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Metamorfosi

Post n°47 pubblicato il 19 Novembre 2010 da MissLaw

LA MATRICOLA

Quando inizialmente la piccola, ingenua matricola si sente per la prima volta un "universitario", si sente un po' il gallo nel pollaio. Se la gira per le aule, ancora ignara di ciò che l'aspetta, cominciando già da subito a non frequentare perché solo l'idea che possa farlo gli dà senso di potere. Nel suo tenero immaginario vede aperitivi del mercoledì sera ogni settimana, serate universitarie in discoteca, conoscenze con affascinanti donzelle o giovani prestanti.


Già dal primo mese di università i sogni cominciano a vacillare. Dopo non aver frequentato per settimane, la giovane matricola capita per caso a lezione e si accorge che la prof è già a metà del programma e per l'esame ci sono svariati libri e quando sommando le pagine il numero supera la migliaia, la piccola matricola, intimorita, decide che "da oggi frequenterà tutto".

Stilando l'orario universitario comincia a penetrare un sottile senso di disperazione. Lezioni tutti i giorni tutto il giorno, in una sede e poi nell'altra, accavallamenti. Ma la matricola non si perde d'animo: da oggi niente palestra e uscite il sabato pomeriggio, "così studio".

L’UNIVERSITARIO INTEGRATO


Ormai non si bada più di avere tre lezioni che si accavallano. Con atteggiamento stoico, decide di non frequentare gli altri due corsi, oppure si è già munito di registratore o di amici passa-appunti. Ormai ha cronometrato il tempo da una sede all'altra. I suoi ritmi biologici non sono più biologici, ma universitari. Un giorno si alza all'alba, un giorno alle 10, un giorno mangia alle 11, un altro alle 4 di pomeriggio. La mattina si prepara a velocità superbioniche e ha cronometrato anche qui il tempo. Si veste sciatto, pronto a sedersi per terra e arroccarsi ovunque per seguire nella aule affollate. Il proposito dei week end di studio sfuma già dopo un paio di settimane.Ogni weekend dice che deve studiare, ma dorme. Il sabato diventa il GIORNO-DEL-SONNO, e la domenica IL-SONNO-del-GIORNODOPO-DEL-SONNO. Solo qualche coraggioso, esce.



L'UNIVERSITARIO IN SESSIONE D'ESAME


Dopo un semestre di lezioni finalmente arriva la PAUSA NATALIZIA. La matricola crede che il calvario sia finito, ma non sa che lo aspetta qualcosa di molto, molto più terribile. A fine dicembre comincia a informarsi anzitutto sugli appelli. Incapace di comprendere come anche gli appelli possano accavallarsi, si rende conto che per preparare ciascuno di quegli esami (quelli da milioni di pagine) avrà si e no dieci giorni e che come sempre si è svegliato troppo tardi. Dopo un momento di incredulità, lo studente si rende conto che Sì: AVEVA DAVVERO FATTO MALE I CALCOLI. Come sempre non si fa prendere dallo sconforto e comincia a studiare per la SESSIONE D’ESAME.


Lo studente tipo si sveglia all'alba, ma poi ha così sonno che prima che riprende conoscenza è mattinata inoltrata. Se mettondogli di fronte guitar hero si alzerebbe di botto e comincerebbe a suonar ozzy osbourne, appena di fronte al libro inspiegabilmente le sue palpebre cedono abbandonandosi in un sonno profondo. Per far fronte a questi cedimenti, lo studente si circonda di caraffe di caffé a ogni ora del giorno e la sera è talmente schizzato che per calmarlo bisognerebbe iniettarli valeriana in vena. E' ingrassato di venti chili da quando ha cominciato l'università, ma la fame non si è ancora placata e ogni mezz'ora di studio, un'ora la passa di fronte al frigorifero. Il culo morbido è anche piatto, perché è sempre seduto. Vorrebbe volentieri qualcuno che lo trascinasse dal frigor al tavolo, dal tavolo al letto, dal letto al cesso. Va ormai in giro costantemente in pigiama, come un piccola ameba. Ha due occhiaie che sembra drogato: ma tanto allo specchio non si vede bene, perché ha già perso due diottrie. Una voce interiore gli fa paccare chiunque gli chieda di uscire, perché DEVE STUDIARE, ma metà delle volte passa la giornata su facebook, maledicendosi tutta la notte. La mattina, non avendo dormito dal senso di colpa che lo corroborava, lo studente dorme, così si sveglia e si risente in colpa perchè non ha studiato. Ogni pagina studiata conta le pagine mancanti, la notte si sveglia d'improvviso ripetendo la lezione, la notte sogna l'assistente che gli urla di tornare la prossima volta.

La sera prima dell'esame lo studente maledice di aver fatto l'università e sogna una carriera di commesso all'esselunga. Ma poi nel sogno arriva alla cassa proprio il prof e quando gli dà lo scontrino questo urla "No le dò 18, non di più", e nell'ansia lo studente si sveglia e smette di sognare, anzi, torna a studiare.

Epilogo


All’esame lo studente prende 18. Ma tanto la fine la sapete: ormai c’era arrivato tanto sclerato che fai i salti di gioia e gli sembra un 30 e lode. Il suo primo pensiero: OGGI FINALMENTE DORMO!

 
 
 
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Un blog di: MissLaw
Data di creazione: 22/05/2010
 

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