Questi giovani:così bulli…così fragili! Da tempo è nata una specie di crociata contro il bullismo ,ossia contro questa ventata pazzesca di violenza ,aggressività, cinismo giovanile che sta investendo la scuola,ambiente elettivo di questa forma di prevaricazione fra ragazzi che si manifesta spesso con atti persecutori di vario tipo,verso una persona percepita debole dal persecutore-bullo. Recita il Devoto-Oli “ Il bullismo è una ostentazione di presunta capacità o abilità: banale,indisponente e rischioso modo di distinguersi,che sfocia, talvolta,in comportamenti aggressivi o violenti” Sul Sabatini-Coletti non c’è la definizione di bullismo ma quella di bullo: “giovane arrogante,spavaldo,spaccone,sfrontato,smargiasso,teppista”. Ogni tanto,sui quotidiani,compaiono articoli che parlano della scuola non sempre con cognizione di causa.Gli articolisti (piccoli giornalisti crescono?)che parlano della necessità di “formare i docenti ed i ragazzi puntando sui valori basilari della legalità”mettendo sullo stesso piano i primi e i secondi con un grossolano parallelismo, mostrano di non conoscere l’iter che un docente deve percorrere per poter insegnare e,cosa più grave, dimenticano,nei loro articoli, i genitori,quasi che gli stessi abbiano un ruolo marginale e defilato nell’educazione dei giovani. Al contrario, la Psicologia,il cui scopo finale è la spiegazione del comportamento, insegna che il ruolo educativo dei Genitori è fondamentale ed insostituibile per la formazione del bambino.I genitori possono,e devono!,vincere questa emergenza educativa,con affetto ma con regole precise.Non servono troppe parole se diventano “esempi rigorosi”. L’Analisi Transazionale che studia gli “stati dell’io”,dice che ogni essere umano presenta tre tipi di stati : “Genitore-Adulto-Bambino”che compongono il “Diagramma strutturale della Personalità”.Nello stato dell’Io che proviene dai genitori (chiamato sinteticamente il Genitore),il soggetto pensa,agisce,parla,,reagisce proprio come faceva uno dei suoi genitori quando era piccolo.I bambini diventano uomini rispecchiandosi (processo di identificazione)nei genitori:i maschi con il padre,le femmine con le madri.Per imitazione,dunque,per modellamento apprendono tanto e risulta chiaro quale importanza abbiano,in primis i modelli genitoriali. Hanno bisogno di un ambiente prevedibile, come dire una vita “ordinata e abitudinaria”perchè è un ambiente ben organizzato e regolato che permetterà un armonioso sviluppo psico-emotivo dei bambini.Allo stesso tempo hanno bisogno di genitori che li educhino in modo coerente, ossia che mantengano una certa uniformità di comportamento, ad impedire che “oggi dicano una cosa e domani un’altra”; “oggi puniscano severamente e domani chiudano un occhio sulla stessa disobbedienza”. La mancanza di queste condizioni,soprattutto la mancanza di coerenza, rende il bambino insicuro e manifesterà l’ansia di vivere in un “mondo instabile e imprevedibile,dato che neppure i genitori sono affidabili”. Un’infanzia senza il sostegno di un ambiente tranquillo e protettivo renderà la persona fragile,alla continua ricerca di sicurezza. Nelle forme più leggere questo bisogno si manifesta in diversi comporta- menti che possiamo osservare nella vita di relazione:per es.lo studente che non sopporta un brutto voto o una critica o una qualunque frustrazione;un docente che non ammette dubbi sulle sue opinioni; un dirigente che esige rispetto per la sua “autorità”;una persona che in modo perentorio dice”lei non sa chi sono io! L’esperienza educativa dei primi anni è l’imprinting che accompagnerà la Persona per tutto l’arco della vita . Se vissuta con adulti affettivamente equilibrati e disponibili; permissivi in modo limitato e autorevole; che han trasmesso amore , principii e valori ,il bambino crescerà sereno e consapevole affettivamente e socialmente. Sarà capace di portare avanti quel processo di Socializzazione, che si concretizza nella conoscenza e continua acquisizione di norme,valori e modelli di comportamento. In sintesi:avrà la consapevolezza di far parte della società condividendo diritti e doveri e ogni aspetto della convivenza sociale. In caso contrario,il bambino diventerà un adulto problematico e non riuscirà a stabilire rapporti sociali positivi e duraturi.Il fallimento educativo degli adulti lascia tracce indelebili. Non passa giorno che i media non ci propinino notizie su episodi di bullismo nostrano o d’importazione!.“Mala tempora currunt”!…La famiglia sembra avere abdicato al suo ruolo primario di educare e sostenere i figli nella formazione della loro personalità in un tempo cosi delicato com’è quello che va dalla nascita all’adolescenza. D’altra parte i figli han fretta di crescere e i genitori non hanno né il tempo né la volontà,né la fermezza di contrastare le loro continue richieste. Occupati,spesso, a far “quadrare i conti”,spesso separati o divorziati, trovano più semplice dire di si!…e si sentono anche più liberali! Il discorso si fa ancora più difficile se si parla di giovani stranieri che,spesso,vivono situazioni di emarginazione socio-economica , affettiva e comunicativa,con realtà familiari complicate.Spesso non riescono a conciliare il loro vissuto socio culturale del Paese di provenienza,con il nuovo contesto sociale.D’altra parte se le distanze sociali, culturali ed economiche sono importanti,la Socializzazione si fa più problematica. In questo caso,essere bulli ,equivale ad un riconoscimento da parte del gruppo scolastico o dei pari. Accettati e “ammirati”per il loro comportamento trasgressivo, i ragazzi “esistono”,non sono più estranei. Ma tutti i giovani, lasciati liberi di fare ciò che vogliono, manifestano comportamenti e ansie da adulti perché tutta questa libertà,alla fine,li fa essere “scoperti”,in balìa di se stessi,dunque,alla fine, fragili. E pur vero che ci son genitori forti nella loro autorevolezza,profondamente onesti con i propri figli, dei quali rispettano la dignità facendone emergere il meglio e insegnando loro,più con l’esempio che a parole,i valori autentici della vita.Ma sono isole felici.La normalità,oggi è altro… L’infanzia è sempre più breve e a 11anni son già adolescenti con le pretese che i loro genitori non osavano neppure pensare. Si “nutrono”di cellulare e internet a dosi massicce;sperimentano sesso precoce e alcol;bruciano gli anni, assetati di sperimentare il mondo . Si sta cercando,in tutti i modi,di correre ai ripari per arginare il fenomeno del bullismo:Stato ,Regione,Provincia,Comune,Privati…tutti impegnati su questo fronte caldo. Positiva l’idea dei corsi di sensibilizzazione sul problema che veda partecipi i giovani,i docenti, i genitori. Giusto che la Scuola sia luogo privilegiato di recupero della educazione sociale e comportamentale;di insegnamento della relazione positiva ;di recupero delle regole e del significato di diritti e doveri nel rispetto delle libertà individuali. Obtorto collo,devo dire che anche gli insegnanti devono recuperare un diritto-dovere importantissimo:la capacità di comminare le punizioni ai “bulli”e “bulle”(purtroppo il bullismo ha contagiato l’altra metà del cielo!)senza se e senza ma.La “certezza della pena”ha un alto valore educativo ed è un esempio efficace di giusta autorità e autorevolezza della Scuola e dei suoi Operatori.Guai a lasciarsi commuovere(la pietas è semmai opportuna nel momento del recupero) o,peggio,intimidire da quei giovani che non rispettano gli adulti a Scuola perché non rispettano i genitori a casa! Tuttavia non è sufficiente .Bisogna ritrovare il senso della realtà e della verità: la responsabilità, del recupero dei bulli deve investire,in primis, la famiglia poiché è anche ad essa che deve ascriversi l’origine della situazione di disagio dei giovani.Famiglia che deve essere supportata da altre agenzie educative poiché il ruolo di genitori è,senza dubbio,difficile e ingrato. Supportat,non sostituita! Fintanto che la responsabilità del disagio e della devianza giovanile,viene generosamente “distribuita”alla società,alla Scuola, ai cattivi compagni ecc.ecc. e non alla “Assenza” dei genitori, il bullismo non sarà affrontato alla radice. Non si deve esautorare la famiglia dalle proprie responsabilità, assolvendola sempre e comunque in nome di una psicologia spicciola e buonista…Che i genitori tornino ad essere genitori: con amore,con dolore,con errori, con pazienza,con severità;ma anche con soddisfazione se la loro azione* educativa genera bravi figli. Beninteso la Scuola deve essere in prima linea per assolvere al suo ruolo di Agenzia Educatrice e Formatrice.La maggior parte degli insegnanti è consapevole della grande responsabilità di educare i giovani.La Scuola è ricca di Persone serie e impegnate. Tuttavia, soltanto con il ripristino del ruolo primario della Famiglia,sic et simpliciter, questi figli saranno più sereni, più equilibrati,meno fragili e meno bulli! Accuditi,ascoltati,rimproverati,a volte puniti,sempre amati,avranno meno bisogni e minori pretese, si nutriranno meno di orpelli tecnologici,si ubriacheranno meno di internet e di alcolici. Con genitori presenti e disponibili vorranno confidarsi e parlare;spiegare le amicizie,gli amori,le paure e le speranze .Tornerà il tempo delle coccole e della tenerezza; la voglia di giocare e leggere insieme. Forse,allora, non sentiranno l’urgenza di essere sempre fuori casa e di crescere in fretta per sentirsi adulti e liberi. Ritroveranno,chissà, anche i loro sogni perduti e,magari, la voglia di progettare il loro futuro,di fare radici… “L’azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde…” ( Alberto Moravia )
Inviato da: cristianma.80
il 11/03/2015 alle 18:07
Inviato da: pgmma
il 05/03/2015 alle 07:57
Inviato da: malware_jinx
il 25/08/2014 alle 23:50