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Canto XXXV - Inferno

Donne affette da Endometriosi

 
 
 
 
 
 

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STORIA??? Paola di Prato

Post n°503 pubblicato il 17 Marzo 2010 da librodade

Buonasera Veronica.
 
Ho messo volutamente il punto interrogativo all'oggetto, perché la mia non è una storia, è una doppia vendetta dell'endometriosi.
Ho letto i suoi libri e devo farle i complimenti, mi sono commossa  e ho pianto, ricordando e ripensando a tutti i momenti brutti che ho passato e che sto passando.
Devo iniziare dal principio perché lei possa capire qualcosa: sono una donna di 39 anni, abito a Prato, e la mia storia potrebbe interessare  e dare speranza  a tante donne affette come noi dall'endometriosi; sono stata una ragazza che ne ha fatte tante, ho studiato giurisprudenza, ma invece di fare l'avvocato, cosa a me molto ostica, ho preferito fare altro, e  "aiutare" gli altri finendo per lavorare in uno studio odontoiatrico, studiando ulteriormente, e ora facendo l'igiene dentale dalla mattina  alla sera.
Io non pensavo che si potesse star male in "quei giorni", mi sono sempre domandata come poteva accadere,  sentivo le mie amiche che non potevano uscire, che avevano dolori lancinanti, e pensavo che esagerassero, ma purtroppo mi sono dovuta ricredere.
Come ho scritto, ne ho fatte tante, mi sono molto divertita, e ho avuto, io non sono bella, tanti ragazzi; fino ai 30 non ci pensavo neppure alla famiglia o agli figli, ma undici anni fa ho incontrato un uomo che mi ha fatto letteralmente perdere la testa, dovevo ancora finire di studiare, lavoravo già, ho sempre lavorato e studiato, anche perché la situazione finanziaria dei miei genitori, anziani e malati, non era molto rosea.
Quest'uomo mi è stato accanto per un periodo molto brutto, uno dei più brutti della mia vita, iniziai a stare male, iniziai con il ciclo mestruale irregolare, dolori fortissimi e viaggi al pronto soccorso, ogni volta mi dicevano che non era niente, che non dovevo preoccuparmi, ma la situazione non migliorava.
Come lei, come le altre donne, iniziai un calvario tra vari medici ginecologi, tutti mi dicevano che non era niente, anzi facevo io i drammi.
Non mi dilungo, lei sa meglio di me cosa si prova.
Finalmente un medico ginecologo diagnosticò l'endometriosi, fui operata e per sei mesi andai in menopausa forzata.
Il mio, al tempo, fidanzato, uomo che mi fece perdere la testa, rimase vicino, anche lui non aveva mai sentito parlare di endometriosi.
Dopo la menopausa, iniziai a stare meglio, ma la situazione in casa non era buona, mio padre stava male, tumore ai polmoni, quindi dovevo finire al più presto gli studi, e meno male che avevo già un lavoretto, e la speranza di una futura famiglia.
Finanziariamente però non andava bene, proposi al mio fidanzato una iniziale convivenza, in futuro speravo nel matrimonio, lui accettò, finii la menopausa a luglio del 2001, a dicembre sarei andata a convivere e ci saremmo dovuti sposare a poco, quando a settembre mi accorsi di essere incinta.
Non so ancora perché le sto scrivendo tutto questo, ancora fa male, non voglio essere giudicata, sono io stessa che ogni giorno mi punisco.
Fu un attimo, un mese dopo mi ritrovai senza lavoro, con due genitori malati e molto anziani, mi è rimasta solo la madre ora, con degli studi da finire, li finirò dopo, e cosa ancor più grave, da sola, il mio fidanzato, l'uomo che mi aveva fatto perdere la testa, con poche parole, si era dileguato: "non ti voglio più, non voglio né te, né il bambino".
In questa situazione, l'unica cosa che in quel momento mi era stata consigliata, fu difficile, ma abortii, all'ottava settimana, abortii.
ricordo tutto, perfettamente, lo ricorderò sempre.
Ripeto, non voglio essere giudicata, andò così, così doveva essere.
Mi aiuta, come mi disse una psicologa, immaginarmi il mio fidanzato che mi sferza calci e pugni nella pancia, facendomi  perdere il bambino, gemelli, credo; è stato un delitto, l'aborto è un delitto, ma purtroppo non si può tornare indietro, se potessi lo avrei già fatto un milione di volte.
Si immagini Veronica, il dolore e l'angoscia che ho vissuto e vivo tutt'ora, l'inferno l'ho già passato e lo sto vivendo tutti i giorni pensando a tutto questo, poi, io sono comunque credente, e quindi il posto all'inferno, per tutto questo, io me lo sono già assicurato.
Non lo so cosa ho fatto per meritarlo, penso sempre, ne sono convinta, che l'angioletto/i del bambino perduto, conoscendo veramente il mio cuore, mi ha aiutato.
6 anni fa, avevo perso la speranza nell'amore,  nell'amore delle persone, e più in generale degli  uomini, ma non è stato così.
Ho conosciuto un angelo, un angelo vigile del fuoco, che ultimamente, con il terremoto abruzzese, ha salvato molte persone, e ha salvato me, mi salva ogni giorno, amandomi e standomi accanto, sopportando questa donna, che si lagna dei vari dolori pelvici, delle paure; sei anni fa l'ho conosciuto e non ci siamo più lasciati, abbiamo una casa in comune, un conto in banca in comune, non il matrimonio, ancora, e una cosa importantissima, la più importante di tutte, più importante della vita stessa, un figlio.
Si, dopo tutto, il cielo mi ha voluto donare di un figlio, e questa volta "col cavolo che lo lascio", ho avuto un'altra possibilità e l'ho trattenuta con le unghie e con i denti.
Ora ha 5 anni, si chiama Andrea, ed è un bambino meraviglioso.
Mi sento in colpa verso di lei, verso tutte le donne che cercano ma non riescono, che non ce  la fanno ad acchiappare il bambino gettato, io ce l'ho fatta, ma è stato un puro  caso, o forse no, non so, so soltanto che vi chiedo scusa, chiedo scusa a lei e a tutte le altre, mi dispiace, ma stia sicura che nonostante tutto, pago e sto pagando l'errore e l'orrore che ho fatto.
Di fronte a lei non saprei cosa dire, non oserei guardarla negli occhi dalla vergogna e dall'umiliazione.
La ringrazio per tutto quello che sta facendo per portare avanti il lavoro contro l'endometriosi, la ringrazio dei libri, li pagherò subito, stia tranquilla, la ringrazio e basta.
GRAZIE
Per la cronaca ancora adesso l'endometriosi si è ripresentata, facendomi vedere i sorci verdi, ma le ho detto è una vendetta, non si può scappare de lei, si ripresenta quando mai te lo aspetti e non ti lascia.
Grazie e scusi il disturbo.
Paola


Paola ... Oggi passeggiavo e mi chiedevo: "sarà così per tutta la vita? Ogni volta che vedrò un bambino rifletterò sulla mia condizione?".
E ora che ho letto la tua storia (scusami ma vorrei darti del tu, siamo coetanee), mi sono chiesta se succederà anche a te. Se per tutta la vita ancora ti sentirai in colpa, se per tutta la vita avrai questa sensazione di dover chiedere scusa per il tuo piccolo perso e per il tuo piccolo avuto.
A me, a noi, non devi chiedere scura Paola. La vita è questa ... è dura, dolorosa, ingiusta, ma anche tanto bella, speciale, preziosa.
Mi chiedi di non giudicarti, ma non farlo neanche tu ... perdonati cara e guarda avanti con fiducia e serenità. Hai la possibilità di guardare il mondo con gli occhi di tuo figlio, fallo Paola, fallo per tutte noi, senza sensi di colpa. Insegnagli da amare, ad essere leale e a rispettare le donne, perchè ne sono sempre più convinta ... le donne sono davvero eccezionali, hanno un cuore grande e a volte sono davvero orgogliosa di esserlo.
Ti abbraccio con affetto, grazie di averci raccontato di te. Un bacio al piccolo Andrea.
Vero

 
 
 
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