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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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'O Pazzariello

Post n°687 pubblicato il 29 Maggio 2008 da vocedimegaride
 

tadzebao di cronache, annunci, denunce

CONCERTO PER IL MAGGIO DEI MONUMENTI  2008 - F.A.T.A. Festival  Fuoco, Aria, Terra e Acqua -  “ La Nostalgia delle Sirene ” - Castel Nuovo Sala della Loggia – NAPOLI – “LA NOSTALGIA DELLE SIRENE” - Il titolo ammaliante del concerto lascia presagire un iter che, attraverso le arti magiche, conduca l'ascoltatore nei meandri del mondo femminile. Ma qui parliamo di "femmena", la napoletana che ha sempre caratterizzato la società tipicamente matriarcale partenopea. Le fate napoletane si collegano al mito delle sirene seduttrici che si esprime nelle arie di seduzione lu Passariello e Ariatella, dove ritroviamo un tema caro alla tradizione musicale napoletana: l'erotismo sotto mentite spoglie. E qui la donna affattura o seduce? Non si riesce a comprendere se la figura femminile ammali per la sua bellezza oppure per le sue arti magiche. Ma questo è un enigma difficilmente risolvibile. L'intima essenza della femminilità è proprio la sua malia. E' un canto di sirena che prende, stordisce ed irretisce,. E' un'invisibile tela di ragno dalla quale è dolce lasciarsi avvolgere e catturare. L'atmosfera mitica si estende fino all'ottocento con Me voglio fà na casa nella quale Donizetti immagina un uomo tanto innamorato da pensare di costruire una casa con penne di pavone in mezzo al mare, degna dimora della sua Nennella. Il Pergolesi ci ricorda che la femmena sa chiù de Farfariello. Il contrasto tra la pensosa meditazione sul mistero del cuore femminile e la descrizione minuta delle singole, diaboliche astuzie muliebri sembra far deflagrare una contraddizione latente, sprigionando imprevedibilmente, sotto la levigatissima superficie di una forma musicale apollinea, forze ed energie di sapore irrazionale. L’epoca di "E spingole Francese" è un periodo d'oro per Di Giacomo. A lui si deve infatti una vasta produzione che va dalla melodia alla macchietta, ma senza entrare in una obsoleta polemica che parla di natura popolare di questa composizione si vuole sottolineare la tradizione letteraria colta, modellata su stereotipi popolari. "E spingule frangese" e' un garbato dispetto  tra un venditore ambulante e una donna compiacente; Un pezzo che trova le sue radici nella tradizione popolare . In origine infatti era un canto tradizionale di Pomigliano D'arco raccolto da Cresette e Imbriani ( Nu juorno mne  ne vajo casa casa vajo vennenne spingule francese. / Esce na nenna  da dinte na casa: Quante spingule daje pe no tornese? ). ( Un giorno me ne andai dalla casa (d'origine) / e andavo vendendo spille francesi (da balia) / mi chiama una ragazza -Entra, Entra! / quante spille mi dai per un tornese (moneta dell'epoca ma anche sinonimo di bacio) ? / Ed io che sono un po viziosetto / subito entrai nella casa / chi vuole le belle spille francesi )  Segue l'assalto del giovane alla donna compiacente e al tempo stesso reticente : "Dicette Core mio chist' e' 'o paese ca si te prore 'o naso muore acciso - E io rispunnette - Agge pacienze, scuuse a tengo a nnammurate e sta 'o paese .... "  ( La giovane che non vuole corrispondere dice " Cuore mio questo e' un paese che se ci provi muori ammazzato -  Io risposi - Scusa io la fidanzata c'e' l'ho ed abita al mio paese " ) Ci addentriamo nel mondo della favola che ha sempre avuto una vasta eco nella cultura napoletana. Il mitico mondo della fiaba si trova nella filastrocca di Cicerenella, una delle più antiche tarantelle napoletane. Le immagini del testo, in forma di filastrocca strofica, sono quelle di una fiaba rurale dove si narra della fanciulla "Piccolo Cece" che possiede tanti oggetti e molti animali. Le cose che possiede Cicerenella diventano microcosmi accostati violentemente come figure impazzite di una improbabile commedia dell'arte. Qui si esprime il senso più napoletano del far festa e la successiva attesa di altre stagioni, altra bellezza, altro canto. Variegata e' infatti la produzione della canzone napoletana che ora tocca toni lirici, ora drammatici, ora comici ora storici, pur riconoscendo come tratto comune la poesia e la melodia. Di Giacomo e' anche un'artista ricercato legato alla cultura verista. La sua produzione si muove con colori e sfumature, facendo dei suoi  scritti, lavori artistici, mescolando un temperamento amoroso con tratti tristi e malinconici. Con Marechiaro si conquista la fama mondiale. Questa sarebbe una canzone nata per un fatto occasionale. A quanto pare Di Giacomo non sarebbe mai stato a Marechiaro, cosi' come lui stesso lo narra il 6 febbraio 1894 su "Corriere di Napoli" dove racconta che un giorno alcuni amici dell'Aquarium di Dohrn gli proposero un giro sul vaporetto ed approdarono a Marechiaro dove in un'osteria trovo una cameriera Carolina che si attardava  a servirli e di qui : " Scetate Caruli' ca ll'area e' doce ". Il poeta napoletano però non amava questa poesia, che non fu mai inserita nelle raccolte da lui stesso curate.  Invece il musicista Paolo Tosti ne fu ispirato e creò così la famosa melodia che rese la canzone talmente celebre in tutto il mondo da farla tradurre in più lingue e persino in latino «Luna cum Claris Maris exstas undis / aestuant pisce furiis amoris: / pura perlabens variat micantes unda colores» («Quanno sponta la luna a Marechiare / pure li pisce nce fanno a ll’ammore, / se revoteno ll’onne de lu mare, / pe la priezza cagneno culore»).   O' Guarracino è una delle canzoni piu' interessanti del settecento, definita dal filosofo Croce "una singolare fantasia capricciosa e graziosa e di un brio indiavolato". La filastrocca ambientata nel regno sottomarino,  racconta la gelosia  dell' Allitterato (pesce appartenente alla famiglia dei tonni), messo in guardia dalla Vavosa,  dell'intesa fra  la Sardella sua promessa sposa, e Guarracino. Il Guarracino, deve invece rinunciare al proprio amore, perché la bella sardella è stata promessa all'allitterato. Ricordiamo che, tra i numerosi pesci nominati nella canzone, vi sono: l'auglia (aguglia), capechiuove (piccola seppia), ceceniello (piccola alice), ciefaro (cefalo), cuoccio (palaio), grancetiello (granchio), marvizzo (tordo di mare), palaio (sogliola), 'a pescatrice (rospo di mare o rana pescatrice). L'Alliterato, “primmo e antico 'nnamurato”, sfida a duello l’antico ’nnamurato impositore; la notizia si sparge  velocemente e da tutti gli anfratti e gli scogli  sommersi accorrono i  pesci che si schierano con l'uno o con l'altro dei  pretendenti e la  storia finisce in una rissa generale che dà modo al  cantastorie di  enumerare tutti i pesci che abitano nel golfo di Napoli. Guarracino  e' il nome popolare con cui viene chiamato il coracino, pesce nero e bruttissimo. Il Farfariello e' uno dei diavoli che Dante pone a guarda dei barattieri (Inferno, XXI), mentre Pallarino e' presumibilmente un temuto "guappo" dell'epoca. I versi, agili ed eleganti, ricchi di fantasia e di innovazioni linguistiche danno vita ad un crescendo divertentissimo di situazioni paradossali. Trovare un unico filo che lega l'ampia raccolta di componimenti di epoche diverse non e' facile. Sono anni di grande produzione per Di Giacomo. E' il caso di  Era de Maggio, lieve come una nenia, musicata da Costa dove si tocca il punto piu' melodioso. Uocchie ‘e Piscatore è un omaggio all’isola di Procida, terra d’origine della compositrice, su testo di Mario Buonoconto. 'O marenariello è una famosa canzone del 1893 musicata da Salvatore Gambardella‎ su testi di Gennaro Ottaviano. Si racconta che nel 1893, presso quella bottega di piazza Mercato, Gambardella incontrò il poeta Gennaro Ottaviano (1874-1936) entrato per chiedere al De Chiara una musica adatta ai versi che aveva scritto. Pare che Gambardella avesse composto su due piedi una melodia ad un tempo gioiosa e malinconica di ispirazione belliniana: 'O marenariello. La canzone venne presentata al maestro Raimondo Rossi, direttore dell'orchestra del Teatro Nuovo Politeama e cantata quella sera stessa da Emilia Persico.Il concerto si conclude con la celebre Tarantella Rossiniana.
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L'associazione di volontariato we have a dream, in collaborazione con OIPA - Organizzazione Internazionale Protezione Animali, organizza il 1° torneo di beach volley amatoriale "Amici per un Amico". Scopo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare le persone sulla tematica dell'abbandono degli animali, fenomeno che non accenna a diminuire ogni anno in prossimità delle ferie estive, per il quale le scelte personali di ciascuno possono fare la differenza. L'evento sportivo si svolgerà il 29 giugno 2008 sui campi da beach volley del circolo sportivo Queen's Club, a Roma in via Cristoforo Colombo km 15, www.queensclub.it/info.html. L'ingresso al circolo è gratuito. La quota di partecipazione per i giocatori è di euro 15,00 a persona e comprende l'iscrizione al torneo, la maglietta con il logo we have a dream da indossare durante la gara e un badge identificativo che consente l'accesso gratuito alla piscina del circolo per l'intera giornata, compatibilmente con la capienza della struttura. Tutti coloro che presenteranno alla segreteria del Queen's club il volantino del torneo "Amici per un Amico", disponibile anche sul sito www.wehaveadream.info, potranno godere dello sconto del 50% per l'uso della piscina o della palestra del circolo, compatibilmente con la capienza delle strutture. Inoltre, tutti gli intervenuti potranno usufruire di un menù fisso vegetariano per il pranzo, presso il ristorante Qbar, al costo di euro 10,00 a persona, richiedendo il buono pasto allo Staff we have a dream. Nel programma della giornata è prevista una dimostrazione di Touch Rugby, disciplina sportiva originaria dell'Australia che si sta diffondendo anche in Italia. Per poter partecipare al torneo, è necessario compilare il modulo di iscrizione whad_iscrizione gruppi_Amici per un Amico allegato e fornire una fototessera per il badge identificativo. I partecipanti possono presentarsi già organizzati in squadre o anche singolarmente. Il termine delle iscrizioni è fissato per il 10/06/2008. Per qualsiasi informazione contattare: we have a dream cell: 334-5381116 o 331-5609908  adv@wehaveadream.info, www.wehaveadream.info "we have a dream" è una associazione di volontariato senza scopo di lucro, la cui finalità è la sensibilizzazione  delle persone su temi riguardanti valori etici, sociali, umanitari, animalisti e ambientalisti. Svolge attività di diffusione dell'informazione sugli argomenti che le sono a cuore attraverso l'organizzazione di eventi, spettacoli, attività culturali, sportive, turistiche, ricreative, ovvero di occasioni di incontro, per affrontare gli argomenti di interesse, con l'intento di coniugare una iniziativa piacevole con un momento di riflessione e di crescita interiore. "we have a dream" si adopera per la tutela e l'uguaglianza di tutti gli esseri viventi, nel rispetto della loro biodiversità, dando valore alle diversità quali opportunità di crescita attraverso l'acquisizione di nuovi e differenti punti di vista. Per informazioni: associazione@wehaveadream.info www.wehaveadream.info
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da paginemediche.it UN LIBRO-VERITA’ per uscire dalle crisi di panico -
Ancora oggi l'attacco di panico e' una malattia che fa paura e non viene riconosciuta come tale, quando in realta' puo' essere perfettamente curata fino alla guarigione. E' una sorta di "bugia" del cervello che tiene sotto scacco per tutta la vita le persone colpite perche' non curate correttamente. Ecco allora, il "libro-verita'" per chiarire le cause e fornire i rimedi piu' efficaci per uscire dal "recinto" di questa malattia invalidante. Il volume "Panico! una bugia del cervello che puo' rovinarci la vita", e' un'intervista della giornalista Cinzia Tani al prof. Rosario Sorrentino, neurologo e direttore dell'Ircap (istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico) alla clinica Pio XI Roma, in cui l'esperto sottolinea la necessita' di intervenire precocemente con una terapia farmacologica mirata per evitare la cronicizzazione del disturbo. Mentre lancia l'allarme sulle lunghissime e spesso inutili terapie psicoanalitiche che non solo non sortiscono alcun risultato ma che, anzi, sottraendo il paziente alle cure farmacologiche necessarie, possono contribuire al peggioramento dei sintomi del panico, sottoponendo i malati ad uno stress prolungato, con costi elevati e conseguenze negative sulla qualita' di vita. Il "libro-intervista" - che affronta vari capitoli: dalla metafora del "recinto" a quella della bugia del cervello, i due volti della paura,ai candidati del panico fino a come uscire per sempre dal tunnel della malattia - sara' in libreria il 27 maggio prossimo (edito Mondadori, 192 pagine, 17,50 euro) e sara' presentato in un convegno presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma il 4 giugno, alla presenza di giornalisti, personaggi del mondo scientifico e della cultura e dello spettacolo. Il neurologo e la giornalista nel libro sottolineano "cosa bisogna sapere e cosa si deve fare per non avere piu' paura della paura", arrivando progressivamente a non credere piu' a quella "bugia" che tanto pesantemente puo' condizionare l'esistenza delle persone colpite dal panico. Nel libro l'esperto richiama l'attenzione tra i fattori ambientali che possono, nelle persone predisposte, scatenare le prime crisi di panico quando esposte a un eccesso di anidride carbonica (CO2) negli ambienti chiusi, non sufficientemente ventilati come la metropolitana, l'aereo, il cinema, il ristorante e mezzi pubblici. L'autore conclude che l'attacco di panico "non e' ne' un'invenzione,ne' un capriccio ma un evento che e' stato possibile fotografare esattamente nel momento in cui si e' verificato", grazie all'aiuto della risonanza magnetica funzionale. E cio' scagiona una volta per tutte dal sospetto che i pazienti vengano spesso etichettati come malati immaginari.
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da  rcira59@libero.it Salve a tutti mi presento sono Cira e scrivo per  informarVI circa una recente iniziativa  dell'Associazione Unione Amici del Cane e del  Gatto sez. Napoli che rappresento, si tratta  della realizzazione di una 'simpatica e utile rubrica telefonica'. Se ne vedono di mille tipi  in giro per negozi e cartolerie, ma questa è  unica nel suo genere ed è dedicata a 'Napoli e i suoi cuccioli'. Il suo prezzo è di 5,00. È ben  fatta, curata in ogni dettaglio, perfetta per  svolgere la sua funzione di rubrica, ma continuando a sfogliarla troverete tante foto che raccontano almeno in parte, la storia della nostra attività, è come un album dei ricordi. I 'musi' che vedrete ritraggono amici che nel tempo la nostra associazione ha accolto e curato, i più fortunati sono stati adottati altri, in via di guarigione sono in attesa di adozione, e altri ancora hanno bisogno di cure e assistenza continua, i casi come questi che grazie alla formula dell'Adozione a Distanza che la nostra associazione troverà maggiori risorse per svolgere un compito cosi delicato. In allegato troverete una brochure che illustra più nel dettaglio il progetto di una OASI e spiega le attività della nostra associazione, perciò dopo il calendario 2008 che ha riscosso un'inaspettato successo, ecco una nuova IDEA REGALO! la nostra Rubrica Telefonica! Comprala, Regala, o diffondi la notizia . . . .  i nostri cucciolotti Vi ringraziano e un sincero grazie da parte mia, di Loredana, Emanuela, Carmen, Lucia
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L’On Brunetta sputa nel piatto dove mangia…Bene…  Se l’On Brunetta prima di mettere al bando una categoria di lavoratori , cioè i lavoratori del comparto pubblico , si informasse in che condizioni lavorano e con che stipendio da fame , roba da terzo mondo , pensiamo che farebbe marcia indietro ed alla grande . Ricordiamo al Ministro Brunetta che dal lavoro dei fannulloni di stato lui ed i suoi amici di merenda che gozzovigliano al parlamento , senza nessuno escluso , devono la loro fama , le loro fortune , ai famigerati “fannulloni” ed allora la smettesse una buona volta di denigrare il lavoro di chi tutti i santi giorni si reca sul posto di lavoro , affronta il traffico caotico delle nostre metropoli , consuma un sacco di soldi per pagarsi la benzina , ormai alle stelle , per ottenere poi , un pugno di mosche . Noi non siamo ministri eletti per forza o per volontà dei partiti , noi siamo soltanto degli schiavi moderni oppure chiamateci fannulloni. Bruno Berardi - Responsabile UGL agenzie fiscali Roma e provincia – 3295340474

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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DEDICATO AGLI EMIGRANTI

 

NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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vuoi effettuare un tour virtuale e di grande suggestione tra le numerose bellezze paesaggistiche, artistiche ed architettoniche di quel Mezzogiorno sempre più obliato dalle cronache del presente?
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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


Il libro del mese: