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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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Post N° 291

Post n°291 pubblicato il 30 Aprile 2007 da vocedimegaride
 

da Il Mattino del 29/04/2007
Napoli, i diavoli in paradiso
di Felice Piemontese

immagineSe le cronache napoletane di ogni giorno - fatte di faide, di morti ammazzati, di efferatezze varie - vi angosciano; se vi indigna l'incapacità dei pubblici poteri non dico di risolvere ma di affrontare i problemi più urgenti; se vi esasperano le mille difficoltà del vivere quotidiano ingigantite da inefficienza e menefreghismo, ebbene, sappiate che c’è chi - pur non ignorando i problemi - considera Napoli non «un paradiso abitato da diavoli», come spesso si dice citando un antichissimo proverbio, ma un paradiso tout court. Molti lettori avranno già capito che si parla qui di Jean-Noël Schifano, di cui esce in Francia domani - in una fortunata collana dell’editore Plon - il Dictionnaire amoureux de Naples, il Dizionario innamorato di Napoli (pagg. 594, euro 24,50), opera originale e frutto di anni di lavoro e nello stesso tempo una sorta di summa di tutto ciò che la passione divorante dello scrittore francese per Napoli ha rappresentato per lui, per la sua poetica, per la sua impostazione di vita. Si tratta, come è evidente, di un vero e proprio Dizionario - e dunque si parte dalla «a» di Amelio e si finisce con la «z» di zoccola - ma il libro è anche una sorta di autobiografia, a tal punto SCHIFANO ha intrecciato la propria vita con quella della città in cui ha vissuto per anni, prima come giovane lettore di francese, poi come direttore del Grenoble, diventando anche cittadino onorario di Napoli. Nel corso degli anni, naturalmente, SCHIFANO ha nutrito la sua passione di letture e di riflessioni (che non sono solo sue) che lo hanno portato a conclusioni destinate certo a suscitare polemiche e discussioni (come è avvenuto anche, di recente, in occasione della riedizione delle sue Cronache napoletane da parte di Marlin): i problemi di Napoli sarebbero essenzialmente il frutto dell’Unità d’Italia, concretizzatasi - per quel che ci riguarda - in un «crimine storico»: «La decadenza programmata della sola città capitale d’Italia». Autori principali del «crimine», Garibaldi e Cavour, cui SCHIFANO riserva parole di fuoco, proponendo cambiamenti toponomastici e rimozioni di statue. Antecedenti: i protagonisti della rivoluzione del ’99, essendo la Repubblica partenopea «un’antistorica parodia della Rivoluzione francese». La stessa camorra non sarebbe altro che il prodotto di quello stesso «crimine storico» che l’avrebbe, nel corso degli anni, continuamente rafforzata, «per paura, incomprensione, disprezzo, indifferenza o franca collusione». Pci e Dc sono stati «alleati oggettivi» della camorra, e oggi «saggezza e realismo» vorrebbero «che ci si servisse dei più industriosi camorristi integrandoli, poiché non si può, o non si vuole, disintegrarli». E qui, paradossalmente, le idee destrorse di SCHIFANO trovano singolari punti di contatto con quelle del comunista Brecht, soprattutto quando ricorda che quasi mai le origini delle maggiori fortune italiane sono limpide, anche se oggi chi di quelle fortune dispone è lodato e rispettato e concorre magari alle più importanti cariche istituzionali. In assoluta controtendenza, SCHIFANO è anche quando si fa cantore ed esaltatore di quella plebe in cui moltissimi vedono il concentrato dei mali di Napoli, laddove per lui, al contrario, «la plebe è stata sempre la salvaguardia dello spirito napoletano, della lingua napoletana, dell’immaginazione napoletana, della letteratura napoletana, della filosofia napoletana, dei più realistici movimenti della sua civiltà». «La plebe è la linfa più viva di Napoli, ed è essa che ha sempre pagato con la sua carne per salvare Napoli, e continua oggi, malgrado incomprensioni e insulti». Una vita, dunque, quella che si svolge a Napoli, sotto il segno di quello che SCHIFANO definisce «barocco esistenziale»: «Felicità di vivere, di abitare, di respirare, di godere», «in un movimento naturale, evoluzionario e mai rivoluzionario, portati dalle onde della storia ma innanzitutto dalla porosità dell’esistenza napoletana in cui alto e basso comunicano senza tregua, nobiltà e plebe, poveri e ricchi, il ricordati-di-vivere e il ricordati-di-morire, l’antico e il contemporaneo, i bracci della scultura barocca che servono per asciugare la biancheria, le formelle romane che fanno i forni delle pizzerie, le stelle e gli stronzi, gli abitanti dei bassi hanno preso posto nei palazzi». Naturalmente, avendo posizioni così fortemente definite, SCHIFANO ha buon gioco nell’individuare amici e nemici, scrittori, studiosi cioè che in qualche modo rientrano nella sua visione delle cose o ne sono abissalmente lontani. Si è detto di Cavour e Garibaldi, aggiungiamoci Freud e Sartre scherniti senza riguardi, mentre i personaggi positivi sono compresi in un arco che va dall’adorato Basile a Totò, da Stendhal a Domenico Rea, da Lucio Amelio a Lello Esposito. Più che in ogni altra sua opera, SCHIFANO indulge all’autobiografia, e lo fa in pagine che sono tra le più sentite (e felici) del Dictionnaire.
in basso Totò e Sigmund Freud
I BUONI
immagineIn cima alla lista dei buoni c’è la plebe napoletana. I personaggi che meglio ne hanno interpretato le virtù sono Giambattista Basile, Totò, Domenico Rea. Stendhal ha saputo apprezzarla, Lucio Amelio e Lello Esposito ne hanno fatto arte.
I NEMICI
immagineIl 1799 come «antistorica parodia dela Rivoluzione francese», Giuseppe Garibaldi e Camillo di Cavour come gli artefici del massimo crimine dell’Unità d’Italia, Sigmund Freud e Jean-Paul Sartre per non aver mai capito l’anima napoletana.

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

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I consigli di bellezza
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RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


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