In questo blog sono graditi tutti gli interventi, se in tema con l'argomento del post. Potete dire qualunque boiata, purché non lo facciate in maiuscolo o in grassetto. La prima regola del vivere civile é quella di non prevaricare gli altri, e chi lo fa,oltre a non meritare la mia stima, si rivela solo un gran cafone.
I racconti di Canterbury é uno dei film più discussi di Pasolini, che molti avrebbero mandato volentieri al rogo.
L'inferno di Pasolini sembra un luogo deputato a sfogare i più bassi istinti. Un luogo dove il pudore e la morale non hanno alcun posto e si esprime solo la propria natura animale ed istintiva.
Sembra un sogno. Il sogno di un omosessuale quali egli era.
Nei sogni nessuno può reprimere le proprie fantasie, neanche i santi. E' quindi naturale che l'attività onirica sia amorale. Durante il sogno si vive senza condizionamenti e si rivela la propria natura.
Questo luogo non sembra popolato da dannati, ma da gente che se la spassa allegramente. E' forse questo il motivo primario per il quale la chiesa, all'uscita del film, gridò allo scandalo.
A mio modesto parere, Pasolini non aveva alcuna intenzione di descrivere un luogo oggettivo come l'inferno, ma l'inferno della sua anima. Il lato della sua coscienza non condizionato.
A proposito di satanismo ed affini, a questo punto non parlerei più di antagonismo del bene, ma di visione della vita oltre ogni condizionamento.
Satana non più come antagonista o alterego di dio, ma come qualcosa che va oltre e aldilà di ogni freno della coscienza: la libertà pura.
Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini, e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni, vestiti di stracci asiatici, e di camice americane. Subito i Calabresi diranno, come malandrini a malandrini: «Ecco i vecchi fratelli, coi figli e il pane e formaggio!»
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il 21/08/2013 alle 08:08
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