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OGM: Organismi Generalmente Misconosciuti

Post n°156 pubblicato il 24 Agosto 2011 da lafarmaciadepoca
 

Vi ho lasciato una settimana per pensare, e sono felice che in molti abbiano risposto all’appello, in modo da darmi la possibilità di illustrare ciò che sono effettivamente gli OGM e allo stesso tempo di rispondere a delle vostre eventuali domande.

Cos’è un OGM, quale mostro nasconde questa innocente sigletta, tanto cara a noi biologi?
Per Organismo Geneticamente Modificato , si intendono tutti quegli organismi, in cui parte del genoma, sia stato modificato tramite moderne tecniche di ingegneria genetica . (perché queste parole sono in grassetto lo vedremo più tardi).
I cloni e le piante ottenute tramite incroci di individui sessualmente compatibili (perché anche le piante hanno un maschile e un femminile!) non sono considerabili OGM.
Per esempio: nel mio orto cresce spontanea una varietà di asparagi, che purtroppo non riesce a superare i 3 cm di altezza (l’Asparagus stiticus).
Se decidessi di selezionare le piante più alte, per ottenere un asparago che, quando disgraziatamente lanciato in aria, abbatte i cacciabombardieri, quello non è un OGM.
Inoltre, qualora avessi voglia di un risotto agli asparagi geneticamente perfetto, ottenibile clonando un asparago e un chicco di riso, neppure questo è OGM.

Gli OGM, grazie alle tecnologie ricombinanti, superano la barriera della compatibilità sessuale: io posso selezionare un gene che proviene da un batterio o da un virus e farlo esprimere in una pianta, rendendola così immune ad una determinata malattia, o per proteggerla dall’attacco di insetti dannosi, senza dover spargere insetticidi nell’ambiente, inquinando il terreno.
Questo è solo un piccolo aspetto di ciò che si può ottenere tramite gli OGM, sicuramente, qualcuno di voi avrà sentito parlare del famoso Golden Rice (riso d’oro). Questo riso geneticamente modificato, ottenuto dall’inserimento di alcuni geni del narciso, contiene 4 volte più beta carotene, rispetto al normale riso. Il beta carotene è il precursore della vitamina A, una vitamina molto importante per lo sviluppo della retina, infatti, non di rado, i bambini con carenza di vitamina A, tendono a diventare ciechi. La deficienza di questa vitamina è molto comune nelle zone dell’Asia molto popolose, che basano la loro dieta sul consumo di riso, e l’introduzione del Golden Rice, pareva la via migliore per risolvere il problema. La Syngenta, una delle molte industrie del settore, aveva dato il via libera alla possibilità di un utilizzo gratuito delle sementi e del loro reimpiego, da parte di quegli agricoltori che guadagnavano meno di 10.000 $ all’anno (6942 € all’anno, 578 € al mese).
Non credo ci sia il bisogno di dire che il Golden Rice sia stato ampiamente boicottato da molte associazioni ambientaliste. Purtroppo, se dovessimo vedere la situazione con gli occhi della scienza, ci renderemo conto che a breve dovremo scegliere se sacrificare la biodiversità oppure porre un limite ai nostri “cuccioli”, obbligando Paesi come l’India, a regolamentare le nascite.

Altro esempio degno di nota è il famoso mais Bt, ovvero il mais resistente alla piralide (insetto), grazie all’espressione del gene cry di Bacillus thuringensis, che produce una tossina mortale per l’insetto, proteggendo la pianta  senza dover spargere insetticida nell’ambiente.
Molti di voi potrebbero sollevare l’obiezione che, a lungo andare, la piralide potrebbe diventare resistente alla tossina. Giusto, dico io, ma esistono degli speciali piani di coltura, che alternano nello stesso campo, o in campi adiacenti, colture tradizionali, in modo che gli insetti si nutrano anche di quello e mantengano la suscettibilità alla tossina.

Nuova frontiera, appena varcata, è il “molecular farming”, ovvero la produzione di farmaci e vaccini, attraverso  l’uso di OGM.
Se c’è una cosa che mi da alla testa e inebria il mio lato scientifico è proprio questo: vaccinare la popolazione mondiale contro il colera, facendogli mangiare delle banane, che a differenza del vaccino, si conservano anche ad elevate temperature, sono economiche, e possono essere utilizzate da tutta la popolazione.  Oppure che dire delle patate che proteggono dalle enterotossine del E. coli? Sembra fantascienza, ma potrebbe essere realtà.

Qualcuno ha sollevato il dubbio sulla creazione di animali OGM e sulla loro possibilità di diventare cibo per gli esseri umani.
La creazione di animali OGM è molto più costosa e onerosa, rispetto all’equivalente vegetale, e viene utilizzata solo per ricreare negli animali, solitamente topi, delle situazioni patologiche tipiche degli esseri umani, e il loro uso è destinato ai soli fini della ricerca.

Altro timore infondato, di cui nessuno ha parlato, ma che gioca un ruolo importante nel rapporto OGM – consumatore, è la paura di assumere materiale genetico da piante “estranee”.
Il DNA, come tutte le molecole biologiche presenti nel cibo, viene degradato e scomposto: non è che se io mangio il Golden Rice e assumo geni estranei a quelli del riso, mi spuntano i narcisi dalle orecchie. (con somma gioia del poeta inglese Wordsworth)

Timore invece fondato, ma relativamente remoto, è la possibilità che qualcuna di queste piante ceda del materiale genetico a specie sessualmente compatibili. Per scongiurare il tutto, sono state scelte come piante, delle specie che non possiedono varietà selvatiche, come il mais, la soia e il riso. Quelle che possiedono varietà selvatiche, sono coltivate in serra.

Ad oggi, in Italia è vietata la vendita di OGM, ma è possibile ottenere delle autorizzazioni alla loro coltivazione ai fini della ricerca.
Vi renderete conto anche voi, se avete letto bene il paragrafo sopra, quanto questo sia una colossale baggianata, per due semplici e pratici motivi.

Motivo numero uno - Se hai paura che del materiale genetico contamini le altre coltivazioni, non permettere nemmeno la coltivazione ai fini della ricerca: ricordo a tutti che né gli insetti, né il vento sanno riconoscere il mais OGM, da quello non OGM.
Motivo numero due – E’ più di 40 anni che noi mangiamo OGM. No, non svenite, resistete fino alla fine del post, anzi, andate al minibar e versatevi qualcosa di forte, perché quello che sto per dirvi vi sconvolgerà.

Dovete sapere, che gli OGM di cui vi ho parlato, non sono la prima generazione di organismi geneticamente modificati creati dall’uomo, ma la seconda.
Già negli anni 60 – 70, si erano creati degli OGM, bombardando alcune piante con i raggi X.
 Vi ricordate quella frase in grassetto all’inizio del post?  E’ quanto mai sbagliata.
Dal momento che non esistono Entità Elementari, Medie, Superiori e Universitarie che vanno in giro con la pistola ai raggi X, e che le piante normalmente non ne producono, questo è OGM.
A differenza delle moderne tecnologie ricombinanti, che permettono di selezionare i geni d’interesse e impiantare solo quelli, gli OGM ottenuti con i raggi X, creano anche delle modifiche secondarie che possono essere pericolose. Paradossalmente, i bistrattati OGM sviluppati oggi, sono più sicuri di quelli che noi mangiamo ogni giorno, protetti da una definizione creata ad hoc, che fa passare i raggi X per qualcosa di assolutamente naturale.

L’esempio lampante ce l’abbiamo ogni giorno nei nostri piatti: la pasta.
A partire dagli anni 70, è stata introdotta sul mercato italiano una nuova varietà di grano ad alta produttività: il grano Creso, sviluppato presso il Centro Studi Nucleari della Casaccia, ottenuto bombardando il grano var Capelli con i raggi X, che in meno di dieci anni aveva conquistato buona parte del mercato. Tecnicamente è OGM, ma la totale ignoranza in materia ha fatto sì che fosse accettato senza problemi dai consumatori.

Esiste anche un divertente paradosso dell’attivista “Green” che va in America e si reca a mangiare un hamburger alla soia e un gelato alla papaya.
Dal momento che in America le colture OGM stanno quasi soppiantando quelle tradizionali, con un buon 48% della superficie coltivabile totale, e non c’è nessuno che grida, le possibilità che l’attivista mangi OGM è molto alta, che addirittura tocca l’80% nel caso della papaya. (Si, avete capito bene, l’80% delle papaye sul mercato americano è OGM, ma comunque la ciliegina sulla torta è la soia. Poverini, pensano di mangiare biologico …)

Per parlare efficacemente di OGM, penso dovrei aprire un nuovo blog, ma spero di avervi perlomeno indotto a riflettere un attimo prima di condannare apertamente questi alimenti frutto della scienza.
Nel profondo della mia mente, io penso che qualunque innovazione possa essere pericolosa, se utilizzata in modo errato, ma credo fermamente che, se utilizzati in maniera corretta, gli OGM, possano veramente dare dei buoni risultati, migliorando la vita di molti.
L’unica cosa che mi piacerebbe fosse recepita  da voi è questa.  Prima di giudicare e di “bollare” qualcosa come insicuro o pericoloso, nel nome di tutto ciò che è scientifico e razionale, documentiamoci, non solo noi, ma anche i signori che si occupano di Sanità e di Agricoltura che abitano in quel di Roma. Non per fare sfoggio di cultura o di scienza ai più alti livelli, ma solo per evitare di far perdere delle opportunità di sviluppo al nostro Paese.

Grazie per aver letto questo mastodontico post!

Ps. L’OGM è il secondo pomodoro da sinistra, non vedete come lo guarda male il pomodoro biologico?

 
 
 
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