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Post N° 198

Post n°198 pubblicato il 15 Gennaio 2008 da languageisavirus001

“La gente ha paura di sognare”

Per dirti questo ti svegliava nel mezzo della notte

A raccontare le sue verità e le sue nevrosi

E tu la immaginavi attaccata alla cornetta

Tutta vestita di nero come un corvo

Il corpo adagiato sul divano coperto da un telo

Un sudario tale e quale alla Sindone

In quella stanza buia tra libri e mozziconi

Mentre ti esortava ad osare

A spostare il limite un po’ piu’ in là

A disinteressarti della vita per sperimentare creare

Spianare le cicatrici che solcavano le anime

Al Calcutta dove vi eravate incontrati

Era nota perché riusciva a procurarsi di tutto

Dal Dilaudid da iniettarsi in vena

Seguendo le sue meticolose istruzioni

A misteriosi animali esotici che si faceva arrivare chissà come

E poi perchè si comportava da artista

Mani sporche di inchiostro

Un’onda d’urto devastante e la lucidità

Nello spiegare quanto ignota fosse a tutti la realtà

Impegnati solo a ripetere il conosciuto

Lei rotta ad ogni esperienza sbilenca e disordinata

Perché il mondo dalla sua prospettiva

Non era che un sogno lungo e intenso

Un palco dove rappresentare la vita e la morte

Rosso Pompei alle pareti che fa molto bordello

Un inno stonato all’incoerenza da urlare a squarciagola

Lei testa d’uovo e denti da coccodrillo

Mandria di cavalli imbizzarrita

Che quando fuori nevicava forte

Nel turbinio bianco che ci circondava

Nel silenzio assoluto di una città senza più nome

Era l’unica capace di fermare il tempo

 

Immagine: Miniskirts in snow storm, Manhattan NY, 1969, US National Oceanic and Atmospheric Administration

 
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