sconnessomedium della memoria,goodbye |
se le cose non hanno la possibilità di peggiorare non migliorano
OUI
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COSA STO LEGGENDO
….là dove c’erano la natura e la terra,la vita e l’acqua,ho visto una landa deserta senza fine,simile a una sorta di cratere,talmente priva di ragione e luce e spirito che la mente non riusciva ad afferrarla a livello consapevole,e avvicinandosi la mente arretrava,incapace di comprendere.era una visione cosi limpida e autentica e vitale,per me,che nella sua purezza era quasi astratta,Ecco cos’era che potevo capire,ecco com’era che vivevo la mia vita,ecco intorno a cosa mi muovevo,ecco come mi relazionavo al tangibile.Questa era la geografia intorno alla quale ruotava la mia vita:non mi era mai venuto in mente,MAI,che la gente fosse buona o che un uomo potesse cambiare o che il mondo sarebbe potuto essere un posto migliore grazie a un sentimento o a uno sguardo o a un gesto,o al fatto di accettare l’amore o la gentilezza d un'altra persona.Niente era positivo,l’espressione “generosità di spirito” non aveva senso,era un cliché,uno scherzo di cattivo gusto .il sesso è matematica.l’individualità non esiste più.che cosa significa l’intelligenza?come definire la ragione?Il desiderio-non ha senso.L’intelletto non è una medicina.La giustizia è morta..paura,recrminazioni,innocenza ,simpatia,colpa ,perdizione,fallimento,dolore,erano cose,emozioni,che nessuno più sentiva sul serio.Il pensiero è inutile,il mondo è privo di significato.il male è l’unica cosa permanente.dio non è vivo.l’amore non è degno di fiducia.la superficie,la superficie,la superficie,ecco l’unica cosa in cui ciascuno trovava un qualche significato…questa era la civiltà dal mio punto di vista,colossale e frastagliata…….
Da qualche parte nei cieli, sei in diretta su un sito di video web perchè Dio ci navighi.
(...)
"Quello che voglio dire" dice Seth "è che forse la tv ti rende Dio." Seth dice: "E potrebbe essere che noi non siamo altro che la televisione di Dio."
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l'io burattino e il lui artista dell'illusione tra folli pozzi neri e deliri
Post n°155 pubblicato il 15 Gennaio 2006 da lieon7
ps.il ps si mette alla fine di solito,il p.s ha poco significato ma si merita una particolare sottolineata svirgolata quest'individuo illusionista che tira fuori realtà più irreali che in un condominio di pazzi battimani e di urla ruttate fuori.ruttiamo inconsapevoli bui senza occhi l'artista dell'illusione. è singolare ma un corvo appollaiato su una lapide mi da un senso di tranquillità e bellezza che è pari solo all'orrore che potrebbe provare una qualsiasi altra persona nel vedere riverso sul proprio tappeto un cane a tre teste il burattino senza fili: la bellezza a volte sta nell 'orrore,nel raccapriccio di un immagine tetra, nera,un immagine di morte a volta ha in se un che di estremamente struggente.è parte di noi anche la mostruosità,il demone che ci mangia la carne,l'interesse morboso che abbiamo verso la calamità verso l'eccidio verso l'essere orribile sanguinario che vien di notte a ciucciarti il sangue... un apologia dei mostri dei nostri sogni l’artista dell’illusione: all rock'n roll band get down the fuckin rubbisch and get up all the fuckin toughs that you havent' toughs..pensi che il verme che striscia fra le lenzuola del tuo cervello sia lì solo per far danni?ti sbagli,forse è l'unica cosa che ti tiene ancora aggrappato a qualcosa che merita di essere pensato..la stupida coerenza è l'ossessione delle piccole menti il burattino senza fili: essere coerente in un branco di pecore chiuse in un recinto con un lupo?a che scopo,il buco nero della fede in qualcosa,il senso di partecipazione pera serie di eventi umani che in fin dei conti non hanno nessuna importanza,il mondo a volte mi appare cosi eternamente estraneo....forse è per questo che non trovo una chiave,che non trovo dove andare a infilare la testa senza vedere altro orizzonte.. è tutto cosi distante l’artista dell’illusione: il bacio accademico,lo stemma sulla macchina,la marmitta sotto la sella,l'urlo del motore,la sciarpa di lana buona,la cucina spaziosa,il vecchiohangar di tuo zio ,la freccia che hai nel cervello ,lo sballo che tieni nel cassetto,la pupilla che si dilata,la buccia delle tue azioni che rimane sul piatto una volta che le hai compiute,il ritratto di dorian grey,il cardinale di sartre,i bassorielivi di cattedrali gotiche,l'angoscia del mastodonte,la tavola del monaco,la pietra sulfurea,la chiave come dici,la serratura se c'è,la porta se esiste..e se non esistesse niente?se esistesse soltanto qualcosa in cui il per è uguale al diviso e la percentuale è uguale al meno e l'uguale non è uguale come cazzo faresti a pensare che la neve che cade e reale o il frutto di l'immaginazione di qualcuno più grande di te il burattino senza fili : se il frutto è una fantasia distorta la cosa che mi appare incomprensibile è ,come posso partendo da questo presupposto ,creare qualcosa che non sia che uno sfizio?come si può far si che la vita non sia solo un inutile sfizio fine a niente,neanche a se stesso,perchè se la possibilità è davvero di perdere ogni speranza io ora posso solo andare in giro a raccattare i miei cocci e buttarli in un pozzo senza avere mai la speranza che i miei occhi appollaiati dentro due orbite cieche vedano venire su un grattacielo di merda l’artista dell’illusione la dirompente azione delle tue parole mi lascia sconcertato,ma passando al vaglio ciò che scrivi io non posso far altro che forse quel pozzo di cui parli è l'unica cosa reale nell'universo..pensaci,davvero,alla fine tutto non si può ricondurre a un pozzo?forse no ..il fatto è che potresti inventare un pianeta e il giorno dopo credere che non c'è il burattino senza fili: si il pozzo forse è la realtà,ma calandoci dentro cosa ci resta?non vorrei apparire grottesco ma credo che una parola non esiste per descrivere tutto il disagio che ci può essere nell'approssimare delle cazzo di parole che non si avvicineranno mai alla realtà,si perchè la realtà è in fondo al pozzo,ma se la realtà è buia non fa fotosintesi,non ha una lampadina al neon sopra come cazzo si può sperare di vederla in fondo al pozzo?????? L’artista dell’illusione: è qua che stà l'arcano..il fondo del pozzo non lo vedrai mai,nè tu,nè nessuno,nè il pozzo stesso..è nella caduta che trovi qualcosa perchè se ti fermassi raggiungeresti un punto di stallo in cui nulla è definito perchè saresti di nuovo alla ricerca di qualcosa.. ma nello svolgersi della caduta vedendo tutte le cose confondersi a causa della velocità troveresti la definizione del movimento coleotteri lampiridi sull'orlo del collasso il burattino senza fili: -oi.......oi........l'indefinibile momento di stallo.....questa visione è la sola cosa che ti può far precipiratre con il sorriso sulle labbra,labbra screpolate dal gran cadere labbra e lingua che fuoriesce per cercare di assaporare questo"stallo"come dici tu,una papilla che va verso il vuoto..... |
INFO
[...]Una cosa è certa: il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose... del più fantastico dei tramonti. Delle risate dei bambini.
Io non credo che leggerò mai una poesia bella quanto uno di quegli orgasmi che ti mandano a fuoco, ti fanno venire i crampi al culo, ti inondano le budella.
Dipingere un quadro, comporre un'opera, sono tutte cose che fai per riempire il tempo tra una scopata e l'altra.[...]
[...]Poi accende la televisione e si mette a guardare una soap opera, avete presente, no? Gente vera che interpreta gente finta e con problemi inventati, a uso e consumo di gente vera che la guarda per dimenticare problemi veri.[...]
[...]A fingerti debole acquisisci potere. E al tempo stesso fai sentire le persone più forti. Lasciandoti salvare, tu salvi loro.
Devi solo mostrarti fragile e riconoscente. Perciò fai lo sfigato, sempre e comunque.
La gente ha tanto bisogno di sentirsi superiore a qualcuno. Perciò fai il sottomesso, sempre e comunque.
La gente ha bisogno di qualcuno a cui spedire un assegno a Natale. Perciò fai il povero, sempre e comunque.
"Elemosina" non è la parola esatta, ma è la prima che viene in mente.
Tu sei la prova del loro coraggio. La prova che sono stati degli eroi. Il segno tangibile del loro successo. Lo faccio perché a tutti piacerebbe salvare una vita umana sotto gli occhi di altre cento persone.[...]
Se non posso diventare un grande dottore che salva centinaia di pazienti, almeno in questo modo sono un grande paziente che crea centinaia di potenziali dottori.[...]
Soffocando, diventi una leggenda sul loro conto che queste persone alimenteranno e ripeteranno fino alla fine dei loro giorni. Crederanno di averti dato la vita. Potresti addirittura essere la buona azione di una vita, il ricordo che in punto di morte giustifica un'intera esistenza.
Perciò fai la vittima aggressiva, il grande perdente. Un professionista del fallimento.
La gente è pronta a fare i salti mortali se solo la fate sentire onnipotente.
E' il martirio di San Me Stesso.[...]
[...]Denny dice: «Perciò devi scegliere tra tua madre e il tuo primogenito?».
Sai che roba, dice la dottoressa Marshall. Lo facciamo tutti i giorni. Uccidiamo chi deve ancora nascere per salvare chi invecchia. Nella luce dorata della cappella, ansimandomi le sue ragioni all'orecchio, mi ha chiesto: ogni volta che bruciamo un litro di benzina o un ettaro di foresta tropicale non stiamo forse uccidendo il futuro per salvare il presente?
L'intera struttura piramidale della previdenza sociale.[...]
[...]Gli disse che quando un maschietto e una femminuccia copulano, la punta del pene di lui si gonfia, e i muscoli della vagina di lei si dilatano. Dopo aver fatto sesso i cani rimangono bloccati l'uno dentro l'altra, e per un tempo generalmente breve non possono fare altro se non restare in quella posizione infelice.
La Mamma disse che la descrizione poteva adattarsi perfettamente a buona parte dei matrimoni.[...]
«Mio padre faceva il medico» dice Tracy. «Adesso non ricorda nemmeno più come si chiama.»
Questi uomini e queste donne che lasciano le porte dei bagni aperte sanno che una casa più grande non è la soluzione.
Che un compagno più attraente, più soldi e una pelle liscia non sono la soluzione.
«Ogni cosa in più che possiedi» dice «è solo l'ennesima cosa che un giorno perderai.»
La soluzione è che non c'è soluzione.
Un momento davvero pesante, credetemi.
«No» dico, e la sfioro con un dito in mezzo alle cosce.«Dicevo questo. Perché ti depili il pube?» «Ah» dice lei, e sorride alzando gli occhi al cielo. Perché così posso mettermi il tanga.»
Mentre mi sistemo sulla tazza, Tracy si guarda allo specchio, ma distrattamente, giusto per controllare in che condizioni è il trucco, e con un dito umido si pulisce gli sbaffi di rossetto. Con le dita si strofina i segni dei morsi intorno ai capezzoli. Quelli che il Kamasutra chiamerebbe Ciuffi di Nuvole. Parlando con lo specchio dice: «Il motivo per cui io faccio il circuito è che, se ci pensi, non esistono buoni motivi per fare niente.»
Non c'è motivo.
Questa gente più che un orgasmo cerca l'oblio. Dimenticare. Tutto. Per due, dieci, venti minuti. Mezz'ora.
O forse è così che diventa la gente quando la trattano come bestiame. O forse anche questa è solo una scusa. Forse è solo perché si annoiano. Forse gli essere umani non sono fatti per passare un giorno intero seduti in scatole minuscole stipate di gente senza poter muovere un muscolo.
«Siamo persone giovani, sane, sveglie, vive» dice Tracy. «Se ci pensi, è difficile dire quale delle due cose sia più innaturale.»
Si sta rimettendo la camicetta, si tira su i collant.
«Cos'è che mi spinge a fare quello che faccio?» dice. «Ho studiato abbastanza da potermi sottrarre a qualsiasi schema. Smontare qualsiasi fantasia. Spiegare qualsiasi obbiettivo. Sono così intelligente che riesco addirittura a negare i miei sogni.»
Mentre ancora me ne sto seduto lì, nudo e stanco, l'equipaggio annuncia che abbiamo appena cominciato la discesa verso la grande area metropolitana di Los Angeles, ci dice che tempo fa a terra e che ore sono, e infine ci ragguaglia sulle coincidenze.
E per un istante, io e questa donna rimaniamo lì, in piedi e in silenzio, a issare il vuoto.
«Lo faccio perché mi piace» dice, e si abbottona la camicetta.
«O forse non so nemmeno io perché lo faccio. Se ci pensi, è proprio per questo che gli assassini li condannano a morte. Perché una volta oltrepassato un limite, è impossibile fermarsi.»
Con entrambe le mani dietro la schiena, tirandosi su la cerniera della gonna, lei dice: «La verità è che a me non interessa sapere perché faccio sesso con chi capita. Lo faccio e basta» dice, «perché appena uno trova una buona ragione per farle, le cose perdono il loro fascino.»
Infila i piedi nelle scarpe, si aggiusta i capelli ai lati del viso e dice: «E fammi un favore: non pensare che quello che abbiamo fatto sia stato qualcosa di speciale».
Girando la chiave della porta dice: «Rilassati». Dice: «Un giorno ci ripenserai con il trasporto con cui pensi a un sacchetto di patatine».
Tornando in cabina dice: «Oggi hai semplicemente oltrepassato questo limite per la prima volta». Mollandomi lì, nudo e solo, dice: «Mi raccomando, chiudi a chiave». Poi ride e dice: «Sempre che chiudere a chiave le porte ti interessi ancora».