Creato da luloca il 10/03/2006

Liberi come l'aria.

In questo blog sono graditi tutti gli interventi, se in tema con l'argomento del post. Potete dire qualunque boiata, purché non lo facciate in maiuscolo o in grassetto. La prima regola del vivere civile é quella di non prevaricare gli altri, e chi lo fa,oltre a non meritare la mia stima, si rivela solo un gran cafone.

 

 

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Bhagvad Gita (dal Mahabharata)

Post n°167 pubblicato il 11 Giugno 2008 da luloca



Arjuna disse: Ho ascoltato gli insegnamenti sui segreti della conoscenza che benevolmente mi hai rivelato, e la mia illusione è svanita. 
Ho appreso da Te le Tue glorie incessanti, o Signore dagli occhi di loto, e ho così conosciuto nei particolari la verità sull'origine e la fine di tutti gli esseri. 
O Persona Suprema, Ti vedo davanti a me cosi come Tu sei; tuttavia desidero vedere la tua forma divina. 
O Signore, o maestro della conoscenza, se Tu pensi che io possa contemplare la Tua forma divina, mostramela, Ti prego. 
Il Signore Beato rispose: Mio caro Arjuna, figlio di Pritha, guarda la Mia gloria, centinaia di migliaia di forme divine, infinitamente diverse, multicolori come il mare. 
O migliore dei Bharata, guarda gli Aditya, i Rudra e tutti gli altri esseri celesti. Contempla le innumerevoli manifestazioni che finora mai nessuno ha conosciuto. 
Questa forma cosmica può mostrarti tutto ciò che desideri o desidererai vedere. In questo corpo puoi vedere tutto ciò che desideri poiché tutto vi è contenuto, o Gudakesha. 
Ma tu non puoi vedermi con questi tuoi occhi, ti do dunque l'occhio divino con cui potrai contemplare la Mia divina potenza. 
Sanjaya disse: O re, così parlando, Dio, la Persona Suprema, maestro dello yoga, mostra ad Arjuna la Sua forma divina. 
Arjuna vede in quella forma universale innumerevoli bocche e innumerevoli occhi. Tutto era prodigioso. Quella forma era adorna di gioielli sfavillanti e di meravigliosi vestiti. Era gloriosamente coperta di ghirlande e profumata da essenze di divina fragranza. Era tutto magnifico, illimitato e continuamente in espansione. Questo è ciò che vede Arjuna. 
Se migliaia e migliaia di soli si levassero tutti insieme nel cielo, il loro sfolgorio si avvicinerebbe forse a quello del Supremo Essere. 
Gli universi, sebbene infiniti e innumerevoli, Arjuna li vede tutti riuniti in un solo punto, nella forma universale del Signore. 
Allora Arjuna, confuso e attonito, i capelli ritti, chinato il capo al Signore e giunte le mani, comincò a offrirgli le sue preghiere. 
Arjuna disse: Krishna, mio Signore, vedo riuniti nel Tuo corpo tutti gli esseri celesti e molti altri esseri. Vedo Brahma, seduto sul fiore di loto, e Shiva e i saggi e i serpenti divini. 

O Signore, vedo nel Tuo corpo cosmico universale innumerevoli forme, occhi, bocche, braccia e ventri, estesi all'infinito. Non c'è fine, né metà, né inizio in tutto questo.

 
 
 
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UNA PROFEZIA DI PIER PAOLO PASOLINI.

Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini, e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali. Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni, vestiti di stracci asiatici, e di camice americane. Subito i Calabresi diranno, come malandrini a malandrini: «Ecco i vecchi fratelli, coi figli e il pane e formaggio!»
 

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