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Un blog creato da MirtilloGirl il 11/09/2006

Boutade

quando qualcosa comincia, comincia a finire (a.g. pinketts)

 
 

MARMELLATA DI MIRTILLI

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Post N° 138

Post n°138 pubblicato il 05 Settembre 2007 da MirtilloGirl
 

La guerra dei fiori rossi.immagine

Sì. Lo ammetto. Ero una brava bambina. Di quelle che non piangevano mai, nemmeno quella volta che mi sono scottata il ditino infilandolo nel caramello bollente. Ho chiesto a mio fratello cosa si ricorda di me quando ero piccina, prima della scuola, dice "niente, stavi lì con le tue cosine, non frignavi, non facevi casino, giocavi e ogni tanto ti sedevi sulla tua poltrona arancione pelosa". Ero di quelle che stavano talmente zitte che mamma quando andavamo dal dottore diceva che si annoiava con me in sala d'aspetto. Ero di quelle che si sarebbero masticate la lingua piuttosto che dire che avevano paura. In terza elementare avevo già le chiavi di casa, uscivo da scuola, arrivavo nel grande salotto di casa, mi sedevo sul divano e guardavo fisso davanti a me finchè non arrivavano gli altri, perchè ero convinta che se mi fossi girata avrei visto spuntare mostri da tutti gli angoli della casa. Ma stacippa che lo dicevo, che mi cagavo sotto. Mi facevo compagnia con una cassetta di due cantanti finlandesi, di mia sorella grande. Mi leggevo i testi delle canzoni e cercavo di cantarli. Una l'avevo anche imparata a memoria. Sì sì, in finlandese, me la ricordo ancora. A papà dicevo che da grande avrei fatto la missionaria. Avevo già imparato a parlare le lingue degli altri. Questa era la sua. Senonchè già a 13 anni nella copertina di pelle della Bibbia ci mettevo Kafka, e quando gli altri in chiesa mi vedevano leggere la Bibbia tanto concentrata chissà quanto mi credevano zelante. La mia ribellione era silente e pacifica. A dirla tutta, pure un po' vigliacca. Nell'ora del riposino all'asilo nascondevo i libretti della biblioteca sotto la brandina, e quando la maestra usciva credendo che tutti dormissimo, li tiravo fuori. No, decisamente non sono mai stata un tipo eclatante.

E pensare che sono nata lo stesso giorno di Adolf Hitler.

Insomma, questo film. E' un bel film. E' poetico. I bambini sono magnifici. Ma i ricordi a volte fanno male. L'infanzia, quella cosa che un giorno ci sarà pur stata.

Si è alzato un gran vento. Torno a casa tutta infreddolita, stretta dentro la mia solitudine. Non ho nemmeno la macchina.

(Però il riposino non lo volevo fare, e non credo di averlo mai fatto.)
(E la missionaria poi la faccio anche. Ma forse lui non sarebbe così contento di saperlo.)

 
 
 
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