Creato da fonderiaromana il 23/03/2005

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INGLESITUDINI

Post n°120 pubblicato il 23 Maggio 2010 da fonderiaromana

Sono quasi 2 anni che sono qui. Che mi sveglio in mezzo ai  “Gekko” della City. Ormai li conosco. Ormai dico cheers, invece di thank you. Li guardo dall’alto, dal secondo piano dei loro pullman rossi, i “double deck” e li osservo e li confronto.

Poi ci lavoro anche insieme, ci gioco a calcio, ci vado in palestra e al cinema, ci mangio assieme la domenica.
Con alcuni ci suono, ci bevo una birra, altri, invece, li incontro per strada, casualmente o li guardo dall’alto e si vede bene quanto siamo diversi, si vede bene dal secondo piano.

Alcuni li vedo dentro le loro case, quelle ai primi  piani, con le finestre a semiesagono, le case con le porte di legno colorate, li vedo che non si nascondono dietro tende o persiane, perche’ qui, tanto, nessuno ci guarda...... dentro

Di altri vedo le case, ci entro, per una cena o una festa, vedo case italiane e case straniere, case moderne e case antiche, case piene di moquette, con lavandini miserrimi e finestre impossibili.

Con alcuni ci gioco anche a pallone e dico “unlucky” quando fanno un tiro che fa cacare o lisciano completamente il pallone, perche’, ormai, un po’ di inglese ce l’ho dentro, anche negli atteggiamenti.

 

Sono straordinari, per certi aspetti sono davvero incredibili: questa citta’ e’ un orologio perfetto, incastri di metro e treni, di bus e taxi. Qui non aspetti mai, qui non ti perdi mai, e’ tutto leggibile e intellegibile, e’ tutto lontano e raggiungibile. Puoi usare la bici dovunque, fare car sharing, puoi attraversare sulle strisce senza morire. L’ho vista in crisi solo 2 volte in 2 anni cioe’ pari alle volte che ho visto Roma funzionare in 29 ( e forse era il 13 Agosto in entrambe le occasioni) ed e’ stato quando ha fatto la piu' intensa nevicata degli ultimi trent'anni di storia inglese. Si, sono straordinari nell’ordinario e pessimi nello straordinario. Ma perche’ vivono una vita di procedure, in cui ognuno applica il suo comma, la sua riga e tutto gira…ma, quando salta un meccanismo, si sentono persi.

Noi ci campiamo nel caos e nello straordinario ci sguazziamo alla perfezione e magari abbiamo anche tanta fantasia. A lavorare insieme si scontrano 2 mondi lontani e diversi che a volte convivono alla perfezione, a volte sono una bomba atomica: qui e’ tutto procedurizzato all’estremo, per dirsi una cosa a 2 tavoli di distanza si manda una mail, se non sollecitati difficilmente si fa piu’ del dovuto, pero’ si, alla fine grande produttività,  tutto scorre senza intoppi.

D’altronde 11 milioni di persone, di etnie, culture e religioni diverse, come potrebbero non esplodere senza essere inserite in un ingranaggio perfetto??

Certo poi si vedono situazioni paradossali: basta entrare in una palestra o in una piscina….ma come??? le procedure, il meccanismo perfetto e poi tutti senza ciabatte, senza cuffia, entrando senza fare la doccia????
Eh si perche’ l’igiene forse non fa parte di quelle regole scritte non scritte che governano la quotidianita’ sociale e lavorativa; non e’ scritto da nessuna parte che in una borsa magari e’ il caso di separare le scarpe, invece di metterle insieme agli altri panni puliti o che mangiare nella metro non e’ proprio il massimo della pulizia.

Si noi forse saremo maniaci, noi che i nostri figli li teniamo sempre sollevati, con le mani pulite e sempre cambiati, che non li facciamo sporcare con la terra, che non li facciamo andare in giro mai scalzi, nemmeno sull’erba, pero’ insomma due o tre calcetti all’epatite, magari senza esagerare e’ il caso di darli.

Anche sul cibo e sui pranzi, e’ uno scontro tra titani, noi italiani con la nostra ossessione per i pranzi luculliani, infiniti ed eccessivi, che mentre mangiamo parliamo di altro cibo, di altri ristoranti, noi con il nostro prosciuttino tagliato fino fino, con il nostro caffe’ macchiato freddo in tazza grande….noi contro di loro e il loro sandwich volante mentre si “commuta” da un posto ad un altro, loro che mangiano di fronte al computer o si aprono il contenitore sotto la metro, loro con patatine giorno e sera, non importa dove e non importa quando e non importa come.

Per non parlare delle loro reazioni, sempre moderate al limite del fastidioso: una cosa non e’ mai brutta, e’ interessante, un tiro non fa mai schifo e’ sfortunato, un piatto non e’ mai disgustoso e’ al massimo fantasioso…

Pero’ sono dettagli che noi italiani con la nostra spocchia e la nostra simpatia e adattibilita’ ci divertiamo ad osservare e a sottolineare….perche’ alla fine della fiera, ci battono 10-0 e non hanno nulla da mostrare. Ma hanno un rispetto per la “cosa pubblica” un attenzione per la citta’ pari a quella che avrebbe il nostro capo della protezione civile per la scelta delle mignotte o pari a quella di qualche prete verso dei giovincelli..

Attenti a non sporcare, attenti a non dare fastidio, attenti a lasciar spazio se c'e'....

Perche’ per carita’ ci sara’ la criminalita’, ci sara’ l’alcolismo…pero’ un divieto e’ un divieto, una coda e’ una coda, un attraversamento pedonale e’ un attraversamento pedonale, un secchio serve a raccogliere la spazzatura e a differenziarla…

Si dice che noi abbiamo la storia e la cultura, abbiamo l’arte e il cibo e il turismo…si si dice…pero’ potremmo cominciare a dire che l’avevamo…e non l’abbiamo piu’…fatevi un giro a Roma…la mia citta’, la citta’ che amo la citta’ piu’ bella del mondo….

 

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Commenti al Post:
sham.rock
sham.rock il 24/05/10 alle 00:29 via WEB
Caro.. ti capisco tantissimo. Ancora per una settimana vivrò a Milano.. è stato un anno pazzesco a livello di rapporti umani e analisi degli umani in generale.. l'anarchia totale.. il patriottismo.. ma quello degli altri! Che tristezza! :( Tra poco emigro acnh'io!! Un abbraccione!
 
BubY790
BubY790 il 27/05/10 alle 00:57 via WEB
Ritrovo tutte le cose che quotidianamente osservo con un certo interesse misto ad obbrobrio e ammirazione. Il problema principale dei miei primi tempi a Londra sono stati proprio gli inglesi: non c'erano. Latitavano, meschini. Ero io che non sapevo dove trovarli forse, dove andare a scovarli, in mezzo a tutta la gemte che vive qui. Il problema insito nel problema è che ho paura di non avere punti di riferimento e Londra mi sembrava una città di passaggio per tutti... Mi sembrava che a nessuno importasse nulla dei crateri davanti all'uscita della metro di Tottenham Court Road o dei marciapiedi sconnessi o delle bottiglie di plastica abbandonate sulle panchine. Poi, un bel giorno, ho ricevuto il mio bel NIN nuovo di zecca, ho cominciato a vedere gli operai al lavoro e ascoltato dibattiti "sensati" nelle domeniche di Hide Park... si era in periodo elettorale insomma... vivo meglio da allora, mi piace Cameron e tifo anche Chelsea, pensa un po' ;)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
P-Funker il 23/06/10 alle 12:32 via WEB
Bella ciccio, scrivi poco ultimamente ma di qualità altissima! Londra è da paura, specie vissuta con te! a presto
 
sham.rock
sham.rock il 20/09/10 alle 15:55 via WEB
:) Tra poco più di due settimane lascio anch'io l'Italia.. è arrivato il mio momento! :) Un abbraccio.
 
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