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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE

Post n°1236 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

Megaride è per la VERITA' e la GIUSTIZIA VERA, come Gioacchino Basile!..

Pubblico volentieri la lettera che Gioacchino Basile, Sindacalista della Fincantieri, inviò a Salvatore Borsellino. E pubblicherò anche il comunicato stampa che ha mandato a moltissimi giornalisti, insieme alle loro mail (sono pubblicati nel commento  sotto l'articolo perchè il post non accettava gli indirizzi così com'erano..). Voglio proprio vedere chi si deciderà ad ascoltare quest'uomo che sta conducendo DA SOLO una battaglia per la verità, esattamente come noi di Megaride la stiamo combattendo per la verità su Bruno Contrada. Le denunce di Basile sono destabilizzanti, chiare ma i soloni dell'informazione...convocano il figlio di Ciancimino piuttosto che lui. Temo, caro Gioacchino che non ti ascolteranno: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...oppure, fanno gli indiani...oppure fanno gli scemi per non andare in guerra..) Leggete per avere un'idea delle cose che sostiene e poi ne riparliamo. (Agnesina Pozzi)

 

Lettera aperta  di Gioacchino Basile a Salvatore Borsellino

 

Da un confuso e sterile Salvatore Borsellino, ho ricevuto la seguente e-mail " La giustizia negata", al quale dopo attenta riflessione e nell'unico intento di fargli riprendere la vera strada che porta verso la Verità, rispondo con la lettera aperta , con la speranza che lui la pubblichi sul sito: www.19luglio1992.com e che i riceventi la facciano viaggiare online, nella speranza di stimolare l'onore degli onesti e fare uscire il nostro Paese, dalla palude dei sinistri silenzio di quel potere, che ha il volto di quelle istituzioni politiche che governavano il nostro Paese nell'anno 1992!!!. Gioacchino Basile

Salvatore,

la tua delusione e’ figlia delle vostre debolezze e dei vostri errori…e forse non solo quelli: per meglio capire e farmene una ragione, oltre alla rivalutazione delle parole dei comuni amici, mi è bastato rivedere l’intervista a quella tv privata qui allegata in link pubblicata su “you tube” il 2 agosto 2007:http://it.youtube.com/watch?v=t1iskljs1ra.  La scoraggiante intervista nella quale chiedevi di non esser ripreso in viso, fu davvero rivelatrice!.. Mi delusero molto anche le allusioni nei confronti di Dell’Utri e Berlusconi che, a quanto mi consta, con le stragi del 1992 non c’entrano proprio nulla.  La loro innocenza non emerge solo da quasi un decennio di pesanti ed infamanti indagini, ma dalla piena consapevolezza che il tuo "coraggio” ti ha fatto affermare che: Cosa c’entra dunque con quello Stato, Berlusconi ed il suo entourage imprenditoriale?  Perché, mi chiedevo, in quel tempo, Salvatore si contraddice?  Perché lancia il sasso e poi nasconde la mano offendendo l’immagine onorevole di quel cognome che è già figlio della storia del nostro Paese!!!  La paura è un fatto umanamente legittimo ma solo se interpretata, con l’adeguata dignità. Se i parenti degli eroi hanno il diritto a tale manifestazione, credo sia anche giusto che non tendano le mani “a quegli onori politici” dal volto ingannevole e mercificante, che ubriacano la giustizia ed uccidono la verità!!! Salvatore, in questa circostanza voi somigliate a quei parenti di Gesù, i quali dopo la Sua Resurrezione, pretesero onori e gratificazioni senza averne mai avuto i meriti. L’illuminante indagine storica di Padre Danielou svela una forte analogia fra voi e quei parenti: <> (S. Paolo; Edouard Dorme). Dopo ben sei anni di denunce, ed anche in presenza del fatto che, ben conoscete le difficoltà ed i costi umani ed economici, che sono stato costretto ad affrontare nel tentativo di sconfiggere “le incomprensioni della magistratura”, non avete ancora avuto il coraggio di chiedere ufficialmente l’apertura di un fascicolo richiamando la notizia di reato ipotizzata dallo scrivente in modo, che si indaghi sui fondati, logici e motivati sospetti, che ho fino ad oggi inutilmente esposto in tutte le sedi Istituzionali. Voi avete invece affidato “la vostra sete di giustizia” a quelle incerte piste, che, se non sono del tutto infondate, per certo sono risultate poco consistenti e dannose nella ricerca della verità

perchè basate su dichiarazioni di veri o presunti pentiti.

In buona sostanza avete fin ad ora fatto il gioco di quelli che Oscar Wilde definisce i protobugiardi (i teatrini dell’antimafia), che attraverso frammenti di verità costruiscono prodotti editoriali, storie lacrimevoli, “pentiti di grande affidabilità analitica (sic.), teatrini mediatici, e compensi politici per vestire di vero la menzogna di Stato, e uccidere la speranza di verità e giustizia.  A tale proposito voglio ricordarti l’immediata risposta della Procura di Caltanissetta, a quella tua lettera aperta, ospitata da tutta la stampa nazionale, che ovviamente si guardò bene di pubblicare la parte in cui ti rivolgevi a me: il pescatore che ti aveva portato alla luce dopo ben dieci anni di rassegnazione, come proprio tu, in occasione di pubblici incontri, hai affermato!!! <> fu la pronta risposta a mezzo stampa di quella Procura alla tua lettera aperta! L’epurazione della mia citazione, la riapertura mediatica delle indagini ed i cinque “pentiti” di giornata, furono quel chiaro segnale, di cui t’avvisai in tempi non sospetti, da interpretare come un contentino in attesa che maturassero altre stanchezze ed “altre scelte umane e familiari”!!

Salvatore, non e’ stato forse così?!!! ora siete delusi?!!! perchè dovrei crederci?!!!  Io credo che se volevate veramente un processo dove potevano affiorare tutti gli elementi utili all’illuminazione dello scenario che vedeva imputato Arcangioli, nel quale è stato coinvolto anche quel Magistrato (lui nega) che è il principale protagonista del mio legittimo e granitico sospetto, dovevate costituirvi parte civile nel Proc. Penale, perché, come tu ben sai, dalle mie parole, quel Magistrato ha già detto cose non vere(sic.), sotto il vincolo del giuramento nelle aule giudiziarie!!! Come mai, pur avendo consapevolezza, che tuo fratello è morto nella convenienza dello Stato che ha il volto del potere politico dell’anno 1992, quando i processi riguardano persone comuni vi costituite parte civile e quando, invece, gli imputati sono “uomini delle istituzioni” non manifestate quel fervore idoneo a mettere in difficoltà, “le sbagliate concezioni esecutorie” dei magistrati?!!!  L'agenda rossa e la borsa di tuo fratello Paolo sono importantissimi indizi che, in modo oggettivo, costituiscono il mio motivato, documentato e fondato sospetto!  Il processo contro il colonnello Arcangioli avrebbe visto necessariamente il coinvolgimento di Vittorio Teresi in qualità di testimone, con ipotizzabili clamorosi sviluppi!!! Chi volesse comprendere l'importanza del contenuto di quella borsa e di quella agenda rossa dovrebbe cercare la copia del fascicolo-esposto che consegnai a tuo fratello Paolo la sera del 25 giugno 1992 presso la biblioteca comunale di Palermo: come vedi, Salvatore, questi sono fatti!!! Quell’esposto per esser ucciso dalle indegne omissioni, non aveva solo bisogno della morte di tuo fratello che gli aveva dedicato particolare e giusta attenzione ma, doveva addirittura sparire!!! Manfredi m’ha assicurato che non ha mai trovato fra i documenti di suo padre l’esposto dossier. Eppure tuo fratello Paolo, quella sera, dopo averne visionato il contenuto, mi chiese se potevo lasciargli quella copia!!! Vidi nei suoi occhi balenare l’interesse dell’investigatore e tale circostanza, mi fece intendere di aver raggiunto il mio obiettivo: quello di finalmente suscitare l’attenzione delle istituzioni circa quanto già da circa 10 anni denunciavo pubblicamente!!! << è Lei Gioacchino Basile? Il sindacalista del cantiere navale?>> mi chiese, come quello che finalmente aveva trovato qualcosa che cercava da tempo!!! Egli, come me, non si fidava di quella Procura e per tranquillizzarmi mi disse testualmente: << Domani mattina spedisca immediatamente questo esposto a mezzo posta raccomandata alla Procura di Palermo con avviso di ricevimento. Anche se non ho la delega su Palermo, potrò farlo nella qualità di Procuratore aggiunto!!!>>  I fatti che seguirono confermano il suo diretto interesse: il 16 luglio 1992 venni sentito quale persona informata sui fatti dall’infastidito PM Vittorio Teresi che, quando citai tuo fratello, mi disse: <> Altro che politica…(sic.) Dopo circa due ore in cui argomentavo i fatti già riportati nel dossier consegnato al dott. Borsellino, il dott. Teresi, che nell’occasione della verbalizzazione si avvaleva dell’opera di altro Sostituto Procuratore al quale dettava il mio racconto, faceva omettere alcune mie affermazioni rassicurandomi con le parole ”avremo modo di farlo dopo” per poi concludere la fruttuosa audizione con un:<< si e’ fatto tardi, ci rivedremo presto!!!>> Non lo rividi più!!! Quel 16 luglio con Vittorio Teresi ed il suo collega verbalizzammo fatti che facevano emergere in modo indubitabile le compromissioni di Fincantieri e di esponenti del sindacato, con quel gruppo militare di “cosa nostra” che oltre alle tante carneficine attuate contro gli uomini delle istituzioni, aveva anche attuato il fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone!!!! Salvatore, se continuate ancora a far finta di non capire di cosa stiamo parlando, allora lo griderò forte:

<< dovete vergognarvi!!!>>

Quel maledetto 19 luglio 1992, appresa la notizia, insieme al lacerante dolore, sentii farsi largo l’inganno ma non volli crederci. Non potevo accettare lo scenario emerso dieci anni dopo!!!  Rividi Vittorio Teresi a distanza di 6 anni (autunno 1998) e solo dopo, che altro Magistrato, degno di tale ruolo, fu costretto e non credo pacificamente a lasciare la procura di Palermo per far posto, all’uomo delle omissioni, che poi le continuò ad esercitare nell’interesse di Fincantieri! <> gli chiesi quella volta a Bologna <>  <> mi rispose, col fare di chi aveva subito delle interferenze superiori… Fra Gioacchino Basile ed il Sostituto Procuratore Generale Vittorio Teresi non e’ difficile affermare chi sia il più credibile: Gioacchino Basile non ha mai mentito o detto cose non vere… Vittorio Teresi sì!!! Lo ha fatto a Caltanissetta, da persona offesa ed in qualità di testimone che ha prestato giuramento di dire la verita!!! Per capire, basta solo leggere i fatti così come documentati negli atti giudiziari ed in quelli dell’indagine condotta dalla Commissione Antimafia la cui relazione veniva approvata all’unanimità!!! la mia serena verità non ha bisogno del veleno dei pentiti per affermarsi anche contro “le sbagliate concezioni esecutorie della magistratura”!!! In questa ulteriore e poco edificante pagina di storia giudiziaria entra in scena prepotentemente anche Giancarlo Caselli:…ci sono diverse circostanze che mi lasciano molto perplesso quanto al suo atteggiamento, che a me piace definire ancora “suoi errori”. Spero che, egli stesso, leggendo questa missiva, chieda ai suoi colleghi di voler chiarire in modo cristallino.  Bisogna entrare nel merito dei fatti e guardare il volto di quelli che s’avvantaggiarono dell’immediata uscita di scena di tuo fratello che non e’ morto per fare l’interesse del milanese, di qualche lurido politico o degli infami criminali, ma di quel Governo e di quei politici!!!  Di quello Stato che aveva il volto di quel Governo e dei suoi finti oppositori che hanno fin qui utilizzato tua sorella per ubriacare la verità e ridurla a “serva delle debolezze umane”!!!! Perchè non chiedete ufficialmente chiarimenti sui fatti al dott. Vittorio Teresi ed a quella Procura di Palermo?!!! Molto semplicemente, basterebbe partire dal verbale che lo scrivente, il dott. Teresi ed altro suo collega formarono intorno alle ore 12.15 del 16 luglio 1992; basterebbe che un Magistrato, degno di tali funzioni, aprisse un fascicolo con la notizia di reato relativa a quanto da me dichiarato e dalla quale deve, per necessità, deve scaturire la verità.  Se quelle che appaiono ai miei occhi come omissioni, e lo affermo con serenità e convinzione alla luce dei fati esposti in questa mia, non trovassero giustificazione razionale e credibile, allora quello deve giudicarsi il movente e quelli sono i protagonisti che agirono nell'interesse della mafia che ha il volto delle istituzioni, per salvare Fincantieri.  Quando i magistrati formulano “capi d'imputazione fuorvianti”, quali, ad esempio, quello sul concorso in associazione mafiosa nei confronti di "uomini delle istituzioni", agevolano un percorso giudiziario destinato a concludersi sempre con l'assoluzione degli indagati perché, dai loro incrociati “non ricordo” e dalle loro menzogne, nessuno potrà mai dedurre l’esistenza di compensi o vantaggi criminosi ottenuti da "cosa nostra" per il semplice fatto che, processualmente, tali fatti, su cui si basa la tesi accusatoria, non vengono provati!!!  Esistono invece le veloci carriere istituzionali (e forse non solo quelle) di coloro che, seppur avessero sbagliato in buona fede, avrebbero dovuto essere destituiti dalle funzioni istituzionali, quantomeno per incapacità professionale!!!! Per la mafia che ha il volto delle istituzioni quelle imputazioni sono il miglior modo per seppellire la verità e costruire "quelle verità giudiziarie" che liberano definitivamente i suoi fedeli sgherri dalle pesanti responsabilità penali: in questi casi, il capo d’imputazione dovrebbe essere, << l’alto tradimento alla Costituzione ed ai valori dello Stato democratico in concorso con quelli che !!!>> L'errato capo d'imputazione (speriamo che sia errato in buona fede) e l’innaturale concepimento di quel portato, lungi dal rischiarare con la luce della verità i fatti, addensano ulteriori nebbie su una giustizia resa impotente. "Quegli uomini"(sic.) sono innocenti alla luce di quella giustizia impotente: hanno eseguito ordini istituzionali. Ove, per contro, condannati, la giustizia non sarebbe certo quella equa, in quanto tale circostanza sarebbe dovuta solo al fatto di aver eseguito il “lavoro sporco” per conto di quello Stato che non potrebbe esimersi dal condannare chi ha palesemente ha violato le norme penali”. Il rozzo consociativismo di filosofia prodiana (sic.) fa emergere sempre il partecipante a quella seduta spiritica che, indicando in “Gradoli” il luogo di prigionia di Aldo Moro, a mio avviso, ne segnò la condanna a morte.  Ma questa è solo una mia malvagia cattiveria; almeno, in cuor mio, lo spero!! Di certo, però, dopo quella seduta spiritica Romano Prodi ne ha fatta di carriera nei palazzi del potere. A proposito hai mai letto il libro inchiesta, “Corruzione ad alta velocità” edito da Koine e scritto da F. Imposimato, G. Pisauro e S. Provvisionato?!!  Tornando a Palermo, ti ricordi degli otto pubblici ministeri che all’indomani della strage chiesero ed ottennero le dimissioni di quel prefetto e di quel questore che avevano perentoriamente ignorato le montagne cartacee delle relazioni di servizio dell’ufficio scorte, lasciando cosi ai criminali via libera nell’organizzare l’infame attentato…  Quei magistrati furono accontentati immediatamente da quel ministro degli interni (il nostro stimatissimo Nicola Mancino) il quale prontamente li “punì” entrambi con le promozioni di rito; il prefetto fu trasferito a Firenze ed il questore a Roma!!!  Il promotore “di quella sterile” ribellione (gli 8 pm) fu il dottor Vittorio Teresi. Anche "u dutturi" che, a mio avviso giustamente, si professa innocente dal capo d'imputazione che lo vuole amico o servo dei mafiosi, il giorno successivo la strage di via D'Amelio fu nominato (dal nostro Amato e stimato Nicola Mancino oggi a capo del C.S.M.) coordinatore delle indagini sulle stragi mafiose!!! Chi meglio di Bruno Contrada poteva controllare le indagini per conto di quelle istituzioni (sic.) su quell’anomala strage??!!!  Poi le cose precipitarono e lo dovettero offrire in olocausto, vittima sacrificale sull’altare di quella verità Giudiziaria che si fa calunnia nei confronti della Verità che avrebbe condannato a morte la loro democrazia!!!!   L’operato della Procura di Caltanissetta non ha bisogno di commenti: è la storia che lo condanna stigmatizzandone “quelle sue difficoltà” che uccidono la speranza di verità e giustizia della Sicilia. Salvatore, con o senza di voi Gioacchino Basile continuerà a battersi fino alla fine dei suoi giorni, perchè dentro l’infame strage di Via D’Amelio non c’è solo l’eroico Magistrato, che per incarico professionale ha svolto il suo ruolo ed il suo dovere istituzionale con alta dignità ed onore. Dentro quella strage c’è l’assassinio dell’irripetibile storia d’un uomo che non si ribellava alla mafia per legittimi o meschini problemi personali, o per obblighi professionale e istituzionali o per meschini intenti politici, come i tanti teatranti, che tua sorella ben conosce e frequenta, anche a costo di smentire le sane critiche ed il libero coraggio di Sonia Alfano!!!. Mettere assieme le storielle dell’antiracket e dei suoi presunti eroi, (sic.) con la storia di tuo fratello Paolo e cosa veramente disdicevole!!! E come mettere assieme lo sterco del demonio  (i soldi, i tantissimi soldi dei contribuenti,) con il valore ideale e morale degli Eroi veri!!! Perché non chiedi alla signora Pina Grassi, a Beppe Lumia, Tano Grasso ed al calabrese (sic.)Francesco Forgione se vogliono confrontarsi pubblicamente con me, che ben conosco le loro storie ed i loro interessi, sul problema del racket, sul presunto “pizzo” e la mafia!!!Confermando che in ogni caso dentro quella strage c’è il tradimento alla nostra Costituzione Democratica, la sconfitta dei miei compagni di lavoro, della mia gente e della nostra patriottica speranza, preciso che la mia massima aspirazione esistenziale non è quella di offendere ad ogni costo l’onore di Vittorio Teresi ma, di dare luce a quella verità, che rende Onore al mio Paese. Tramite questa lettera aperta, che ti chiedo di far pervenire anche al dottor Vittorio Teresi, spero che Lui stesso si renda protagonista, di quell’onorevole gesto, che pretenda luce e definitiva verità sul quel suo operato omissivo, che senza il dovuto e cristallino chiarimento, assume il volto della strage di via D’Amelio: per questa irrinunciabile sete di Giustizia, sono disponibile anche a farmi arrestare ,e dichiararmi prigioniero politico di quello Stato, e di quel “teatrino antimafioso”che da 16 anni impongono la menzogna, uccidendo la speranza fin dentro le coscienze della nostra gente…Fin da subito mi gravo pubblicamente dell’onere di stimolare, duramente e quotidianamente ove necessario, in Roma, la prossima senatrice Rita Borsellino per farle assumere finalmente l’impegno ad intraprendere quel percorso di verità e giustizia, che non lascia più scampo ai “protobugiardi” di wildeana memoria. 

Tu , Salvatore, che farai?             Mi aiuterai?!!!

Gioacchino Basile

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
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E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


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