSIMO!!

Ja Mata

 
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