Creato da lorisea il 22/02/2011

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QUESTO GESU'...


QUESTO GESU' E' UN PROVOCATORE

Io mi arrabbio, e lui mi dice: Perdona!
Io ho paura, e lui mi dice: Coraggio!
Io ho dubbi, e lui mi dice: Fidati!
Io sono inquieto, e lui mi dice: Sii tranquillo!
Io voglio star comodo, e lui mi dice: Seguimi!
Io faccio progetti, e lui mi dice: Mettili da parte!
Io accumulo, e lui mi dice: Lascia tutto!
Io voglio sicurezza, e lui mi dice: Dona la tua vita!
Io penso di essere buono, e lui mi dice: Non basta!
Io voglio essere il primo, e lui mi dice: Cerca di servire!
Io voglio comandare, e lui mi dice: Obbedisci!
Io voglio comprendere, e lui mi dice: Abbi fede!
Io voglio tranquillita', e lui mi dice: Sii disponibile!
Io voglio rivincita, e lui mi dice: Guadagna tuo fratello!
Io metto mano alla spada, e lui mi dice: Riconciliati!
Io voglio vendetta, e lui mi dice: Porgi l'altra guancia!
Io voglio essere grande, lui mi dice: Diventa un bambino!
Io voglio nascondermi, e lui mi dice: Mostrati alla luce!
Io voglio il primo posto, e lui mi dice: Siediti all'ultimo!
Io voglio essere visto, lui mi dice: Prega nella tua stanza!
No! Proprio non capisco questo Gesu'!
MI PROVOCA!
Come molti dei suoi discepoli anche io avrei voglia
di cercarmi un maestro meno esigente.
Pero', anche a me succede come a Pietro:
io non conosco nessuno, che abbia parole di Vita eterna come lui.
(Ignoto)

 

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Sapere che c'è qualcuno da qualche parte dal quale ti senti compreso malgrado le distanze o i pensieri inespressi, fa di quasta terra un giardino. Anonimo

 

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INCREDULITA' E FEDE

Post n°12 pubblicato il 05 Maggio 2011 da lorisea
 
Tag: BIBBIA, FEDE

Marco 16,14- GESU' APPARVE AGLI UNDICI DISCEPOLI MENTRE ERANO A TAVOLA. LI RIMPROVERO' PER LA LORO INCEDULITA' E DUREZZA DI CUORE, PERCHE' NON AVEVANO CREDUTO A  QUELLI CHE LO AVEVANO VISTO RESUSCITATO.

 

Luca 24,36-43- MENTRE  GLI APOSTOLI E E I DISCEPOLI PARLAVANO DI QUESTE COSE, GESU' APPARVE IN MEZZO A LORO E DISSE: LA PACE SIA CON VOI. ESSI SBIGOTTITI E PIANO DI PAURA, CREDEVANO DI VEDERE UN FANTASMA. MA GESU' DISSE LORO: PERCHè SIETE TURBATI E AVETE DUBBI NEI VOSTRI CUORI? GUARDATE LE MIE MANI E I MIEI PIEDI, SONO PROPRIO IO, TOCCATEMI E GUARDATE. UN FANTASMA INFATTI NON HA CARNE E OSSA COME VEDETE CHE HO IO. MENTRE DICEVA QUESTO MOSTRO' LE SUE MANI E I SUOI PIEDI. MA POICHE' ESSI ERANO PIENI DI GIOIA E MERAVIGLIA ESITAVANO ANCORA  A CREDERE. GESU' DOMANDO' LORO: AVETE QUALCOSA DA MANGIARE? GLI PRESENTARONO DEL PESCE ARROSTITO. GESU' LO PRESE  E LO MANGIO' DAVANTI A LORO.

 

Giovanni 20,24-29- MA TOMMASO DETTO GEMELLO, UNO DEI DODICI NON ERA CON LORO QUANDO APPARVE GESU'. GLI ALTRI DISCEPOLI GLI DISSERO: ABBIAMO VISTO IL SIGNORE. TOMMASO RISPOSE: SE NON VEDO IL SEGNO DEI CHIODI NELLE SUE MANI E NON METTO IL DITO NEL POSTO DEI CHIODI NELLE SUE MANI, E NON TOCCO CON MANO IL SUO FIANCO, NON CREDERO'. OTTO GIORNI DOPO I DISCEPOLI SI TROVAVANO DI NUOVO IN CASA E TOMMASO ERA CON LORO. LE PORTE ERANO CHIUSE. GESU' VENNE, SI FERMO' IN PIEDI IN MEZZO A LORO E DISSE: LA PACE SIA CON VOI! POI DISSE A TOMMASO: METTI QUA IL TUO DITO E GUARDA LE MIE MANI; AVVICINA LA TUA MANO E TOCCA IL MIO FIANCO E NON ESSERE INCREDULO, MA CREDENTE! TOMMASO ESCLAMO': "MIO SIGNORE E MIO DIO"! GESU' GLI DISSE: TOMMASO,TU HAI CREDUTO PERCHE' HAI VISTO. BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO.

 
 
 
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ROSSETTI

Teodorico Pietrocola Rossetti

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Teodorico Pietrocola Rossetti (Vasto, 1825 - Firenze, 3 giugno 1883) è stato un predicatore e patriota italiano del risorgimento. È un nipote del poeta e pittore pre-raffaellita italo-inglese Dante Gabriel Rossetti ed amico di Lewis Carroll per il quale traduce in Italiano Alice nel paese delle meraviglie. Rivoluzionario mazziniano, era stato condannato a morte nel Regno di Napoli per aver partecipato ai moti rivoluzionari del 1848 e fugge in Inghilterra per salvarsi la vita, accolto da Gabriele Rossetti, suo cugino materno.

T. P. Rossetti si converte nel 1853 al cristianesimo evangelico ad opera del Guicciardini che conosce in casa di Gabriele Rossetti ed ambedue frequentano per un certo tempo i gruppi di evangelici a Londra. Viene considerato fra gli originatori delle Chiese dei fratelli in Italia, quando si distanzia dal movimento della Chiesa cristiana libera.

Nel 1857 può rientrare in Italia (in Piemonte), grazie ad un passaporto a firma del Conte di Cavour con la motivazione: "per andare ad Alessandria a predicare l'Evangelo" e si mette immediatamente al lavoro con una testimonianza continua e costante, formando comunità evangeliche.

La collaborazione con Guicciardini che considera suo padre spirituale rimane costante. Egli si occupa di organizzare l'evangelizzazione in Italia. Si tiene in contatto con i vari comitati evangelici a Nizza, a Ginevra, con gli amici in Gran Bretagna. Tiene l'amministrazione, inviava resoconti dell'Opera ai donatori, mantiene contatti con le autorità. Al Rossetti spettava il compito di evangelizzare, curare i nuovi convertiti, riunirli in comunità, istruire i futuri evangelisti, scrivere inni, insegnare e pascere il gregge. Inoltre, dove era possibile, fondava scuole.

Dotato di notevoli capacità organizzative, si circonda di un gruppo di giovani che egli chiamava "operai del Signore". Si mettono sulla strada, a due a due, e, a piedi, di paese in paese, con alcuni foglietti e copie del vangelo in tasca, cercano di comunicare con i passanti. Gli interessati li invitavano a casa propria ed è nelle case che si formano gruppi per la lettura biblica, la preghiera ed il canto, non essendovi allora il permesso di riunioni pubbliche. Spesso si scontrano con il clero cattolico locale che, non di rado, al grido di: "Arrivano i protestanti" solleva la popolazione che li accoglie a sassate.

Alcune comunità nascono lungo le direttrici ferroviarie intorno ad Alessandria, il principale nodo ferroviario dell'Italia settentrionale. L'"operaio" spesso era un ferroviere che durante le pause del servizio, comunica ai colleghi la fede evangelica.

Nel maggio del 1857 T. Pietrocola Rossetti si stabilisce ad Alessandria e inizia un'opera di evangelizzazione che dà frutti. Nascono diverse comunità nel Piemonte. Nel 1866 Rossetti e la moglie si trasferiscono a Firenze in un piccolo appartamento messo a loro disposizione da Guicciardini.

Dal 1870 Rossetti inizia la pubblicazione del periodico: "La Vedetta Cristiana". Nel 1874 si fa battezzare a  Bologna. Nel 1881 è colpito da paralisi e muore il 3 giugno del 1883 all'età di soli 58 anni.

Teodorico Pietrocola Rossetti ha composto o tradotto in italiano numerosi inni evangelici, tra cui "V'è una patria più bella del sole".

 

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