In questo blog sono graditi tutti gli interventi, se in tema con l'argomento del post. Potete dire qualunque boiata, purché non lo facciate in maiuscolo o in grassetto. La prima regola del vivere civile é quella di non prevaricare gli altri, e chi lo fa,oltre a non meritare la mia stima, si rivela solo un gran cafone.
Domenica scorsa, dopo più di 20 anni, ho rivisto un grosso cetaceo nello specchio di mare nei dintorni di Messina.
Era un grosso capodoglio, più o meno di 15 metri.
Quando ti succedono cose del genere sei sempre preso da una strana euforia... lo spettacolo é a dir poco esaltante.
E' stata una strana giornata di mare. Ero insonne per il gran caldo, e già alle 6 di mattina, ho deciso di scendere in spiaggia da solo. Fare il bagno a quell'ora é un'esperienza unica, che ho difficoltà a descrivere.
Dopo la notte, ai primi raggi del sole, i pesci sono molto vivaci e vanno subito in cerca di cibo. Guizzano come proiettili nell'acqua, si inseguono l'un con l'altro, spesso schizzano fuori dall'acqua facendo dei gran salti, o rincorrono le loro prede fin quasi sulla spiaggia.
Ho visto grossi banchi di cavagnole agitare la superficie dell'acqua, pettini a profusione, viriole di mille colori. Un grosso sgombro ha inseguito un pesciolino fin sulla riva, ma il malcapitato é sfuggito con grande abilità.
Insomma, ho visto un mare così vivo, che quasi me ne ero dimenticato che fosse così. Di norma, in altri orari, il massimo che possa capitarti é di vedere qualche medusa.
Dulcis in fundo... crogiolandomi in questa specie di paradiso, sento dei suoni lontani, con una fonia dissonante. Sulle prime pensavo al suono fendente della vela di qualche barca che passava nelle vicinanze, ma poi, giratomi, lo vidi. Era a neanche 100 metri da me, una colonna di spuma circondata da una nuvola di gabbianelle, forse li per approfittare dei pesci tramortiti dal suo battere di coda. Uno spettacolo da mozzare il fiato!
Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini, e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua. Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi, a milioni, vestiti di stracci asiatici, e di camice americane. Subito i Calabresi diranno, come malandrini a malandrini: «Ecco i vecchi fratelli, coi figli e il pane e formaggio!»
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il 21/08/2013 alle 08:08
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