LA NOTTE DEL 16 OTTOBRE 2004
LA SCOMMESSA
E’ una notte ormai lontana nel tempo. I ricordi sono spesso confusi, spesso ricordi particolari che non sempre sono realmente accaduti, altre volte tenti di ricordare le emozioni precise di quei momenti… ma non ci riesci mai. No, perché le emozioni sono quelle di adesso e sono diverse da quelle di tempo fa… I ricordi si confondono con gli attimi della vita e a volte non riesci a distinguere più il passato dal presente…
Le pagine di un diario servono anche a questo. Servono a farti recuperare certe cose perdute e ogni tanto ti regalano una vecchia emozione… illusione… non sarà mai la stessa di allora. Messaggio numero 194 del mio blog… Lo leggo, adesso ricordo qualcosa in più ma non è sufficiente. Voglio capire cos’è successo dentro di me quella notte e voglio raccontare ciò che allora non raccontai, non ricordo neanche più il perché.
Entro in chat come tutte le notti e questa volta la “mia stanza” è vuota. C’è solo un mio amico e un altro nick che conosco da tempo ma con cui non ero sulla stessa lunghezza d’onda, forse per via dell’età: lui era più grande. All’improvviso, mentre la serata stava lentamente scemando e sarei stato prossimo all’uscita, entra in stanza una certa Francescace che comincia a prendere di mira questo mio conoscente… “matto” è il suo nick (non lo metto per esteso, non so se vuole comparire o no sul mio blog). Io e il mio amico dapprima facciamo finta di niente e poi osserviamo attoniti all’evoluzione dei fatti. Francesca comincia ad aumentare l’intesità degli insulti, sempre più pesanti, sempre più offensivi. Nella stanza non se ne capisce il perché e il mio amico vista l’ora tarda va via. Rimaniamo io, il matto, lei e qualche altro “passante”. Non c’era più nessun motivo di rimanere in stanza: due persone che non conoscevo si stavano azzuffando… sai che novità, lo vedevo quasi ogni notte. Qualcosa mi trattenne però dall’andare via. Una cosa ben precisa cacchio… ora ricordo, se mi sforzo ricordo. Non me ne andai perché non capivo i motivi di quell’attacco verso una persona che era sempre stata sostanzialmente buona e che tra l’altro non reagiva in maniera offensiva agli insulti di Francesca. E quanti anni aveva lei? Il profilo non diceva niente, non era disponibile. Ne poteva avere cinquanta come quindici. Ma, ricordo bene… io sentivo che ne aveva venti o giù di lì, ma non mi chiedete il perché… non lo so. In chat come nella vita io osservo, spesso silente, valuto, prendo in considerazione tutte le alternative e poi agisco…
”Mi piaci”… forse le scrissi questo per prima cosa in privato… Possibile? Pazzia? Ti piace una ragazza che urla, insulta, minaccia? L’avrà pensato pure lei… “questo mi sta prendendo per il culo”. Invece no… Io non sapevo cosa stesse facendo e perché era così agitata, ma ci vedevo il cuore, la grinta, l’energia, che poteva avere solo una ragazza giovane e che fosse bella, bella dentro. Messenger… messenger… Un mezzo potente, un mezzo che lega due persone distanti che usano un pc, un mezzo spesse volte troppo freddo e altre volte magico…
Avete presente una moneta? Testa o croce? Cosa uscirà? Quanto puntate? E’ una scommessa… c’è il 50% di probabilità…
E quante probabilità ci sono, che una ragazza (poteva benissimo essere anche un uomo), senza profilo, senza età, senza nessun altra caratteristica conosciuta tranne quella di saper insultare bene, che entra in chat in una notte di noia, sia la ragazza perfetta per te?
“Ce l’hai il contatto di messenger? Così continuiamo a parlare lì”. Non ho puntato su nulla quella sera. Forse solo su una cosa… lascio parlare il mio diario in una parte del messaggio 194…
Per quello che posso tenterò di proteggerti da tutte le lacrime che potresti, ma non ti auguro, di versare, in nome di un amore non così puro come tu possa credere che sia.
Ho vinto la scommessa, l’ho protetta, l’ho fatta smettere di piangere, ho sentito il suo sorriso, poi l’ho visto. Lei adesso è la mia ragazza. Da quella notte sono trascorse almeno altre 60 notti insieme su Messenger… poi tante ore al telefono… poi l’incontro… i baci… l’amore vero… Lei ha visto l’amore vero e credo che adesso sia d’accordo su quello che scrivevo alla fine di quel messaggio del 16 ottobre…
In amore non si piange. Se no che gioia sarebbe.
Apri il tuo sorriso amore mio… Sono con te.