Creato da lorisea il 22/02/2011

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QUESTO GESU'...


QUESTO GESU' E' UN PROVOCATORE

Io mi arrabbio, e lui mi dice: Perdona!
Io ho paura, e lui mi dice: Coraggio!
Io ho dubbi, e lui mi dice: Fidati!
Io sono inquieto, e lui mi dice: Sii tranquillo!
Io voglio star comodo, e lui mi dice: Seguimi!
Io faccio progetti, e lui mi dice: Mettili da parte!
Io accumulo, e lui mi dice: Lascia tutto!
Io voglio sicurezza, e lui mi dice: Dona la tua vita!
Io penso di essere buono, e lui mi dice: Non basta!
Io voglio essere il primo, e lui mi dice: Cerca di servire!
Io voglio comandare, e lui mi dice: Obbedisci!
Io voglio comprendere, e lui mi dice: Abbi fede!
Io voglio tranquillita', e lui mi dice: Sii disponibile!
Io voglio rivincita, e lui mi dice: Guadagna tuo fratello!
Io metto mano alla spada, e lui mi dice: Riconciliati!
Io voglio vendetta, e lui mi dice: Porgi l'altra guancia!
Io voglio essere grande, lui mi dice: Diventa un bambino!
Io voglio nascondermi, e lui mi dice: Mostrati alla luce!
Io voglio il primo posto, e lui mi dice: Siediti all'ultimo!
Io voglio essere visto, lui mi dice: Prega nella tua stanza!
No! Proprio non capisco questo Gesu'!
MI PROVOCA!
Come molti dei suoi discepoli anche io avrei voglia
di cercarmi un maestro meno esigente.
Pero', anche a me succede come a Pietro:
io non conosco nessuno, che abbia parole di Vita eterna come lui.
(Ignoto)

 

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LA PRATICA DELLA MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE

Post n°21 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da lorisea
 

DESCRIZIONE DELLE DIVERSE FORME DELLA MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE.

    1- La circoncisione, che consiste nella recisione (taglio) del prepuzio della clitoride. E' la forma più blanda perchè preserva la clitoride e le parti posteriori più ampie delle piccole labbra.

    2- La clitoridectomia o recisione, è la pratica più comune, e implica la rimozione dell'intera clitoride insieme con tutta o una parte delle piccole labbra.

    3- L'infibulazione, è la forma più grave di questa pratica. Il termine

deriva dal latino "fibula", la spilla utilizzata per agganciare la toga romana. La fibula era usata inoltre per prevenire il rapporto sessuale tra gli schiavi, veniva fissata attraverso le grandi labbra delle donne e attraverso il prepuzio degli uomini.

L'infibulazione comporta il taglio della clitoride, delle piccole labbra e delle grandi labbra. Le rimanenti estremità delle grandi labbra sono quindi cucite insieme in modo tale che l'orifizio vaginale venga chiuso.

Durante il processo di guarigione viene inserita nella vagina una scheggia di legno per poter permettere il passaggio dell'urina e del sangue mestruale. A seconda dei diversi costumi, la ferita viene cucita

con filo di seta  o con spine di acacia (in Somalia). Per facilitare la cicatrizzazione vengono impiegate sostanze adesive come il "malmal",una mistura di pasta composta da zucchero e gomma, oppure con tuorlo d'uovo e zucchero, succo di limone o miscuglio di erbe. Per aiutare la guarigione e per dissipare gli odori sgradevoli di urina o della coagulazione del sangue , vengono arse sotto la ragazza delle erbe aromatiche tradizionali e della linfa essiccata. Le ceneri usate per controllare l'emorragia, sono spesso causa d'infezioni violente.  In seguito all'operazione le gambe della ragazza vengono legate e viene così immobilizzata per diverse settimane finchè la ferita della vulva non guarisce.      La prima notte di nozze la cicatrice dei genitali deve essere defibulata per consentire la penetrazione. In genere, in seguito a ogni nascita,la re-infibulazione viene ri-praticata per restituire al corpo della donna la sua "condizione prematrimoniale".      GLI STRUMENTI IMPIEGATI PER compiere la MGF comprendono: coltelli, lame di rasoi,forbici e pezzi di vetro. RARAMENTE questi strumenti vengono sterilizzati prima dell'operazione e L'ANESTESIA QUASI MAI IMPIEGATA. Tradizionalmente l'operazione è eseguita dalle donne più anziane, di solito levatrici locali. Per loro queste operazioni costituiscono una fonte redditizia di guadagno.Segue un altro post

 
 
 
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ROSSETTI

Teodorico Pietrocola Rossetti

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Teodorico Pietrocola Rossetti (Vasto, 1825 - Firenze, 3 giugno 1883) è stato un predicatore e patriota italiano del risorgimento. È un nipote del poeta e pittore pre-raffaellita italo-inglese Dante Gabriel Rossetti ed amico di Lewis Carroll per il quale traduce in Italiano Alice nel paese delle meraviglie. Rivoluzionario mazziniano, era stato condannato a morte nel Regno di Napoli per aver partecipato ai moti rivoluzionari del 1848 e fugge in Inghilterra per salvarsi la vita, accolto da Gabriele Rossetti, suo cugino materno.

T. P. Rossetti si converte nel 1853 al cristianesimo evangelico ad opera del Guicciardini che conosce in casa di Gabriele Rossetti ed ambedue frequentano per un certo tempo i gruppi di evangelici a Londra. Viene considerato fra gli originatori delle Chiese dei fratelli in Italia, quando si distanzia dal movimento della Chiesa cristiana libera.

Nel 1857 può rientrare in Italia (in Piemonte), grazie ad un passaporto a firma del Conte di Cavour con la motivazione: "per andare ad Alessandria a predicare l'Evangelo" e si mette immediatamente al lavoro con una testimonianza continua e costante, formando comunità evangeliche.

La collaborazione con Guicciardini che considera suo padre spirituale rimane costante. Egli si occupa di organizzare l'evangelizzazione in Italia. Si tiene in contatto con i vari comitati evangelici a Nizza, a Ginevra, con gli amici in Gran Bretagna. Tiene l'amministrazione, inviava resoconti dell'Opera ai donatori, mantiene contatti con le autorità. Al Rossetti spettava il compito di evangelizzare, curare i nuovi convertiti, riunirli in comunità, istruire i futuri evangelisti, scrivere inni, insegnare e pascere il gregge. Inoltre, dove era possibile, fondava scuole.

Dotato di notevoli capacità organizzative, si circonda di un gruppo di giovani che egli chiamava "operai del Signore". Si mettono sulla strada, a due a due, e, a piedi, di paese in paese, con alcuni foglietti e copie del vangelo in tasca, cercano di comunicare con i passanti. Gli interessati li invitavano a casa propria ed è nelle case che si formano gruppi per la lettura biblica, la preghiera ed il canto, non essendovi allora il permesso di riunioni pubbliche. Spesso si scontrano con il clero cattolico locale che, non di rado, al grido di: "Arrivano i protestanti" solleva la popolazione che li accoglie a sassate.

Alcune comunità nascono lungo le direttrici ferroviarie intorno ad Alessandria, il principale nodo ferroviario dell'Italia settentrionale. L'"operaio" spesso era un ferroviere che durante le pause del servizio, comunica ai colleghi la fede evangelica.

Nel maggio del 1857 T. Pietrocola Rossetti si stabilisce ad Alessandria e inizia un'opera di evangelizzazione che dà frutti. Nascono diverse comunità nel Piemonte. Nel 1866 Rossetti e la moglie si trasferiscono a Firenze in un piccolo appartamento messo a loro disposizione da Guicciardini.

Dal 1870 Rossetti inizia la pubblicazione del periodico: "La Vedetta Cristiana". Nel 1874 si fa battezzare a  Bologna. Nel 1881 è colpito da paralisi e muore il 3 giugno del 1883 all'età di soli 58 anni.

Teodorico Pietrocola Rossetti ha composto o tradotto in italiano numerosi inni evangelici, tra cui "V'è una patria più bella del sole".

 

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