DISCARICA
Era un pomeriggio di mezza estate e il tempo si stava lentamente guastando. Dal mio balcone guardavo l'orizzonte scorgendo nuvole nere, cariche di pioggia. Nell'aria quel tipico odore che preannuncia un temporale: odore di umido, odore di cariche elettriche che vibrano nell'aria e si muovono vorticosamente... odore di lei.
Il sole fu oscurato dalle nuvole mentre percorrevo la statale a velocità sostenuta. Dal nulla sembrava alzarsi una brezza fresca fuori stagione; forse un presagio di quello che è stato.
Tempesta.
Nulla era chiaro fino in fondo, non c'era più nulla di silenzioso tra il vento, le auto, il prato sconfinato e desolato, un legno che brucia, un cuore che arde e quatro braccia intrecciate a due corpi...
Tempesta. Di nuvole nere e amore lucente, di un sole nascosto, di un arcobaleno, di un fulmine grande e potente come i suoi occhi persi nel vuoto, così chiari e così chiusi in un respiro, e poi in dieci, in cento...
Il tempo trascorre, è passione, è bellezza, è anche follia, è anche tristezza... perchè il tempo è finito e la tempesta pure senza neanche una goccia di pioggia, senza lasciare il segno sul quel tronco che ancora sta ardendo in quella discarica fuori città.
Ripensi ad una cosa a mente lucida.
La trovi totalmente diversa da come è stata.
Ritrovi tutti gli aspetti andati perduti.
Esamini tutto ciò che in quel momento non hai potuto notare.
E come ad esempio in questo caso, ti rendi conto che quando un amore è infinito lo è anche nel luogo più brutto che si possa immaginare.
In una discarica. Con un temporale. Con il mondo lontano anni luce da lì.
8-17 AGOSTO 2005 - CON LEI