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L'inutile Fat - Tax, ovvero la tassa sui cibi grassi

Post n°165 pubblicato il 03 Ottobre 2011 da lafarmaciadepoca
 

Fortunatamente le leggi astruse, insensate, e totalmente inutili non sono partorite solo dai legislatori italiani, dimostrando ancora una volta che tutto il Mondo è paese.

Credo che molti di voi abbiano sentito parlare della “Fat – Tax” danese, la tassa sui cibi “grassi”, partorita ad hoc per combattere l’obesità e restituire l’eterna magrezza al Popolo danese.
Secondo questa legge, parto del più alto ingegno legislatore nordico, più un cibo è ricco di grassi saturi, più sarà costoso: in questo modo i consumatori, per mantenere “in carne” il loro portafoglio, li eviteranno e ne mangeranno meno.
Così il glorioso Popolo Danese ( e Ungherese, dal momento che anche loro hanno adottato il balzello) un domani sarà bello, atletico, snello, scattante, autonomia a letto di 10 ore, e correrà libero e sano, senza tumori, senza infarti, senza l’influenza stagionale, pronto per dominare il Mondo.

Questa è l’utopia che il legislatore aveva in mente, la realtà è ben differente, e non credo che ci voglia una laurea, per capire che questa legge è totalmente inutile ai fini di tutelare la salute dei consumatori: la realtà è che serve solo ad arricchire le casse dello Stato.

Perché è inutile? Perché non risolve il problema, ma ne crea di più gravi.

Immaginiamo lo scenario: la tassa c’è, i consumatori comprano meno cibi ricchi di grassi perché troppo costosi. Tutto sembra idilliaco, ma si sono chiesti come reagiranno i produttori di patatine fritte, di merendine, e di burro?
Nel modo più semplice possibile: troveranno dei surrogati artificiali meno grassi da introdurre nei loro preparati e farli costare meno. A scapito della salute del consumatore, ovviamente.

Burro? Perché non renderlo più light con una percentuale di margarina. Si, quel grasso vegetale idrogenato, ottenuto a partire da oli vegetali, che a volte sono di qualità scadente e hanno un valore alimentare molto basso.  Peccato che 100 g di burro abbiano 758 Kcal, e 100 g di margarina ne abbiano 760 Kcal!

Zucchero nelle torte o nelle merendine, siamo forse nel Paleolitico? Ma no, lo zucchero non si usa più, meglio del sanissimo aspartame.  Peccato che sia sospetto cancerogeno ( a causa della sua composizione: acido aspartico, fenilalanina e metanolo) e siano stati registrati casi di persone che hanno avuto alcuni problemi a causa del suo utilizzo.

E vogliamo mettere l’olio per le patatine fritte? Perché non passare da un olio di semi di girasole verso un olio di colza. D’altronde contiene tanti grassi monoinsaturi “buoni” , tra cui l’acido erucico: una “bomba” per la digestione dei tuoi bambini.

Così, il Popolo danese, non solo non calava di peso, perché consumava meno grassi e più carboidrati raffinati (e chi ha fatto qualche dieta sa che anch’essi vanno limitati!), ma iniziò a mangiare del cibo meno naturale e molto più artefatto, aumentando l’incidenza di patologie ad alta persistenza,  gravando maggiormente sul sistema sanitario nazionale, e facendo spendere i proventi della Fat – Tax in medicinali.

Se si vuole rendere i cittadini consapevoli dei rischi legati ad un’alimentazione non bilanciata, non bisogna tassarli, limitando la libertà sacrosanta di mangiare ciò che si vuole, ma parlando chiaramente e in modo massiccio dei possibili rischi di una dieta troppo ricca di grassi, per renderli partecipi del processo, non vessarli con una legge che pare essere scaturita dall’America del proibizionismo.
Non serve a nulla far pagare di più i prodotti ricchi di grassi, quando anche i prodotti con un alto contenuto di carboidrati fanno ingrassare, e spesso sono anche più calorici di una bistecca di maiale. (300 g di bistecca sono 471 calorie; 300 g di crostata alla frutta contengono 1017 calorie)
Non dimentichiamo mai che anche le calorie che assumiamo in eccesso ci fanno ingrassare!

La Fat - Tax farà solo precipitare la qualità del cibo, importantissima per la salute umana: in questo modo  le famiglie meno abbienti, saranno costrette a rinunciare ad una dieta equilibrata, rimarranno danneggiati anche quei produttori che scelgono di utilizzare prodotti di qualità, che purtroppo sono stati bollati ad alto contenuto di grassi e sarà la morte della cucina tradizionale danese, di per sé molto, molto, sostanziosa.

Amleto diceva che la Danimarca è una prigione, e forse non aveva tutti i torti: quando un governo deve introdurre delle leggi come questa, significa che ha miseramente fallito nel settore “comunicazione con i cittadini”.
Per ridurre il rischio di obesità, sarebbe stato più proficuo obbligare i Danesi ad un ora di ginnastica forzata, ma soprattutto sarebbe stato meglio parlarne, sempre e comunque, anche al costo di diventare noiosi, perché solo tramite un’informazione ben dettagliata si può coinvolgere il cittadino sulle tematiche importanti, come l’alimentazione.

Comunque questa tassa non ha tutti i risvolti negativi. Io per esempio, so già cosa fare la prossima estate: vado in Danimarca, ed inizio a spacciare burro “Free Fat – Tax” (libero da Fat – Tax) nei giardinetti o davanti alle scuole. L’era dello spaccio dei cibi naturali ha ufficialmente inizio.

Grazie per aver letto il post! Il testo non voleva avere vena polemica alcuna ( mettiamoci al riparo da eventuali leggi bavaglio) ma è stato scritto “pour rire”, e non voleva offendere nessun Danese e nessun prodotto light.
Se poi il Danese è anche un prodotto light, allora mi scuso due volte.

 
 
 
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