Creato da clorindaetancredi il 02/08/2012

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Ghiaccio bollente...

Post n°345 pubblicato il 01 Febbraio 2013 da clorindaetancredi
 

Mentre la baciavo d'un tratto mi sentivo in trance.
Rapito e inconsapevole di tutto, sentivo il tocco sexy delle sue labbra, delle nostre lingue che affondavano sino a raggiungere le profondità delle gole. Cominciai a spogliarla lentamente, le toglievo capo dopo capo con un movimento sensuale che la eccitava sempre più; spogliarla era aprire il sipario del suo corpo; le lasciai solo il perizoma di seta nera. Poi iniziò lei a spogliarmi, le sue dita avevano il tocco d'ali di farfalla tanto erano leggere; quando giunse ai miei boxer, non li tolse, si incuneò lentamente con le dita affusolate, sfiorandomi il membro, sentendo la mia eccitazione salire sempre più prepotente tra le sue dita. Staccò le sue labbra dalle mie cominciando a scendere sul collo, sul petto, leccando e mordicchiando i capezzoli, mentre brividi percorrevano il mio corpo, facendomi contorcere dal piacere; scese ancora sulla pancia, giungendo ai boxer: sentivo il suo alito caldo penetrare il cotone, giungere al mio menbro scaldandolo come se la sua bocca fosse stato un phon. Sentii le sue mani prendere il boxer facendolo scivolare lentamente, non appena il membro le apparve, lo fece entrare lentamente tra le sue labbra: sentivo le sua bocca che si adattavano come fosse un guanto, muoveva le bocca su e giù con una grazia sensuale, mentre con le mani faceva scivolare i boxer sino a sfilarmeli, guardandomi dritto in viso. Mi stava facendo una fellatio molto profonda, con una passione e sensualità mai provata con altre donne. Stava diventando un momento erotico da farmi sentire follemente leggero, più mi sentiva diventar duro più si eccitava facendolo scivolare nelle profondità della sua gola; sentivo la sua lingua che giocava con la punta del mio membro, lo faceva scorrere all'interno della sua bocca, facendolo passare dalla destra alla sinistra delle sue guance, mi stavo avvicinando prepotentemente all'orgasmo quando la fermai.

Presi le sue braccia tra le mani facendola alzare, lentamente ricominciammo a baciarci, spostandoci verso il letto, ci stendemmo di fianco, mentre le mie mani, una sulla sua nuca, e l'altra scendeva sui suoi seni caldi e morbidi come bignè appena sfornati; con il pollice toccai la punta del capezzoli sentendola gemere, spostai indice e pollice nella mia bocca bagnandoli. Ritornai su quel capezzolo, stringendolo e tirandolo, mentre con la bocca mi ero spostato sull'altro seno, succhiandole l'altro capezzolo, l'aureola e parte del seno morbido e caldo. Gemeva, gemeva sempre più, staccai la mano dai capezzoli, facendola scivolare sulla pancia, giungendo all'interno delle sue cosce di fuoco, staccai la bocca dal seno seguendo la mano; soffermandomi sul suo ombelico, entrai con la punta della lingua sino nella sua profondità, scesi ancora a sfiorarle le grandi labbra aprendole delicatamente, mentre con il pollice entravo dentro lei.
Era già leggermente bagnata, la punta della lingua cominciò a "giocare" con la punta del suo clitoride, man mano sentivo che cresceva indurendosi; il pollice dentro lei sfiorava le pareti del suo intimo a scoprirla, sentivo che si bagnava sempre più, allargò di più le gambe cominciando a muovere il bacino in modo ritmico: mi stava scopando il pollice. Succhiavo stringendo tra le labbra, mordicchiando quel clitoride ormai diventato una torre d'avvistamento, l'eccitazione saliva sempre più prepotente in entrambi, il suo movimento d'anca diventava sempre più frenetico, così come la mia lingua sfiorava con maggior frequenza il suo clito, il pollice si muoveva ritmicamente andando avanti ed indietro come fosse il mio membro dentro lei. La sentivo prigioniera di quel momento così intenso! Iniziò a muovere sempre più velocemente il bacino, cominciavo a sentire le pulsazioni, stava per raggiungere l'orgasmo: era il momento di fermarsi. Mi allontanai da lei; mentre sfilavo il pollice, lei ebbe un momento di disagio. Mi guardò negli occhi mentre le infilavo il pollice pieno del suo umore nella bocca; le dissi di chiudere gli occhi, aprii il cassetto del comodino tirando fuori una benda di raso nero, gliela passai sugli occhi bendandola: lei mi lasciava fare restando in silenzio. Presi altre bende di raso legando i suoi polsi al letto con le braccia incrociate; legai una sola caviglia lasciando l'altra libera di muoversi, anche se non era più in grado di essere libera di muoversi, ne di dimenarsi. Bagnai indice e medio nella sua bocca, le leccava in un movimento erotico, come se stesse facendo sesso orale alle mie dita; ripresi a toccarla con le dita il clitoride e l'interno del suo intimo, lentamente spostavo il mio corpo, sino a far giungere il mio membro alle sue labbra, lei le apriva cercando di ghermire il mio intimo, ma non glielo facevo fare spostandolo. Lo leccava cercando di infilarselo in bocca, mentre continuavo ad eccitarla sempre più, sdraiata e legata, aperta alle mie dita, alla mia lingua; la sua intimità era aperta, sentiva il mio alito caldo entrarle dentro, lo sentiva salire sino a raggiungere le estremità della sua mente; i seni si gonfiavano, ripresi tra le labbra i capezzoli sensibili che al tocco cominciarono ad indurirsi ancora; era di nuovo al suo momento più intenso quando, mi staccai ancora, lei emise un
-no... no... ti prego non fermarti... ancora...
Ma era come se non la sentissi. Lasciai la stanza dirigendomi in cucina, presi due cubetti di ghiaccio tornando da lei, ne presi uno con pollice ed indice, passandoglielo sul capezzolo; ebbe un sussulto, mentre dalle sue labbra usciva un mugolio di piacere, presi a spostare quel cubetto di ghiaccio, prima sull'altro capezzolo, poi sui seni, lo alzavo senza farle capire dove lo avrei posato; lei si eccitava sempre più. Guardare il suo corpo, il suo viso, era di un'eccitazione, di una intensità passionale tale da sconvolgermi la mente; scesi col cubetto di ghiaccio sul suo intimo, toccandole il clitoride; il bacino si sollevò come se volesse saltare, mentre il cubetto al contatto del fuoco emanato dalla sua intimità lo fece sciogliere bagnandola tutta; la feci girare sulla schiena, presi una candela accendendola, l'avvicinai sopra di lei facendo scorrere delle gocce di cera sulla sua schiena, si arcuò sollevando il fondoschiena, passai velocemente il cubetto di ghiaccio sulla cera: quel passaggio dal caldo della cera al freddo del ghiaccio la fecero sobbalzare ancor di più, i mugolii di piacere aumentavano, mentre mi chiedeva di prenderla, ma non era ancora il momento... Spostai il cubetto del ghiaccio sul buchino del suo culetto proteso verso me, continuai a scorrerlo al centro sino a farlo sciogliere completamente; ripresi a leccarla tutta salendo dall'interno coscia all'inguine, su quel sensuale culetto, con la punta della lingua bagnata di saliva entrai nel suo buchetto... continuai a salire sulla schiena, sulla spalla, sul collo, sulla nuca, lei spostò la testa di lato cercando con le sue labbra le mie, si unirono in un bacio profondo e nudo. Le lingue affondavano prepotenti nelle bocche, sino a toccare la profondità delle gole; il movimento ritmico ricordava le penetrazioni vaginali; eravamo al culmine dell'eccitazione; mi spostai girandola: le cosce erano divaricate, l'intimo bagnato e aperto, mi posai su di lei, posai il membro sulla sua intimità penetrandola lentamente. Entrai dentro per tornare completamente fuori, ripetendo quel movimento varie volte sino a quando non la sentii completamente aperta; affondando con decisione sino a toccare il fondo del suo intimo; lei muoveva il bacino ritmicamente insieme al mio membro, i movimenti salivano sempre più, dalle sue labbra in un sussurro "continua, continua, mi stai facendo vedere le stelle, voglio raggiungerle, continua". Stavo per raggiungere l'orgasmo, così come lei, un'esplosione di piacere prese entrambi contemporaneamente, continuavo a muovermi dentro lei sino al momento che strinse forte l'interno del suo intimo sul mio membro da bloccarlo in una morsa. Ero fuori dal mio corpo, mi vedevo steso su di lei, vedevo il suo viso cambiare sino a vedere un sorriso di compiacimento; restai steso su di lei mentre mi stringeva tra le sue braccia, sussurrandomi nell'orecchio "Ti Amo, ti amo, ti amo, sono tutta tua e tu tutto mio completamente come non era mai accaduto prima". La guardai intensamente occhi negli occhi quando le dissi "ti amo", il cuore sembrava volesse esplodere per entrare nel suo corpo; lei lo avvertì, avvertì la pressione del mio cuore sul suo petto, mi baciò con passione, con sensualità, con gioia "ti amo, non ho mai amato nessun uomo come amo te, mi stai facendo conoscere cosa sia l'amore vero, quell'amore che giunge una sola volta nella vita. Ti amo non dimenticarlo mai qualunque cosa accada...". Esausti ci mettemmo di lato, lei posò la sua testa sul mio petto, la strinsi con un braccio passandoglielo dietro la spalla, le carezzai la chioma dolcemente sino a quando ci addormentammo sereni e felici di viverci.

Lèon


 
 
 
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